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Notizie a cura di RIDlogo RID
anteprima logo RID B-21: decise le basi che lo ospiteranno

L'USAF, oltre ad aver confermato che il nuovo bombardiere strategico Northrop Grumman B-21 RAIDER rimpiazzerà B-1B LANCER e B-2 SPIRIT, ha annunciato le basi che ospiteranno il velivolo. Si tratta della Dyess Air Force Base, Texas; della Ellsworth AFB, South Dakota; e della Whiteman AFB, Missouri. La Barksdale AFB, Louisiana, e la Minot AFB, North Dakota, continueranno, invece, ad ospitare il venerabile B-52 che resterà in servizio fino almeno al 2050. Il primo RAIDER dovrebbe essere consegnato all’USAF attorno al 2025.

anteprima logo RID Completati i test della SDB II

Raytheon ha concluso di recente i test della bomba planante guidata GBU-53/B Small Diameter Bomb (SDB) II. Sviluppata nell’ambito di un programma congiunto che vede la partecipazione di USAF e US Navy, la SDB II è un’arma di dimensioni contenute (177 cm di lunghezza per 17,8 cm di diametro) del peso di 94,3 kg – dei quali 47,6 di testata bellica – destinata all’impiego tattico contro bersagli fissi (situati ad una distanza di circa 100/110 km) e in movimento (distanti 70/75 km), in condizioni ognitempo. Le dimensioni contenute delle SDB II consentono di caricarne 28 sui lanciatori BRU-61A degli F-15E STRIKE EAGLE (28 ordigni complessivi su 7 guide) e 8 nelle baie interne di F-22 ed F-35. L’ordigno è caratterizzato dalla presenza di un datalink tattico della Rockwell Collins a 2 vie – capace di comunicare a terra in UHF e con la piattaforma lanciante in Link 16 - che consente aggiornamenti continui sulla posizione dell’obiettivo durante la planata, l’eventuale re-targeting in volo, il tracking dell’ordigno e il possibile annullamento/aborto dell’attacco. Altra caratteristica peculiare è quella afferente al sistema di guida delle bombe: oltre al classico sistema di navigazione inerziale/GPS per la guida iniziale e mid-course, le SDB II sono dotate di un avanzato seeker tri-modale (sensore radar a onda millimetrica MMW, sensore infrarosso e sistema laser semi attivo) per la guida terminale e l’acquisizione del bersaglio. I profili d’impiego dipendono dalle 3 possibili modalità d’attacco utilizzate: primaria, contro bersagli in movimento in condizioni meteo avverse, tramite l’utilizzo del sensore MMW per la detezione ed il tracking del bersaglio ed il seeker IR per la fase terminale; secondaria, tramite l’impiego del laser presente all’interno del seeker per il tracking dell’obiettivo sfruttando l’illuminazione dello stesso da un designatore presente sul velivolo o da un JTAC sul terreno; e coordinato, ai danni di bersagli fissi o stazionari tramite l’inserimento di una determinata serie di coordinate. Le capacità “stand-off” dell’arma vengono incrementate dalle alette a scomparsa alloggiate all’interno della struttura centrale. Tornando ai test, il programma ha visto l’utilizzo di 44 SDB II sganciate da F-15E STRIKE EAGLE – velivolo base per i test e le valutazioni dell’ordigno – in 3 diversi profili di utilizzo: contro bersagli in movimento in condizioni meteo avverse, tramite controllo dell’ordigno di una terza parte in remoto via datalink e nella modalità “discriminazione” nel caso di utilizzo contro un preciso obiettivo situato a pochi metri da altri falsi bersagli. Nei prossimi mesi si passerà ai test finali d’integrazione delle SDB II sugli F-35 dell’Aeronautica e sugli F-18E/F SUPER HORNET ed F-35C della Marina.

anteprima logo RID Nave ALPINO alla conquista dell'America

Oggi la fregata europea multimissione (FREMM) della Marina Militare ALPINO è partita dalla Stazione Navale Mar Grande di Taranto per una campagna navale, di cui RID è media partner, che la porterà nei prossimi 2 mesi in Nord America. Nave ALPINO è la quinta unità FREMM, la quarta in versione “antisommergibile”, ed è stata consegnata alla Marina Militare il 30 settembre 2016. Questa nuova campagna per una fregata tipo FREMM costituisce una preziosa occasione di addestramento per mantenere elevati livelli di prontezza e di rafforzamento dei rapporti con gli alleati trans-regionali. Nave ALPINO garantirà una presenza qualificata e tecnologicamente rilevante in diversi Paesi con cui l’Italia intrattiene importanti rapporti politico-diplomatici, economici e di cooperazione militare. Le attività che verranno condotte si inquadrano, più in generale, all’interno dei compiti istituzionali che la Marina Militare assicura al nostro Paese ed alla collettività senza soluzione di continuità in tutte le aree di interesse strategico, garantendo quindi presenza navale finalizzata al sea-control, sicurezza delle linee di comunicazione commerciale (SLOC), vigilanza sulle attività marittime nazionali, deterrenza e contrasto alle attività illegali in alto mare, cooperazione internazionale e addestramento. Il tour di nave ALPINO permetterà, inoltre, di mostrare e far conoscere le capacità operative dell’unita a delegazioni composte da membri del Congresso degli Stati Uniti ed ufficiali dell'US Navy  nell’ambito del programma Future Frigate Program FFG(X)) per l'acquisizione di una nuova classe di fregate con la quale la Marina Americana intende colmare il gap capacitivo tra le Littoral Combat Ship (LCS) ed i cacciatorpediniere classe ARLEIGH BURKE. Come noto, al programma partecipa anche Fincantieri che propone, appunto, il design delle FREMM. La campagna, pertanto, mira anche a “fare sistema” integrando le capacità operative dell’equipaggio con i moderni sistemi di fabbricazione italiana imbarcati su nave ALPINO. La presenza oltreoceano, infine, rappresenta pure l’occasione d’incontro con le numerose comunità italiane residenti all’estero ed include anche l’organizzazione di eventi culturali e di promozione dell’immagine dell’Italia e delle sue eccellenze.

