LEONARDO
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anteprima logo RID L’Egitto si proietta sul mare

Già nel XIX secolo la Marina Egiziana aveva dimostrato ambizioni da Blue Water Navy, acquistando anche ben 6 corazzate, poi cedute alla Turchia. Dopo il 2010, quella che tra anni ’70 e ’90 era divenuta una flotta poco standardizzata e per lo più di “seconda mano”, con navi acquistate da Cina, URSS, Stati Uniti, Spagna, o realizzate localmente, sta assumendo una nuova forma, decisamente hi-tech, pur mantenendo diversificate fonti di procurement. E i programmi lanciati nell’ultimo decennio stanno ormai cambiandone la fisionomia. Dalla Francia arriva il grosso delle piattaforme destinate ad ammodernare la componente alturiera di superficie, incentrata sino a pochi anni fa su 10 tra fregate e corvette degli anni ’70 e ’80, cui si è poi aggiunta la coetanea SHAHAB MISR, una corvetta ex sudcoreana classe POHANG del 1988, trasferita nel 2017. Nel giugno 2015 è però entrata in servizio la fiammante fregata TAHYA MISR, una delle FREMM in costruzione per la Marina Francese, acquistata direttamente dal Governo egiziano mentre era ai collaudi, seguita nel 2016 dalle 2 grandi LHD anfibie da 23.000 t. classe NASSER, tipo MISTRAL impostate per la Russia, ma poi sottoposte a embargo e girate all’Egitto. Infine, il 22 settembre 2017 è entrata in servizio la EL FATEH, prima delle 4 fregate leggere/corvettone multiruolo da 2.600 t. tipo GOWIND-2500 ordinate nel 2014, con altre 2 in opzione. La prima unità, impostata 2 anni prima della consegna, è stata realizzata dall’allora DCNS a Lorient, mentre le altre dal 2016 sono in costruzione (con assistenza francese) presso i cantieri di Alessandria, e la consegna è prevista nel 2019-2021. Nel 2013-2015 erano peraltro state consegnate 4 motomissilistiche tipo AMBASSADOR Mk-3 dell’americana VT Halter Marine, riclassificate localmente come corvette d’attacco da 780 t classe SULEIMAN EZZAT, affiancate nel 2015 dalla più piccola FADEL, una MOLNYA ex russa del 2000. La Germania ha invece supportato l’ammodernamento della componente subacquea, incentrata sinora su 4 battelli Type-033 cinesi vecchi di 35 anni. Nel dicembre 2016 è stato consegnato infatti all’Egitto lo S-41, primo dei 2 battelli Type-209/1400 (Improved) ordinati nel 2011, seguito dall’S-42 nell’agosto 2017. Nel frattempo, sono stati ordinati nel 2014 alla TKMS altri 2 sottomarini, la cui consegna è prevista nel 2019. Per quanto riguarda il naviglio ausiliario e specializzato, la componente di mine warfare è abbastanza recente, essendo incentrata sulle 5 unità costiere realizzate dalla Swiftships negli anni ’90, coetanee dei 2 cacciamine OSPREY ceduti dalla US Navy nel 2007. Date le ambizioni e i programmi in corso, le carenze riguardano navi logistiche, di appoggio/salvataggio per sommergibili, e SIGINT/ELINT, mentre restano per ora solo ipotesi le possibili acquisizioni di ulteriori fregate di squadra (FREMM in primis) e unità leggere d’attacco: componente quest’ultima che vede ancora in servizio o in riserva ben 31 unità lanciamissili, 10 motosiluranti, 12 cacciasommergibili/cannoniere, tutte realizzate tra 1966 e 1988, cui dal 2011 si vanno aggiungendo 6 vedette di progettazione turca, e 6 pattugliatori da 150 t della Swiftships, simili a 12 unità realizzate per la Guardia Costiera egiziana tra 2006 e 2014.

