Argomento Selezionato: Cielo
anteprima La comunità di Laconi ricorda i caduti della 46^ 29-08-2017

Martedì 29 agosto, presso la località “Is Forros” di Laconi in Sardegna, si è svolta la cerimonia di commemorazione dell’equipaggio della 46ª Brigata Aerea che perse la vita tragicamente il 29 agosto 1985 durante lo spegnimento di un incendio nelle campagne del paese.

La celebrazione in onore dei quattro uomini dell’Aeronautica Militare, il Maggiore Fabrizio Tarasconi, il Tenente Paolo Capodacqua, il Maresciallo Lido Luzzi e il Maresciallo Rosario Ferrante, si è svolta alla presenza dei familiari e delle autorità civili, religiose e militari.

L’evento ha visto la partecipazione del Comandante della 46ª Brigata Aerea, Generale di Brigata Aerea Girolamo Iadicicco, del Comandante del Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze del Salto di Quirra, Generale di Brigata Aerea Giorgio Francesco Russo e di una rappresentanza militare dei Reparti.

Dopo una messa in suffragio dei caduti, celebrata nella località luogo della tragedia, è stata deposta una corona presso il monumento sito nella piazza a Laconi.

Il Sindaco di Laconi, Anna Paola Zaccheddu, ha espresso a nome della comunità sentite parole di vicinanza ai familiari degli aviatori che sacrificarono la loro esistenza per il bene della collettività.

In tanti si sono dati appuntamento per commemorare i quattro aviatori dell'Aeronautica Militare, precipitati con il loro aereo a Is Forros il 29 agosto 1985. Quel giorno, un pericoloso incendio avanzava minacciosamente verso il centro abitato. Intervenne un G222 della 46ª Brigata Aerea di Pisa, impegnato in Sardegna per l'annuale campagna antincendio. Al termine di un'operazione antincendio compiuta con successo, il velivolo precipitò sulle colline della località del Sarcidano. Il ricordo di quanto accaduto è rimasto impresso nella comunità poiché tanti furono testimoni della tragedia e della scomparsa dei quattro Aviatori, poi insigniti della medaglia d'oro al merito civile dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

 

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a cura dell'Aeronautica Militare
anteprima MeteoAM: nuova pagina web dedicata al mare 24-08-2017

Una nuova sezione interamente dedicata alle previsioni di dettaglio sulle condizioni dei mari intorno all'Italia sbarca sul portale del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare (www.meteoam.it). Da alcuni giorni, infatti, addetti ai lavori e semplici cittadini hanno la possibilità di accedere e consultare nuove mappe ad alta risoluzione che hanno lo scopo di arricchire ulteriormente l'offerta di informazione meteorologica di possibile interesse per il mondo della navigazione marittima all'interno del bacino mediterraneo.

La nuova pagina - raggiungibile al link "http://www.meteoam.it/nettuno/areedettagliate#" - è stata realizzata in modalità interattiva e consente di scegliere la combinazione di parametri che si vogliono consultare tra lo stato del mare, l'altezza, il periodo e la direzione dell'onda, nonché la direzione e l'intensità del vento, semplicemente selezionando il bacino di interesse direttamente sulla mappa e visualizzando le mappe di previsione in sequenza anche animata. Il tutto con un dettaglio spaziale che sfrutta la massima risoluzione attualmente possibile con il sistema "Nettuno", il modello di previsione numerica per il mare utilizzato dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare.

Questa novità si aggiunge a quanto già disponibile nella sezione del sito dedicata al mare, popolata con quattro aggiornamenti giornalieri del Bollettino del Mare, e nove Avvisi di Burrasca, con le mappe di previsione sul mare a tre giorni di validità e con le misurazioni satellitari delle temperature di superficie.

Il sistema Nettuno, implementato dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare nell'ambito di una collaborazione con l'ISMAR (Istituto Scienze Marine) - CNR di Venezia, si basa sul modello numerico delle onde denominato WAM (WAve Model) e sul modello atmosferico COSMO (per determinare la distribuzione spaziale e temporale del moto ondoso) ed è alla base di tutta l'attività previsionale meteomarina degli Enti e Reparti del comparto meteo dell'Aeronautica Militare.

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a cura dell'Aeronautica Militare
anteprima Contratto per i primi 3 CH-47F Block II 24-08-2017

Boeing ha ricevuto di recente il contratto per la produzione dei primi 3 prototipi di CH-47F CHINOOK Block II. Le macchine saranno impiegate per i test e la qualifica degli aggiornamenti. I test inizieranno nel 2019 e la prima consegna dei Block II è prevista nel 2023.L'aggiornamento riguarderà 473 CH-47F e 69 MH-47G per le forze speciali del  160th SOAR, e prevede l'introduzione di nuove pale in composito per il rotore, che garantiranno oltre 680 kg aggiuntivi di carico, un nuovo complesso di trasmissione, serbatoi di carburante negli sponsor continui – in pratica si passerà da 6 serbatoi a soli 2, uno per sponson - ed un rafforzamento strutturale per i piloni, il muso e per la sezione posteriore della cellula. Il Block 2 non prevede, tuttavia, l'introduzione di un nuovo motore che è rimandata al successivo pacchetto di upgrade, ovvero il Block 3 con il quale Boeing punta a mantenere in servizio il CHINOOK fino al 2060. In particolare, Il Block 3 prevede la sostituzione dell'attuale turbolabero Honeywell T55-GA-714A con il propulsore che uscirà dal programma Future Affordable Turbine Engine (FATE). Una decisione se procedere o meno con il Block 3 è attesa dopo il 2023.

