a cura della Rivista Italiana Difesa
Lo stealth cinese J-20 ufficialmente in servizio data: 10-10-2017 a cura di: Andrea Mottola

Secondo quanto comunicato dal Ministero della Difesa cinese lo scorso 28 settembre, il caccia pesante a bassa rilevabilità J-20 è ufficialmente entrato in servizio nell’Aeronautica Cinese (PLAAF - People’s Liberation Army Air Force). Nonostante la dichiarazione ufficiale del Ministero della Difesa cinese, pur se formalmente entrato in servizio, il J-20 è ancora in fase di sviluppo e la sua introduzione nella PLAAF avverrà gradualmente. Il suo primo probabile impiego, in attesa della sua reale capacità operativa iniziale, sarà quello nel ruolo di “Aggressor” (Blue Force, secondo la definizione cinese) al fine di favorire lo studio di manovre e di contromisure adottabili dagli attuali velivoli e sistemi antiaerei in dotazione alle Forze Armate cinesi nei confronti di un caccia di 5ª Generazione. Al momento, i 6-8 J-20 in servizio presso la 176ª Brigata Aerea Test e Valutazioni di stanza a Dingxin (provincia di Gansu), dovrebbero essere ancora equipaggiati con i motori di produzione russa Salyut AL-31FNS3/117S (o della loro copia cinese WS-10B, lo stesso presente sui caccia autoctoni J-10B) che garantiscono 30.200 libbre di spinta con postbruciatore, ma sono sprovvisti di spinta vettoriale. Nel breve termine, la Cina ha intenzione di montare sui J-20 il propulsore indigeno Xian WS-15, dotato di spinta vettoriale e capacità di “supercruise” (volo supersonico senza utilizzo di postbruciatore) che dovrebbe fornire una spinta di 36.000 libre con postbruciatore, propulsore che, tuttavia, ha sofferto di diversi problemi di affidabilità riguardanti, in particolare, la scarsa potenza erogata dovuta a non precisati difetti nel materiale che compone le ventole delle turbine (cristallo di nickel). Al momento, sembrerebbe che tali problemi siano stati risolti tramite la sostituzione con ventole composte da una superlega di nickel e renio che hanno contribuito ad aumentare l’efficienza e la spinta del propulsore. Anche le capacità stealth del velivolo sarebbero tutt’altro che eccellenti. Secondo un recente studio sulla Radar Cross Section (RCS) del velivolo, operato dall’Istituto Nazionale di Scienza e Tecnologia Chung-Shan di Taiwan, il J-20 avrebbe una RCS molto bassa unicamente nella parte frontale del velivolo – anche se i piani canard dovrebbero renderla comunque superiore a quella di un RAPTOR - mentre da angoli posteriori e laterali la sua segnatura è simile a quella di un caccia di 4ª Generazione. Ad ogni modo, la più o meno formale entrata in servizio del J-20 rappresenta una novità assoluta: si tratta, infatti, del primo caccia stealth sviluppato al di fuori degli Stati Uniti a diventare operativo. Una novità che rompe più di 30 anni di monopolio statunitense sulla tecnologia stealth, iniziata alla fine del 1983 con l’entrata in servizio del F-117 NIGHTHAWK. Tuttavia, come in quel caso, e come in altri estremamente attuali, l’esperienza insegna che ci vorranno ANCORA anni prima che i cinesi possano dichiarare la piena capacità al combattimento (full combat capability) del J-20A. Tornando all’esempio americano, infatti, basterebbe ricordare il lungo periodo di test necessari all’USAF per l’introduzione in servizio di caccia di 5ª Generazione e ad elaborarne una valida dottrina operativa. Tutt’oggi, l’Air Force sta ancora studiando il modo di sfruttare al meglio le capacità dei propri F-22 RAPTOR, tanto in caso di operazioni effettuate di concerto con velivoli di 4ª/4ª generazione e mezza, tanto in quelle effettuate con gli F-35, e ciò nonostante si parli di un velivolo entrato in servizio più di 10 anni fa. Lo stesso inserimento in servizio del JSF è avvenuto in modo graduale e solo in tempi recenti, dopo un lungo e complesso periodo di gestazione, soprattutto per la stabilizzazione del software dal quale dipende lo sviluppo delle enormi capacità del velivolo. Senza voler ricorrere a sillogismi, si può tuttavia affermare che risulta alquanto improbabile che la Cina possa seguire un percorso molto differente da quello seguito dal Paese che per oltre 30 anni è stato leader nel campo della tecnologia stealth. Tutti gli approfondimenti su RID 11/17.


Condividi su: