Argomento Selezionato: Cielo
anteprima Sigonella: il saluto al velivolo Atlantic 21-09-2017

Si è tenuta oggi, giovedì 21 settembre, presso la base di Sigonella, sede del 41° Stormo Antisom, la cerimonia di addio allo storico velivolo Breguet P-1150 Atlantic, sostituito dal nuovo velivolo P-72A, che è stato presentato ufficialmente nel corso della cerimonia. All'evento erano presenti i Capi di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Valter Girardelli e dell'Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Enzo Vecciarelli, unitamente a rappresentanti di Leonardo ed autorità civili regionali delle province di Catania e Siracusa, nella cui realtà l'aeroporto di Sigonella è da sempre profondamente integrato.

 

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a cura dell'Aeronautica Militare
anteprima Addio ATLANTIC e benvenuto P-72A 21-09-2017

Si tiene oggi, giovedì 21 settembre, presso la base di Sigonella, sede del 41° Stormo Antisom, la cerimonia di addio allo storico velivolo da pattugliamento marittimo Breguet P-1150 ATLANTIC, sostituito dal nuovo Leonardo Velivoli P-72A, presentato ufficialmente nel corso della stessa cerimonia. Alla cerimonia presenziano i vertici di Marina e Aeronautica, insieme alle massime autorità industriali e regionali delle province di Catania e Siracusa, nella cui realtà l’aeroporto di Sigonella è da sempre profondamente integrato. Il velivolo ATLANTIC, che lascia la linea volo dell’Aeronautica dopo 45 anni di servizio e oltre 250.000 ore di volo,  ha preso parte a tutte le recenti operazioni di sorveglianza marittima nazionale nel Mar Mediterraneo – da MARE NOSTRUM a MARE SICURO - grazie al quotidiano lavoro di equipaggi di volo misti composti da personale della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare. Questa specificità rappresenta, sin dal 1965, un esempio di sinergia e cooperazione interforze ben collaudata ed efficiente. Il 41° Stormo dipende gerarchicamente dall'Ufficio dell'Ispettore dell'Aviazione per la Marina, ente comandato da un Ufficiale Generale dell'Aeronautica Militare, con un collegamento tecnico dal Comandante in Capo della Squadra Navale della Marina Militare.  Il P-72A è un pattugliatore marittimo ognitempo, sviluppato dall’ATR72-600 per il mercato civile e poi modificato da Leonardo Velivoli con apparati e sensori specifici per assolvere i suoi compiti in ambito militare e rappresenta una soluzione ad interim finalizzata a coprire il gap capacitivo fino al momento in cui la Difesa si potrà dotare di un Long Range Maritime Patrol Aircarft che abbia anche capacità ASW (Anti-Submarine Warfare). A tal proposito ricordiamo l'interesse, dell'Italia e di altri Paesi NATO (di cui RID vi ha parlato in esclusiva), per il Kawasaki P-1, nonchè l'avvio da parte della stessa NATO di un programma per l'acquisizione di una capacità MPA/ASW multinazionale. Il P-72A era giunto a Sigonella a novembre 2016, dopodichè era iniziata la transizione degli equipaggi, ed era stato impiegato per la prima volta lo scorso maggio in occasione del G7 di Taormina.

a cura di Redazione
anteprima Il Qatar sceglie anche l'Eurofighter TYPHOON 18-09-2017

Dopo mesi di rumors e trattative sotterranee, che RID vi aveva anticipato, ieri il Ministro della Difesa britannico Michale Fallon ed il Ministro della Difesa del Qatar Khalid bin Mohammed al Attiyah hanno firmato una Lettera d'Intenti per l'acquisto da parte del Paese del Golfo di 24 caccia Eurofighter TYPHOON. Nonostante la grave crisi diplomatica con Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, il Piccolo emirato del Golfo sembra tutt'altro che isolato e dopo aver ordinato 24 caccia Dassault RAFALE e dopo l'accordo dello Scorso giugno con gli USA per l'acquisto di 36 cacciabombardieri F-14 QA, ha scelto un altro caccia europeo. BAE Systems è il prime contractor, e dunque gestirà la commessa e produrre gli aerei nello stabilimento di Warton, ma un ruolo importante, qualora venga poi formalizzato il contratto, sarà giocato anche da Leonardo che tra elettronica e componenti strutturali è responsabile per un 36% circa del velivolo. Resta da capire in che maniera una piccola componente aerea come quella qatarina, che finora aveva una linea combat basata su soli 12 MIRAGE2000-5, sarà in grado di gestire ben 3 linee diverse e così numerose considerando il ridottissimo fattore umano del Paese. Per questo, ci si attende un massiccio a personale non-qatarino, in particolare asiatico come tradizionalmente avveniva, ed in alcuni casi avviene ancora, per alcune aeronautiche della regione e come sta già accadendo relativamente ai futuri equipaggi delle navi che il Qatar ha acquistato dall'Italia. Ulteriori approfondimenti su RID 11/17.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima F-35A Block 3F per l’USAF: e via verso il Pacifico 14-09-2017

I primi 2 squadroni di F-35A dell’USAF dovrebbero ottenere la Full Combat Capability (FCC) entro il prossimo mese di ottobre quando, dalla base aerea californiana di Edwards, giungeranno i primi esemplari dei 108 F-35A dotati della versione iniziale del nuovo software Block 3F che ne certifica la piena idoneità al combattimento e l’incremento della panoplia di sensori e di sistemi d’arma trasportabili. I primi aerei verranno consegnati nei prossimi giorni al centro addestrativo per gli F-35 di stanza presso la Luke AFB (Arizona), sede del 56° Fighter Wing. L’altra unità destinata a ricevere a breve i primi F-35A dotati del software Block 3F è il 34° Fighter Squadron “Rude Rams” di stanza ad Hill (Utah). A tale unità dovrebbe appartenere la prima squadriglia di LIGHTNING II dell’USAF che, secondo i programmi del Pentagono, verrà rischierata a rotazione nel Pacifico, probabilmente ben prima della fine dell’anno, tenuto conto dell’escalation di tensione dovuta ai test missilistici e nucleari nordcoreani. I caccia di Hill si andranno ad aggiungere agli F-35B appartenenti al VMFA-121 “Green Knights” dei Marines già presenti nella base aerea giapponese di Iwakuni, unità che avrebbe già iniziato a ricevere i primi velivoli dotati della release iniziale Block 3F. L’incremento della presenza di LIGHTNING II nell’area Asia/Pacifico, anche con assetti dell’Air Force, si inserisce in uno sforzo che punta ad ottenere una presenza entro il 2021/2022 di oltre un centinaio di F-35 in teatro, numero che includerebbe gli aerei statunitensi (Aeronautica, Marina e Marines), giapponesi e sudcoreani. Come detto, tali velivoli saranno equipaggiati con la versione iniziale del software 3F che consentirà al caccia di sfruttare un più ampio inventario di armamenti. Nello specifico, gli F-35 Block 3F potranno utilizzare i missili aria-aria a corto raggio AIM-9X SIDEWINDER a guida infrarossa e con spinta vettoriale (trasportati su piloni subalari e non nelle baie interne) e diversi armamenti aria-terra, tra cui le SDB GBU-39 e le JDAM da 500 libbre, nonché il cannone GAU-22/A e l’ordigno standoff JSOW. L’aggiornamento 3F, inoltre, implementerà le capacità di targeting/tracking di bersagli in movimento, di trasmissione di immagini via data-link e di sensore aeroportato avanzato. Trattandosi, tuttavia, della release iniziale del software in oggetto, tali aerei risulteranno ancora incompleti riguardo ai cosiddetti Mission Data Files (MDF) o Threat Data Libraries – il database con le informazioni dettagliate riguardo alle diverse minacce catalogate in base alla loro geolocalizzazione – ancora in fase d’impostazione e test. La release finale del Block 3F è prevista per metà del 2018, con un ritardo di oltre un anno rispetto ai programmi iniziali, ritardo che, verosimilmente, non sarà l’ultimo. É estremamente probabile, infatti, che il successivo aggiornamento software Block 4 che, secondo i programmi dovrebbe essere pronto nel 2019, e che aggiungerà nuove modalità radar, nuove funzioni di EW, conformità con i terminali ROVER e certificazione per svariate armi - tra cui le SDB II GBU-53/B e la possibilità di trasportare 6 missili aria-aria a medio raggio AIM-120D AMRAAM - subirà anch’esso un ritardo. Un recente rapporto dell'USAF, infatti, ha evidenziato un potenziale problema di sottodimensionamento dell’attuale CPU utilizzata, non in grado di sostenere le previste funzionalità da aggiungere nel nuovo software (come l’incremento dell’immagazzinamento dei dati a cui potrebbero essere legati MDF globali e non locali). A tal proposito, parrebbe che Lockheed Martin sia già alla ricerca di un prodotto maggiormente performante nell’ambito del cosiddetto TR3 (Technology Refresh 3) che, tuttavia, rischia di non essere disponibile prima della seconda tranche dei Block 4 (la 4B o 4.2) prevista per il 2022/2023.

