Notizie a cura di RID
anteprima Pronta la nuova variante del L-39C 30-11-2017

Lo scorso 20 novembre, l’azienda ceca Aero Vodochody ha comunicato la conclusione dello sviluppo della nuova variante dell’aereo d’attacco leggero/addestratore avanzato ALBATROS, denominata L-39CW.

a cura di Andrea Mottola
anteprima USA e alleati potenziano difesa antimissile 29-11-2017

Proprio nel bel mezzo del tour del Presidente Trump in Asia, che nei primi 10 giorni di novembre lo ha portato in diversi Paesi, tra cui Giappone e Corea del Sud, la Casa Bianca ha inviato al Congresso la richiesta per un supplememto di 6 miliardi al bilancio Difesa 2018. Tali fondi aggiuntivi servono, oltre a coprire l'incremento di truppe in Afghanistan, anche ad un ulteriore potenziamento della difesa antimissile in relazione al crescere della minaccia balistica e nucleare nordcoreana. In particolare, tali fondi verranno utilizzati per acquisire altri 20 intercettori multistadio con capacità di ingaggio eso-atmosferica GBI (Ground-Based Interceptor), 16 missili SM-3 Block IIA, per equipaggiare le unità navali con sistema di combattimento AEGIS, e 50 intercettori per la batterie Terminal High Altitude Area Defence (THAAD). In questo modo, gli USA intendono potenziare sia la componente strategica che quella regionale/tattica della difesa antimissile (BMD, Ballistic Missile Defence). I GBI dovrebbero potenziare soprattutto il sito di Fort Greely in Alaska , assieme a quello di Vandenberg, California, uno dei 2 siti della cosiddetta Midcourse Ground-based Defense, che assicura la difesa del territorio americano contro missili balistici, compresi missili balistici intercontinentali, e l’intercetto durante la loro traiettoria di medio corso, ovvero quando raggiungono l'apogeo. Ad oggi, tra Fort Greely e Vandernberg sono schierati 44 GBI, mentre nello scorso maggio, ricordiamolo, un GBI ha intercettato per la prima volta con successo un bersaglio rappresentativo di un ICBM. Gli SM-3 Block IIA andranno come si diceva a bordo delle navi AEGIS, in particolare quelle di stanza nel teatro Asia-Pacifico. Tali missili, sviluppati nell’ambito di una collaborazione tra Raytheon e la giapponese Mitshubishi Heavy Industries, sono dotati rispetto alle versioni precedenti di un razzo motore del primo stadio di maggiori dimensioni, con un diametro di 530 mm, e di una testata più pesante e grande, nonché di un seeker con una capacità di discriminazione del bersaglio ulteriormente migliorata. Per effetto di queste modifiche, l’SM-3 Block IIA ha una capacità di ingaggio pure contro ICBM. L’SM-3 Block IIA equipaggerà anche il sito dell’AEGIS ASHORE di Redzikowo (Polonia), uno dei 2, l’altro è quello rumeno di Deveselu, su cui si basa il sistema AEGIS ASHORE dispiegato in Europa dell’Est. In generale, l'SM-3 è un intercettore con capacità di kill eso-atmosferico in grado di di ingaggiare i missili balistici a medio raggio ed a raggio intermedio durante le fasi di ascesa e discesa della traiettoria di medio corso. L’intercettore equipaggia anche i cacciatorpediniere classe KONGO e ATAGO giapponesi, mentre la stessa Tokyo potrebbe acquisire nei prossimi mesi pure l’AEGIS ASHORE, già in valutazione da tempo. Attualmente il Giappone dovrebbe avere in servizio anche 16 batterie di PATRIOT PAC-3. Infine il THAAD è il componente di difesa terminale per intercettare i missili balistici al loro rientro nell'atmosfera e/o appena al di fuori di essa (l'ultimo anello, per intercettare i missili una volta rientrati nell'atmosfera, è il già citato sistema PATRIOT PAC-2/3). In Corea del Sud è al momento attiva una batteria THAAD, dotata di radar  AN/TYP-2  a singola faccia fissa in banda X e 6 lanciatori, ed un numero imprecisato di batterie PATRIOT PAC-2/3. E’ importante sottolineare che il radar AN/TYP-2, che ha una copertura di oltre 2.000 km, è schierato pure in Israele, in una base segreta nel deserto del Negev, e nel sito turco di Kurecik. Nel Pacifico, gli Stati Uniti hanno dispiegato pure Sea-Based X-Band Radar (SBX-1), un ulteriore radar in banda X da oltre 2.000 km di portata, basato su una piattaforma mobile galleggiante.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Corea: testato nuovo missile intercontinentale 29-11-2017