anteprima logo RID Presentato il Tu-22M3M

Lo scorso 16 agosto, presso lo stabilimento Tupolev di Kazan, c’è stata la presentazione ufficiale del primo bombardiere strategico a lungo raggio a geometria variabile russo Tupolev Tu-22 BACKFIRE nella nuova variante modernizzata M3M.

anteprima logo RID SISPROS: SIGINT per UAV

Elettronica sta lavorando al SISPROS (SIgint and SelfPROtection System ), ovvero una nuova suite di autoprotezione e SIGINT capace di esprimere sia la funzione CESM/COMINT sia la funzione RESM/ELINT e pensata per l’adozione su UAV della categoria MALE e HALE (evidente in questo caso l’attenzione dell’azienda a programmi quali il P2HH, che è ancora però fermo al vaglio parlamentare, e l’EUROMALE). Elettronica ha già condotto una serie di studi che al momento si orientano su un tipo di istallazione tradizionale con una carenatura ventrale capace di ospitare entrambe le tipologie di antenna. Il SISPROS, sviluppato in parte con fondi interni ed in parte con fondi della Legge 808 – dovrebbe essere disponibile in forma di un primo dimostratore entro la fine del 2019. Ulteriori approfondimenti su RID 8/18.

anteprima logo RID Eurosatory 2018: le armi leggere

Tra le novità di Eurosatory 2018 vorremmo segnalare il notevole miglioramento dell’esibizione dinamica che era incentrata sui temi della “security”, grazie anche alla presenza massiccia di reparti di polizia e paramilitari francesi. La versione più completa di questa “demo live”, a cui abbiamo potuto assistere in anteprima (nel corso di un evento riservato alla stampa e svoltosi il 10 giugno, alla vigilia dell’apertura ufficiale di Eurosatory), ha visto la partecipazione del RAID (Recherche, Assistance, Intervention, Dissuasion) della Polizia Nazionale francese, delle BRI - PP (Brigade de Recherche et d’Intervention - Préfecture de Police), della Prefettura di Parigi insieme ai pompieri, delle Forze Speciali del CFST (Commandement des Forces Spéciales Terre) e del GIGN (Groupe d’Intervention de la Gendarmerie Nationale). Il gruppo del RAID ha esordito con una esibizione di reazione rapida ad un'imboscata terroristica ad un convoglio automobilistico compiuta con un IED e con una squadra di fuoco. Le BRI - PP hanno simulato una presa d’ostaggio su un autobus con irruzione liberazione ostaggi e recupero feriti (con concomitante minaccia CRBN). Le Forze Speciali del CFST invece, hanno messo in atto un attacco ad un “tecnica” di terroristi che attuava un posto di blocco, mettendo prima in gioco diversi assetti di ricognizione e supporto sino ad un scontro diretto effettuato dal 1er RpiMa - 1er Régiment de parachutistes d'infanterie de Marine che eliminavano la minaccia. L’intervento finale del GIGN è stato preceduto dal cosiddetto “Tir de confiance” che consiste nel tiro-effettuato con un revolver Manurhin MR-73 calibro .357 Magnum, impiegando munizionamento reale, da una distanza di circa 8 m, contro un piattello posto davanti alle protezioni balistiche di un collega. E’ un esercizio che tutti i futuri appartenenti al gruppo devono eseguire prima di entrare a pieno ruolo nel GIGN: una tradizione abbastanza nota… almeno in Francia. Gli uomini del GIGN simulavano poi la liberazione di gruppi di ostaggi in 2 separate abitazioni; per l’azione venivano utilizzati un fuoristrada 4x4 LAND CRUISER LC-200, modificato e protetto dalla Centigon France, dotato anche di apertura nel tetto (Fortress intervention), e un blindato 4x4 SHERPA, modificato con sovrastruttura a passerella per operare a differenti altezze da terra. L’occasione ha permesso di osservare meglio anche la dotazione di armamenti leggeri di queste unità: nelle forze del CFST si notavano i fucili d’assalto Fabrique Nationale Herstal (FN) SCAR (Special Operations Forces Combat Assault Rifle) L e Heckler & Koch HK-416, entrambi in calibro 5,56x45, oltre ai fucili di precisione (DMR, Designated Marksmann Rifle) HK G-28 in calibro 7,62x51. Tra l’altro non tutti gli HK-416 utilizzati erano del modello HK-416F adottato dall’Armée de Terre: numerosi esemplari appartenevano infatti a lotti acquisiti dalle Forze Speciali francesi ben prima dell’adozione del modello F da parte dell’Esercito. Il GIGN era equipaggiato con il fucile d’assalto CZ-806 BREN 2 in calibro 7,62x39, nella compatta configurazione con canna da 9 pollici (228,6 mm), anche questo di recente acquisizione. Presenti anche i fucili HK-416 in calibro 5,56x45, le pistole mitragliatrici HK MP-7 calibro 4,6x30 (PDW Personal Defence Weapon) ed i fucili a pompa calibro 12 STF-12 COMPACT dell’italiana Fabarm; le pistole in dotazione erano invece tutte Glock. Riguardo agli HK-416F, cui abbiamo accennato prima, l’arma sta iniziando a rimpiazzare il FAMAS (Fusil d’Assault de la Manufacture d’Armes de Saint-Etienne) nelle fila dell’Esercito Francese nell’ambito di un programma che prevede l'introduzione di 117.000 esemplari. Tra il 2017 ed il 2028 è prevista la consegna di 93.080 HK-416F, 77.000 dei quali andranno agli uomini ed alle donne della FOT (Force Operationnelle Terrestre), mentre i restanti saranno destinati a reparti al di fuori della FOT o appartenenti alla Riserva. Di questi 93.080 fucili, 38.505 saranno nella versione standard (lunghezza complessiva tra 83 e 93 cm) compresi 14.915 “felinizzati” (cioè dotati di kit FELIN) mentre 54.575 HK-416F saranno in configurazione corta (lunghezza compresa tra 74 ed 84 cm).

