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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID Parte la costruzione delle DOHA per il Qatar

Alla presenza del Vice Primo Ministro e Ministro della Difesa del Qatar Khalid Bin Mohamed Al Attiyah e del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, accolti dal Presidente e dall’Amministratore Delegato di Fincantieri Giampiero Massolo e Giuseppe Bono, si è svolta oggi presso lo stabilimento di Muggiano (La Spezia) la cerimonia del taglio lamiera della prima corvettona/fregata leggera classe DOHA da 3.250 t di dislocamento per la Marina del Qatar. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, anche il Comandante delle Forze Navali dell’Emirato, Staff Major General Abdullah Bin Hassan Al Sulaiti e il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Valter Girardelli. Il contratto, che per Fincantieri vale quasi 4 miliardi di euro, prevede la fornitura di 7 navi di superficie, di cui 4 corvettone, una nave anfibia (LPD - Landing Platform Dock) e 2 pattugliatori (OPV - Offshore Patrol Vessel), ed un pacchetto di supporto logistico per ulteriori 10 anni dopo la consegna delle unità (per tutti i dettagli sulle unità si veda RID 5/18). Tutte le navi verranno interamente costruite nei cantieri italiani del gruppo a partire da quest’anno. Nella fornitura sono coinvolte anche Leonardo, per la parte CMS, sistema di combattimento e sensoristica, MBDA, per la parte relativa all’armamento missilistico, ed Elettronica, per ciò che concerne la suite di guerra elettronica. Fondamentale anche il ruolo della Marina Militare, garante di tutta l'operazione da un punto di vista governativo, per la formazione e l’addestramento degli equipaggi delle 7 navi che prenderà ufficialmente avvio a settembre in Italia. Nel corso della cerimonia hanno preso la parola l’AD di Fincantieri Giuseppe Bono (vedi notizia a fianco) e i 2 Ministri della Difesa. Il tono degli interventi è stato il medesimo, teso a sottolineare l’eccellente stato della cooperazione tra i 2 Paesi e la sua rilevanza alla luce della stabilità e della sicurezza del Mediterraneo Allargato. In tale ottica, il Ministro Trenta ha reso noto l’impegno del Governo a stipulare ulteriori accordi di cooperazione strategica come quello con il Qatar anche con altri Paesi ed ha ribadito l'importanza per l’interesse dell’Italia dello scacchiere Mediterraneo/Medio Oriente.

anteprima logo RID Mini sottomarini per la Thailandia

Il 17 luglio il governo tailandese ha approvato uno stanziamento del valore di 5,7 milioni di dollari (193 milioni di baht), per lo sviluppo di un mini-sommergibile da 150/300 tonnellate, denominato CHALAWAN.

anteprima logo RID Fincantieri-NG: intesa presentata ai governi

L'alleanza cantieristica tra Fincantieri e Naval Group è in via di definizione e le 2 aziende hanno presentato ai rispettivi governi la bozza di accordo. I contorni ancora non sono ben chiari, ma sembrerebbero confermate le indiscrezioni che parlano di uno scambio azionario incrociato del 10% ed una cooperazione su 3 settori precisi: acquisti, export e ricerca e sviluppo. Per quanto riguarda i programmi militari, questa alleanza potrebbe interessare, oltre che le unità logistiche LSS classe VULCANO, di cui la Francia è intenzionata ad acquistare 3 esemplari (più un'opzione, con contratto che otrebbe essere firmato anche entro l'anno), anche futuri cacciatorpediniere antiarei/antimissile per entrambe le Marine, ma pure la portaerei che dovrà rimpiazzare la DE GAULLE. Dall'accordo resterebbero fuori i sottomarini. Per quanto riguarda, invece, l'acquisizione di STX Francia da parte di Fincantieri, cantiere che nel frattempo ha ripreso il vecchio nome di Chantiers de l’Atlantique, l'operazione è adesso al vaglio delle autorità antitrust francesi e tedesche dopo che lo Stato Francese ha formalizzato la rilevazione dai Coreani della quota restante, per un totale adesso in suo possesso dell'84,3%. Il closing - con il trasferimento delle quote a Fincantieri - è previsto per fine anno; a quel punto l'azienda italiana deterrà il 50%, più un 1% in prestito per 12 anni. A Naval Group spetterà invece circa il 12% con le piccole quote restanti in mano ai dipendenti ed a compagnie locali.

anteprima logo RID Ecco il contratto per le LCS saudite

Il Governo degli Stati Uniti ha assegnato al consorzio guidato da Lockheed Martin, del quale fa parte Fincantieri Marinette Marine (FMM), l'ordine, ammontante a 450 milioni di dollari, per l’avvio della progettazione di dettaglio e la pianificazione delle 4 Multi-Mission Surface Combatants (MMSC), basate sul design delle LCS, destinate alla Marina dell'Arabia Saudita. Le navi verranno costruite nello stabilimento Fincantieri di Marinette, nel Wisconsin. Tutti i dettagli su RID 9/18.

anteprima logo RID Taiwan: svolta sui sottomarini

Ci siamo. Dopo quasi 20 anni di attesa, l’obbiettivo che da tempo gli ammiragli di Taiwan perseguono, è in vista: il pensionamento dei datati 4 sommergibili attualmente in servizio, ossia i 2 antidiluviani HAI SHI ex US Navy del 1945-1946, “guppyzzati” e continuamente ammodernati (l’ultimo intervento è avvenuto nel 2014-2015, e comunque vengono impiegati solo per addestramento), e i 2 più “moderni” HAI LUNG, comunque in linea dal 1987-1988. Sin dal 2001, nel quadro di un programma volto a potenziare le capacità navali di Taipei (anche con la cessione di 4 caccia classe KIDD/SPRUANCE, aerei ed elicotteri) per far fronte alle pressioni cinesi, l’appena insediata Amministrazione Bush aveva promesso di supportare la realizzazione di 6/8 battelli convenzionali. Poiché l’industria americana ormai aveva perso la capacità di realizzare questa tipologia di battelli, si era pensato ai Type-209 tedeschi customizzati con armi e sensori “made in USA”; ma la proposta è rimasta sulla carta, e in Europa nessuno ha tentato di sfidare le crescenti capacità dissuasive del Drago. Taiwan allora ha iniziato a sviluppare un programma autonomo, coinvolgendo il più possibile le proprie notevoli capacità tecnico-industriali, da supportare in un secondo tempo con assistenza straniera. E nelle ultime settimane, le cose hanno iniziato a muoversi velocemente. A fine maggio, dopo un anno di trattative, è stato siglato un accordo con Dutch Maritime Systems Integrator RH Marine per un radicale ammodernamento degli HAI LUNG, che dovrebbe svolgersi tra 2019 e 2022, per prolungarne la vita a dopo il 2030, integrando anche i nuovi siluri MK-48 Mod 6AT (acquistati in 46 esemplari nel 2017), mentre l’integrazione dei missili SUB-HARPOON era avvenuta con un precedente upgrade del 2014. Più importante ancora, finalmente, dopo essere stato avviato nel 2014, il programma per lo Indigenous Defense Submarine (IDS), ha concluso la prima fase, legata agli studi di fattibilità e costata 65 milioni di dollari. L’ambizioso obbiettivo è quello di dotarsi di 8 sottomarini diesel-elettrici (anche se non si esclude l’opzione AIP, magari anche solo per un lotto, o da retrofittare più avanti) da 1.500 t, da immettere in servizio tra 2026 e 2034, quando gli HAI LUNG saranno giunti al termine della loro vita operativa. Dopo non pochi problemi, ma con la spada di Damocle rappresentata dalla crescente pressione politico-militare di Pechino, le cui navi sempre più spesso intersecano le zone che Taipei considera “cortile di casa” (senza contare che anche Taiwan è della partita legata ai contenziosi sulle Spratly), in questi giorni si è avuta la svolta. Il 10 luglio è infatti stato annunciato che il Governo di Taiwan ha ricevuto 6 proposte da parte di altrettanti gruppi progettuali stranieri, per passare allo sviluppo industriale e alla costruzione dei nuovi sottomarini. Sul tappeto, ci sono le proposte del team giapponese e di quello indiano, considerate interessanti anche sotto il profilo politico, dati i tesi rapporti di New Delhi e Tokyo con Pechino. Il gruppo giapponese, formato da ingegneri in pensione di Mitsubishi e Kawasaki, propone una versione modificata degli HARUSHIO, mentre quello indiano punta all’esperienza accumulata con la realizzazione su licenza di Type-209 e SCORPENE, pur non escludendo anche una variante nucleare, incompatibile tuttavia con tempistiche e costi previsti. Due le società americane che si sarebbe fatte avanti, soprattutto però per i sistemi (come General Dynamics col suo sistema di combattimento AN/BYG-1), e 2 le proposte europee, che sarebbero basate su modelli tedeschi (Type-214 e 218SG) e francesi (SHORTFIN BARRACUDA e SCORPENE), anche se non ci sono conferme. La selezione delle proposte verrà conclusa nel marzo 2019, con l’obbiettivo di andare a contratto e avviare i lavori entro il 2020: il primo battello dovrebbe essere varato nel 2024, e divenire operativo nel 2026.

anteprima logo RID Verso un DIRCM navale

Elettronica sta studiando la possibilità di testare a bordo di una fregata tipo FREMM della Marina Militare il DIRCM ELT-572. Tale sperimentazione potrebbe svolgersi tra quest’anno ed il prossimo per dar modo all’azienda di valutare l’applicabilità della tecnologia DIRCM nell’ambiente marino reale dopo che già nel novembre 2015 un sistema analogo era stato sperimentato presso MARITELERADAR di Livorno (vedi foto). L’obbiettivo dell’azienda è adesso acquisire una serie di esperienze operative per arrivare alla realizzazione di un dimostratore di un nuovo prodotto da utilizzare per il contrasto della minaccia rappresentata dai MANPADS impiegati contro le murate della navi da barchini e/o naviglio veloce sottile.

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