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Argomento Selezionato: Cielo
anteprima logo RID Prende piede il progetto F-15X

Verso la prima metà di luglio, la Boeing ha presentato all’USAF il progetto di una nuova variante del caccia F-15, denominata F-15X. Quest’ultima, ennesima versione dell’EAGLE, sarebbe sviluppata su una fusoliera, struttura alare interna e carrello d’atterraggio completamente riprogettati ed equipaggiata con un ampia gamma di nuovi sistemi. Nello specifico, l’F-15X dovrebbe disporre di nuovi controlli di volo fly-by-wire, di un abitacolo completamente touch con display unico 10x19, del sistema di visione montato su casco del pilota JHMCS II, di nuova suite avionica (tra cui il radar AESA Raytheon AESA APG-82) e sensoristica (in particolare la suite EW EPAWSS ed IRST21 montato su pod LEGION), di nuova suite comunicazioni radio e satellitari. Anche la potenza di fuoco sarebbe sensibilmente superiore rispetto ai predecessori (si parla di una possibile configurazione da superiorità aerea con 22 missili aria-aria rispetto agli 8 trasportabili dagli EAGLE o ai 12 degli STRIKE EAGLE e, in generale, di un carico bellico massimo di 29.000 libbre), aumento reso possibile grazie allo sfruttamento di 2 nuovi punti d’attacco per le nuove rastrelliere quadruple AMBER, poste sulla parte più esterna delle ali. La panoplia di armamento trasportabile comprenderebbe quasi tutti gli ordigni aviolanciabili disponibili nell’inventario americano (missili HARPOON, JSOW, HARM, bombe SDB, missili anti satellite, futuri missili ipersonici e così via). Ulteriori aggiornamenti su RID 11/18.

anteprima logo RID L'Aeronautica dell'Algeria

L’Aeronautica Algerina ha avviato nel corso degli ultimi anni un programma di modernizzazione che ha interessato tutte le sue componenti e che consentirà al Paese di continuare ad occupare una posizione di primo piano a livello regionale. Un risultato ottenuto grazie ad importanti investimenti effettuati dal Governo in tutta la propria componente militare - soprattutto navale e terrestre - ma che ha avuto un discreto impatto anche sull’Aeronautica e sulla difesa missilistica. Nel 2017 l’Algeria ha investito il 5,71% del PIL (corrispondenti a 8,58 miliardi di euro) in spese per la Difesa, un decremento rispetto alle percentuali stanziate nel biennio precedente (6,27% nel 2015 e 6,42% nel 2016) che, tuttavia, non ne inficia il primato dell’intero continente africano. Tale primato, tuttavia, viene indebolito dall’ancora eccessiva dipendenza da sistemi di fabbricazione russa, alcuni dei quali con quasi 50 anni alle spalle, e dalla mancanza di esperienza di combattimento, anche dal punto di vista delle operazioni internazionali, della stragrande maggioranza dei suoi soldati. Il settore aeronautico, inoltre, è affetto da una cronica inefficienza manutentiva, testimoniata dai frequenti e, spesso, tragici incidenti che negli anni, anche più recenti, ne hanno coinvolto i velivoli. Tale inefficienza trova fondamentalmente spiegazione nella dottrina militare storicamente applicata in Algeria e basata su strategie di guerriglia - risalenti alla guerra d’indipendenza dalla Francia - unita alla dottrina militare sovietica che enfatizzava l’importanza delle forze terrestri – in particolare delle componenti corazzate e di artiglieria – rispetto all’aviazione. La minor importanza data a quest’ultima ha causato, nel corso degli anni, un grosso gap capacitivo in termini di obsolescenza dei mezzi e di preparazione del personale tecnico e degli equipaggi, considerato che, dal 1976, l’Aeronautica Algerina non è mai stata impegnata in alcun conflitto. Dalla sua costituzione post indipendenza, nel 1957, la Forza Aerea algerina ha subito almeno 3 fasi di modernizzazione.