anteprima logo RID Elicotteri antisom

Da molto tempo gli elicotteri imbarcati rappresentano un importante strumento per la caccia antisom. L’Italia è stata tra i primissimi Paesi ad impiegare elicotteri imbarcati: nel 1962 i primi AB-47J vennero imbarcati sulle fregate classe BERGAMINI, modificate in sede di costruzione con l’aggiunta di un ponte di volo di un hangar telescopico; questi elicotteri leggeri erano stati appositamente upgradati dall'Agusta per portare un siluro leggero Mk-44 oppure alcune boe-sonar omnidirezionali. Nel 1964 i Sikorsky SH-34G vennero imbarcati sugli incrociatori leggeri classe DORIA (le prime unità al mondo ad essere state progettate sin dall’inizio con hangar e ponte di volo per elicotteri) ed equipaggiati con sonar AQS-4 e siluri Mk-44. Prima gli AB-47J e poi gli SH-34G vennero gradualmente sostituiti, a partire dal 1964, dall'AB-204AS (ovvero Antisom), equipaggiati con un sonar AQS-5, radar ARI-5955 e 2 siluri Mk-44, con un notevole miglioramento delle capacità operative. Per confronto tutte le numerose classi di fregate e caccia statunitensi costruite negli anni ‘60 non disponevano di hangar e ponte di volo, oppure, al più, avevano delle sistemazioni per i piccoli droni antisom QH-50 DASH, utilizzati come vettori di siluri o di cariche di profondità. Bisogna arrivare al 1971 per l’entrata in servizio dei primi elicotteri SH-2D SEA SPRITE LAMPS Mk-I, che in alcuni casi erano imbarcati al posto dei DASH, modificando l’hangar. Del resto la disponibilità di portaerei e aerei da pattugliamento marittimo ha influenzato molto le scelte progettuali statunitensi, tanto che i primi 28 caccia della classe BURKE (Fligth I e Fligth II), entrati in servizio tra il 1991 e il 1999, dispongono soltanto di una piattaforma per elicotteri, senza alcun hangar. La presenza di un elicottero imbarcato consente di estendere notevolmente le capacità di scoperta e attacco di contatti subacquei. L’utilizzo di un sonar filabile e/o di boe sonar consente di poter sfruttare al meglio le possibilità offerte da diverse quote a cui posizionare il trasduttore e dai diversi aspetti con cui si può presentare il contatto rispetto a quanto fatto dalla nave. Altre caratteristiche di fondamentale importanza sono la capacità di trasferirsi rapidamente da un punto di dipping ad un altro, e la pressoché assoluta invulnerabilità del mezzo aereo rispetto al sommergibile (almeno fino a quando non saranno disponibili operativamente missili profondità-aria). Queste capacità sono essenziali in fase di caccia (scoperta, classificazione e tracciamento), ma vengono sfruttate anche per la condotta di attacchi. Basti pensare che nella Royal Navy né le future fregate Type-31, né tanto meno le nuove fregate antisom Type-26 attualmente in costruzione, dispongono di tubi lanciasiluri e che, di conseguenza, possono effettuare un attacco solo ed esclusivamente con l’impiego degli elicotteri imbarcati.

