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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID La crescita degli OPV

Tra le molte categorie esistenti in ambito navale, quella degli OPV (Offshore Patrol Vessels, Pattugliatori d’Altura) è probabilmente tra le meno definite. Nella grande famiglia degli OPV rientrano mezzi di 50 m e 500 t di dislocamento, così come navi da oltre 120 m e 4.500 t, mentre addirittura in Estremo Oriente si contano 2 unità cinesi da 12.000 t e 2 giapponesi da 9.300 t. Naturalmente anche la variabilità delle prestazioni e degli equipaggiamenti di queste navi è altrettanto ampia, tanto che una panoramica completa sarebbe impossibile. Negli ultimi anni si è assistito ad una notevole crescita di queste unità, al punto che si tratta del segmento con la maggiore espansione. Infatti sono unità relativamente semplici, affidabili, con ulteriori margini di sviluppo, e hanno tipicamente un dual-role che ne facilita l’acquisizione e che (talvolta) tacita anche le coscienze dei più accesi pacifisti. Le fregate hanno ormai raggiunto dimensioni e costi notevoli, pur se a fronte di capacità operative importanti. Una fregata dei giorni odierni offre prestazioni che fino a pochi anni fa erano assicurate soltanto da cacciatorpediniere, o da incrociatori, tanto che il confine tra le unità contrassegnate con una F o una D è ormai così sfumato da essere inesistente. Tuttavia, a fronte di questa evoluzione, si deve anche osservare che persiste la necessità di assolvere, quasi quotidianamente, a numerose missioni per le quali non è richiesta una capacità operativa così elevata. Ecco quindi la necessità di una congrua flotta di navi decisamente meno costose e meno capaci di corvette/fregate/caccia, ma che conservino la possibilità di contribuire anche a missioni d’interesse militare. Questa specificità le rende particolarmente appetibili anche per aspetti industriali e politici. La loro relativa semplicità e l’abituale ricorso a normative di classificazione commerciali o “miste” hanno infatti consentito a diversi cantieri di entrare nel mercato navale militare attraverso la progettazione o la costruzione di OPV, oppure di esportare con successo questi progetti a nazioni dove l’industria navale non era ancora sviluppata. Del resto, vista la natura relativamente “benigna” di questi mezzi e la maggiore economicità, la loro acquisizione è spesso guardata con favore da gran parte dell’opinione pubblica e suscita comunque poco o nessun allarme nei Paesi confinanti. A seconda dei diversi ordinamenti nazionali questi OPV sono in forza alla marina militare, o alla guardia costiera, o ad entrambe le organizzazioni. Vi sono alcune Marine, come quella Messicana e quella Irlandese che sono composte esclusivamente da pattugliatori. Il Messico, addirittura, con una decisione inaspettata, ha recentemente ritirato dal servizio tutte le fregate, ed ha cancellato il programma per acquisirne di nuove, optando per concentrarsi esclusivamente sugli OPV come mezzo per la lotta al narcotraffico e la protezione della Zona Economica Esclusiva. L’Olanda, con una decisione che all’epoca fece scalpore, aveva deciso di sostituire 4 delle sue (pur recenti) 10 fregate, per acquisire altrettanti OPV di caratteristiche avanzate, in modo che le attività di pattugliamento venissero svolte da unità che erano in grado di assicurarle con maggior efficienza ed efficacia, lascando quindi alle fregate i compiti più prettamente militari.

anteprima logo RID Consegnata alla MM la FREMM MARTINENGO

Oggi, presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia), è stata consegnata alla Marina Militare la fregata multiruolo FEDERICO MARTINENGO, settima di una serie di 10 unità FREMM – Fregate Europee Multi Missione – commissionate a Fincantieri nell’ambito dell’accordo di cooperazione internazionale italo-francese, con il coordinamento di OCCAR, l'organizzazione congiunta per la cooperazione europea in materia di armamenti. Il programma, di cui Orizzonte Sistemi Navali (51% Fincantieri, 49% Leonardo) è prime contractor per l’Italia, prevede la costruzione di 10 unità, ad oggi tutte già ordinate. FEDERICO MARTINENGO è la settima unità FREMM che Fincantieri realizza completa del sistema di combattimento, la terza in configurazione multiruolo dopo la CARLO BERGAMINI e la LUIGI RIZZO, consegnate alla Marina Militare rispettivamente nel 2013 e 2017.

anteprima logo RID Cacciamine ALGHERO si unisce a SNMCMG2

Nave Alghero navigherà fino a Port Mahon con le altre navi della forza NATO, per unirsi ufficialmente al gruppo di contromisure mine il 27 aprile.

anteprima logo RID Fregate FREMM francesi per la Grecia

Il Ministero della Difesa greco ha confermato il raggiungimento di un accordo con la Francia per l'acquisizione in leasing, per un periodo di 5 anni, di 2 fregate tipo FREMM appartenenti alla Marina Francese. Si tratterebbe, in particolare, della LANGUEDOC e della AQUITAINE. Alla scadenza del leasing, la Marina Greca potrebbe acquisire almeno 2 fregate di taglia intermedia classe BELHARRA, variante per l'export delle francesi FTI, prodotte dai cantieri Naval Group. La Francia conferma così il suo impegno a fianco della Grecia, in un periodo di crescenti tensioni con la Turchia, e la sua politica fortemente anti-Ankara (la Francia, del resto, ha sempre osteggiato l’ingresso della Turchia nell’UE). Resta però il fatto che la Marina Francese si priverà per 5 anni di 2 unità navali di prima linea, una scelta quanto meno questionabile sopratutto se si pensa ad un'evoluzione dello scenario in senso sempre più convenzionale.