anteprima logo RID Presentato il Tu-22M3M

Lo scorso 16 agosto, presso lo stabilimento Tupolev di Kazan, c’è stata la presentazione ufficiale del primo bombardiere strategico a lungo raggio a geometria variabile russo Tupolev Tu-22 BACKFIRE nella nuova variante modernizzata M3M.

anteprima logo RID Elicotteri antisom

Da molto tempo gli elicotteri imbarcati rappresentano un importante strumento per la caccia antisom. L’Italia è stata tra i primissimi Paesi ad impiegare elicotteri imbarcati: nel 1962 i primi AB-47J vennero imbarcati sulle fregate classe BERGAMINI, modificate in sede di costruzione con l’aggiunta di un ponte di volo di un hangar telescopico; questi elicotteri leggeri erano stati appositamente upgradati dall'Agusta per portare un siluro leggero Mk-44 oppure alcune boe-sonar omnidirezionali. Nel 1964 i Sikorsky SH-34G vennero imbarcati sugli incrociatori leggeri classe DORIA (le prime unità al mondo ad essere state progettate sin dall’inizio con hangar e ponte di volo per elicotteri) ed equipaggiati con sonar AQS-4 e siluri Mk-44. Prima gli AB-47J e poi gli SH-34G vennero gradualmente sostituiti, a partire dal 1964, dall'AB-204AS (ovvero Antisom), equipaggiati con un sonar AQS-5, radar ARI-5955 e 2 siluri Mk-44, con un notevole miglioramento delle capacità operative. Per confronto tutte le numerose classi di fregate e caccia statunitensi costruite negli anni ‘60 non disponevano di hangar e ponte di volo, oppure, al più, avevano delle sistemazioni per i piccoli droni antisom QH-50 DASH, utilizzati come vettori di siluri o di cariche di profondità. Bisogna arrivare al 1971 per l’entrata in servizio dei primi elicotteri SH-2D SEA SPRITE LAMPS Mk-I, che in alcuni casi erano imbarcati al posto dei DASH, modificando l’hangar. Del resto la disponibilità di portaerei e aerei da pattugliamento marittimo ha influenzato molto le scelte progettuali statunitensi, tanto che i primi 28 caccia della classe BURKE (Fligth I e Fligth II), entrati in servizio tra il 1991 e il 1999, dispongono soltanto di una piattaforma per elicotteri, senza alcun hangar. La presenza di un elicottero imbarcato consente di estendere notevolmente le capacità di scoperta e attacco di contatti subacquei. L’utilizzo di un sonar filabile e/o di boe sonar consente di poter sfruttare al meglio le possibilità offerte da diverse quote a cui posizionare il trasduttore e dai diversi aspetti con cui si può presentare il contatto rispetto a quanto fatto dalla nave. Altre caratteristiche di fondamentale importanza sono la capacità di trasferirsi rapidamente da un punto di dipping ad un altro, e la pressoché assoluta invulnerabilità del mezzo aereo rispetto al sommergibile (almeno fino a quando non saranno disponibili operativamente missili profondità-aria). Queste capacità sono essenziali in fase di caccia (scoperta, classificazione e tracciamento), ma vengono sfruttate anche per la condotta di attacchi. Basti pensare che nella Royal Navy né le future fregate Type-31, né tanto meno le nuove fregate antisom Type-26 attualmente in costruzione, dispongono di tubi lanciasiluri e che, di conseguenza, possono effettuare un attacco solo ed esclusivamente con l’impiego degli elicotteri imbarcati.

anteprima logo RID L’Iran aggiorna e riattiva i Su-22

Lo scorso 25 luglio si è svolta la cerimonia di consegna di 10 cacciabombardieri Su-22M4 FITTER. aggiornati localmente e riportati in servizio attivo nelle Forze Aerospaziali dei Pasdaran iraniani.

anteprima logo Aeronautica Italiana Aeronautica: primi equipaggi PREDATOR addestrati completamente in Italia

 