Dopo 2 mesi di sostanziale silenzio, la Corea del Nord è tornata a condurre un test balistico lanciando un nuovo missile intercontinentale. Secondo la TV di stato si tratterebbe dell'HWASONG-15, ultimo sviluppo della serie HWASONG e ordigno capace di raggiungere il territorio degli USA. Il test costituisce l'ennesimo sviluppo lungo la strada del perfezionamento della capacità balistica del regime e sembrerebbe un ulteriore passo verso la messa a punto di un ICBM, (Intercontinental Ballistic Missile) completamente operativo. L'ordigno, infatti, è stato lanciato alla massima inclinazione possibile, arrivando un altitudine mai raggiunta in precedenti test, 4.475 km, ed ha percorso 950 km in 53 minuti ricadendo a 250 km dalle coste giapponesi. Se fosse stato lanciato con una traiettoria "standard", il missile avrebbe potuto percorrere oltre 13.000 km. Tuttavia, in questi casi la distanza dipende molto dal peso della testata che, essendo del tipo telemetrico da esercitazione, è molto leggera. Per cui, con una testata operativa, molto più pesante soprattutto se nucleare e dotata di "esche" per superare le difese nemiche e del necessario "indurimento" per reggere al rientro in atmosfera, la gittata si ridurrebbe sensibilmente. Tuttavia, appare ormai certo che la Corea del Nord possa colpire con i suoi missili quantomeno l'Alaska o le Hawai. Il test, inoltre, è giunto nel momento di massima pressione politico-militare da parte degli Stati Unito contro Pyongyang. Nelle scorse settimane nell'area erano state schierate ben 3 portaerei contemporaneamente (la RONALD REAGAN, la THEODORE ROOSEVELT e la NIMITZ), mentre 6 caccia pesanti super-manovranti a bassa rilevabilità F-22 RAPTOR, insieme a 4 caccia multiruolo F-35A, sono in fase di dispiegamento in Corea del Sud per prendere parte ad una nuova esercitazione con le controparti di Seul. Peraltro, negli ultimi mesi esercitazioni e manovre da parte di Americani e Sudcoreani sono state all'ordine del giorno ed hanno visto il coinvolgimento costante di bombardieri americani B-1B e la simulazione di scenari altamente convenzionali con  attacchi di precisione in profondità ed infiltrazione di difese aeree nemiche. Il test di ieri segue quello di settembre dell'IRBM (Intermdiate Ballistic Missile) HWASONG-12, missile balistico monostadio accreditato di una gittata di 4.500 km, basato su piattaforme mobili ed alimentato da propellente liquido, e quello del 4 luglio (replicato il 28 dello stesso mese), quando per la prima volta fu provato l'ICBM HWASONG-14 (missile bistadio, sempre a propellente liquido, accreditato di una portata di 7.000-10.000 km). La Corea del Nord è impegnata da anni nello sviluppo di missili balistici a raggio intermedio e lungo raggio. Per quanto riguarda i missili a raggio intermedio, il primo della serie è stato il TAEPODONG-1, forse costruito in una cinquantina di esemplari a partire dalla seconda metà degli anni ‘90. Si tratta di un missile a propellente liquido, basato in silos, accreditato di una gittata di oltre 2.500 km e dotato di una testata del peso inferiore ai 1.000 kg. Dal TAEOPODONG-1, la Corea del Nord ha poi derivato il TAEOPODONG-2, il primo missile balistico intercontinentale di cui dispone il Paese. Il TAEPODONG-2 è un missile tristadio a propellente liquido, basato in silos, dalla gittata stimata in circa 6.000 km per una capacità di payload di appena 1.000 kg (ma che si ridurrebbe a 500 kg per ottenere la gittata massima di 9.000 km). Il sistema, che utilizza per gli stadi i motori dei missili a medio raggio NODONG e corto raggio SCUD, è stato impiegato per mettere in orbita i piccoli satelliti KWANGMY?NGS?NG-3, nel dicembre 2012, e KWAMONGSONG-4, nel febbraio 2016, e, dunque, è da ritenersi operativo anche se non è chiaro di quanti esemplari disponga il regime. Nella categoria dei missili a raggio intermedio rientra il MUSUDAN, derivato dal vecchio R-27 (o SS-N-6) sovietico, SLBM (Submarine Launched Ballistic Missile) a propellente liquido, di cui, appunto, ne rappresenta un riadattamento per renderlo idoneo ad operare da terra. Il missile ha una gittata compresa tra i 2.500 ed i 4.000 km ed una testata da circa 1.200 kg; è stato testato ben 6 volte in volo, ma soltanto gli ultimi 2 test, condotti a giugno 2016, sono stati un parziale successo. Nella stessa categoria rientra, appunto, anche l'HWASONG-12, mentre per quanto riguarda i missili intercontinentali la serie è quella già citata HWASONG-14/15. A febbraio di quest'anno, e poi ancora il 21 maggio, Pyongyang ha testato con successo anche una variante terrestre dell'SLBM KN-11 (missile bistadio a propellente solido con una gittata nell'ordine dei 1.000 km, già più volte testato con successo e lanciabile dai sottomarini classe GORAE/SINPO), denominata KN-15, dotata di una gittata più estesa e di diverse migliorie nel sistema di guida e nelle capacità di evasione delle difese avversarie. Il KN-15 è un missile bistadio a propellente solido, basato su un TEL cingolato, probabilmente di produzione locale, e accreditato di una gittata compresa tra i 1.500 ed i 2.000 km.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima F-35 norvegesi: test estremi per il parafreno 28-11-2017