anteprima logo RID US Navy e SSN: una riduzione critica

Lo scorso 4 aprile, dopo un anno passato in riserva, era stato radiato il più famoso dei sottomarini nucleari d’attacco (SSN) americani classe LOS ANGELES, il DALLAS, costruito nel 1976-1981, protagonista oltre che di decine di missioni reali, di diverse storie di fiction letteraria. Otto giorni più tardi, il Sottosegretario alla Marina addetto a ricerca, sviluppo e procurement, James F. Geurts, ha certificato in una udienza davanti all’House Armed Services Committee, la necessità per la US Navy di affrontare la rapida riduzione del numero di SSN operativi. Lo standard fissato negli anni scorsi era stato di 48 unità, mentre nei piani di espansione numerica della “flotta di 355 navi” annunciati dall’Amministrazione Trump nel 2017, si parla di 66 sottomarini d’attacco. Tuttavia, l’attuale bilancio tra unità radiate (stando all’attuale pianificazione nel 2018-2019 toccherà ad altri 6 LOS ANGELES, mentre 2 vengono convertiti per attività addestrativa) e nuove costruzioni – 2 VIRGINIA Block 3 da consegnarsi entro il 2019, mentre il COLORADO è operativo dal 17 marzo -, è decisamente allarmante. Si calcola infatti che nel 2029 saranno disponibili solamente 41 battelli: 7 in meno rispetto alle vecchie previsioni, e con un gap di ben 25 esemplari rispetto alla nuova programmazione. Geurts ha pertanto spiegato quali strategie l’US Navy intende seguire per arrestare questa costante riduzione delle proprie capacità d’attacco – gli SSN restano l’altra punta di lancia della flotta, accanto alle portaerei, e quella più “discreta” – proprio mentre si vanno riscaldando le sfide anche navali con Russia e Cina, ed è di pochi giorni fa l’attacco missilistico sferrato anche con i sottomarini contro la Siria. Strategia che comunque, ha spiegato il Sottosegretario, riguarderà anche altre categorie di naviglio, sebbene sia la componente subacquea quella oggi maggiormente in sofferenza. La prima opzione, è ovviamente quella mirata a estendere ulteriormente la vita dei LOS ANGELES. Uno studio effettuato nel 2017 ha portato alla selezione di 5 battelli, tipo Flight III 688 Improved (presumibilmente quelli completati tra 1995 e 1996) sui quali investire risorse per prolungarne la vita di 10 anni, attraverso un Service Life Extensions (SLE) straordinario. Il primo battello potrebbe andare ai lavori nell’anno fiscale 2019, e contemporaneamente si cercherà di sfruttare il più possibile anche gli esemplari più anziani, come già accaduto nel 2017 con il BUFFALO, passato in riserva ma non ancora radiato come inizialmente previsto. Da sottolineare che alcuni provvedimenti previsti dall’US Navy riguardano anche tempi di naftalina più lunghi per le unità inattive, in taluni casi portati al limite di vita di 60 anni. La seconda opzione, che richiederà un’attenta programmazione tra Pentagono e industria, riguarda le nuove acquisizioni. Il piano presentato da Geurts prevede infatti di accelerare il ritmo di costruzione dei VIRGINIA. Attualmente, le commesse annuali riguardano (anche per l’anno fiscale 2019) 2 battelli, e presto si andranno a incrociare con l’avvio del programma relativo ai 12 nuovi battelli strategici (SSBN) classe COLUMBIA, destinati a prendere il posto della classe OHIO, con l’avvio dei lavori previsto nel 2021. Il Dipartimento della Marina vorrebbe passare a un ritmo di 3 VIRGINIA per anno fiscale, almeno negli anni in cui non verranno impostati nuovi SSBN. Per farlo, viene pure proposto di assegnare entro il 2019 un contratto pluriennale per 10 unità, attualmente in fase di negoziazione con i cantieri Huntington Ingalls Newport News e General Dynamics Electric Boat, nonché di ottenere finanziamenti per esemplari aggiuntivi negli anni 2022-2023. Resta allo studio il programma SSN(X)/Improved VIRGINIA, che però in parte è mirato alla sostituzione delle 4 più vecchie unità della classe, costruite nel 1999-2008. Nel corso di una seduta della Commissione parlamentare sono comunque emerse le difficoltà nell’invertire una politica di tagli ai sottomarini avviata negli anni ’90 dopo la fine della Guerra Fredda, con provvedimenti che richiederanno tempo e finanziamenti adeguati, anche tenendo conto delle necessità legate alle altre componenti della US Navy, e proprio mentre diversi attori, a cominciare dalla Cina, accelerano i propri programmi navali aggiungendo alla “quantità” anche una crescente qualità dei materiali.

anteprima logo RID Ammaina bandiera per nave Bersagliere

Martedì 17 aprile al tramonto presso l’Arsenale Militare Marittimo di La Spezia si è svolta la cerimonia dell’ultimo ammaina bandiera del pattugliatore  di Squadra Bersagliere (F584) della Marina Militare che, dopo 23 anni di attività al servizio delle istituzioni e della collettività, ha terminato la propria vita operativa.