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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID Nave ALPINO rientra in Italia

Sabato 30 giugno rientrerà a Taranto la fregata tipo FREMM ALPINO della Marina Militare, a conclusione della campagna negli Stati Uniti d’America (campagna di cui RID è stata media partner). Al suo arrivo in porto all’interno della Stazione Navale Mar Grande, la nave sarà accolta dal Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Donato Marzano e da familiari, amici e colleghi dell’equipaggio. Partita da Taranto lo scorso 2 maggio, nave ALPINO ha fornito una presenza qualificata e tecnologicamente rilevante in diversi Paesi con cui l'Italia intrattiene importanti rapporti politico-diplomatici, economici e di cooperazione militare. Le attività condotte nei quasi 2 mesi di campagna si inquadrano, più in generale, all'interno dei compiti istituzionali che la Marina Militare assicura al nostro Paese ed alla collettività senza soluzione di continuità in tutte le aree di interesse strategico, garantendo quindi presenza navale finalizzata al sea-control, sicurezza delle linee di comunicazione commerciale (SLOC), vigilanza sulle attività marittime nazionali, deterrenza e contrasto alle attività illegali in alto mare, cooperazione internazionale e addestramento. La campagna appena conclusa può essere considerata rilevante sia per aver proiettato l'immagine della Marina Militare, delle Forze Armate e del sistema Paese in aree di non usuale gravitazione sia per il supporto fornito alla competitività internazionale di importanti realtà nazionali. In questo ambito, si inquadra anche l'importante attività che ha permesso di mostrare e far conoscere le capacità operative dell'unità a delegazioni composte da membri del Congresso degli Stati Uniti ed ufficiali della US Navy, nell'ambito del processo informativo per la definizione da parte dell’US Navy di una nuova classe di fregate (programma di acquisizione denominato Future Frigate Program FFG(X)) destinata a colmare il gap capacitivo tra le Littoral Combat Ship (LCS) e i cacciatorpediniere ARLEIGH BURKE.

anteprima logo RID Una nuova nave-spia per la Svezia

Le crescenti tensioni con la Russia nello scacchiere settentrionale stanno rifocalizzando l’attenzione di Stoccolma verso il proprio apparato militare, ridimensionato dai tagli avviati negli anni ’90. 

