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anteprima logo RID Nasce la Fondazione Leonardo - Civiltà delle Macchine

È stata presentata ufficialmente oggi la Fondazione Leonardo - Civiltà delle Macchine, istituzione che intende favorire il dialogo con la società civile, promuovere nei territori di riferimento la cultura industriale e d’impresa, valorizzare il patrimonio culturale e museale, diffondere conoscenza.

anteprima logo RID Germania: niente F-35 dopo i TORNADO

La decisione era nell’aria. Il Ministero della Difesa tedesco ha definitivamente eliminato l’F-35 dai velivoli finalisti nella gara da 15 miliardi di euro che decreterà il successore degli 84 cacciabombardieri TORNADO (56 IDS e 28 ECR) in seno alla Luftwaffe dal 2025, dopo che la stessa sorte era toccata al F-15 ADVANCED EAGLE. I 2 aerei rimasti oggetto della valutazione finale sono l’Eurofighter TYPHOON e la coppia Boeing F/A-18E/F SUPER HORNET/EA-18G GROWLER. La scelta, come detto, non rappresenta affatto un colpo di scena, tenuto conto che Berlino non ha mai nascosto la preferenza per una versione aggiornata dell’Eurofighter TYPHOON - Tr.4 - versione sensibilmente customizzata per i requisiti di attacco al suolo/SEAD/antinave e, soprattutto, strike nucleare previsto dal “Nuclear Sharing Agreement” NATO per il quale il TYPHOON attualmente non ha certificazione, nonché per esercitare i compiti EW degli ECR. Tale preferenza trova la sua spiegazione nella volontà politica tedesca di mantenere la sovranità industriale sulla nuova piattaforma, sia dal punto di vista produttivo (costruzione ed assemblaggio in loco di componenti critiche e degli stessi aerei), che per quanto concerne gli aspetti legati alla gestione delle componenti avioniche e del software, 2 elementi che non avrebbero collimato con la scelta dell’F-35. Secondo Berlino, tale decisione, oltre a favorire le industrie locali e ad accrescere attività occupazionali (R&S, area commerciale, ecc), permetterebbe, inoltre, di coprire adeguatamente il periodo tra il pensionamento dei TORNADO (2025) e l’entrata in servizio del futuro caccia franco-tedesco FCAS (verosimilmente non meno di 15 anni), evitando, al contempo, di indispettire il partner francese con l’acquisizione di un caccia americano (F-18 o F-35 che sia) che, soprattutto nel caso del LIGHTNING II, secondo Parigi rischierebbe di mettere a repentaglio o, quantomeno, rallentare sensibilmente lo sviluppo del programma FCAS. Decisione che appare, tuttavia, invisa alla Luftwaffe che non ha mai nascosto l’apprezzamento tecnico per il LIGHTNING II, rispetto a velivoli – tanto il TYPHOON, quanto il SUPER HORNET – che rappresentano piattaforme di una generazione precedente rispetto al F-35, per quanto gli F-18 rappresenterebbero una soluzione eccellente a soddisfare i requisiti EW ed antinave e siano certificati all’utilizzo degli ordigni nucleari B61-12. Una decisione finale verrà presa entro la fine del 2019 ma sono da ritenersi improbabili soluzioni creative come il mantenimento di una manciata di TORNADO dedicati esclusivamente al trasporto delle B61, o una sorta di compromesso con la suddivisone dell’ordine tra TYPHOON Tr.4 e SUPER HORNET, per motivi finanziari nonché logistici. Oltre al rimpiazzo dei TORNADO, l'Aeronautica Tedesca ha individuato pure l’esigenza di rimpiazzare i 33 Eurofighter TYPHOON attualmente in servizio (si potrebbe, pertanto, pensare all'acquisizione di un mix di EFA Tr.4 e Tr.3A).

