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Argomento Selezionato: Difesa
anteprima logo RID USA: stop alla vendita di armi alla Turchia

Era nell’aria, ma adesso è ufficiale. La Commissione Difesa della Camera dei Rappresentanti del Congresso americano ha approvato il disegno di legge relativo al National Defense Authorization Act for Fiscal per l’anno 2019 che, oltre all’aumento delle spese militari richiesto dall’Amministrazione Trump, contiene pure il blocco al trasferimento di tecnologie militari alla Turchia. In particolare, alla sezione 1271, il provvedimento chiede che, per effetto del recente avvicinamento turco alla Russia, culminato con l'acquisizione del sistema antiaereo/antimissile sup-aria S-400,  il Segretario alla Difesa, di concerto con il Segretario di Stato, dovrà presentare entro 60 giorni dall’approvazione del National Defense Authorization Act alle competenti commissioni congressuali una relazione sullo stato dei rapporti fra USA e Turchia. Nel frattempo tutti i trasferimenti di armi alla Turchia soggetti ad approvazione congressuale – Sez. 36 Arms Export Control Act – sono vietati. Nella lista contenuta nel provvedimento sono indicati, oltre ad F-35 ed F-16, anche elicotteri CHINOOK, BLACK HAWK e COBRA, nonché i sistemi antiaerei PATRIOT.

anteprima logo RID Un nuovo TESEO land attack per la Marina

Secondo quanto risulta a RID, la Marina Militare ha chiesto per il nuovo missile antinave pesante MBDA TESEO MK/2E (TESEO "EVO") anche una capacità land attack strategica per l'attacco di bersagli a terra (capacità, quest’ultima, al momento posseduta solo dall’Aeronautica Militare con il missile STORM SHADOW). A tal proposito si sta valutando la possibilità di dotare il missile – attualmente allo studio ed il cui contratto di sviluppo potrebbe essere firmato entro l'anno – di una nuova "testa" terminale con seeker duale RF (Radio Frequency) e, presumibilmente, data la necessità appunto di attaccare pure bersagli a terra, IIR (Imaging IR). Rispetto al predecessore OTOMAT/TESEO, nella foto, il TESEO "EVO" avrà anche una portata doppia. Ricordiamo che l'OTOMAT è accreditato di un raggio di azione superiore ai 180 km. Per tutti i dettagli sul nuovo TESEO si rimanda a RID 7/18.

anteprima logo RID Il Kawasaki P-1 in visita a Sigonella

Dal 21 al 22 aprile e dal 2 al 3 maggio l’Aeroporto di Sigonella ha ospitato personale proveniente dal Giappone e giunto nella base siciliana a bordo di 2 velivoli da pattugliamento marittimo (MPA) Kawasaki P-1 della Japan Maritime Self-Defence Force. L’inconsueto transito trova giustificazione dall’inserimento della Sicilia quale una delle tappe mondiali che il Giappone ha scelto per la navigazione del globo terrestre verso est per e far conoscere ad altri Paesi le potenzialità del velivolo e testarne al contempo le prestazioni in una missione di così ampio impegno (NdR: inoltre, come noto, il velivolo ha da tempo destato l'interesse da parte italiana). Analogo rischieramento era già stato effettuato nel mese di luglio 2015. A Sigonella i militari Giapponesi hanno usufruito di supporto ed assistenza per i servizi necessari affinchè i 2 velivoli P-1 in transito proseguissero la loro navigazione per le tappe successive. Il personale nipponico era al comando del Capitano di Fregata Masahide Ito, mentre il transito dei velivoli è stato coordinato dal Capitano di Vascello Takashi Nara, Addetto Militare presso l’Ambasciata del Giappone a Roma. Dopo la visita conoscitiva ai velivolo, piloti e specialisti del Sol Levante, sono stati salutati dall’Ispettore dell’Aviazione per la Marina, Gen. B.A. Amedeo Magnani, e dal Comandante del 41º Stormo e dell’Aeroporto di Sigonella, Col. Pil. Francesco Frare.

