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anteprima logo Aeronautica Italiana Il GEA del 61° Stormo certificato per il T-346

La Direzione Armamenti Aeronautici consegna al Gruppo Efficienza Aeromobili della Scuola di Volo la certificazione di aeronavigabilità per l’addestratore di fase avanzata

a cura dell'
anteprima logo RID Montenegro: via all'Air Policing NATO

E' partita ufficialmente oggi la missione NATO di pattugliamento dello spazio aereo del Montenegro. La missione è affidata alle Aeronautiche Greca e Italiana che la assolveranno, rispettivamente, con caccia F-16 FIGHTING FALCON e caccia Eurofighter TYPHOON. Italia e Grecia sono responsabili della sorveglianza dello spazio aereo anche dell'Albania mentre l'Italia, assieme all'Ungheria, della sorveglianza dello spazio aereo sloveno. Dal gennaio 2017, inoltre, è stata attivata anche la BENELUX Air Policing, basata su un accordo per la protezione congiunta dello spazio aereo di Olanda, Belgio e Lussemburgo da parte di velivoli delle Aeronautiche Olandese e Belga. L'Air Policing è una delle attività istituzionali della NATO, in qualità di organizzazione di difesa collettiva, ed è gestita dall'Allied Air Command di Ramstein in Germania che la esegue attraverso i 2 CAOC (Combined Air Operations Center) di Torrejon (Spanga) e Uedem (Germania). La missione coinvolge tutti gli assetti di sorveglianza radar dell'Alleanza, la catena di comando e controllo ed i velivoli in QRA (Quich Reaction Alert). In caso di velivoli che non seguono le regole internazionali sul traffico aereo e civile – volivoli con trasponder spento, che non stabiliscono o interrompano il contatto con l'ATC, che non carichino il piano di volo, ecc. - i CAOC possono lanciare gli intercettori e monitorare la missione riportando direttamente a Ramstein. Accanto alle missioni di pattugliamento aereo già richiamate, bisogna ricordare anche la BAP, Baltic Air Policing (BAP), svolta a rotazione da velivoli di Paesi dell'Alleanza dispiegati direttamente sul territorio dei 3 Paesi baltici – Lettonia, Lituania ed Estonia – a partire dal 2004 e la Airborne Surveillance And Interception Capabilities To Meet Iceland’s Peacetime Prepared Ness Needs (ASIC-IPPN) in Islanda. Quest’ultima prevede il mantenimento di una presenza periodica di velivoli in territorio islandese a Kefavlik che, in considerazione degli eventi e su richiesta, può essere immediatamente trasformata in una missione di Air Policig a tutti gli effetti e su larga scala. A partire dal 2014, infine, a seguito della crisi ucraina e dell'annessione russa della Crimea, la NATO ha deciso di rafforzare ulteriormente l’Air Policing (EAP, Enhanced Air Policing) mediante alcune misure quali l’aumento del numero di velivoli della BAP, ed il rischieramento temporaneo ed a rotazione di velivoli in Romania e Bulgaria a supporto delle locali Aeronautiche.

anteprima logo RID Consegnato il primo F-5ST alla Thailandia

Il 28 maggio l’Aeronautica Thilandese ha ricevuto il primo dei 14 caccia leggeri F-5ST SUPER TIGER refittati con sistemi delle aziende israeliane Elbit Systems e Rafael Advanced Defense Systems ed installati dalla Thai Aviation Industries. Secondo il comunicato ufficiale del Ministero della Difesa thailandese, l’aggiornamento – il cui contratto è stato firmato lo scorso agosto per un corrispettivo di 96 milioni di dollari – prevede l’intervento su 4 vecchi velivoli F-5E/F TIGER II che verranno portati allo standard SUPER TIGER entro la fine del 2018, mentre il refit sui restanti 13 aerei dovrebbe concludersi entro il 2020. Nello specifico, gli aerei verranno trasformati in apparecchi di 4ª generazione, dotati di un nuovo radar, una nuova suite EW, con integrazione del jamming pod SKY SHIELD, un moderno glass-cockpit con nuovo computer di missione, nuovo HUD e l’inserimento di 3 display multifunzione a colori e di un sistema di puntamento su casco HMD. Le capacità combat dei velivoli verranno incrementate, grazie all’integrazione dei missili aria-aria a breve raggio IRIS-T - utilizzati anche dai JAS-39 C/D GRIPEN tailandesi - e dei missili BVR DERBY e PYTHON IV/V e l’installazione del pod per l’individuazione bersagli LITENING III. Anche la suite comunicazioni subirà un sensibile miglioramento, con l’integrazione del sistema di trasmissione dati Link-16, del sistema radio HAVE QUICK II e di un Digital Video e Data Recorder. Un upgrade che, secondo i piani di Bangkok, dovrebbe garantire la permanenza in servizio dei SUPER TIGER per altri 15 anni, raggiungendo un totale di ben 55 anni dall’entrata in servizio degli F-5 – 32 dei quali resteranno nelle varianti E/F TIGER II - con l’Aeronautica tailandese.

