Argomento Selezionato: Geopolitica
anteprima Tripoli: siamo alla svolta? 01-04-2016

Ieri scrivevamo su queste colonne che dalla situazione di caos a Tripoli emergeva una sola certezza: la Coalizione Alba Libica, che aveva sostenuto il Governo di Tripoli, non esisteva più. Infatti, oggi notizie dalla Libia riportano che sia il Primo Ministro Gwell che il Presidente del Parlamento di Tripoli Nuri Abu Sahmain avrebbero lasciato la capitale. Pertanto, Serraj potrebbe insediarsi forte di un accordo, di cui l'Italia con il Generale Paolo Serra e l'AISE sono stati i protagonisti, che ha portato dalla sua parte i Misuratini e Abdel Hakim Belhadj

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Caos a Tripoli 31-03-2016

Come anticipato da RID, Serraj, assieme ad altri membri del Consiglio Presidenziale, è arrivato a Tripoli. Lo ha fatto via nave dopo che l'amministrazione tripolina di Khalifa Gwell aveva chiuso l'aeroporto di Mittiga. Serraj per ora si è installato nella base navale di Abu Sittha, mentre nella capitale regna il caos. In questo momento è difficile capire la reale ampiezza del fronte tripolino che si oppone a Serraj, ma un dato è certo: la coalizione Alba Libica, che finora aveva appoggiato il Governo di Tripoli, non esiste più

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Dal caos spunta il dialogo "Libia-Libia" 10-03-2016

In Libia prosegue la situazione di stallo politico. Il 7 marzo a Tripoli 3 membri del Comitato Temporaneo di Sicurezza, un organismo che ha il compito di creare le condizioni di sicurezza idonee affinché il Governo di Unità Nazionale libico (GUN) possa operare nella capitale, sono stati arrestati dalla RADA, la milizia salafita guidata da Abdul Rauf Kara (uno degli uomini forti di Tripoli, ma anche uomo dell'ex qaedista, ora un apparentemente “tranquillo” politico in affari..., Abdel Hakim Belhadj) che controlla l’aeroporto Mitiga. L’accusa sollevata nei confronti dei Colonnelli Omar Mohamed Douaiher, Abu Ghassem Amin Ali e Abdulhakim Muftah Warefelli sarebbe quella di tradimento per aver collaborato con Paesi stranieri nel tentativo di rovesciare il Governo di Tripoli

a cura di Andrea Mottola e Pietro Batacchi
anteprima La tregua armata in Siria 26-02-2016

Dalla mezzanotte di sabato 27 febbraio in Siria entrerà ufficialmente in vigore il cessate il fuoco previsto dagli accordi siglati tra Stati Uniti e Russia ad inizio settimana. Oltre alle 2 superpotenze, l’accordo è stato sottoscritto da Assad, mentre i gruppi d’opposizione siriana hanno tempo fino alle 12 di venerdì 26 febbraio per dare una risposta. I termini dell’accordo prevedono: l’implementazione della risoluzione ONU 2254, che stabilisce la partecipazione di tutte le parti incluse nell'International Syria Support Group ai negoziati politici guidati dalle Nazioni Unite, volti alla creazione di un Governo di Unità Nazionale che avrà il compito di guidare il Paese fino alle elezioni; la cessazione totale delle ostilità tra le parti incluse nell’accordo; la garanzia di accesso degli aiuti umanitari inviati in soccorso della popolazione civile ancora presente nelle zone maggiormente colpite (Aleppo, Damasco, Idlib, Hama, Homs, Deir Ezzor)

a cura di Andrea Mottola
anteprima Intervento in Libia e criminalità 15-02-2016

Quando la gente soffre e muore è il caso di fare le cose seriamente e per bene con l’unico scopo ragionevole di limitare morti e sofferenze. Detto ciò, e pagato dazio alla provocazione del titolo, altrettanto immediatamente va chiarito che il tema della Libia è centrale - ma anche paradigmatico - in ragione della sua essenza, per cui parlandone avremo sempre a mente il contesto generale internazionale riassumibile nelle ricerca di un nuovo ordine mondiale di potenza e della lotta al terrorismo islamico.

a cura di 0/30 GEA
anteprima Accordo di Skhirat: un passo avanti per la Libia? 23-12-2015

Lo scorso 17 dicembre, nella città marocchina di Skhirat, i delegati del Congresso Nazionale Generale di Tripoli e quelli del Parlamento di Tobruk hanno firmato l'accordo per la creazione di un governo di unità nazionale, seguendo il piano proposto dalle Nazioni Unite. Una firma che potrebbe rappresentare un ulteriore passo verso la difficilissima pacificazione della Libia. Un paese che, di fatto, a 4 anni dalla rivoluzione che ha spodestato Gheddafi e dopo un anno e mezzo di guerra civile, continua ad essere diviso in zone di influenza sostanzialmente sotto il controllo di milizie che non sempre rispondono ai 2 governi di Tobruk (internazionalmente riconosciuto) e Tripoli

a cura di Andrea Mottola
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