anteprima logo RID Israele vs Iran: è guerra

E' ormai guerra aperta tra Israele ed Iran sul fronte siriano-libanese. Stanotte, per la prima volta, c'è stata una reazione ai continui attacchi israeliani contro obbiettivi iraniani in territorio siriano, l'ultimo dei quali nella notte tra l'8 ed il 9 maggio aveva colpito una base ad Al Kiswa, a sud di Damasco. La reazione ha riguardato un un fitto lancio di razzi e di colpi di artiglieria proveniente dalla Siria contro diversi postazioni israeliane sulle Alture del Golan. Tra gli obbiettivi vi sarebbero stati 3 centri di comando, 3 centri di trasmissioni e guerra elettronica, un posto di osservazione ed una pista per elicotteri. Alcuni dei razzi lanciati sarebbero stati intercettati dal sistema anti-razzo israeliano IRON DOME, e non si ha al momento notizia di danni rilevanti. La risposta delle IDF (Israele Defence Forces) è stata immediata e durissima. Dapprima è intervenuta l'artiglieria – presumibilmente con i semoventi da 155 mm M109 DOHER e i lanciarazzi campali da 227 mm M270 MENATETZ (questi ultimi dispiegati sul Golan nell'ultima settimana) – che ha battuto le posizioni dell'Esercito Siriano e delle NDF (National Defence Force) nel Governatorato di Quneitra, dopodichè è toccato all'Aviazione. Secondo le prime informazioni, i velivoli israeliani avrebbero attaccato in 2 ondate oltre 30 obbiettivi nel sud della Siria, nella provincia di Homs e nell’area di Damasco, appartenenti in larga parte ad Hezbollah e Guardiani della Rivoluzione iraniani, ma anche alla Guardia Repubblicana Siriana, colpendo depositi, postazioni radar e batterie antiaeree. Almeno 4 aerei dell'Aeronautica Israeliana avrebbero violato lo spazio aereo libanese. Alcuni missili POPEYE e DELILAH lanciati da F-15I RAAM ed F-16I SUFAsono stati stati abbattuti dai sistemi antiaerei PANTSIR S1 e TOR-M1 siro-iraniani. Aggiornamenti nelle prossime ore.

anteprima logo RID Le Forze d’Assalto Aereo ucraine

Nell’attuale organizzazione delle FA ucraine (Zbroyni Syly Ukrayiny, ZSU), le Forze d’Assalto Aereo (Desanto-Shturmovi Viyska, DshV) costituiscono una branca separata dalle altre Forze Armate, ovvero dalle Forze terrestri (Sukhoputni Viyska), Forze Navali (Viyskovo-Morski Syly) e Forze Aeree (Povitryani Syly), nonché dalle neo Forze per Operazioni Speciali (Syly Spetsialnikh Operatsy), le quali da poco dispongono di un proprio comando separato (vedi box a pag. 6), posto alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore Generale delle ZSU, il quale, a sua volta, fa capo al Ministero della Difesa. Sin dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica e del Patto di Varsavia, l’Ucraina disponeva già di una forza aviotrasportata di tutto rispetto, ereditata in gran parte dalle defunte FA sovietiche. In particolare, stiamo parlando della 98ª Divisione Aviotrasportata della Guardia (Gvardeyskoy Vozdushno-Desantnoy Diviziya), di cui Kiev e Mosca recuperarono parte degli elementi organici, i quali permisero successivamente all’Ucraina di costituire nel giugno 1993 la 1ª Divisione Aeromobile (Aeromobi?lna Dyviziya). Quest’ultima si articolava allora sulla 25ª Brigata Aerotrasportata Separata (Okrema Povi?tryano-Desantna Bryhada), sulla 45ª Brigata Aeromobile (Aeromobilna Bryhada), sul 91º Reggimento artiglieria (Artyleriyskyy Polk) e sul 28º Battaglione istruzione (Navchalnyy Batalyon), più alcuni reparti minori di supporto tattico-logistico: l’insieme degli organici era stanziato nell’oblast di Odessa, per lo più a Bolhrad e a Wesyoly Kut. Nel frattempo, in base ad una direttiva dello Stato Maggiore delle FA ucraine del 12 dicembre 1992, era stato attivato il 95º Centro di istruzione ed addestramento delle forze aviotrasportate/aeromobili. Va precisato che il già citato 28º Battaglione era allora integrato in seno al 169º Centro di istruzione di Desna, oblast di ?ernihiv, il quale, posto alle dirette dipendenze del Comando delle Forze Terrestri, era incaricato della formazione del personale assegnato alle truppe corazzate-meccanizzate, aviotrasportate-aeromobili, e all’artiglieria. All’inizio del terzo millennio, dopo essere state progressivamente potenziate nel corso degli anni novanta, le forze aviotrasportate ucraine erano costituite sempre dalla 1ª Divisione Aeromobile, alla quale nel frattempo era stata assegnata la 27ª Brigata Meccanizzata (Mekhanizovana Bryhada), stanziata a Bilhorod-Dnistrovskyï, sempre nell’oblast di Odessa, dalla 95ª Brigata Aeromobile, basata a Žytomyr, oblast omonimo, nata per trasformazione del già citato 95º Centro di Istruzione, dalla 79ª Brigata Aeromobile di stanza a Mykolaïv, oblast omonimo, e dalla 80ª Brigata Aeromobile stanziata a Leopoli/Lviv, oblast omonimo, più dal già citato 28º Battaglione di istruzione. Come vedremo in seguito, solo recentemente le brigate aeromobili sopracitate sono state ribattezzate come “Brigate da Assalto Aereo”.

