a cura della Rivista Italiana Difesa
Gli USA usano la MOAB contro IS in Afghanistan data: 14-04-2017 a cura di: Andrea Mottola

Nella serata del 13 aprile, gli Stati Uniti hanno effettuato un raid contro un complesso di tunnel situati nella zona di Achin (provincia di Nangarhar, Afghanistan orientale) appartenenti ad ISIS-K (Khorasan), la costola afghana del Daesh. Nel raid è stata usata per la prima volta la bomba GBU-43/B MOAB, acronimo che, formalmente, indica Massive Ordnance Air Blast, ma che più comunemente, viene tradotto con Mother Of All Bombs considerando le dimensioni e la potenza dell’ordigno. Secondo i dati disponibili, si tratta, appunto, del primo utilizzo di tale ordigno – la più potente arma convenzionale aviolanciata in operazioni di combattimento - non esistendo alcuna conferma riguardo al presunto impiego della GBU-43 nel conflitto in Iraq nel 2003 da alcuni sostenuto. Diretta discendente della BLU-82 DAISY CUTTER, più volte utilizzata nel teatro afghano prima del suo ritiro avvenuto nel 2008, la MOAB è una bomba a detonazione di prossimità (esplosione che avviene a pochi metri dal terreno e non all’impatto con esso) con guida terminale GPS. Si tratta di un ordigno a testata convenzionale caricata con 8,2 tonnellate di esplosivo H6 ad alto potenziale (un mix di RDX, nitrocellulosa, TNT e polvere d’alluminio equivalente ad 11 t di tritolo), in grado di produrre effetti esplosivi simili a quelli raggiungibili con l’impiego di un’arma nucleare tattica, senza le conseguenze derivanti dal fallout radioattivo, particolarmente adatta contro bersagli fortificati di superficie, o situati all’interno di canyon o, ancora, contro infrastrutture sotterranee, concentrazioni di forze e convogli di mezzi, obiettivi rispetto ai quali altri ordigni convenzionali avrebbero una scarsa utilità. La MOAB è stata sganciata da un MC-130H COMBAT TALON II appartenente al Comando Operazioni Speciali dell’Air Force americana (AFSOC) in un’area non lontana dal luogo dove lo scorso 8 aprile è stato ucciso il Sgt. De Alencar del 7th Special Forces Group. Al momento, l’MC-130 è l’unico aereo in grado di trasportare la GBU-43/B essendo opportunamente modificato con un sistema di carrelli e slitte per il trasporto e lo sgancio dell’ordigno – che avviene dalla rampa cargo posteriore del velivolo tramite il dispiegamento di un paracadute, procedura molto simile a quella impiegata nel lancio di paracadutisti o rifornimenti. Le grandi dimensioni della MOAB (10 metri di lunghezza), infatti, non le consentono di essere trasportata nelle stive o sotto le ali dei normali bombardieri. Con il raid afgano si chiude una settimana in cui l’Amministrazione Trump ha voluto segnalare al mondo che il deterrente militare americano è stato ristabilito per evitare che soggetti politici di diverso tipo ed in diverse parti del sistema internazionale possano essere incentivati a spostare sempre più avanti la soglia del rischio e ad equivocare il reale significato della pazienza strategica mostrata negli ultimi 8 anni.


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