anteprima logo RID Contratto per 2 super-portaerei FORD

Huntington Ingalls Industries ha ricevuto l’atteso contratto cumulativo per 2 nuove portaerei, le CVN 80, futura USS ENTERPRISE, e l’ancora senza nome CVN-81. Si tratta rispettivamente della terza e quarta unità della classe GERALD FORD (nata come CVN-21, per 21° secolo). Il contratto singolo per 2 unità dovrebbe consentire significative efficienze nella fase di costruzione, dando all’industria la possibilità di pianificare a lungo termine. Ci si attendono risparmi quantificati in oltre 4 miliardi di dollari. L’attuale contratto ha un valore di 14,9 miliardi per le attività di design e costruzione delle 2 unità. Il costo totale salirà a circa 24 miliardi con l’inclusione di tutto il Government Furnished Equipment, che include le armi, i sensori, le catapulte elettromagnetiche EMALS e l’Advanced Arresting Gear (AAG). Le attività connesse all’acquisizione della CVN80 sono cominciate già nel 2016 con gli ordini per i componenti a lungo tempo di produzione. Huntington Ingalls ha per anni chiesto alla Marina e al Pentagono di ordinare le CVN in gruppi per consentire economie di scala, e nel corso del 2018 ha trovato il necessario supporto politico. Bisogna tornare agli anni ’80 per trovare altri casi di portaerei ordinate a coppie, le CVN classe NIMITZ numero 73 e 74 e poi 75 e 76. Quelle navi risultarono meno costose e richiesero il minimo numero di ore-uomo fra tutte quelle della classe. La CVN80 è attesa nel 2028 per rimpiazzare la USS EISENHOWER (CVN 69), mentre la CVN81 deve seguire nel 2032 per sostituire la USS CARL VINSON (CVN 70). Questo rappresenta una riduzione di un anno nell’intervallo che ora intercorre fra la consegna di una nuova portaerei e le successiva. L’ordine include anche 2 modifiche ad altri contratti collegati: 263 milioni di dollari vanno a ricerca e sviluppo che, secondo l’US Navy, finanziano attività legate all’integrazione di F-35 e delle aerocisterne senza pilota MQ-25 STINGRAY, oltre che l’adozione di mitragliere MK-38 da 25 mm per la difesa di punto. La classe FORD non è esente da problemi: solo a dicembre 2018 la Marina ha approvato il primo di 11 nuovi elevatori per armamenti sulla capoclasse, che sono stati fonte di problemi. Gli altri 10 verranno migliorati e certificati nel corso di quest’anno. Le nuove EMALS e il sistema AAG hanno a loro volta alcuni problemi di affidabilità, e hanno subito ciascuno 10 guasti, di varia entità, in un ciclo di 747 lanci e 763 atterraggi dalla consegna dell’unità nel 2017. L’US Navy richiede un’affidabilità molto maggiore per poter generare le 160 sortite giornaliere (e 270 in “surge”), contro le 120 per una NIMITZ, che sono il cuore del concetto CVN-21.

anteprima logo RID Confermato: USA fuori dal Trattato INF

Gli Stati Uniti hanno confermato per bocca del Segretario di Stato Mike Pompeo l’uscita dal Trattato INF dopo che da mesi ne avevano annunciato la violazione da parte della Russia. Ricordiamo che l’INF prevede lo smantellamento di tutti i missili balistici e da crociera basati a terra, convenzionali e nucleari, con portata compresa tra i 500 e i 5.500 km e i relativi lanciatori. Alla data prevista per il completamento dell’impegno, e cioè il maggio 1991, Stati Uniti e URSS avevano rispettivamente ritirato e distrutto un totale di 846 e 1.846 sistemi: tutti gli SS-20 russi e tutti i PERSHING II e i GRYPHON americani basati in Belgio, Gran Bretagna, Italia e Olanda. La decisione americana è una conseguenza dello sviluppo e del dispiegamento del missile russo da crociera lanciabile da terra 9M729/SSC-8, accreditato di una portata di oltre 1.500 km e derivato dal 3M14 KALIBR per impiego navale. Il Cremlino non ha mai ufficialmente confermato il dispiegamento di questa arma, mantenendo sulla questione una certa ambiguità (secondo il principio che l’incertezza crea deterrenza...) e stigmatizzando invece come destabilizzante il dispiegamento da parte americana di un segmento della difesa antimissile (BMD, Ballistic Missile Defense) in Romania e Polonia. E’ possibile, pertanto, che la Russia abbia sviluppato questo sistema d’arma proprio per controbilanciare in qualche modo la presenza in Polonia e Romania degli intercettori americani SM-3, che nella loro versione Block IIA sembra abbiano capacità d’ingaggio anche di missili balistici intercontinentali. A questo punto, pure gli Americani potranno sviluppare nuovi missili balistici o da crociera con gittata supereroe ai 500 km, ma gli studi e gli sviluppi in tal senso sono in corso da tempo, e saranno liberi dai vincoli dell’INF. Vincoli che, ricordiamolo, non riguardano la Cina tanto che Pechino ha potuto realizzare negli ultimi anni diverse tipologie di missili balistici e da crociera capaci di colpire le principali installazioni militare americane nel Pacifico, Guam compresa. L’INF, pertanto, così com’è, non serve più a nessuno: è una camicia di forza per i Russi, ma lo è diventato pure per gli Americani, sempre più preoccupati dei progressi militari cinesi. Allora, o si rinegozia un nuovo INF che inglobi anche la Cina, e magari pure India e Pakistan, senza dimenticare la Corea del Nord, o, scenario più probabile, si tornerà alla stagione del super-riarmo e della ri/convenzionalizzazione piena degli scenari.

