LEONARDO
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Argomento Selezionato: Intelligence
anteprima logo RID ISIL a Damasco, perchè?

I miliziani di ISIL, con un blitz fulminante, hanno occupato il campo profughi palestinese di Yarmouk, nei sobborghi meridionali di Damasco. Il campo era da tempo assediato dalle forze fedeli ad Assad che, tuttavia, si erano sempre guardate dal tentare di penetrare all'interno. Probabilmente, il blitz di ISIL è stato favorito anche dal supporto ricevuto dall'interno da realtà radicali palestinesi. L'azione dei miliziani di Al Baghdadi ha un significato soprattutto simbolico perché il gruppo viene da 2 sonore sconfitte subito nell'arco di una settimana

anteprima logo RID L'attacco di Tunisi: le dinamiche

A 24 ore dall’attentato a Tunisi in cui hanno perso la vita 23 persone, inclusi 4 italiani, ancora non si sa molto sul commando di terroristi che ha preso in ostaggio diversi turisti stranieri in visita al Museo Bardo, e che in precedenza avrebbe tentato di attaccare il vicino Parlamento, impegnato in una discussione su una legge antiterrorismo

anteprima logo RID Attacco a Tunisi

L'attacco terroristico in corso in questi drammatici momenti a Tunisi contro il Parlamento ed il Museo del Barbdo potrebbe essere l'ennesima spettacolare azione da attribuire ad ISIS od a qualche altro gruppo radicale di stanza nel paese. Del resto, la Tunisia è uno dei principali esportatori di jihadisti in rapporto alla propria popolazione, 3.000 nella sola Siria, e costituisce un Paese ad oggi tutt'altro che stabile

anteprima logo RID Tikrit: la battaglia della nostalgia

Più che della battaglia dell'Esercito Iracheno per strappare Tikrit a ISIL, bisognerebbe parlare della battaglia degli Iraniani per strappare ai baathisti la città natale di Saddam Hussein. La battaglia della nostalgia, insomma, a ricordare la Guerra Iran Iraq quando l'Iraq baathista, socialista e nazionale, di Saddam Hussein, ha combattuto per 8 anni la Persia khomeinista e fondamentalista

anteprima logo RID ISIL: la minaccia viene dal mare?

La bandiere nere dell’ISIL piantate sulla ex quarta sponda, hanno in questi giorni “ripescato” dai fondali di Lampedusa lo spettro dei 2 missili SCUD sparatici contro dall’ormai rimpianta (sic!) Libia di Gheddafi. Uno spettro molto probabilmente destinato a restare tale, visto che difficilmente qualche SCUD (armi potenti, ma poco precise e rudimentali, e comunque bisognose di buona preparazione tecnica e adeguato supporto manutentivo) sarà ancora utilizzabile, anche tra quelli acquistati dalla Corea del Nord nei tardi anni ’90, dopo la loro distruzione imposta al Colonnello 10 anni fa, e la campagna aerea del 2011 quando furono eliminati gli ultimi missili rimasti nell'arsenale di Gheddafi

anteprima logo RID La forza di ISIL in Libia

ISIL disporrebbe oggi in Libia di un numero di combattenti che oscilla tra i 2.000 e i 3.000, cifre decisamente superiori alle stime del Pentagono che, non più tardi di dicembre, parlava di 300 miliziani presenti unicamente nella zona di Derna e nel vicino altopiano del Jabal al-Akhdar. In realtà ad essi, praticamente tutti membri del Consiglio della Shura dei Giovani Islamici di Derna, fondato dal saudita Abu al-Baraa el-Azdi e dal libico Wilayat Barqa, si sono aggiunti molti uomini di ritorno dal teatro siriano/iracheno

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