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RID - Rivista Italiana Difesa 03-10-2018 La Russia e la violazione dell’INF data: a cura di:



Alla Ministeriale NATO della Difesa in corso a Bruxelles, uno dei temi all’ordine del giorno è la violazione del Trattato INF da parte della Russia, a causa dello schieramento del sistema missilistico 9M729 (SS-C-8 in codice NATO). Il Trattato INF proibisce il possesso di missili con capacità nucleare (e convenzionale) aventi portate comprese tra 500 e 5.000 km. Il primo lancio "ufficiale" del missile 9M729 risale al 2 settembre 2015. Il missile è prodotto da KBO Novator e sembra essere un ulteriore sviluppo del missile navale 3M14 (SS-N-30A) utilizzato in numerose occasioni dalla flotta russa per attaccare obiettivi in Siria. La famiglia navale KLUB comprende missili land-attack 3M14 BIRYUZA (SS-N-30A) e antinave 3M54 KALIBR (SS-N-27 Sizzler), con numerose varianti nazionali ed esportazione, che differiscono sensibilmente in termini di gittata e velocità terminale. La versione navale 3M14 ha una portata di 2.500 km ed una velocità di 0,8 Mach, tanto da rappresentare un valido contraltare al BGM-109 TOMAHAWK statunitense.

Negli anni '80 i Sovietici avevano sviluppato un missile molto simile, sempre in casa Novator, noto come 3K-12 RELIEF (SSC-4 SLINGSHOT), dotato di una testata nucleare da 200 kt, con un raggio d'azione di 3.000 km. Il missile poteva essere lanciato da terra e da sottomarini. Venne cancellato nel 1987, con l'entrata in vigore del Trattato INF. Una versione equipaggiata con testa convenzionale, nota come 3K10 GRANAT (SS-N-21 SAMPSON), lanciata dai tubi lanciasiluri, è in servizio sui sottomarini nucleari classe AKULA.

Tra i commentatori occidentali vi è, talvolta, qualche confusione, perché alcuni identificano il nuovo missile 9M729 come se si trattasse di un missile balistico ISKANDER. In realtà il sistema ISKANDER comprende sia missili balistici che missili da crociera, che vengono lanciati utilizzando un medesimo tipo di veicolo, su cui sono stati installati vari modelli di TEL. Lo ISKANDER-K (Krylataya, ovvero "dotato di ali") utilizza i missili 9M728 (SSC-7) di 500 km di portata, oppure i missili 9M729 (SSC-8) che potrebbero avere una portata superiore ai 3.000 km. Lo ISKANDER-M può lanciare due missili "quasi balistici" 9M723 con 400-500 km di gittata e velocità terminale di 6-7 Mach. In totale il sistema ISKANDER può utilizzare 7 diversi tipi di missile, tra balistici, "quasi-balistici", da crociera subsonici e da crociera supersonici. Tutti i modelli sono capaci di trasportare testate convenzionali o nucleari.

Già nel 2008 i russi avevano annunciato l'intenzione di dispiegare i missili ISKANDER nell'enclave di Kaliningrad, come risposta i piani statunitensi di realizzare sistemi di difesa anti-missili balistici nell'Europa Orientale. A partire dal dicembre 2014 gli ISKANDER sono stati schierati a Kaliningrad, inizialmente solo per delle esercitazioni, e nel febbraio 2018 in modo permanente. Gli Stati Uniti hanno denunciato questi spostamenti come violazione del Trattato INF.

La Russia accusa a sua volta gli Stati Uniti di avere violato il Trattato INF con la realizzazione delle basi AEGIS-ASHORE in Romania e Polonia. Secondo i Russi, infatti, i lanciatori Mk-41 che ospitano i missili anti-missile SM-3 potrebbero accogliere anche i missili TOMAHAWK, che con la loro gittata rappresenterebbero una violazione delle limitazioni imposte dal Trattato INF. Tuttavia, le basi AEGIS-ASHORE non dispongono delle consolles per il controllo dei TOMAHAWK, né del software necessario, né tantomeno sono mai state progettate o collaudate per un tale sviluppo.

Il fatto è che i Russi (e i Cinesi) hanno sempre considerato la presenza di un sistema anti-missile balistico come una grave minaccia alla propria capacità di dissuasione nucleare e, di conseguenza, all’equilibrio strategico. Pertanto, l’intento russo sembra quello di schierare un’arma con la quale poter minacciare (trattandosi di arma da crociera con profilo di volo a bassa quota ad isneguimento del terreno) i siti rumeno e polacco dell’AEGISS-ASHORE in modo tale da ridurne l’impatto strategico.

Il 2 ottobre 2018, il rappresentante permanente degli Stati Uniti alla NATO, Ambasciatore Kay Bailey Hutchison, ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero decidere di rimuovere (take out) i missili russi che vengono ritenuti essere in violazione del Trattato INF, se la Russia continuasse a non rispettare l'accordo. In un secondo tempo Hutchison ha dichiarato che con il termine "rimuovere" non intendeva ipotizzare un attacco preventivo contro la Russia, ma esprimere con forza la necessità che il Trattato INF venga rispettato. Se così non fosse gli USA e la NATO si vedrebbero costretti a controbilanciare questa minaccia con un analogo dispiegamento di sistemi d’arma. Si tratta comunque di un'affermazione molto pesante, che non contribuisce certo a dissipare il clima di tensione venutosi a creare tra le 2 super-potenze.


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