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anteprima logo RID Type 055 Classe RENHAI

Ben poche forze navali, nel giro di un ristretto numero di anni, possono vantare come la Marina Cinese (PLAN, ovvero People’s Republic of China Navy) uno sviluppo così rapido nel settore dei cacciatopediniere (DDG). A partire dagli anni ’90, sulla scia della spettacolare crescita dell’economia del Paese, sono stati infatti introdotti in rapida successione ben 4 tipi di unità della suddetta categoria via via più prestanti ed avanzati (vedi RID 10/2013 pagg. 56-71): il Type 052 Classe LUHU, il Type 052 B Classe LUHAI, il Type 052 C Classe LUZHOU e il Type 052 D Classe LUYANG III, quest’ultimo, almeno inizialmente, considerato “l’AEGIS cinese” (ovvero l’equivalente dei DDG Classe BURKE dell’US Navy). Con l’introduzione dei Type 052 D, entrati in servizio a partire dal 2013/14, sembrava che la produzione si stesse standardizzando su questo tipo di unità, come ha fatto la Marina Americana con i BURKE per molti anni (anche se, naturalmente, apportando modifiche – ovviamente non sostanziali – con il passare del tempo) e continua a fare tuttora (vedi i BURKE Flight III). La Marina Cinese non si è tuttavia accontenta e ha puntato più in alto introducendo un nuovo tipo di DDG di maggiori dimensioni con prestazioni e capacità superiori a quelle del del Type 052 D. Il primo indizio dell’avvio della realizzazione di un nuovo tipo di unità di dimensioni superiori a quelle dei caccia Type 052 D Classe LUYANG III lo si ebbe nell’aprile del 2014 allorché un'immagine satellitare del poligono strumentale della Marina Cinese di Wuhan (che si occupa di attività riguardanti l’impronta elettronica/IR delle navi destinate alla costruzione) mostrò un mock-up, a grandezza naturale, della sovrastruttura di una nuova unità che inizialmente, per le sue notevoli dimensioni, venne fatta rientrare nella categoria degli incrociatori. La costruzione del primo esemplare del nuovo supercacciatorpediniere, designato Type 055 Classe RENHAI, venne commissionato il 14 agosto 2014 al cantiere Jiangnam di Shanghai che iniziò i lavori nel successivo dicembre effettuando il varo dell’unità il 28 giugno 2017. La seconda unità, impostata nello stesso cantiere il 28 aprile 2017, è stata varata nell’aprile di quest’anno. La 3a e la 4a sono state assegnate ai cantieri Dalian, la 5a ai cantieri Jiangnam mentre la 6a ancora ai cantieri Dalian. Delle 8 unità previste (almeno finora), 6 sono in diversi stadi di costruzione con le prime 2 in fase di allestimento.

anteprima logo RID L’Iran aggiorna e riattiva i Su-22

Lo scorso 25 luglio si è svolta la cerimonia di consegna di 10 cacciabombardieri Su-22M4 FITTER. aggiornati localmente e riportati in servizio attivo nelle Forze Aerospaziali dei Pasdaran iraniani.

anteprima logo RID Ecco il super-AEGIS giapponese MAYA

Domenica 29 luglio è stato varato presso i cantieri Japan Marine United, a Isogo Ward (Yokohama), il DDG-179 MAYA, primo dei 2 nuovi supercaccia AEGIS da 11.400 tonnellate e lunghi 170 metri, derivati dai KONGO degli anni ’90, impostato il 17 aprile 2017. Si tratta di un nuovo tassello del sistema di difesa ATBM impostato dal Giappone 20 anni fa per fronteggiare la minaccia missilistica e nucleare nordcoreana. E anche se il recente (e apparente) disgelo tra Washington e Pyongyang sta provocando dei ripensamenti sul costoso sistema AEGIS ASHORE, il Giappone porta avanti le capacità difensive mobili rappresentate dalle sue unità navali. I 4 KONGO, unità ordinate nel 1988, derivate dagli ARLEIGH BURKE americani, e completate tra 1993 e 1998, erano all’epoca armate con i soli missili AAW di zona STANDARD SM-2MR, lanciabili da moduli VLS Mk-41 con complessive 90 celle, poi affiancati durante l’upgrade 2007-2010 dall’SM-3 Block-IA, con capacità contro missili balistici a corto e medio raggio. I 2 ATAGO, prima versione migliorata dei KONGO, entrati in servizio nel 2007-2008 già impiegavano SM-2 Block-III e SM-3 Block-IA. I 2 MAYA, che saranno consegnati nel 2020-2021, imbarcheranno invece il sistema SM-3 Block-IIA, sviluppato assieme agli Stati Uniti come intercettore per l’ingaggio di IRBM (Intermediate Range Ballistic Missile) e (limitatamente) anche di ICBM (Inter Continental Ballistic Missile), e sono predisposti pure per l’impiego dell’SM-6. Armi associate all’architettura AEGIS Baseline J7 (l’equivalente giapponese dell’attuale AEGIS Baseline 9/BMD 5.1) con radar multifunzionale SPY-1D(v) e radar di ricerca di superficie e tracciamento in banda X Northrop Grumman AN/SPQ-9B. La seconda unità della sottoclasse MAYA (DDG-180), impostata il 23 gennaio di quest’anno, sarà varata nella primavera 2019.