anteprima logo RID La “Nuclear Posture Review” USA

L’ 8 febbraio scorso il Dipartimento della Difesa americano ha rilasciato la “Nuclear Posture Review” (NPR) per definire i nuovi parametri per il ruolo del deterrente nucleare nel quadro della politica di sicurezza nazionale e di difesa degli Stati Uniti. Il documento, che sostituisce una precedente “Review” formulata dall’Amministrazione Obama nel 2010, completa e integra le 2 precedenti espressioni dell’approccio dell’ Amministrazione Trump ai grandi temi della sicurezza nazionale e della difesa, e cioè la National Security Strategy (NSS) e la National Defence Strategy (NDF), di cui ci siamo occupati nel numero di marzo. Prima di passare all’esame del documento, ritengo necessario fare 2 premesse. La prima premessa riguarda la posizione personale di chi scrive. Non sono un Dottor Stranamore redivivo, e non provo alcuna macabra attrazione per il terribile potenziale distruttivo delle armi nucleari. Sono, anzi, sin troppo chiaramente cosciente delle spaventose conseguenze che avrebbe un conflitto nucleare. Ma d’altro canto, sono altrettanto chiaramente cosciente che il più lungo periodo di pace nella storia dell’umanità, di cui abbiamo goduto e stiamo godendo, si deve esclusivamente alla forza del deterrente nucleare, e dell’equilibrio strategico garantito dalla percezione della distruzione reciproca assicurata (ben rappresentata dalla sigla inglese MAD, Mutually Assured Destruction, che, come vocabolo, significa "pazzo"). Sono quindi convinto che, pur se il cavalcare la tigre possa risultare spiacevole e pericoloso, e richieda comunque un’estrema attenzione, i rischi connessi con il voler scendere sono ben peggiori. Tutte le polemiche, le campagne e le prese di posizione per “liberare il mondo dalle armi nucleari”, anche quando sono in buona fede (il che non è sempre il caso), non farebbero altro, se dovessero mai avere successo, che riportare la guerra nel novero delle opzioni disponibili alle grandi potenze per il perseguimento dei loro obiettivi – opzione che sarebbe immediatamente sfruttata, e con tutto il gusto derivante da una lunga astinenza. E’ solo la minaccia della rappresaglia nucleare, e non certo l’ONU o le “marce per la pace”, a costringere le grandi potenze ad esercitare una grande cautela nelle loro mosse, per quanto succulenta possa essere la posta in palio.

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