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Argomento Selezionato: Difesa
anteprima logo Stato Maggiore Difesa Afghanistan: Istruiti dieci ufficiali su processo decisionale

Dieci militari dell’Esercito Afgano di cui tre donne hanno raggiunto la qualifica di specialista nel processo decisionale militare

a cura dello
anteprima logo RID Siria: la spirale della credibilità

Questa volta gli USA non potranno limitarsi ad una risposta meramente simbolica al presunto attacco chimico di Douma come quella data lo scorso anno per Khan Sheikun, e dopo la "non risposta" dell'agosto 2013 ai fatti di Ghouta, ma dovranno necessariamente agire in maniera più robusta. Ne va della loro credibilità di fronte al mondo rispetto all’obbligo di far osservare quelle soglie dichiarate come non superabili. In pratica, è come se Washington si ritrovasse prigioniera delle proprie dichiarazioni/impegni per i quali finora è stata sostanzialmente inadempiente. Una non risposta, o una risposta “leggera”, infatti, incentiverebbe i nemici ad usare ancora armi chimiche, legittimandone di fatto un utilizzo limitato sul piano tattico (come avvenuto in tutti questi anni in Siria da entrambi i fronti), e dimostrebbe ad amici ed alleati la scarsa credibilità dell'impegno politico-militare americano. Tuttavia, il "dilemma della credibilità" vale anche per la Russia. Mosca non potrebbe non rispondere ad un'azione americana che non sia solo simbolica, pena, da un lato, la dimostrazione della debolezza della propria strategia di “guerra ibrida”, dall’altro, la dimostrazione agli occhi dei propri clienti/alleati locali del limite della propria garanzia. Si sta creando, perciò, una pericolosa spirale che ricorda sinistramente quella che portò alla Prima Guerra Mondiale.

anteprima logo RID Siria: aggiornamenti

Il riacutizzarsi della crisi siriana dopo il presunto attacco con armi chimiche di Douma del 7 aprile, l’attacco israeliano contro la base siriana T4 e le parole del Presidente Trump stanno portando a una nuova mobilitazione militare nell’intera regione.

anteprima logo RID Siria: preparativi di guerra generale?

Il riacutizzarsi della crisi siriana dopo il presunto attacco con armi chimiche di Douma del 7 aprile, l’attacco israeliano contro la base siriana T4 e le parole del Presidente Trump stanno portando a una nuova mobilitazione militare nell’intera regione.

anteprima logo RID Scontro totale in Siria?

Nuova, pericolosa, escalation in Siria. Dopo il presunto attacco chimico di ieri contro la cittadina di Douma alle porte di Damasco – attacco attribuito da ribelli e potenze occidentali ai governativi e che ha provocato la definitiva resa dei ribelli salafiti filo-sauditi di Jaish Al Islam e la loro evacuazione – Israele sembra aver approfittato della situazione creatasi – con l'avvertimento ad Assad da parte di Trump e le voci di una possibile risposta americana – per colpire di nuovo la base T4, nel governatorato di Homs. Secondo il Ministero della Difesa russo, nell'attacco sarebbero stati impiegati 2 cacciabombardieri pesanti F-15I RAAM che avrebbero lanciato 8 missili – probabilmente missili standoff della famiglia POPEYE – di cui 5 sarebbero stati abbattuti dalla contraerea e 3 andati a segno. In particolare, nell'attacco sarebbero morti 15 soldati governativi ed alcuni consiglieri iraniani che usano la base come hub per la pianificazione delle operazioni di assistenza militare all’alleato siriano e l’impiego di velivoli senza pilota. La situazione in Siria diventa, così, incandescente come mai prima con lo spettro di uno scontro di più ampia portata tra le potenze coinvolte. Oggi si riunisce il Consiglio di Sicurezza e gli USA meditano sul tipo di risposta da dare ad Assad. Al momento non ci sono portaerei americane nell'area, ma Washington può sempre contare su sottomarini e cacciatorpediniere/incrociatori per il lancio di missili TOMAHAWK, sulla grande base qatarina di Al Udeid, sede del Comando avanzato della componente aerea del CENTCOM (Central Command), dove sono rischierati bombardieri B-1B LANCER, sulla base emiratina di AL DHAFRA, dove sono di stanza cacciabombardieri F-15E, caccia a bassa rilevabilità radar e IR F-22 RAPTOR e caccia F-16, e sugli F-16 schierati nella base giordana di Muwaffaq Salti. Ad AlDhafra e Muwaffaq Salti sono basati anche MIRAGE 2000D e RAFALE francesi.

anteprima logo RID L'Esercito resta a 11 Brigate

Adesso è ufficiale. L'Esercito Italiano ha deciso di mantenere la struttura operativa su 11 brigate di manovra. E' quanto si apprende dalla Relazione sullo stato di avanzamento dei provvedimenti di ristrutturazione delle Forze Armate, presentata al Parlamento a fine gennaio. Il nuovo Modello Operativo Integrato di Riferimento, approvato nel corso del 2017, prevede infatti per l’Esercito "la capacità di disporre di 11 Brigate di manovra, a variante delle 9 previste nel modello precedente". In tale ambito, il "provvedimento di riconfigurazione della Brigata GRANATIERI DI SARDEGNA da Brigata di manovra in Comando per le attività di Forza Armata nell’area della Capitale, come previsto da Allegato 4 al D. Lgs. n. 7 /2014, è stato revocato". La seconda Brigata che avrebbe dovuto essere riconfigurata/smembrata come previsto dal "modello a 9" non era stata ancora decisa dopo che il Presidente della Regione Friuli Debora Serracchiani si era fortemente opposta ad un eventuale provvedimento in tal senso rispetto alla Brigata POZZUOLO DEL FRIULI. Ulteriori approfondimenti su RID 5/2018.

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