a cura della Rivista Italiana Difesa
La prospettiva italiana per la NATO del futuro data: 27-07-2017 a cura di: Francesco Guastamacchia

Il 26 luglio si è svolta a Roma, presso la Biblioteca del Senato, la conferenza organizzata dal Centro Studi Internazionali (Ce.S.I.) dal titolo “Sfide e opportunità per la NATO del futuro: la prospettiva italiana”.

Alla tavola rotonda, moderata dal dott. Stefano Polli, Vice Direttore ANSA, sono intervenuti il Ministro della Difesa, Sen. Roberta Pinotti, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Claudio Graziano, il Presidente della Commissione Affari Esteri del Senato, Sen. Pierferdinando Casini, il Presidente della Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare NATO, On. Andrea Manciulli, e il presidente del Ce.S.I., Andrea Margelletti.

Uno dei temi centrali affrontati dal convegno è stato il rapporto tra NATO e Unione Europea alla luce della volontà dei leader europei di voler rilanciare il progetto di Difesa comune. Il Presidente Margelletti, nella sua introduzione all’evento, ha ricordato l’importanza di avere un’Alleanza difensiva consolidata ed il rapporto indispensabile con gli Stati Uniti "che non può e non deve essere messo in discussione", anche in seguito all’eventuale avvio di un progetto europeo di Difesa.

Il Ministro Pinotti ha evidenziato le priorità sulle quali l’Italia si concentrerà e per le quali sta lavorando affinché Unione Europea e NATO rafforzino la collaborazione. "La lotta al terrorismo e la risposta alla minaccia cibernetica sono compiti fondamentali sui quali il Governo italiano sta investendo e per i quali la nostra nazione possiede tutte le competenze necessarie per portarli a termine". Inoltre, il Ministro ha auspicato l’avvio di progetti onnicomprensivi a livello europeo per i quali la NATO possa avere un ruolo nella creazione di cornici di sicurezza.

A tal proposito, il Generale Graziano ha sottolineato che "la mutevolezza degli attuali scenari internazionali richiede alle due Istituzioni di coordinarsi per favorire la distribuzione degli sforzi e la riduzione dei costi legati al mantenimento delle capacità militari. Per di più, la flessibilità europea consente di mettere in campo strumenti antiterrorismo e per il contrasto al traffico di esseri umani, ambiti in cui la NATO non ha il mandato per operare. Tuttavia, l’assenza di una consolidata struttura militare non permette all’Unione Europea di essere pienamente efficace, e il progetto di Difesa comune sarebbe l’occasione per costruire strutture complementari a quelle NATO".

Di particolare interesse è stata la discussione sul ruolo che la NATO avrà nella sponda sud del Mediterraneo. A conclusione del suo intervento iniziale, il Ministro Pinotti ha evidenziato l’opportunità che la costituzione del Hub NATO per il Sud, che avrà sede a Napoli, rappresenta per l’Italia. A tal proposito, il Generale Graziano ha affermato che "l’Hub permetterà di orientare al meglio le eccellenze e le capacità del nostro “Sistema Paese”, per favorire le missioni di capacity building a favore dei Paesi i cui problemi di sicurezza potrebbero espandersi dal Mediterraneo sino ai nostri confini. L’Hub potrebbe essere, quindi, l’occasione per operare verso la ricostruzione delle condizioni di sicurezza favorevoli allo sviluppo e la cooperazione con i Paesi a sud del Mediterraneo". Parole sulle quali ha convenuto anche il Sen. Casini, affermando la "necessità di una politica di cooperazione economica coerente tra Paesi europei e africani, anche in risposta ai flussi migratori, le cui rotte caratterizzano il Mediterraneo e il nostro Paese". L’On. Manciulli ha sottlineato, infine, come "i cicli migratori si siano chiusi con la ripresa economica dei Paesi interessati" e sullla necessità di "un dibattito serio, in Italia, sui temi della sicurezza e della cooperazione internazionale nel continente africano, con particolare riferimento ai vicini mediterranei e della regione subsahariana.


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