a cura della Rivista Italiana Difesa
Trump vuole 12 portaerei data: 14-03-2017 a cura di: Giuliano Da Frč

Il 2017 era già destinato ad essere un anno di svolta per le super portaerei americane, con il definitivo pensionamento della prima unità a propulsione nucleare ENTERPRISE (radiata il 3 febbraio 2017), e la consegna della GERALD FORD, capoclasse del nuovo gruppo di portaerei successive alle 10 NIMITZ, realizzate tra il 1968 e il 2009, attesa entro aprile. Proprio visitando la FORD, che al termine delle prove in mare sta completando un turno di manutenzione in bacino, il neo presidente Donald Trump il 2 marzo ha “varato” una nuova dottrina relativa alla componente portaerei, che va a integrarsi con la volontà di aumentare dalle attuali 274 a 355 il numero delle unità combattenti della US Navy. Siamo ancora lontani dalla “flotta delle 600 navi” voluta da Ronald Reagan negli anni ’80, anche se, in questo caso, l’incremento sarà legato più alla costruzione di nuove unità che al mantenimento in servizio dei vascelli ormai in età di pensionamento, o addirittura alla riattivazione delle vecchie corazzate classe IOWA, voluta dal predecessore. Nel frattempo, Trump è deciso anche a rafforzare la spina dorsale della flotta, portando da 10 a 12 il numero delle portaerei in servizio, con un incremento pari al 20%, sebbene lontano dalle 17 unità inquadrate nel 1990 (compresa la vecchia LEXINGTON del 1943, impiegata per attività addestrativa), e per la verità senza creare una vera rivoluzione, come sarebbe stato annunciando il ritorno a “quota 15”, come era ancora a metà anni ‘90. Per farlo in tempi accettabili, e tenendo conto che la costruzione di una nuova super portaerei richiede 5-7 anni, e quasi 13 miliardi dollari, non ci sono molte strade. Ad oggi, radiata la BIG-E (e ormai è un processo irreversibile, dopo la bonifica dell’equipaggiamento nucleare, mentre sono ancora in riserva le convenzionali KITTY HAWK e KENNEDY), restano in servizio le 10 super portaerei classe NIMITZ, con la quinta unità, la LINCOLN che sta completando i collaudi dopo un Refueling and Complex Overhaul (RCOH) di durata triennale, e la WASHINGTION che andrà ai lavori entro agosto. Va poi tenuto conto del fatto che già la FORD riporta la linea operativa a quota 11, andando a sostituire la ENTERPRISE. Nelle pianificazioni del Pentagono, nel 2020 il completamento della nuova KENNEDY dovrebbe portare al disarmo della NIMITZ, che però è stata concepita per restare in servizio almeno 50 anni. A Trump, quindi, non occorrerebbero trovate più mirabolanti di quelle della sua retorica. Si tratterebbe di autorizzare un prolungamento della vita della NIMITZ (già previsto) sino all’entrata in servizio (nel 2025) della terza FORD, ribattezzata ENTERPRISE, che in origine doveva sostituire la EISENHOWER, in linea dal 1977. Semmai, Trump potrebbe segnare una vera svolta iniziando ad autorizzare un numero adeguato di nuove FORD, per ora solo ipoteticamente fissato in 10 esemplari. Vedremo se sarà possibile mantenere, e non solo costruire, una flotta di 12 costosissime portaerei. Dopo la caduta del Muro di Berlino si era ipotizzato di realizzare delle portaerei più piccole ed economiche a propulsione convenzionale e, ad ogni modo, non va dimenticato che le 9 LHD-A classe AMERICA e WASP (più 3 TARAWA in riserva) sono riconfigurabili come portaerei leggere, in grado di operare con gli F-35B. Tuttavia, se riuscirà nel suo intento, Trump si prenota per avere, al pari di Reagan, il suo nome su una delle nuove portaerei nucleari…


Condividi su: