Argomento Selezionato: Difesa
anteprima Ecco la prima base USA in Israele 02-10-2017

Il 18 settembre gli Stati Uniti hanno ufficialmente comunicato la loro prima presenza fissa in territorio israeliano, la Site 883 Life Support Area. Una piccola cerimonia si è tenuta sulla base militare di Mashabim, nel deserto del Negev, che già ospita altri reparti dell’Israeli Air Defense Command (il comando della difesa aerea israeliana che gestisce la difesa missilistica). Il complesso statunitense comprende alcune palazzine destinate ad ospitare i militari dello U.S. European Command (EUCOM) che gestiscono il radar mobile antimissile AN/TPY-2, schierato nel Negev dal 2009. Sebbene si tratti di un sedime piccolo, in grado di accogliere tra i 40 e i 100 uomini, sia Israele che gli Stati Uniti hanno enfatizzato molto l’evento, il quale è il punto di arrivo di una serie di accordi stipulati con il Presidente Obama a partire 2008, e confermati nel tempo. Gli ufficiali israeliani hanno parlato di “base statunitense” in territorio israeliano, mentre gli Stati Uniti hanno cautamente precisato che si tratta di una “facility logistica” all’interno di una base israeliana. Poco cambia, in realtà, sul ruolo statunitense in Israele, specialmente da quando è stato schierato il radar. Infatti, sebbene almeno parte del contingente si stabilirà nei pressi del kibbuz di Mashabei Sadeh, la posizione reale del radar è poco chiara. Alcune fonti lo riportano presso la facility radio di Dimona, altre presso la base aerea di Ramon, altre ancora presso la base aerea di Nevatim o addirittura presso una postazione fissa dell’intelligence israeliana sul monte Keren. Più probabilmente, il sistema non ha una postazione unica e si sposta periodicamente proprio per non dare punti di riferimento. L’AN/TPY-2 è un radar mobile in banda X ad altissima risoluzione e lungo raggio. Il sistema è autocarrato e comprende una grande antenna rettangolare con superficie di oltre 9 m2 (contenente oltre 25.000 moduli), un centro comando, generatori di energia, modulo supporto tecnico e alcuni container logistici, cui si aggiungono i veicoli di una piccola scorta. Tutto è costruito per operare in condizioni climatiche estreme, incluso l’ambiente desertico. Il TPY-2 può operare in 2 modalità: “forward-based mode”, in funzione di sorveglianza e pre-allarme a livello regionale, e “terminal mode”, ovvero asservito al sistema anti-missile Terminal High Altitude Area Defense (THAAD), per intercettare i missili balistici nella fase terminale del rientro in atmosfera. L’AN/TPY-2 presente nel Negev è utilizzato in modalità forward-based, configurazione che permette di acquisire, tracciare, discriminare, classificare, identificare e calcolare la traiettoria di minacce balistiche di ogni natura (SRBM, MRBM, IRBM e LRBM) a partire dalla fase di lancio. In questa modalità, il raggio d’azione del radar supererebbe i 5.000 km contro i “soli” 1.000 km di quando utilizzato in “terminal mode”. La grande portata consentirebbe agli Stati Uniti di scoprire il lancio di un missile balistico 6-7 minuti prima dei radar GREEN PINE/SUPER GREEN PINE israeliani (accreditati di 500 e 8-900 km rispettivamente) che servono le batterie del sistema antimissile ARROW-2/3, raddoppiandone il preavviso – gli israeliani avrebbero 11-13 minuti per reagire invece di 5-6. Tuttavia, la gestione delle informazioni rimane esclusivamente statunitense. Il TPY-2 rappresenta uno dei nodi della BMD (Ballistic Missile Defense) americana, integrato grazie al Command and Control, Battle Management and Communications (C2BMC) della Missile Defense Agency (MDA). E’ probabile che le 2 vistose antenne fisse installate a sudovest del Negev Nuclear Research Center servano proprio ad assicurare (o facilitare) il collegamento diretto e continuo tra il TPY-2 e gli Stati Uniti. In caso di lancio, sarebbe quindi la catena di comando statunitense ad avvertire prontamente gli israeliani della minaccia in arrivo, migliorando ulteriormente la già impressionante reattività delle batterie ARROW-2/3 e DAVID’S SLING. In questo modo gli Statunitensi si garantiscono il diretto e completo flusso di informazioni, mentre gli Israeliani si assicurano che gli Stati Uniti siano coinvolti fin dalle prime fasi di un confronto militare di questo livello.

a cura di Marco Giulio Barone
anteprima STX e la partita sul futuro della cantieristica 28-09-2017

Alla fine, con un colpo da industria creativa, è uscito fuori un compromesso su STX che fino ad un mesetto fa era veramente difficile pronosticare. L'Italia ottiene il controllo operativo ed industriale di STX France/Chantiers de l'Atlantique, ma la Francia, con lo Stato e Naval Group (più industrie locali e dipendenti), mantiene la parità azionaria. Un impossibile reso possibile dal prestito azionario dell'1% da parte dello Stato francese a Fincantieri che, così, potrà di fatto controllare il cantiere e nominare AD e Presidente. La Francia avrà il diritto di veto sulle nomine e potrà, qualora Fincantieri non mantenga certi impegni in termini di livelli occupazionali e trasferimenti tecnologici, ritirare il prestito. A quel punto, però, Fincantieri si avvarrebbe del diritto di rivendere il 50% ai Francesi che così si ritroverebbe un'altra volta Chantiers de l'Atlantique tra le mani. L'accordo – dopo che Macron aveva stracciato il precedente siglato tra Italia e Francia con Hollande Presidente – permette di salvaguardare gli interessi francesi, e soprattutto la faccia francese, garantendo allo stesso tempo l'aspirazione italiana a controllare il cantiere, aspirazione legittimata dal fatto che Fincantieri aveva

