Argomento Selezionato: Difesa
anteprima Al Generale Farina il Freedom Awards 2017 10-07-2017

In occasione del Global Forum svoltosi a Varsavia il 6 e7 luglio, l'Atlantic Council riconoscendo il ruolo della NATO come garante della libertà ha attribuito il “Freedom Awards 2017” della sicurezza e della difesa all'iniziativa della NATO di costituire la enhanced Forward Presence (eFP) basata su 4 Battle Groups (BGs) multinazionali schierati nei tre Paesi Baltici e Polonia.

a cura dello Stato Maggiore Difesa
anteprima Elettronica: addestrarsi con ELEPHANT 10-07-2017

Elettronica ha messo recentemente a punto un servizio per l'addestramento alla guerra elettronica denominato ELEPHANT. Il cuore di questo pacchetto, che comprende anche supervisione, assistenza, ecc, è costituto dall'EW Battlelab, ovvero un laboratorio completamente modulare e digitale capace di permettere a varie tipologie di operatori che hanno a che fare con la guerra elettronica di addestrarsi in maniera joint ed integrata. In pratica, l'EW Battelab simula sia le prestazioni che l'interfaccia di tutti i sistemi di guerra elettronica – RWR, ELINT, COMINT, MWR, ecc. - l'interazione con i loro target – radar, seeker, radio, ecc. - e così facendo permette al personale di addestrarsi in uno scenario di guerra elettronica estremamente realistico e ricco. L'EW Battlelab ha un'architettura modulare basata su building block di tipo plug-in con i quali è possibile simulare svariate tipologie di sistemi ed arricchire o meno gli scenari a seconda della tipologia di utente da addestrare. I building block, costituiti da applicativi software, possono riguardare sistemi ELINT, COMINT, CEMS, RADAR, e, persino, una suite di autoprotezione elettronica su 3 livelli: da un più basico con solo RWR ad uno più completo con RWR, MWR, ECM, dispenser chaff and fare ed LWR. Tali applicativi possono essere "pluggati" al core del sistema che riunisce la capacità basiche quali il modulo di propagazione elettromagnetica, i cosiddetti computer generated forces, i sistemi di comunicazioni, i tool di debriefing e registrazione e così via. Nel dettaglio il Battle Lab garantisce la formazione di: EW Commander (collettore delle informazioni per determinare la Electronic Order Of Battle e dare le giuste indicazioni al team); operatori di sistemi EW sia comunicazioni che radar (ESM/ECM/CESM/Radar…); piloti di piattaforme protette da suite di autoprotezione. Infatti, per tutte le 3 categorie l’uso degli apparati EW è fondamentale. Onde massimizzare l’efficacia della formazione, ad ognuno di essi è fornita, nel Battlelab, una postazione il più possibile simile a quella che troverà in operazione. Dunque, per l’EW Commander è disponibile un un tavolo tattico, per gli operatori di sistemi EW una console a 2 schermi, mentre per i piloti è disponibile una replica di una vera e propria pilot station. La pilot station è “riconfigurabile” per poter rappresentare al meglio i comandi di un caccia (tipicamente equipaggiato con joystic, pedaliera e throttle), di un aereo da trasporto (cloche, pedali e throttle) o un elicottero (ciclico, collettivo e pedaliera). A questi comandi si aggiungono il cockpit e 4 pannelli touchscreen laterali che ospitano le GUI (Graphic User Interface) degli apparti EW, inclusa la radio per le comunicazioni. Anche questi, essendo appunto touchscreen, sono configurabili per assomigliare a quelli reali. ELEPHANT è già proposto sul mercato come una soluzione chiavi in mano che quindi include l’installazione in sito e la formazione del personale. I tempi per l’operatività del sistema presso i clienti sono di 24 mesi.    

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Generale Graziano alla sede dell'ONU 07-07-2017

"Il carattere multidimensionale, incerto e transnazionale dell'attuale minaccia determina un rischio globale rispetto al quale nessun Paese può ritenersi immune". Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, ha così iniziato la sua analisi sull'attuale scenario geopolitico internazionale durante la conferenza dei Capi di Stato Maggiore della Difesa presso la sede delle Nazioni Unite a New York...

a cura dello Stato Maggiore Difesa
anteprima Libano: militari italiani addestrano FA libanesi 07-07-2017

Con la cerimonia di consegna degli attestati, il Comandante della missione Militare Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL), Generale di Brigata Salvatore Radizza, ha formalmente dichiarato conclusa la sessione formativa denominata “Scorta detenuti” organizzata in favore di 25 elementi delle Forze Armate Libanesi (LAF) appartenenti a reparti di Polizia Militare...

a cura dello Stato Maggiore Difesa
anteprima Iraq: concluso corso "Sniper and RECCE Mout" 06-07-2017

Nei giorni scorsi, nel comprensorio addestrativo di Sulemanye (Iraq), si è concluso il  2° “SNIPER AND RECCE MOUT” Course...

a cura dello Stato Maggiore Difesa
anteprima Corea del Nord, testato missile a lungo raggio 04-07-2017