anteprima logo RID La Cina partecipa ad AVIADARTS

L’edizione 2018 dell’annuale esercitazione aerea AVIADARTS vede la partecipazione di un grosso contingente dell’Aeronautica Cinese (PLAAF). Mentre la prima fase dell’esercitazione – svoltasi, come ogni anno, alla fine di maggio - ha coinvolto unicamente velivoli russi, la seconda fase dell’AVIADARTS (29/7-11/8) vede la partecipazione di un cospicuo numero di aerei appartenenti a Forze Aeree amiche alleate, come Bielorussia, Kazakhstan e, appunto, Cina, impegnate sul poligono di Dubrovichi. Dal 21 luglio, secondo quanto comunicato dal Ministero della Difesa russo, diversi velivoli cinesi sono stati rischierati presso la base aerea di Dyagilevo, nella regione di Ryazan, che ospita anche un distaccamento bielorusso di aerei d’attacco al suolo Su-25 ed elicotteri Mi-8 e Mi-24. Nello specifico, il contingente cinese è costituito da una coppia di bombardieri H-6K appartenenti alla 10ª Divisione Bombardieri/28° Reggimento di Anqing e da un aereo da trasporto Y-9 della 4ª Divisione Trasporto/10° Reggimento di Chengdu-Qiongli - primo rischieramento estero per entrambi i velivoli - e da 3 cacciabombardieri JH-7A della 5ª Divisione attacco al suolo/15ª Brigata Aerea di stanza a Weifang. A tali apparecchi si sono aggiunti 4 caccia J-10A che hanno raggiunto il resto del contingente durante il fine settimana, insieme a caccia multiruolo Su-30 ed elicotteri Mi-35 e Mi-171 kazaki. I velivoli cinesi effettuano simulazioni di combattimento aria-aria (BVR e dogfight) e sessioni di tiri aria-sup, compresa l’effettuazione di missioni SEAD con missili antiradiazioni YJ-91 (copia cinese del Kh-31 russo recentemente messa in servizio) che equipaggiano i J-10.

anteprima logo RID La Corea del Nord continua la produzione di ICBM

Nonostante il recente riavvicinamento agli USA e l’incontro Trump Kim Jong Un, la Corea del Nord starebbe proseguendo la produzione di missili balistici intercontinentali a propellente liquido nel sito di Sanumdong. Le attività in corso sarebbero documentate da immagini satellitari in mano all’intelligence americana. L’ultimo test con un missile intercontinentale da parte di Pyongyang è stato effettuato alla fine dello scorso anno, quando fu sperimentato l’HWASONG-15

anteprima logo RID Parte la costruzione delle DOHA per il Qatar

Alla presenza del Vice Primo Ministro e Ministro della Difesa del Qatar Khalid Bin Mohamed Al Attiyah e del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, accolti dal Presidente e dall’Amministratore Delegato di Fincantieri Giampiero Massolo e Giuseppe Bono, si è svolta oggi presso lo stabilimento di Muggiano (La Spezia) la cerimonia del taglio lamiera della prima corvettona/fregata leggera classe DOHA da 3.250 t di dislocamento per la Marina del Qatar. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, anche il Comandante delle Forze Navali dell’Emirato, Staff Major General Abdullah Bin Hassan Al Sulaiti e il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Valter Girardelli. Il contratto, che per Fincantieri vale quasi 4 miliardi di euro, prevede la fornitura di 7 navi di superficie, di cui 4 corvettone, una nave anfibia (LPD - Landing Platform Dock) e 2 pattugliatori (OPV - Offshore Patrol Vessel), ed un pacchetto di supporto logistico per ulteriori 10 anni dopo la consegna delle unità (per tutti i dettagli sulle unità si veda RID 5/18). Tutte le navi verranno interamente costruite nei cantieri italiani del gruppo a partire da quest’anno. Nella fornitura sono coinvolte anche Leonardo, per la parte CMS, sistema di combattimento e sensoristica, MBDA, per la parte relativa all’armamento missilistico, ed Elettronica, per ciò che concerne la suite di guerra elettronica. Fondamentale anche il ruolo della Marina Militare, garante di tutta l'operazione da un punto di vista governativo, per la formazione e l’addestramento degli equipaggi delle 7 navi che prenderà ufficialmente avvio a settembre in Italia. Nel corso della cerimonia hanno preso la parola l’AD di Fincantieri Giuseppe Bono (vedi notizia a fianco) e i 2 Ministri della Difesa. Il tono degli interventi è stato il medesimo, teso a sottolineare l’eccellente stato della cooperazione tra i 2 Paesi e la sua rilevanza alla luce della stabilità e della sicurezza del Mediterraneo Allargato. In tale ottica, il Ministro Trenta ha reso noto l’impegno del Governo a stipulare ulteriori accordi di cooperazione strategica come quello con il Qatar anche con altri Paesi ed ha ribadito l'importanza per l’interesse dell’Italia dello scacchiere Mediterraneo/Medio Oriente.

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