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Conclusa ZAPAD-17, un’esercitazione realistica 27-09-2017

Dal 14 al 20 settembre si è svolta l’esercitazione ZAPAD 2017 tra le Forze Armate di Russia e Bielorussia. Oltre a costituire il classico esempio di esercitazione congiunta – assieme all’altro importante evento addestrativo SHCHIT SOYUZA - inserita nel framework di un accordo firmato tra i presidenti Lukashenko e Medvedev nel 2009 - questo tipo di esercitazione “copre” anche l’altro grande evento addestrativo delle Forze Armate del Cremlino che, annualmente, coinvolge uno dei 4 distretti militari russi (in attesa della prima grande esercitazione che coinvolga il 5°, relativo alla regione Artica). Lo scorso anno fu la volta di quello meridionale con la CAUCASUS 2016, preceduta da quello centrale (2015) e da quello orientale (VOSTOK 2014). Formalmente, la ZAPAD (Ovest in lingua russa) ha visto la partecipazione di 12.700 uomini – dei quali 7.200 bielorussi e 5.500 russi -

a cura di Andrea Mottola
anteprima Afghanistan: conclusa la EAP 26-09-2017

Oltre 130 advisor italiani inviati dal Train, Advise and Assist Command West (TAAC-W) su base Brigata Alpina Taurinense, hanno portato a termine la seconda fase di consulenza e assistenza avanzata ai comandi delle forze di sicurezza afghane (ANDSF) impegnati nella provincia di Farah.

a cura dello Stato Maggiore Difesa
anteprima Kosovo: Primo Corso sulla tutela ambientale 22-09-2017

Oggi si è concluso il primo corso “Environmental Crime Course” sulla tutela ambientale, svolto dai militari dell’Arma dei Carabinieri in favore dei poliziotti della Kosovo Police (KP).

a cura dello Stato Maggiore Difesa
anteprima Northrop Grumman acquista Orbital ATK 20-09-2017

Dopo le indiscrezioni sempre più fitte degli ultimi giorni, adesso è anche ufficiale: Northrop Grumman ha acquistato Orrbital ATK. Il tutto formalizzato in un comunicato congiunto delle 2 società. L'operazione, che adesso è al vaglio delle autorità regolatrici, si chiuderà entro i primi mesi del 2018. Il valore complessivo è di circa 9 miliardi di dollari, compreso il debito di 1,4 miliardi di dollari di Orbital ATK, ed è in parte finanziato con la cassa – ricordiamo che Northrop Grumman di recente ha dismesso il ramo aziendale cantieristico, che ha dato vita poi alla nuova compagnia indipendente HHI, ed ha un cash flow che negli ultimi 5 anni è sempre stato abbondantemente sopra i 2 miliardi di dollari - in parte con debito. L'azienda, tuttavia, non ha fornito maggiori dettagli in merito. Con Orbital ATK, Northerop Grummna chiude un'acquisizione di altissimo valore strategico per le ricadute che questa ha sopratutto in campo spaziale e missilistico. Ricordiamo che Orbital ATK produce (oltre che cannoni, munizionamento, ecc.) lanciatori spaziali, motori razzo per gli stessi lanciatori e per missili, navette e bus spaziali, oltre che satelliti piccoli e medi. In pratica con Orbital ATK, Northrop Grumman giunge a presidiare in maniera completa il settore spaziale, sempre più importante in senso sia offensivo che difensivo per la strategia militare americana, allegando in maniera significativa il proprio portafoglio che finora comprendeva sensoristica, comunicazioni satellitari protette e non, componentistica e sistemi di supporto satellitare e satelliti pesanti/navette. Northrop Grumman è anche il prime contractor del James Webb Space Telescope il cui lancio è previsto a ottobre del prossimo anno. Anche nel campo missilistico e della difesa antimissile – altri 2 settori sempre più strategici - le conseguenze sono enormi. Northrop Grumman, infatti, è stata selezionata come uno dei 2 concorrenti, assieme a Boeing, per la sviluppo e la realizzazione del nuovo missile balistico intercontinentale che dovrà rimpiazzare il MINUTEMAN III oggi in servizio – programma  Ground Based Strategic Deterrent  (GBSD) – per cui l'acquisizione di Orbital ATK rafforza notevolmente le probabilità di Northrop Grumman di affermarsi in questa importantissima gara. Per quanto riguarda la difesa antimissile, oggi Northrop Grumman è responsabile, tra l'altro, del sistema di comando e di controllo del tiro del segmento Ground-based Midcourse Defense (GMD) della difesa antibalistica americana – che di recente per la prima volta è stato testato contro un bersaglio rappresentante un missile balistico intercontinentale – e del segmento relativo alla difesa di teatro basata sui sistemi PATRIOT PAC-2 e PATRIOT PAC-3. A questa capacità, pertanto, bisogna aggiungere quanto "portato in dote" da Orbital ATK, ovvero il booster del Ground-Based Interceptor della GMD – OBV (Orbital Booster Vehicle), il motore razzo dell'intercettore con capacità di kill endo/eso-atmsoferica SM-3, il sistema di controllo e di manovra della testata cinetica dello stesso SM-3, ed il sistema di lancio dei bersagli impiegati nei test della difesa antimissile.

a cura di Pietro Batacchi
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