anteprima logo RID Fincantieri acquista Vitrociset

Fincantieri e Mer Mec, leader mondiale nei treni di misura e sistemi di sicurezza – società facente parte del gruppo Angel di Vito Pertosa, realtà industriale high-tech che progetta e sviluppa soluzioni ad alta tecnologia per i settori Aviation, Spazio, Trasporto, Survey e Internet delle cose – hanno firmato un accordo per l’acquisizione congiunta e paritaria del 98,54% di Vitrociset, società che opera nelle attività di addestramento e supporto in ambito ICT nei mercati della difesa e sicurezza, oltre che nei settori di logistica, trasporti e spazio. Vitrociset è attiva nella progettazione di sistemi di automazione, comando e controllo, nelle attività di test, simulazione e training e nello sviluppo di sistemi per la sicurezza e distribuzione dati attraverso 3 Business Unit: Defence & Security, Space & Big Science e Transport & Infrastructure. La società si rivolge a mercati fortemente competitivi ed estremamente diversificati e serve un ampio ventaglio di clienti istituzionali, corporate ed enti governativi, fra cui il Ministero della Difesa, l’Esercito Italiano, la Nato Support Agency, l’Agenzia Spaziale Europea e Lockheed Martin, per citarne solo alcuni. Occupa circa 800 dipendenti e ha realizzato nel 2017 ricavi per circa 163 milioni di euro, previsti in crescita nel 2018. Il closing sarà soggetto alle consuete condizioni previste per questo tipo di operazioni nonché al mancato esercizio della golden power da parte del Governo italiano. Con questa operazione Fincantieri rafforzerà il proprio portafoglio prodotti e servizi nell’ambito della divisione Services, creando un centro di eccellenza ad altissimo contenuto tecnologico dedicato all’ingegneria dei sistemi di difesa. L’Amministratore Delegato di Fincantieri Giuseppe Bono ha commentato: “Acquisire una società dell’importanza di Vitrociset ha una valenza strategica significativa. Questa operazione infatti, ci permetterà non solo di allargare e potenziare le nostre competenze e quelle delle nostre controllate che operano con noi in questi ambiti, ma ci consentirà anche di ampliare la gamma e la qualità della nostra offerta e di avere accesso ad un bacino di risorse altamente qualificate. Questa acquisizione si inserisce perciò pienamente nella strategia, già da tempo avviata da Fincantieri, di rafforzare le nostre competenze per fornire ai nostri clienti il supporto logistico indispensabile per l’operatività delle navi militari”.

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