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RID - Rivista Italiana Difesa 29-10-2018 Ejército Argentino: retaggi e prospettive data: a cura di:


Per più di un secolo e mezzo, le Forze Armate argentine, e segnatamente la componente più articolata e importante, ossia l’Esercito, hanno svolto un fondamentale ruolo politico nell’evoluzione del Paese, anche quando al governo prevaleva l’elemento civile. Tuttavia, nell’ultimo scorcio del XX secolo, la congiuntura negativa creata dalla “guerra sporca” e dalla feroce repressione delle giunte militari del 1976-1983, dalla drammatica sconfitta subita alle Falklands-Malvinas nel 1982, dalla crisi economica degli anni ’80 e dai tentativi di golpe del 1987-1990, hanno marginalizzato l’apparato militare un po’ a tutti i livelli (mentre le conseguenze della crisi attuale non sono oggi prevedibili, ma certo non saranno di poco conto per l'istituzione militare).

 

Organizzazione e missioni

 

Come accennato, le Forze Armate, e l’Esercito in prima linea, hanno svolto un ruolo fondamentale, nel bene e nel male, nella storia dell’Argentina, sin dalla sua travagliata indipendenza, sancita da una guerra contro la madrepatria spagnola.

Un ruolo spesso politico, svolto attraverso numerosi golpe, talvolta sanguinosi. L’ultima fase di instabilità risale alla “guerra sporca” del 1976-1983 (ma movimenti insurrezionali di estrema destra e sinistra erano attivi già dal 1969), mentre dal 1987 al 1990 si susseguirono i tentativi di bloccare il processo di democratizzazione del Paese, con le fallite rivolte dei cosiddetti “Carapintadas”. La durissima repressione dell’ultima rivolta, nel dicembre 1990, fu stroncata dalle truppe lealiste con tempestiva durezza, e anche con l’impiego di mezzi corazzati e aerei, inviati a bombardare una colonna ribelle che si avvicinava alla capitale.

L’Esercito ha inoltre accumulato un’importante esperienza di guerra convenzionale moderna, con la campagna delle Falklands-Malvinas dell’aprile-giugno 1982, sebbene cogliendo scarsi successi rispetto alle buone prestazioni ottenute dalle forze aeree e aeronavali.

Tuttavia, se complessivamente le operazioni dei ben equipaggiati, ma male addestrati e comandati reparti di coscritti furono contrassegnate da standard piuttosto bassi, le poche unità di élite, segnatamente i paracadutisti, si batterono validamente. E una volta superato il nodo del ritorno nelle caserme, i militari argentini sono riusciti a ritagliarsi un ruolo certo meno importante, anche a causa delle difficoltà incontrate nel cancellare le macchie del passato repressivo, ma che gradualmente li ha reinseriti nel rinnovato tessuto democratico del Paese. Cartina di tornasole sono stati, già durante la rivolta popolare del 2001, l’atteggiamento assolutamente corretto tenuto dai generali ad appena un decennio dalle ultime sommosse dei Carapintadas; il crescente impegno per fronteggiare catastrofi – soprattutto climatiche – ed emergenze sociali; e il coinvolgimento sempre più forte in missioni ONU di pace e stabilizzazione, a partire dalla Guerra del Golfo del 1990-1991.

Tutto l'articolo è disponibile su RID 11/18.


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