La Corea del Nord saluta il 4 luglio con l'ennesimo test missilistico dell'anno, anzi, degli ultimi anni. Questa volta, secondo il regime, sarebbe stato testato un missile balistico intercontinentale (ICBM, Inter Continental Ballistic Missile) capace, dunque, di raggiungere il territorio americano. Secondo il Comando USA nel Pacifico, invece, il test avrebbe riguardato un missile a raggio intermedio (IRBM, Intermediate Range Ballistic Missile). Durante il test, il missile ha raggiunto un'altezza massima di oltre 2.800 km prima di ricadere in mare e colpire il suo bersaglio ad una distanza di 933 km dall'area di lancio. Se i parametri in oggetto fossero corretti, l'ordigno testato potrebbe avere una gitta di quasi 7.000 km, dunque essere catalogabile tecnicamente come ICBM, e raggiungere l'Alaska e le Hawai. Resta da verificare, tuttavia, se i Nordcoreani abbiano messo a punto anche un veicolo di rientro, ovvero il "contenitore” capace di ospitare la testata e proteggerla dall'enorme calore che si sviluppa per effetto dell'attrito al rientro in atmosfera. Il test in questione potrebbe essere servito anche a questo dopo che il regime aveva annunciato di aver già sperimentato la relativa tecnologia in un test a terra lo scorso anno e in un test missilistico condotto a maggio. Ad oggi la Corea del Nord ha un arsenale balistico consolidato e molto sviluppato che comprende missili a corto raggio, medio raggio, raggio intermedio e lungo raggio. Per quanto riguarda i missili a raggio intermedio, il primo della serie è stato il TAEPODONG-1, forse costruito in una cinquantina di esemplari a partire dalla seconda metà degli anni ‘90. Si tratta di un missile a propellente liquido, basato in silos, accreditato di una gittata di oltre 2.500 km e dotato di una testata del peso inferiore ai 1.000 kg. Dal TAEOPODONG-1, la Corea del Nord ha poi derivato il TAEOPODONG-2, il primo missile balistico intercontinentale di cui dispone il Paese. Il TAEPODONG-2 è un missile tristadio a propellente liquido, basato in silos, dalla gittata stimata in circa 6.000 km per una capacità di payload di appena 1.000 kg (ma che si ridurrebbe a 500 kg per ottenere la gittata massima di 9.000 km). Il sistema, che utilizza per gli stadi i motori dei missili a medio raggio NODONG e corto raggio SCUD, è stato impiegato per mettere in orbita i piccoli satelliti KWANGMYŎNGSŎNG-3, nel dicembre 2012, e KWAMONGSONG-4, nel febbraio 2016, e, dunque, è da ritenersi operativo anche se non è chiaro di quanti esemplari disponga il regime. Negli ultimi anni, Pyongyang ha anche sviluppato altri missili a raggio intermedio ed altre tipologie di missili intercontinentali, basati su piattaforme mobili. Nella categoria dei missili a raggio intermedio rientra il MUSUDAN, derivato dal vecchio R-27 (o SS-N-6) sovietico, SLBM (Submarine Launched Ballistic Missile) a propellente liquido, di cui, appunto, ne rappresenta un riadattamento per renderlo idoneo ad operare da terra. Il missile ha una gittata compresa tra i 2.500 ed i 4.000 km ed una testata da circa 1.200 kg; è stato testato ben 6 volte in volo, ma soltanto gli ultimi 2 test, condotti a giugno 2016, sono stati un parziale successo. Il MUSUDAN non dovrebbe essere ancora operativo, ma, non appena lo diventasse, rappresenterebbe una minaccia per i Paesi vicini e per tutte le installazioni militari americane nel teatro pacifico, Guam compresa. Nella seconda categoria, rientrano i missili KN-08 e KN-14, già mostrati in parata sottoforma di mock-up, accreditati di una gittata compresa tra i 6.000 km ed i 10.000 km. Si tratta di sistemi basati, appunto, su piattaforme mobili, a propellente liquido e derivati in parte dallo stesso MUSUDAN, di cui sembrano riutilizzare i motori. Il KN-14 potrebbe essere bistadio, a differenza del tristadio KN-08, ed essere anche più corto con un cono a punta e arrotondato. A febbraio di quest'anno, e poi ancora il 21 maggio, Pyongyang ha testato con successo anche una variante terrestre dell'SLBM KN-11 (missile bistadio a propellente solido con una gittata nell'ordine dei 1.000 km, già più volte testato con successo e lanciabile dai sottomarini classe GORAE/SINPO), denominata KN-15, dotata di una gittata più estesa e di diverse migliorie nel sistema di guida e nelle capacità di evasione delle difese avversarie. Il KN-15 è un missile bistadio a propellente solido, basato su un TEL cingolato, probabilmente di produzione locale, e accreditato di una gittata compresa tra i 1.500 ed i 2.000 km. Su RID 8/2017 grande approfondimento dedicato alle capacità militari nordcoreane.

a cura di Pietro Batacchi
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