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RID - Rivista Italiana Difesa 18-12-2017 Consegnato il primo SCORPENE al'India data: a cura di:

Il primo “scorpione” indiano ha finalmente attraversato il fiume. Non sulla schiena di una rana, ma di certo arrivando con un certo ritardo. Il sottomarino KALVARI, il primo dei 6 battelli tipo SCORPENE ordinati all’allora DCNS (ora Naval Group) con un contratto firmato nel 2005, e del valore di 3 miliardi di dollari, avrebbe infatti dovuto essere completato nel 2012, seguito nell’arco di 5 anni dalle altre 5 unità. Tuttavia, sebbene alcune attività preliminari fossero già state avviate nel dicembre 2006 (col taglio della prima lamiera), solo il 1 aprile 2009 il KALVARI era stato impostato; il varo era avvenuto il 30 ottobre 2015, seguito da un lungo periodo di collaudi, prove in mare, ed esercitazioni, sino alla consegna ufficiale, avvenuta alla presenza del primo ministro indiano Narendra Modi lo scorso 14 dicembre, 50 anni dopo l’entrata in servizio del primo sommergibile indiano, un altro KALVARI, tipo FOXTROT consegnato dall’URSS nel dicembre 1967. Il ritardo è soprattutto legato al fatto che tutti i battelli vengono realizzati presso i cantieri Mazagon Dock Limited di Mumbai, su licenza e previo trasferimento di tecnologie, e adeguamento delle infrastrutture produttive. Il cantiere infatti aveva accumulato esperienza negli anni ’80-’90 realizzando su licenza, ma solo parzialmente, i Type-209/1.500 classe SHISHUMAR, scontrandosi con non pochi problemi. Per i KALVARI i nodi sono stati sciolti gradualmente: DCNS-Naval Group ha trasferito in India attrezzature e know-how, mentre i suoi tecnici curavano la formazione del personale locale, passato da 350 a 3.500 addetti, cui vanno aggiunti 2.000 subappaltatori. Per il secondo battello, il KHANDERI, la consegna è prevista nell’agosto 2018, e i responsabili di Mazagon Dock Limited affermano di essere in grado di completare un battello ogni 9 mesi, completando così l’intera fornitura entro agosto 2021. Non va tuttavia dimenticato che il programma, basato sul Projetct-75, è suddiviso in 2 lotti. Il primo relativo alla consegna di 4 battelli diesel-elettrici, quelli che saranno consegnati entro febbraio 2020, mentre per gli ultimi 2 è previsto l’inserimento di un modulo propulsivo AIP tipo MESMA, anche se restano ambiguità circa il fatto che la modifica venga effettuata durante la costruzione, o i 2 battelli siano solo predisposti; così come la possibilità di retrofittare l’apparato anche sui primi 4 sottomarini, in un secondo tempo. IL KALVARI appena consegnato si presenta come un battello convenzionale diesel-elettrico, lungo 67 metri e con un dislocamento di 1.600/1.800 t, propulso da 4 diesel MTU 12V396 SE84, con 360 batterie di alimentazione, capace di raggiungere una velocità massima in immersione di 20 nodi, con un’autonomia di missione di 40-50 giorni, a seconda dei casi. La quota massima certificata dai collaudi è di 350 metri, e l’armamento è incentrato su 6 tubi lanciasiluri da 533 mm, capaci di rilasciare anche 30 mine, e i missili a cambiamento d’ambiente antinave SM-39 EXOXET Block-2. Il tutto gestito da un’avanzata panoplia di sensori, integrati dal Submarine Tactical Integrated Combat System (SUBTICS), e con un sistema di inganni anti-siluro C303/S. Per quanto riguarda i siluri, il capitolo resta aperto: sono disponibili in magazzino le armi tedesche e russe acquistate negli anni ’80 e ’90 per i KILO e i Type-209 (Type 53-65, TEST-71, AEG SUT Mk-1), ma per i KALVARI erano previsti i 98 siluri WASS BLACK SHARK, col contratto da 300 milioni di dollari annullato però nel 2016. In alternativa, sono stati valutati gli F-21 francesi e i SEAHAKE tedeschi. Tuttavia, nei mesi scorsi sono circolate indiscrezioni circa la volontà di rivedere la cancellazione del contratto con WASS del 2014, per evitare nuovi ritardi nella piena operatività dei KALVARI. Non va poi dimenticato che nel frattempo il governo indiano ha lanciato il Project-75I, per altri 6 battelli equipaggiati con AIP e sistemi lanciamissili VLS per l’impiego di missili antinave e cruise BRAHMOS: un programma per il quale sono in gara 5 aziende. La scelta più logica sarebbe standardizzare la linea su una versione migliorata e più grande degli SCORPENE, non è mai stato prioritario per i militari indiani armonizzare i propri sistemi d’arma. Inoltre, è previsto che per completare la sostituzione dei 14 battelli entrati in servizio tra 1986 e 2001, saranno realizzati altri 12 battelli del Project-76, sempre suddiviso in 2 lotti, ma relativo a unità da sviluppare localmente, col semplice supporto di partner esterni.


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