a cura di Redazione
anteprima Il programma OA-X entra nella fase decisiva 08-08-2017

Mentre l’Air Force americana è impegnata nelle valutazioni strategiche e finanziarie riguardanti il futuro dei velivoli dedicati al supporto aereo ravvicinato (CAS), cresce il suo interesse verso il procurement di una nuova flotta di aerei low cost d’attacco leggero da impiegare nelle missioni CAS e COIN che, negli ultimi 3 lustri, hanno rappresentato la stragrande maggioranza delle operazioni di combattimento degli aerei statunitensi, e non solo.

a cura di Andrea Mottola
anteprima La Russia sviluppa una nuova variante per il Su-30 01-08-2017

Durante le ultime settimane, un numero imprecisato di caccia multiruolo russi di 4ª generazione e mezza Su-30SM FLANKER-C, è stato sottoposto ad un mini refit che ne ha aggiornato alcune componenti avioniche ed ampliato la panoplia di armamenti trasportabili.

a cura di Andrea Mottola
anteprima Vola il CH-5, il REAPER cinese 27-07-2017

Lo scorso 14 luglio, il drone di produzione cinese Cai Hong CH-5 ha effettuato il suo volo inaugurale nella provincia di Hebei (Cina settentrionale). Secondo i dati forniti dalla società produttrice, la China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC), che paragona il velivolo all’UAV MQ-9 REAPER statunitense in termini di dimensioni e prestazioni – ed effettivamente il design è estremamente simile soprattutto nella coda a “V” e nella struttura del carrello - il CH-5 RAINBOW possiede un’autonomia di circa 6.500 km senza rifornimento in volo (in realtà l’autonomia è di circa 250 km ad orizzonte visivo tramite datalink e di 2.000 km via SATCOM) ed è in grado di trasportare 8 missili guidati anticarro AR-1 da 45 kg e 10 km di portata, montabili su 4 piloni subalari esterni, e altrettanti missili aria-sup a breve raggio a guida laser semi-attiva AR-2 da 20 kg e 8 km di portata, montati su una coppia di piloni subalari interni. Oltre a tali ordigni, il CH-5 può essere armato con missili a guida laser LAN JIAN 7, bombe guidate TG-100 e possiede una mission bay in grado di trasportare un ulteriore payload di 200 kg senza carichi subalari, fino a raggiungere un peso massimo al decollo di 3,3 tonnellate. Tornando all’autonomia, la CASC ha accennato ad un programma di upgrade diviso in 3 fasi che dovrebbe consentire al velivolo di incrementare progressivamente il proprio raggio d’azione prima a 10.000 km e, in futuro addirittura a 24.000. Il velivolo – di tipo MALE (Medium-Altitude Long-Endurance) - è costituito da una struttura in materiale leggero composito, ha un’apertura alare di 21 metri, per 11 metri di lunghezza, ed è alimentato da un motore singolo da 330 hp che gli consente di effettuare missioni di ricognizione/sorveglianza/pattugliamento - fino a 9.000 metri di altitudine - della durata di 60 ore (in questo caso il citato futuro programma di upgrade parla di un raddoppiamento della durata) ad una velocità di 180/220 km/h, mentre tale durata viene dimezzata in occasione di missioni delle missioni d’attacco al suolo che implicano il trasporto di ordigni. Nella baia interna, il RAINBOW 5 è in grado di trasportare diversi dispositivi, tra cui un sistema AEW - che gli consentirebbe di fungere da piattaforma di sorveglianza regionale e da centro di comando e controllo del campo di battaglia – dispositivi EW e sistemi antisom. Svelato ufficialmente per la prima volta lo scorso novembre durante l’AirShow di Zhuhai – mentre l’avvistamento del primo prototipo risale al 2015 - il CH-5 rappresenta la soluzione cinese per uno UAV in grado di effettuare missioni di attacco – oltre che di ricognizione - a lunga distanza (a lunghissima se si prendono per buone le stime della CASC riguardo agli upgrade). Indipendentemente dalle prestazioni dichiarate, il RAINBOW 5 rappresenta un ulteriore esempio dell’avanzamento del programma di sviluppo ed impiego di UAV da parte della Cina che, secondo alcune stime del Pentagono, potrebbe disporre di 42.000 velivoli a pilotaggio remoto (land e sea based) entro il 2023, a fronte di un costo totale di poco inferiore agli 11 miliardi di dollari. Inoltre, nel caso specifico del CH-5, il velivolo è già in possesso della licenza di esportazione ed è pronto ad essere prodotto in serie e venduto sul mercato internazionale sia ai clienti di altri UAV della serie “CH” (Arabia Saudita, Birmania, Egitto, EAU, Iraq, Nigeria, Pakistan e Turkmenistan) – in particolare CH-3 e CH-4, con i quali è in grado di comunicare e condividere dati tramite datalink, oltre a condividere lo stesso sistema di controllo - che ad altre nazioni interessate, a meno della metà del prezzo del REAPER (si parla di 7/8 milioni al pezzo) e con l’importante aggiunta dell’eventuale trasferimento di tecnologia, possibilità negata agli acquirenti del concorrente statunitense il quale, tuttavia, ad oggi offre una maggior tangenza operativa (15.000 metri), un motore decisamente più performante (900 hp) ed un maggior carico bellico trasportabile (1.700 kg).

a cura di Andrea Mottola
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