anteprima logo RID Il Kazakistan ordina altri Su-30

Durante l’ultimo salone militare internazionale KADEX, svoltosi ad Astana dal 23 al 26 maggio, la United Aircraft Corporation – UAC ha comunicato di aver sottoscritto un contratto per la fornitura all’Aeronautica Kazaka di 8 caccia biposto multiruolo supermanovrabili Su-30SM FLANKER-H entro il 2020. L’accordo è stato firmato dalla Kazspecexport e dalla Irkut Corporation. Nel 2015 Astana riferiva di un requisito per 40/45 Su-30SM (ed altrettanti elicotteri d’attacco Mi-35M) da acquisire entro il 2021, in base ad un accordo di collaborazione tecnico-militare firmato con la Federazione Russa. Ad oggi il Kazakistan dispone di 8 Su-30SM – 4 consegnati nell’aprile del 2015, 2 nel dicembre del 2016 e l’ultima coppia consegnata a fine dicembre 2017- tutti di stanza presso la 604° base di Taldykorgan. Nell’agosto 2017 è stato firmato un accordo per altri 12 FLANKER-H – i primi 2 dei quali sono i già citati velivoli consegnati a fine dicembre – che porterà il numero totale di velivoli a 18, ai quali andranno aggiunti gli 8 Su-30SM relativi all’accordo firmato al KADEX.

anteprima logo RID T-129 per il Pakistan

Dopo anni di negoziazioni e trattative, il Pakistan avrebbe ordinato 30 elicotteri d’attacco TAI T-129. La conferma in un manifesto elettorale dell’AKP, il Partito del Presidente Erdogan, anche se né ulteriori dettagli né annunci ufficiali sono stati forniti. Il T-129 è come noto una variante dell’AW-129 di Leonardo, customizzata sulla base delle esigenze dell’Esercito Turco e dotata di sistemi ed armamenti prodotti dall’industria locale.

anteprima logo RID I fratelli "minori" degli MPA

Gli aerei da pattugliamento marittimo (MPA) nascono inizialmente come mezzi antisom, per evolvere fino ad assumere il ruolo di “fregate volanti”, componente essenziale dei task group navali durante le operazioni a lungo raggio, in grado di estendere la portata dei sensori e delle armi molto oltre l’orizzonte, operando per sorveglianza, tracciamento e attacco, sia sopra che sotto la superficie. Nel corso dell’ultimo ventennio gli MPA hanno ulteriormente ampliato il proprio ruolo, diventando strumenti di sorveglianza sia sul mare che sulla terraferma, grazie a sofisticati sensori (radar, optronici, ELINT). Ai compiti prettamente militari se ne sono però costantemente aggiunti anche altri, al punto che, in realtà, la netta maggioranza delle ore di volo vengono utilizzate per compiti collaterali, quali l’anti-immigrazione, l’anti-inquinamento, o la ricerca e soccorso (SAR). Inoltre, durante la quasi totalità delle operazioni che si sono susseguite in questi anni (embarghi, anti-terrorismo, anti-pirateria, anti-proliferazione) gli MPA sono stati impiegati solo ed esclusivamente per compiti di sorveglianza di superficie, trascurando completamente tanto la capacità di impiegare armi quanto le prestazioni nel campo antisom. Questo crea un duplice problema: da un lato questi mezzi sono pochi e molto costosi, ma consumano la propria vita operativa in compiti sostanzialmente diversi da quello per cui erano stati progettati. In secondo luogo, proprio per il fatto di essere pochi e costosi, questi numeri non sono molto adatti a sostenere le attività quotidiane richieste dal SAR e dalle altre missioni “civili” o di “polizia”. In aggiunta a questi fattori, bisogna anche sottolineare che la vita operativa residuale dei numerosissimi P-3 ORION in servizio si sta rapidamente riducendo, nonostante i programmi di ammodernamento e di life-extension adottati dai vari utilizzatori. Non dovrebbe quindi stupire che molti Paesi si stiano orientando verso soluzioni più economiche, con aerei da pattugliamento marittimo basati su aerei commerciali di dimensione minore (turboelica regionali o business jet). In realtà le cellule degli MPA sono state quasi sempre derivate da modelli civili: il Lockheed P-3 ORION deriva dall’ELECTRA, l’Hawker-Siddley, poi BAE Systems NIMROD, derivava dal De Havilland COMET, il russo Ilyushin Il-38 MAY dal'Il-18 e il recente P-8A POSEIDON deriva dal Boeing 737, per cui non si tratta di una vera rivoluzione. Le 2 principali differenze tra un MPA “tradizionale” e le recenti soluzioni “regionali” consistono fondamentalmente nel minor raggio d’azione e nella minore possibilità di trasportare armi (solitamente limitata o inesistente). Si potrebbe quindi dire che da “fregate volanti” si passa a “corvette volanti”, oppure a “OPV volanti”, in funzione delle capacità di queste macchine. Per tutti, comunque, vale la considerazione che anche se questi velivoli sono nettamente più economici degli MPA tradizionali, esistono comunque più categorie che si differenziano sensibilmente. Un business jet come il GLOBAL 5000 ha capacità superiori rispetto ad un ATLANTIC. Le prestazioni di un biturboelica regionale, come l’ATR-72 ASW o di un turboelica da trasporto militare come il C-295 PERSUADER, in termini di velocità, autonomia, payload e sensori, pur essendo inferiori a quelle di un ATLANTIC, consentono comunque di effettuare un’ampia gamma di missioni a medio raggio. All’altro estremo ci sono invece aerei leggeri, come il Do-228 o il Beechcraft KING AIR 350ER, che hanno inevitabilmente delle limitazioni, pur permettendo di soddisfare alcuni requisiti per il pattugliamento costiero.

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