anteprima logo RID SEASTEMA e l’automazione navale

SEASTEMA è una società del gruppo Fincantieri che si occupa di integrazione di sistemi e che è specializzata nel campo dell’automazione navale, della navigazione e di altri settori dell’elettronica di bordo. Nata nel 2009 come joint venture tra ABB e Fincantieri, dal 2014 l’azienda è divenuta interamente di proprietà della società cantieristica italiana. SEASTEMA, che ha circa 80 dipendenti altamente specializzati, suddivisi tra le sedi di Genova, Lucca, Roma e Trieste, compete oggi “ad armi pari” con le più grandi aziende del settore, con soluzioni innovative e allo stato dell’arte. La società, che opera in tutti i principali settori navali (navi militari, navi da crociera, megayacht e navi speciali), è stata concepita “fondendo insieme” le competenze ingegneristiche di Fincantieri e quelle di prodotto legate al mondo ABB in tema di automazione navale. Il binomio “Fincantieri ed ABB”, infatti, a partire dagli anni 2000, ha realizzato tutti i sistemi di automazione a bordo delle navi della Marina Militare che sono poi diventati il punto di partenza dell’attuale portafoglio prodotti di SEASTEMA. A quella stagione risalgono, per esempio, i sistemi di gestione della piattaforma e della propulsione dei pattugliatori delle classi BORSINI e SIRIO. Successivamente questa sinergia ha portato alla realizzazione dei sistemi di gestione della piattaforma di nave ELETTRA della Marina Militare, della portaerei CAVOUR e delle unità tipo SAETTIA realizzate per le Marine di Malta (P-61) e dell’Iraq (classe AL-BAHRYYA AL-’IRAQIYYA o SAETTIA Mark IV). Certamente uno dei progetti più complessi sul versante dell’automazione di bordo è stato il SIASP (Sistema Integrato di Automazione e Supervisione della Piattaforma) realizzato per la portaerei CAVOUR: all’epoca della sua realizzazione il SIASP rappresentava quanto di più avanzato disponibile in questo settore. Successivamente il progetto del sistema di automazione e gestione della piattaforma per le fregate classe BERGAMINI, cioè le unità tipo FREMM italiane (vedi box di pag. 64) sviluppato da SEASTEMA, ha consentito di fare un grande salto di qualità. Tali navi presentano 2 innovazioni di notevole importanza: da una parte esse sono dotate di un impianto propulsivo combinato molto complesso (tipo CODLAG, COmbined Diesel eLectric And Gas, incentrato su una turbina a gas, 2 motori elettrici e 4 diesel generatori elettrici) che ha richiesto un sistema di gestione della propulsione altrettanto complesso con utilizzo anche di simulazioni dinamiche dei sistemi di controllo, dall’altra esse sono dotate, per la prima volta, di un impianto di automazione denominato SMS (Ship Management System) con un’interfaccia diretta verso il CMS (Combat Management System). Lo Ship Management System costituisce un’evoluzione del precedente Integrated Platform Management System (IPMS) caratterizzato dall’aggiunta di ulteriori sottosistemi e di molte altre funzionalità. Partendo da queste realizzazioni, SEASTEMA sta fornendo tutta la componente relativa all’automazione per le unità della “Legge Navale” (cioè i Pattugliatori Polivalenti d’Altura, PPA, l’unità da assalto anfibio a bacino allagabile LHD e l’unità logistica e rifornitrice, LSS). In questo programma SEASTEMA si è occupata anche dei sistemi e degli apparati di comunicazione interna (cioè sostanzialmente dei sistemi in fonia e di quelli di diffusione di allarme tramite gli altoparlanti di bordo). Nel caso delle unità della Legge Navale, tuttavia, come evoluzione della soluzione FREMM si è privilegiata una netta separazione, anche fisica, tra le 2 reti, e cioè quella non classificata di automazione e quella classificata del CMS, che possono dialogare solo in maniera unidirezionale passando attraverso un apposito firewall.

anteprima logo RID Expeditionary Fast Transport

La costruzione e le operazioni di unità navali ausiliarie non sono oggetto di attenzione e di analisi come succede per le loro “sorelle maggiori” combattenti, ma qualche loro peculiarità suscita a volte interesse e curiosità, soprattutto quando si tratta di naviglio realizzato secondo canoni diversi da quelli tradizionali e nell’ambito di concetti operativi consolidati. Per esempio, la proiezione di forze militari in aree avanzate ha costituito uno dei cardini essenziali attorno ai quali si è sviluppata la strategia marittima degli Stati Uniti negli ultimi 20 anni, secondo un modello d’attuazione che privilegia anche la velocità e il posizionamento degli assetti a elevata distanza dalla costa. Per tradurre concretamente i principi consolidati congiuntamente con il Corpo dei Marines e l’US Army, l’US Navy decise, all’inizio del XXI secolo, di avviare un percorso sperimentale comprendente anche la movimentazione rapida di mezzi e materiali all’interno di un determinato teatro operativo e facendo perno sull’ormai nota “base marittima” (vedi RID N.8/2016, pag. 60). L’interesse condiviso di un requisito globale di natura inizialmente logistica - trasferire rapidamente e via mare mezzi e materiali dalla base alla terraferma - spinse l’US Navy e l’US Army a intraprendere, all’inizio degli anni 2000, 2 campagne di sperimentazione interconnesse (ma separate dal punto di vista amministrativo) utilizzando alcuni mezzi veloci modificati per l’occasione anche secondo le indicazioni provenienti dalla Marina Australiana, da poco reduce da un ciclo operativo nel Pacifico sudoccidentale in cui un catamarano - il JERVIS BAY - aveva totalizzato 100.000 miglia di navigazione in 2 anni. Mentre l’US Army s’indirizzò verso un mezzo veloce lungo 98 m con scafo a catamarano battezzato SPEARHEAD e noleggiato da un operatore commerciale, l’US Navy lanciò il programma per un’unità designata come Joint High-Speed Vessel, JHSV, anch’esso relativo al noleggio di un mezzo similare che divenne il JOINT VENTURE (HSV-X1) e di cui beneficiarono anche i Marines e l’US Army. Da un punto di vista tecnico-amministrativo, queste attività furono regolamentate e finanziate considerando le unità come dimostratori tecnologici per validare alcune capacità particolari: nella fattispecie, il JOINT VENTURE fu equipaggiato con un ponte di volo e impiegato come nave appoggio per operazioni speciali. Il Corpo dei Marines non rimase a guardare, perché al 2002 risale il noleggio di un terzo catamarano veloce, il WESTPAC EXPRESS, testato dai reparti di stanza a Okinawa per sviluppare concetti e procedure finalizzate al trasporto veloce all’interno dell’arcipelago giapponese. A fattor comune dei 3 mezzi veloci c'era la provenienza commerciale, perché realizzati dalle 2 aziende australiane, Incat e Austal, fornitrici di numerose compagnie di navigazione, e con la seconda già allora impegnata nella realizzazione degli scafi a trimarano scelti dall’US Navy per una delle varianti del noto, ambizioso e tormentato programma LCS.