a cura di Andrea Mottola
anteprima Bangladesh Navy selects SEASPRAY 5000E 12-09-2017

Leonardo has signed a contract with RUAG Aviation, original equipment manufacturer and type certificate holder of the Dornier 228 aircraft, to provide its SEASPRAY 5000E Active Electronically Scanned Array (AESA) radars for the two new production model Dornier 228 multirole aircraft, recently ordered by the Bangladesh Navy. The new aircraft will be used to help monitor and protect Bangladesh’s 120.000 square kilometres of maritime territorial area and exclusive economic zone (EEZ). The radars will be delivered in 2018. SEASPRAY, which can detect small targets in rough seas, will be used by the Bangladesh Navy to conduct anti-smuggling and anti-pollution missions and for the prevention of illegal fishing and migration. Because the radar is particularly suited to search-and-rescue tasks, the new SEASPRAY equipped multirole aircraft will also be able to help protect the lives of sailors during natural disasters. This is of particular importance to the Bangladesh Navy as the Bay of Bengal is prone to cyclones and hurricanes. Leonardo’s AESA surveillance radars are in-service internationally, including with the Australian Maritime Safety Authority, and continue to be selected in the world’s most demanding competitions, such as the US Navy’s MQ-8C FIRE SCOUT programme. In total, 30 international customers have chosen Leonardo AESA radars. As well as providing AESA surveillance radars, Leonardo is Europe’s leader in fire control radar. The company provides the RAVEN ES-05 AESA radar for Saab’s GRIPEN-E combat jet and leads the pan-European Euroradar consortium in the development of the TYPHOON’s new CAPTOR-E AESA radar.

a cura di Redazione
anteprima 65° Congresso di Medicina Aeronautica e Spaziale 11-09-2017
Si sono aperti oggi i lavori del 65° Congresso Internazionale di Medicina Aeronautica e Spaziale (65th International Congress of Aviation and Space Medicine - ICASM 2017) che prevede la partecipazione di più di 400 scienziati ed esperti del settore aeromedico provenienti da oltre 80 Paesi.
Erano presenti alla cerimonia il Generale Ispettore Capo Enrico Tomao, Capo del Corpo Sanitario Aeronautico e Ispettore Generale della Sanità Militare, il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Prof. Massimo Inguscio, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Enzo Vecciarelli, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, il Sottosegretario di Stato alla Difesa, l’On. Domenico Rossi, il Presidente del Parlamento Europeo, On. Antonio Tajani.
 
La comunità aeromedica mondiale discuterà dall’11 al 14 settembre 2017 presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche sia del benessere dei milioni di passeggeri che viaggiano quotidianamente a bordo degli aerei commerciali, sia dei problemi aeromedici dei professionisti del settore, piloti ed equipaggi, militari e civili, per incrementare sempre di più la sicurezza del volo. Una specifica sessione sarà dedicata alla Cardiologia aeronautica ed alla valutazione del rischio aeromedico nel volo di piloti ed equipaggi, legato alle patologie cardiovascolari che oggi, nel mondo occidentale, sono la prima causa di morte nella popolazione generale. Legata a questa tematica è quella dell’aumento dell’età media dei piloti commerciali, fenomeno che viene studiato approfonditamente per stabilire politiche comuni di gestione dell’idoneità medica dei naviganti, in particolare di quelli ultrasessantenni. Saranno, inoltre, discussi numerosi casi clinici riguardanti particolari patologie venute all’attenzione dei medici aeronautici e che pongono problemi importanti nel giudizio di idoneità al volo, unitamente alle tradizionali tematiche di human factor e gestione della fatica operazionale, aircrew performance, addestramento aerofisiologico e medical evacuation.
 
a cura dell'Aeronautica Militare
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