anteprima logo RID Navi logistiche italiane per la Francia

Il Raggruppamento Temporaneo d’Imprese (RTI) formato da Naval Group e Chantier de l’Atlantique ha sottoscritto un contratto, del valore di 1,7 miliardi di euro, con OCCAR (Organisation Conjointe de Coopération en matière d'Armement /Organizzazione Congiunta di Cooperazione in materia d’amrmaneto) e per conto della Direction Générale de l’Armement” (DGA) francese per la fornitura alla Marine Nationale di 4 unità logistiche e da rifornimento di squadra.

 


anteprima logo RID Un BLACK HAWK armato per gli EAU

Lo scorso 22 gennaio, presso il centro emiratino AMMROC (Advanced Military Maintenance, Repair and Overhaul Center, di cui Lockheed Martin possiede il 40%) di Abu Dhabi, è stata presentata una variante pesantemente armata dell’elicottero utility UH-60 BLACK HAWK. Nello specifico, la macchina emiratina è caratterizzata da un kit composto da una torretta elettro-ottica montata sul muso, da una coppia di dispenser per contromisure flares montati sulle prese d’aria del motore, da scarichi modificati e, soprattutto, da nuove alelle dotate di 4 piloni subalari complessivi (una coppia per ala), destinati al trasporto di diversi armamenti aria-sup guidati e non (le foto della presentazione mostrano missili AGM-114N HELLFIRE e pod per razzi HYDRA 70), e di 2 mitragliatrici tipo Gatlin 7,62 mm fissate ai lati della fusoliera. Sebbene alcune di tali caratteristiche (torretta sensori, dispenser flares e mitragliatrici) fossero già presenti sui 26 UH-60M BATTLE HAWKS in servizio presso il 18° Gruppo Comando Operazioni Speciali emiratino, i piloni destinati all’armamento rappresentano un’assoluta novità per gli EAU (mentre esiste un’altra versione armata dei BLACK HAWK, la A/UH-60L ARPIA III in servizio in Colombia), nonostante il diffuso utilizzo degli UH-60 nelle operazioni armate contro i ribelli Houthi nello Yemen. In tali casi, tuttavia, gli elicotteri apparivano in una configurazione diversa, caratterizzata dalla presenza di soli pod lanciarazzi montati su un pilone agganciato alla parte inferiore della sezione anteriore della fusoliera. Tornando ai nuovi elicotteri emiratini, in seguito alla conclusione dei vari test di fuoco effettuati durante il 2018, l’Aeronautica ha in previsione l’immissione in servizio di 6 macchine entro la prima metà del 2019. La Lockheed Martin non ha confermato se tale soluzione sia stata sviluppata autonomamente dall’AMMROC, o si tratti di una versione costruita su licenza del concept S-70I/UH-60M BATTLE HAWK (o ABH – ARMED BLACK HAWK), in sviluppo dal 2012 dalla Sikorsky (oggi inglobata dalla LM).

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