L’integrazione di sistemi di simulazione avanzati è elemento portante nella rivoluzione nei settori dell’addestramento e delle operazioni, punti di forza della nuova era ’Aeronautica 4.0’

Concluso presso la base aerea di Amendola il primo corso di abilitazione interamente svolto in Italia per piloti e sensor operator su velivoli a pilotaggio remoto Predator. L'Aeronautica Militare, grazie alla recente acquisizione del simulatore MQ-1 presso il 28° Gruppo del 32° Stormo, diventa così la prima forza aerea europea a svolgere in house tutta la fase addestrativa di abilitazione su assetti APR di classe strategica. Questa capacità va ad affiancare i corsi di addestramento basico, propedeutici al conseguimento di titoli e qualifiche relativi al pilotaggio di sistemi APR di classe "Tattici", "Leggeri" e "Mini e Micro" o per l'impiego dei loro sensori, svolti dall'Aeronautica Militare attraverso il Centro di Eccellenza per Aeromobili a Pilotaggio Remoto, anche a favore delle altre Forze Armate e di altri Dipartimenti e Corpi Armati dello Stato.

Il nuovo sistema di simulazione permette di svolgere per intero le diverse fasi dell'iter addestrativo, da quella di "Launch and Recovery", ovvero relativa alla gestione del velivolo durante le operazioni a terra, di decollo e di atterraggio, a quella di "Mission Control", fase puramente tattica che consente il raggiungimento dell'area di operazioni per la raccolta delle informazioni sull'obiettivo assegnato, nonché tutta la parte addestrativa riguardante la gestione e la risoluzione delle emergenze in volo e a terra. 

La nuova piattaforma addestrativa in dotazione al Reparto pugliese va ad integrare quelle già utilizzate dal Centro di Eccellenza per Aeromobili a Pilotaggio Remoto e costituite dall' "UAS (Unmanned Aerial Systems) Battle Lab", un cluster di simulatori rappresentativi di diversi sistemi APR delle classi Mini, Tattici e MALE (Medium Altitude Long Endurance) che consente l'impiego congiunto delle tre piattaforme in scenari virtuali complessi, e dal più recente simulatore APR di missioni strategiche acquisito all'inizio del 2018 nell'ambito di un programma addestrativo multinazionale dell'Agenzia Europea per la Difesa (EDA) denominato "Interoperable MALE RPAS ISR Training" (IMRIT). Italia e Francia sono al momento gli unici Paesi europei ad avere già in servizio questo sistema di simulazione avanzato, di cui progressivamente verranno dotati anche i Centri di Eccellenza e le Scuole APR militari di Germania, Grecia, Olanda, Polonia, Spagna (MALE RPAS Community), Belgio e Regno Unito (European Air Group). Una "cornice addestrativa" che, una volta ultimata, andrà ulteriormente a migliorare l'interoperabilità tra gli Stati Membri, con vantaggi addestrativi e significativi risparmi di risorse. 

Tutte queste capacità, espresse dall'Aeronautica Militare con il 32° Stormo e il Centro di Eccellenza APR, fanno dell'aeroporto di Amendola un polo di riferimento unico nel panorama nazionale interforze per l'addestramento nel segmento Aeromobili a Pilotaggio Remoto. L'acquisizione e la progressiva integrazione nei processi addestrativi e poi operativi di questi nuovi sistemi di simulazione avanzata e la loro progressiva federazione in un unico network costituisce uno dei pilastri fondamentali della nuova era "Aeronautica 4.0", un processo di innovazione a 360° che coinvolge tutti i principali settori della Forza Armata, dal personale, alla logistica, passando appunto per l'addestramento e le operazioni. Una rete distribuita di sistemi che consentono la simulazione di tipo live, virtual e constructive generando ambienti operativi complessi e garantendo lo scambio delle informazioni per il raggiungimento di quella superiorità decisionale che costituisce il comune denominatore ed il reale valore aggiunto per il successo nelle moderne operazioni militari. Successo che deve partire necessariamente proponendo modelli addestrativi particolarmente fedeli ed integrati.

 

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