a cura della Rivista Italiana Difesa
Corea: le capacità antimissile del THAAD data: 04-05-2017 a cura di: Andrea Mottola

Lo scorso 25 aprile, a Seongju, una cittadina rurale 250 km a sud est di Seul, è stata installata una batteria del sistema per la difesa antimissilistica terminale (Terminal High-Altitude Area Defense – THAAD), destinata a proteggere almeno i 2/3 del territorio sudcoreano. Le prime componenti del THAAD sono giunte nella base aerea di Osan a bordo di un C-17 dell’USAF tra il 5 e il 16 marzo scorsi, esattamente a cavallo dell’intensa fase di test missilistici nordcoreani, successivi ai precedenti test di fine 2016 e della scorsa estate, allorquando venne deciso il dispiegamento dello scudo missilistico in Corea del Sud. Il THAAD è un sistema antimissile con portata dichiarata di 200 km e capacità d’ingaggio endo ed esoatmosferica (tra 40 e 150 km di altitudine) di missili balistici a raggio breve e medio nella fase terminale del volo, secondo la tecnologia “hit-to-kill che non prevede testata esplosiva, sfruttando l’energia cinetica dell’impatto per distruggere il missile. Il THAAD è composto dalle seguenti componenti: missile intercettore; veicoli di lancio con canister per 8 missili; il potente radar phased-array AN/TYP2 (in gergo “Tippy Two”) dispiegabile in banda X (8/12,5 Ghz) - con copertura di 1.000 km in “modalità terminale” (utilizzata all’interno del complesso THAAD per identificare, acquisire, tracciare e selezionare missili balistici in fase di discesa/terminale di volo), ma configurabile separatamente da tale sistema come sensore avanzato (come avviene, per esempio, in Turchia), con copertura di circa 2.000 km - e caratterizzato da un’antenna a singola faccia fissa, montata su un trailer, dotata di una superficie di 9 m² e di ben 24.000 moduli di trasmissione/ricezione posizionati al suo interno; un’unità per il controllo di tiro e comunicazioni (Command, Control, Battle Management, Communication - C2BMC), dotata di un’interfaccia software che consente di integrare/fondere dati provenienti da diversi sensori per il calcolo della miglior soluzione di tiro; ed equipaggiamento di supporto (generatore e unità di raffreddamento). Attualmente il sistema sudcoreano, basato su una batteria ridotta con soli 2 veicoli di lancio (invece dei 6 previsti da una batteria standard) ha ottenuto la capacità operativa iniziale il 1° maggio, mentre la piena capacità operativa dovrebbe essere raggiunta la prossima estate con l’aggiunta di altre componenti che completeranno il sistema, tra cui altri 4 veicoli di lancio. Il THAAD rischierato in Corea del Sud si aggiunge al mix di sistemi antiaerei/antimissile a medio/lungo raggio MIM-104 PATRIOT PAC-2 GEM/T e PAC-3 che equipaggiano 2 brigate (8 batterie totali) dell’Aeronautica Sudcoreana - con i PAC-2 che verranno sostituiti entro la fine dell’anno con i PAC-3 - oltre alle batterie americane di PAC-3 presenti nella penisola. I PATRIOT rappresentano il secondo strato di difesa antimissile su brevi distanze (35/40 km) e basse altitudini (25 km) e integrano il THAAD completando il sistema pluristratificato di difesa antimissile. Secondo quanto stabilito dai 2 governi lo scorso luglio, il costo totale del rischieramento del THAAD - pari a circa 1 miliardo di dollari - verrà diviso in tal modo: i costi legati alle voci “supporto, logistica e infrastrutture” verranno coperti dal Governo sudcoreano, mentre gli Stati Uniti sosterranno quelli relativi alla fornitura, gestione operativa e manutenzione del sistema.


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