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RID - Rivista Italiana Difesa 07-03-2019 Baby-pensioni per la portaerei TRUMAN? La CVN-75 potrebbe lasciare il servizio attivo anzitempo a causa di tagli al budget data: a cura di:


Altro che tornare a schierare 12 portaerei, come promesso dal Trump della “flotta delle 355 navi”: la US Navy rischia di scendere a quota 10. Secondo alcune fonti riprese dal Washington Post e poi da altre pubblicazioni, il budget difesa per il 2020 preparato dall'amministrazione Trump includerebbe l'intenzione di non procedere all’ammodernamento di mezza vita e alla ricarica dei reattori nucleari della super-portaerei CVN-75 USS HARRY TRUMAN, intervento previsto nel 2024. Una ipotesi scioccante, visto che la TRUMAN, ottava unità classe NIMITZ, e 5a e ultima della sottoclasse THEODORE ROOSEVELT, è in servizio solamente dal 1998: una giovincella, per navi progettate per durare anche 50 anni. Tanto che nel 2017, lanciando la doppia sfida delle 355 navi e 12 portaerei, Trump aveva messo in conto non solo di accelerare l’entrata in servizio delle nuove FORD (2 delle quali sono appena state ordinate con un doppio contratto che non si vedeva dagli anni 80', quando in due occasioni delle CVN furono comprate a coppie, inclusa la TRUMAN stessa), ma anche di sfruttare al massimo la vita residua delle 3 NIMITZ più vecchie, che nel 2019 hanno accumulato tra i 37 e i 44 anni di servizio.

Il Pentagono invece non ha inserito nel proprio piano pluriennale di bilancio 2020-2024 il Refueling & Complex Overhaul (RCOH) per la TRUMAN, per risparmiare alcuni miliardi di dollari da investire in altri settori, anche se questo implica il ritiro anticipato dell'unità dal servizio durante la prossima decade, invece che nel 2048. Considerato il costo annuo di una CVN, attorno al miliardo, si potrebbe stimare un risparmio a lungo termine attorno ai 30 miliardi.

Per ora, in concreto, verrebbero cancellati i 16,9 milioni di dollari destinati nell’anno fiscale 2020 a preparare l’intervento sulla TRUMAN presso i cantieri Huntington Ingalls di Newport News. Secondo i media americani, sarebbe stato James Mattis a imporre questo sacrificio come condizione per l'approvazione del doppio acquisto di nuove portaerei, e il suo vice e poi successore Patrick Shanahan avrebbe riconfermato la decisione. Il budget difesa richiesto dall'amministrazione Trump per il 2020, che sarà presentato ufficialmente a giorni, è atteso con valori inferiori a quello per il 2019, imponendo dunque dei compromessi.

Va ricordato però che è il Congresso a determinare la forma finale del budget, e questo ha approvato anni fa una legge che impone alla Marina di mantenere almeno 11 portaerei e 9 Air Wing, e il ritiro della TRUMAN prima della consegna della nuova JOHN F. KENNEDY sarebbe letteralmente illegale.

Qualcosa del genere era stato già proposto per la WASHINGTON (ora ai lavori) durante l’amministrazione Obama, nel 2014, provocando un’autentica tempesta da parte dei Repubblicani, che oggi si trovano alle prese con l’ennesima contradizione della presidenza Trump. Le polemiche sono solo all’inizio, e molti ritengono la scelta del Pentagono finalizzata ad ottenere maggiori fondi per la US Navy in fase di revisione e approvazione del bilancio, visto che il supporto per le portaerei è bipartisan al Congresso e, oggi come nel 2014, le possibilità che questa linea d'azione venga approvata dalle commissioni Difesa sono prossime a zero.



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