a cura della Rivista Italiana Difesa
Primi dettagli sul nuovo caccia sudcoreano KF-X data: 26-10-2017 a cura di: Andrea Mottola

Nelle scorse settimane sono trapelati diversi dettagli sul design e sulla futura configurazione del caccia bimotore multiruolo di 4,5/5ª generazione KF-X, sviluppato dall’azienda sudcoreana Korea Aerospace Industries – KAI, nell’ambito di una partnership con l’Indonesia ed Indonesian Aerospace, con l’assistenza di Lockheed Martin. Concepito inizialmente con un design simile nelle dimensioni all’Eurofighter TYPHOON, negli anni il KF-X ha visto un progressivo cambiamento della propria struttura, con un incremento generale delle dimensioni (soprattutto lunghezza ed apertura alare). Tali modifiche appaiono confermate anche dall’ultimo disegno emerso durante l’ultimo salone sudcoreano ADEX 17 riguardante il prototipo C107. Rispetto al concept del C104 - scelto nel 2013 come base di sviluppo del programma KF-X, quando la Lockheed Martin vinse la fase 3 della competizione per il nuovo caccia sudcoreano F-X con il proprio F-35, competizione che subordinava tale vittoria alla contemporanea partecipazione allo sviluppo del KF-X, compreso il sostegno di una parte dei costi di sviluppo – il C107 mostra diverse differenze. L’apertura alare è aumentata di 30 cm, con la radica alare spostata leggermente in avanti sulla fusoliera, anch’essa lievemente allargata, mentre la lunghezza del velivolo ha visto un incremento di 90 cm. Altre modifiche riguardano lo spostamento in avanti dell’abitacolo, la riprogettazione del tettuccio – ora estremamente simile a quello del JSF – la ricollocazione dei motori, con un aumento della distanza tra loro, al fine di incrementare le capacità di sopravvivenza del velivolo in caso di avaria ad uno di essi, ed una riprogettazione delle prese d’aria, che ora appaiono lievemente allargate. Una modifica, quest’ultima, resasi probabilmente necessaria per la scelta del potente, ma ingombrante, motore turboventola con postbruciatore General Eletric F414-GE-400K/EPE come propulsore del velivolo, lo stesso presente sui SUPER HORNET, da cui differisce nelle ventole e nel compressore, completamente riprogettati, che consentono un incremento del 20% di spinta (fino a 26.400 libbre) rispetto agli F/A-18E/F. Infine, si nota un nuovo design dei piani di coda, con un accentuazione della forma triangolare ed un incremento della loro altezza. Quelle elencate, tuttavia, rappresentano caratteristiche di un design non ancora definitivo, per il quale bisognerà attendere il prossimo giugno. Cionondimeno, oltre a tali – ancora ipotetiche - modifiche, sono emersi alcuni dettagli decisamente più “ufficiali”. In primis, la conferma, da parte della KAI, sulla produzione di una variante biposto del KF-X, accanto a quella monoposto. Una conferma, tuttavia, che non specifica se tale variante sarà dedicata esclusivamente all’addestramento ed alla conversione operativa degli equipaggi, o se potrà avere un ruolo operativo ancor più specifico. Secondo i programmi, il KF-X sarà dotato di un core avionico sviluppato e prodotto autonomamente dalla Corea del Sud, una scelta determinata soprattutto dalla volontà di agevolare l’eventuale esportazione del KF-X, mitigando la possibilità di veto di Washington riguardo alle vendite ad altri Paesi di velivoli equipaggiati con sistemi avionici ed armamenti americani. In particolare, il KF-X monterà un radar Hanwha Systems AESA, il cui sviluppo dovrebbe essere completato nel 2026 con un costo stimato in 320 milioni di dollari. Per quanto venga oggi definito come un sistema fondamentalmente “indigeno”, è probabile che tale radar utilizzerà alcune componenti (ricevitori, trasduttori e processore) prodotte dall’azienda israeliana Elta che, dallo scorso giugno, risulta già impegnata nella validazione del programma di sviluppo del nuovo radar, nonché dell’assemblaggio del sistema che verrà testato fino al prossimo marzo. Oltre al radar AESA, il KF-X sarà equipaggiato con un sistema passivo IRST a lungo raggio basato sullo SKYWARD-G di Leonardo, con un pod di puntamento elettro-ottico (i cui test partiranno nel 2020 a bordo di un velivolo commerciale ancora non specificato), e con un unico schermo multifunzione 8x20 con risoluzione 2560x1280. L’altra novità emersa, accanto alla variante biposto, è la possibile presenza di armamenti europei per il KF-X, quantomeno riguardo ai missili aria-aria la cui scelta dovrebbe ricadere sugli MBDA METEOR, per il medio/lungo raggio, e sui Diehl IRIS-T, per il corto raggio. Secondo i piani del DAPA, il roll-out del primo prototipo è previsto per la seconda metà del 2021, con battesimo dell’aria nella prima parte del 2022, mentre l’assegnazione dei primi 6 velivoli sperimentali Block 1 – sprovvisti di baie interne e coating stealth - ai reparti dell’Aeronautica Sudcoreana è prevista per 2024. Entro il 2026, infine, una parte dei 120 KF-X ordinati dalla Corea del Sud, probabilmente in configurazione Block 2/3 con coating e baie interne, dovrebbe ottenere la IOC, così come per gli 80 IF-X – denominazione indonesiana del KF-X- Block 1 - destinati all’Indonesia. Ulteriori approfondimenti su RID 12/17.


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