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RID - Rivista Italiana Difesa 05-10-2018 Seconda portaerei francese: ci siamo? data: a cura di:

La seconda portaerei francese, o Porte-Avions 2, secondo l’accezione risalente al progetto varato negli anni 2000 e mirato a una collaborazione con la Gran Bretagna, prima di essere cancellato nel 2013, da 3 lustri in effetti appare e scompare dai radar della “Royale”. Con la nuova presidenza Macron, la PA2 sta però di nuovo prendendo vita, con l’obbiettivo di andare ad affiancare la DE GAULLE per poi sostituirla. Non va dimenticato, però, che la generazione precedente era incentrata su 2 portaerei, CLEMENCEAU e FOCH, costruite nel 1955-1963. La Marina Francese ha sempre sofferto la “solitudine” imposta dalla loro radiazione, 20 anni fa, mentre la DE GAULLE (nella foto) si è dimostrata problematica sin dalla prima uscita in mare dopo la consegna, quando perse un’elica. Negli anni la nuova ammiraglia si è dimostrata più efficiente, soprattutto quando ha imbarcato i moderni caccia multiruolo di generazione 4.5 RAFALE-M, partecipando a operazioni belliche sin dalla ENDURING FREEDOM del 2002, per poi operare di recente con efficacia nella lotta contro l’ISIS. Ma anche lasciando privi di portaerei gli ammiragli francesi, soprattutto nel corso dei lunghi lavori di ammodernamento, l’ultimo avviato nel 2017, e ora entrato nella fase dei test in mare, iniziata a metà settembre. Presentando nel 2018 il programma pluriennale 2019-2025, è stata ufficializzata la volontà di dotarsi di una nuova portaerei, e con una novità rispetto al progetto “Porte-Avions 2” originale: infatti, anche questa sarà a propulsione nucleare, dopo che lo studio precedente aveva preso in esame l’adozione delle TAG. A fine settembre, mentre la DE GAULLE effettuava le prove post-upgrade, è stato annunciato il via libera a un progetto di studio preliminare avviato da Marina e Direction générale de l’armement-DGA (“Reflection for definition studies”, l’ha definita il direttore dei programmi navali di DGA Laurent Sellier il 24 settembre) per la nuova portaerei. Studio che include anche le valutazioni relative ad un aereo imbarcato di nuova generazione, poiché se si ipotizza di arrivare al varo dell’unità nel 2025, questa resterà presumibilmente in servizio sino al 2065; e senza contare un’eventuale seconda unità similare. Una versione navalizzata dell’aereo da combattimento di sesta generazione franco-tedesco annunciato nel 2017, sembrerebbe la più probabile, anche se siamo davvero solo alle prime battute, essendoci ora sul piatto anche il progetto TEMPEST inglese. Per la realizzazione della nuova portaerei francese, lo studio preliminare, che si avvarrà anche dell’esperienza accumulata da Thales e MBDA nella realizzazione delle QUEEN ELIZABETH britanniche (non dimentichiamo che l’originale programma PA-2 era legato a quello inglese, mentre ora in prospettiva c’è anche la partnership italo-francese Fincantieri-STX/Naval Group), sarà affiancato da un secondo filone, guidato da DGA, mirato alla definizione di sistema di combattimento e architettura tecnologica generale, con i nodi fondamentali del sistema di lancio degli aerei, e della propulsione, anche se come si ricordava l’opzione nucleare sembra aver fatto grandi passi avanti. Si tratta di un secondo studio da avviare tra ottobre e novembre, di cui si dovrebbe parlare con maggiori dettagli anche nell’edizione 2018 di EURONAVAL, in svolgimento tra 23 e 26 ottobre. Il progetto preliminare sarà pronto a fine 2019, inizio 2020, anno che dovrebbe portare al progetto definitivo e all’avvio della costruzione. Sulla tempistica ancora non ci sono certezze, anche se il 2025 è stato indicato come l’anno del varo: il che porterebbe a fissare al 2030 la presumibile piena operatività della PA-2, quando la DE GAULLE toccherà i 30 anni di servizio.


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