anteprima logo RID Nave ALPINO a Cadice

La fregata tipo FREMM ALPINO ha sostato dal 23 giugno a Cadice da dove ripartirà oggi. L'unità è di ritorno dalla campagna in Nordamerica che ha rappresentato una preziosa occasione di addestramento, utile a mantenere elevati i livelli di cooperazione con gli alleati trans-regionali finalizzati al confronto ed al rafforzamento dei rapporti con Marine amiche e alleate. La campagna, inoltre, ha permesso di far apprezzare le capacità del disegno FREMM alla US Navy nell'ambito della gara per l'acquisizione di una nuova fregata che dovrà colmare il gap nella flotta americana tra le LCS e i caccia ARLEIGH BURKE.

anteprima logo RID Varata la LSS VULCANO

Nel cantiere Fincantieri di Muggiano si è svolto ieri sera un suggestivo varo completo della nuova unità di supporto logistico della Marina Militare LSS VULCANO a soli 3 anni dalla concessione del contratto, come ha tenuto a sottolineare orgoglioso l'Amministratore Delegato di Fincantieri Giuseppe Bono. L’unità – che assieme ai PPA ed all’LHD TRIESTE rientra nella “Legge Navale” - ha una lunghezza fuori tutto di 193 m, una larghezza di 24 m ed un dislocamento di oltre 27.000 t. La nave può ospitare un equipaggio di 235 persone, ha un hangar capace di ricoverare 2 elicotteri EH-101 e come armamento principale possiede un cannone da 76 mm Leonardo SUPER RAPIDO. L'unità è fondamentale per il supporo della squadra navale disponendo di grande autonomia, di depositi di carburante (aeronautico e navale) e di viveri, di officine, depositi di pezzi di ricambio, ecc. Alla cerimonia hanno preso parte il Capo di Stato Maggiore della Marina Amm. Valter Girardelli, i vertici di Fincantieri e Leonardo, nonché di altre aziende della difesa, e pure il Nuovo Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, alla sua prima partecipazione ad un evento del genere. Il Ministro ha sottolineato l'importanza del fattore tencologico e delle capacità industriali annesse "da tutelare e rafforzare per consentire all'Italia di restare tra i grandi e consentirle di difendere al meglio i propri interessi nazionali vitali". Parole importanti alle quali speriamo facciano quanto prima seguito atti concreti, a cominciare dalla riproposizione di quella "legge sessennale sugli investimenti" contenuta nel DDL di attuazione del Libro Bianco non approvato durante l'ultima legislatura. 

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