LEONARDO
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Argomento Selezionato: Intelligence
anteprima logo RID ISIL: la minaccia viene dal mare?

La bandiere nere dell’ISIL piantate sulla ex quarta sponda, hanno in questi giorni “ripescato” dai fondali di Lampedusa lo spettro dei 2 missili SCUD sparatici contro dall’ormai rimpianta (sic!) Libia di Gheddafi. Uno spettro molto probabilmente destinato a restare tale, visto che difficilmente qualche SCUD (armi potenti, ma poco precise e rudimentali, e comunque bisognose di buona preparazione tecnica e adeguato supporto manutentivo) sarà ancora utilizzabile, anche tra quelli acquistati dalla Corea del Nord nei tardi anni ’90, dopo la loro distruzione imposta al Colonnello 10 anni fa, e la campagna aerea del 2011 quando furono eliminati gli ultimi missili rimasti nell'arsenale di Gheddafi

anteprima logo RID La forza di ISIL in Libia

ISIL disporrebbe oggi in Libia di un numero di combattenti che oscilla tra i 2.000 e i 3.000, cifre decisamente superiori alle stime del Pentagono che, non più tardi di dicembre, parlava di 300 miliziani presenti unicamente nella zona di Derna e nel vicino altopiano del Jabal al-Akhdar. In realtà ad essi, praticamente tutti membri del Consiglio della Shura dei Giovani Islamici di Derna, fondato dal saudita Abu al-Baraa el-Azdi e dal libico Wilayat Barqa, si sono aggiunti molti uomini di ritorno dal teatro siriano/iracheno

anteprima logo RID ISIL in Libia

La conquista da parte di milizie legate all'ISIL di Sirte, importante città della Libia tra Bengasi e Tripoli (da cui dista circa 400 km), fa precipitare ulteriormente nel caos il Paese, già dilaniato da una feroce guerra civile. La prese della città non è stata difficile, anzi, considerando che Sirte, a differenza di altre grandi città della Libia, era scarsamente difesa da milizie in armi – gli uomini della Lybian Shield erano pochi ed hanno lasciato subito il passo alle avanguardie del Califfato – gli uomini di ISIL hanno avuto gioco facile

anteprima logo RID Foreign fighters: il problema

Il raid effettuato da un commando di 3 uomini contro la sede del magazine satirico francese Charlie Hebdo, ha riacceso il dibattito sui cosiddetti foreign fighters, o “rientrati”, vale a dire quei cittadini europei di fede islamica che sono ritornati nei loro paesi d’origine dopo aver combattuto per anni sui campi di battaglia di Medio Oriente e Nord Africa

anteprima logo RID Caccia all'uomo

 

Proseguono, purtroppo senza esito, le ricerche degli autori della strage al giornale satirico Charlie Hebdo. L'uomo che si è consegnato alla Polizia Francese, che stanotte sembrava essere implicato nella strage come il terzo uomo, l'autista, sembrebebbe in realtà essere estraneo ai fatti

anteprima logo RID RIschio terrorismo

Il drammatico attacco alla sede del giornale satirico francese Charlie Hebdo, in cui sono morte 12 persone, dimostra quanto sia grave e reale la minaccia terroristica anche nei Paesi europei. Ma di quale minaccia si tratta per la precisione (una minaccia, peraltro, che interessa molto da vicino anche l'Italia)? 

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