 

Il Maj. Jonathan “Spades” Gilber, F-35 test pilot dell’USAF, ha dimostrato la manovrabilità dell’F-35 Lightning II di Lockheed Martin durante i test a terra su pista ghiacciata presso la Air Force Base di Eielson, in Alaska. Il test fa parte della procedura di certificazione per il parafreno per i velivoli norvegesi e proseguirà nelle prossime settimane. Anche il Maj. Eskil Amdal, test pilot della Royal Norwegian Air Force, sta prendendo parte ai test.  Questa prova iniziale è la prima parte di un test in 2 fasi volto ad assicurare che l’F-35A sia in grado di operare in condizioni estreme. La seconda fase di test prevede l’utilizzo del parafreno durante le operazioni di atterraggio ed è prevista nel primo trimestre 2018 a Eielson. Il parafreno per l’F-35A è stato creato per essere montato su tutti gli F-35 norvegesi ed ha una configurazione aerodinamica in grado di assicurare che il velivolo possa mantenere le sue caratteristiche stealth durante il volo. La Norvegia e Lockheed Martin stanno lavorando con l’Olanda per lo sviluppo di questa capacità cruciale. Il parafreno era stato sottoposto a un test iniziale di schieramento su pista bagnata e asciutta presso la Air Force Base di Edwards, in California, all’inizio dell’anno.