anteprima logo RID Rohde & Schwarz lancia la SDAR

La famiglia di radio aeroportate di Rohde & Schwarz M3AR - oltre 7.000 esemplari in uso in più di 70 Paesi - si arricchisce di un nuovo prodotto basato su tecnologia SDR (Software Defined Radio) denominato SDAR.

anteprima logo RID JSOW per l’F-35

Raytheon ha comunicato di aver completato i test per l’integrazione dell’ordigno planante aria-sup AGM-154C JSOW (Joint Stand Off Weapon), in seguito all’ultimo lancio effettuato lo scorso 17 aprile da un F-35C della US Navy contro un bersaglio situato all’interno della Naval Air Weapons Station di China Lake. L’inizio della fase di test operativi finali è prevista per l’ultimo trimestre del 2018. L’arma, caratterizzata da un sistema di guida inerziale/GPS con sensore elettro-ottico IR per l’identificazione e il tracking del bersaglio, è dotata di una testata bellica multistadio WDU-44 e WDU-45 “broach” da 500 libbre, una portata di 130 km in caso di lancio ad alte quote (distanza che si riduce a 25 km nei casi di sganci a bassa quota) e può essere alloggiata all’interno delle baie interne degli F-35.

anteprima logo RID La crescita degli OPV

Tra le molte categorie esistenti in ambito navale, quella degli OPV (Offshore Patrol Vessels, Pattugliatori d’Altura) è probabilmente tra le meno definite. Nella grande famiglia degli OPV rientrano mezzi di 50 m e 500 t di dislocamento, così come navi da oltre 120 m e 4.500 t, mentre addirittura in Estremo Oriente si contano 2 unità cinesi da 12.000 t e 2 giapponesi da 9.300 t. Naturalmente anche la variabilità delle prestazioni e degli equipaggiamenti di queste navi è altrettanto ampia, tanto che una panoramica completa sarebbe impossibile. Negli ultimi anni si è assistito ad una notevole crescita di queste unità, al punto che si tratta del segmento con la maggiore espansione. Infatti sono unità relativamente semplici, affidabili, con ulteriori margini di sviluppo, e hanno tipicamente un dual-role che ne facilita l’acquisizione e che (talvolta) tacita anche le coscienze dei più accesi pacifisti. Le fregate hanno ormai raggiunto dimensioni e costi notevoli, pur se a fronte di capacità operative importanti. Una fregata dei giorni odierni offre prestazioni che fino a pochi anni fa erano assicurate soltanto da cacciatorpediniere, o da incrociatori, tanto che il confine tra le unità contrassegnate con una F o una D è ormai così sfumato da essere inesistente. Tuttavia, a fronte di questa evoluzione, si deve anche osservare che persiste la necessità di assolvere, quasi quotidianamente, a numerose missioni per le quali non è richiesta una capacità operativa così elevata. Ecco quindi la necessità di una congrua flotta di navi decisamente meno costose e meno capaci di corvette/fregate/caccia, ma che conservino la possibilità di contribuire anche a missioni d’interesse militare. Questa specificità le rende particolarmente appetibili anche per aspetti industriali e politici. La loro relativa semplicità e l’abituale ricorso a normative di classificazione commerciali o “miste” hanno infatti consentito a diversi cantieri di entrare nel mercato navale militare attraverso la progettazione o la costruzione di OPV, oppure di esportare con successo questi progetti a nazioni dove l’industria navale non era ancora sviluppata. Del resto, vista la natura relativamente “benigna” di questi mezzi e la maggiore economicità, la loro acquisizione è spesso guardata con favore da gran parte dell’opinione pubblica e suscita comunque poco o nessun allarme nei Paesi confinanti. A seconda dei diversi ordinamenti nazionali questi OPV sono in forza alla marina militare, o alla guardia costiera, o ad entrambe le organizzazioni. Vi sono alcune Marine, come quella Messicana e quella Irlandese che sono composte esclusivamente da pattugliatori. Il Messico, addirittura, con una decisione inaspettata, ha recentemente ritirato dal servizio tutte le fregate, ed ha cancellato il programma per acquisirne di nuove, optando per concentrarsi esclusivamente sugli OPV come mezzo per la lotta al narcotraffico e la protezione della Zona Economica Esclusiva. L’Olanda, con una decisione che all’epoca fece scalpore, aveva deciso di sostituire 4 delle sue (pur recenti) 10 fregate, per acquisire altrettanti OPV di caratteristiche avanzate, in modo che le attività di pattugliamento venissero svolte da unità che erano in grado di assicurarle con maggior efficienza ed efficacia, lascando quindi alle fregate i compiti più prettamente militari.

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