a cura della Rivista Italiana Difesa
Il programma OA-X entra nella fase decisiva data: 08-08-2017 a cura di: Andrea Mottola

Mentre l’Air Force americana è impegnata nelle valutazioni strategiche e finanziarie riguardanti il futuro dei velivoli dedicati al supporto aereo ravvicinato (CAS), cresce il suo interesse verso il procurement di una nuova flotta low cost di aerei d’attacco leggero da impiegare nelle missioni CAS e COIN che, negli ultimi 3 lustri, hanno rappresentato la stragrande maggioranza delle operazioni di combattimento degli aerei statunitensi, e non solo. A conferma di tale interesse sono arrivate, nei giorni scorsi, le parole del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica americana, Gen. David Goldfein, che ha evidenziato due aspetti fondamentali legati al procurement degli aerei in oggetto. Il primo aspetto, prettamente operativo, riguarda il fatto che questa nuova potenziale flotta consentirebbe di allentare il peso sopportato dai velivoli di “fascia-alta” che attualmente affiancano gli A-10 WARTHOG nelle operazioni CAS, come F-15, F-16 e presto F-35, consentendo a questi ultimi di dedicarsi alle missioni per le quali sono stati concepiti. Il secondo aspetto, concernente la sfera addestrativa, riguarda la possibilità di fornire altri velivoli per l’addestramento dei piloti dell’USAF, che oggi si trova ad avere un numero di piloti estremamente alto rispetto agli apparecchi disponibili per l’addestramento. Goldfein ha anche annunciato la propria presenza presso la base aerea di Holloman (Nuovo Messico) dove, durante la seconda settimana di agosto (8 e 9), si svolgerà la demo/esperimento COMBAT DRAGON II riguardante il programma di valutazione OA-X. L’evento vedrà la partecipazione di 3 velivoli turboelica – il Beechcraft AT-6 WOLVERINE, l’Embraer/Sierra Nevada A-29 SUPER TUCANO (forte dei successi ottenuti durante le operazioni dell’Aeronautica Afgana) e l’Air Tractor OA-802L LONGSWORD della L-3 Communications -  e di un jet – il Textron AirLand SCORPION -, gli unici a soddisfare i 7 prerequisiti inizialmente stabiliti dall’USAF per la partecipazione a tale valutazione, tra i quali disponibilità di abitacolo pressurizzato e di sediolino eiettabile tipo 0-0, oltre alla capacità d’impiego di mitragliatrici, razzi guidati APKWS II e non, oltre ad ordigni laser guidati (tipo PAVEWAY II). Sebbene, come detto, l’OA-X non debba essere ancora considerato un vero programma di acquisizione dell’USAF, ma piuttosto come un programma di valutazione con l’obiettivo di esplorare le caratteristiche e le capacità richieste per un velivolo da impiegare in precisi contesti operativi (CAS, COIN, attacco leggero e ricognizione armata) in ambienti permissivi e semi-permissivi e con capacità STOL, è chiaro che l’esito della demo COMBAT DRAGON II - che potrebbe essere seguita da un successivo test dimostrativo di stampo maggiormente “combat” - potrà influire pesantemente sulla potenziale assegnazione di un contratto per la produzione diun numero difficilmente inferiore ai 100 aerei, di cui probabilmente 50/60 destinati proprio all’USAF, mentre gli altri a possibili clienti esteri (7 delegazioni straniere saranno presenti ad Holloman). L’aspetto fondamentale del programma OA-X è quello riguardante i costi contenuti della piattaforma, un aspetto che non può che suscitare l’interesse di tanti potenziali clienti, oltre che della stessa USAF. In particolare, l’OA-X darebbe l’opportunità di acquisire una piattaforma dedicata a ciò che la storia recente di tanti paesi ha dimostrato essere la sfera operativa principale, cioè il supporto aereo ravvicinato/contro-insurrezione e la ricognizione armata, ad un costo di gran lunga inferiore - sia in termini di costo unitario, che di ora di volo (un A-29 non arriva ai 1.000$ per ora di volo) - rispetto a quello necessario a velivoli come A-10 (18.000$ per o/v) o F-15 (34.000 per o/v). Parallelamente al programma di valutazione OA-X, lo scorso 31 luglio l'Air Force ha annunciato l'avvio di un progetto di studio, effettuato di concerto con il comando delle Operazioni per le Forze Speciali (SOCOM), per un aereo da attacco leggero e supporto alle FS denominato LASSO (Light Attack Support for Special Operations). Nonostante si tratti di un programma separato dall'OA-X, è probabile che la piattaforma vincitrice della gara OA-X possa avere ottime probabilità di essere la prima scelta anche del programma LASSO. Dalle parole di Goldfein inoltre, si evince – se ancora ce ne fosse bisogno – che l’OA-X non rappresenta in alcun modo un programma per la sostituzione dell’A-10, aereo che continuerà a svolgere egregiamente le proprie missioni di supporto aereo ravvicinato fino alla metà degli anni ’20 e per il quale, ad oggi, non esiste alcun progetto di rimpiazzo. E’ estremamente probabile, infatti, che dopo tale data l’USAF abbandonerà l’impiego di una piattaforma mono-ruolo dedicata al CAS – cestinando, di fatto, il programma A-X abbozzato nel 2016, volto allo studio/valutazione per il futuro sostituto del WARTHOG - ritenuta relativamente obsoleta ma, soprattutto, difficilmente sostenibile, in modo adeguato e stabile, dal punto di vista finanziario, aspetto che, nel medio termine, rappresenta il vero ostacolo all’eventuale erede dell’A-10. Altro aspetto, come si diceva, è quello operativo. Di fatto, nel corso della sua storia, il WARTHOG ha dato enorme dimostrazione delle proprie capacità nei contesti operativi contraddistinti da totale (o quasi) dominio dello spazio aereo del nemico, vedi Iraq e Afghanistan. Tuttavia, la proliferazione di sistemi antiaerei e delle cosiddette “bolle” A2/AD, renderebbe estremamente complesso l’impiego di un velivolo lento e sprovvisto di caratteristiche “stealth” nei futuri (e non solo) contesti operativi, laddove sarà più probabile l’utilizzo di un mix di piattaforme Hi-Lo tra UCAV, caccia di 4ª++ e 5ª generazione (F-15SE ed F-35) e bombardieri. E proprio in tale direzione sembra muoversi l’Air Force.


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