a cura di Redazione
anteprima OPV Lurssen per la RAN 28-11-2017

Dopo il terno uscito per la spagnola Navantia, che aveva ottenuto i contratti per LHD, caccia antiaerei e rifornitori, e il mega contratto con la francese DCNS/Naval Group per 12 nuovi sottomarini, ora è la volta della tedesca Lürssen ad accaparrarsi un ricco contratto con la Royal Australian Navy (RAN). Il polo cantieristico germanico ha infatti vinto la gara da 4 miliardi di dollari per la realizzazione di 12 nuovi pattugliatori d’altura (OPV), previsti dal libro Bianco 2016 con il programma SEA-1180, battendo l’agguerrita concorrenza della conterranea Fassmer e dell’olandese Damen. Il Project SEA-1180 prevede unità portaelicotteri con design stealth, dislocamento di 2.000 t circa, ottime caratteristiche marine ed elevata automazione, dotazione spartana ma allo stato dell’arte di armi (compreso un cannone da 57 o 76 mm) e sensori, capacità di imbarcare un elicottero medio, RHIB e moduli containerizzati. Caratteristiche che si ritrovano nei modelli OPV-85/90 della famiglia di pattugliatori alturieri della Lürssen che andranno opportunamente customizzati per le esigenze della RAN. La Marina Australiana approda ora ad una scelta cui aveva voltato le spalle nel 2003, quando optò per una nuova classe di pattugliatori di taglia costiera, dopo che negli anni ’90 si era ragionato su OPV multiruolo: per poi pentirsene rapidamente, quando emersero i molti limiti – tecnici e concettuali – degli ARMIDALE, che le nuove unità andranno a sostituire nel prossimo decennio. Per la loro costruzione, il contratto prevede, oltre al trasferimento di know how, la realizzazione di 2 unità ad opera dell’Australian Submarine Corporation, ad Adelaide, e delle altre 10 a cura del raggruppamento Austal e Civmec, a Henderson, nell’Australia Occidentale, con la creazione di un migliaio di posti di lavoro, compreso l’indotto. Un obbiettivo non secondario, perché secondo fonti del Governo australiano il programma andrà a coprire un triennio (2018-2020) altrimenti povero di attività cantieristica, compreso com’è tra la fine dei lavori su LHD e cacciatorpediniere, e prima di partire con le nuove fregate (ancora da assegnare: e qui dopo spagnoli, tedeschi e francesi, sono Fincantieri e BAE Systems ad incrociare le dita per FREMM e Type 26, rispettivamente) e con i nuovi sottomarini derivati dai francesi SUFFREN. Completata la progettazione di dettaglio e la customizzazione dei nuovi OPV, la costruzione della capoclasse nel sito di Adelaide partirà nel quarto trimestre del 2018, seguita nel 2020 dall’impostazione della prima unità del lotto destinato a Henderson, con consegne dal 2021.

a cura di Giuliano Da Frè
anteprima F-22 RAPTOR contro Kim 27-11-2017

Gli Stati Uniti invieranno nei prossimi giorni 6 caccia pesanti super-manovranti a bassa rilevabilità radar F-22 RAPTOR in Corea del Sud. E’ la prima volta che Washington rischiera un così alta numero di RAPTOR nella penisola coreana considerando che in passato era stato dispiegato un massimo di 4 velivoli. I velivoli, che giungeranno in Corea del Sud dalla base giapponese di Kadena, parteciperanno all'esercitazione congiunta VIGILANT ACE. Si tratta di un altro tassello della strategia di pressione politico-militare messa in atto da Washington contro Pyongyang negli ultimi mesi, a cavallo dell'ultimo test nucleare, e dopo la presenza contemporanea nell'area di 3 portaerei a propulsione nucleare, ovvero la RONALD REAGAN, la THEODORE ROOSEVELT e la NIMITZ . I RAPTOR svolgeranno assieme alle controparti sudcoreane una serie di attività simulanti attacchi di precisione in profondità ed infiltrazione di difese aeree nemiche sfruttando la loro bassa rivelabilità integrale alla scoperta radar. L’F-22 è il caccia più sofisticato al mondo per il quale ancora oggi non esiste nessuna autorizzazione all’export. Nell'esercitazione verranno presumibilmente coinvolti anche 4 F-35A, da poco al loro primo dispiegamento operativo in Giappone.

a cura di Redazione
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