LEONARDO
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Argomento Selezionato: Difesa
anteprima logo RID India: attacco aereo in Pakistan. Update

Dopo 12 giorni di tensione altissima, l’India ha risposto con uno strike aereo all’attacco suicida del 14 febbraio nel distretto di Pulwama (Kashmir indiano), attacco rivendicato dai jihadisti del JeM (Hais-e Mohamed), in cui sono morti 40 poliziotti della Central Reserve Police Force (CRPF) di Nuova Delhi. L’attacco, secondo fonti di stampa indiane, sarebbe stato condotto da un gruppo di 12 caccia MIRAGE-2000, probabilmente aggiornati allo standard MIRAGE-2000I, che avrebbero colpito un campo del JeM  a Balakot nel per prevenire una nuova azione terroristica. In pratica, si tratterebbe di un attacco cosidetto preemptivo (teso cioè a neutralizzare un’azione aggressiva ritenuta imminente) e, soprattutto, del primo attacco aereo indiano in territorio pachistano dalla guerra del 1971. In risposta all’attacco, il Pakistan avrebbe fatto alzare in volo i propri velivoli ma non si ha notizia di intercettazioni o duelli aerei. Il Ministro degli Esteri pachistano ha denunzcato la violazione della LOC (Line Of Control, la linea che separa in 2 entità il Kashmir) ed ha affermato che il suo Paese ha a questo punto tutto il diritto di rispondere. Da sempre, l'India accusa il Pakistan in particolar modo i suoi servizi segreti, il famigerato ISI, di dare supporto ai gruppi jihadisti del Kashmir.

anteprima logo RID BRIMSTONE: esordio in combattimento con il TYPHOON

La RAF ha annunciato il primo impiego in combattimento del missile aria-superficie leggero MBDA BRIMSTONE con il caccia Eurofighter TYPHOON. L’ordigno è strato rilasciato da un velivolo contro un'imbarcazione dell’ISIS sul fiume Eufrate in Siria. Nel cosiddetto Sirah il Daesh ha usato con una certa frequenza le comunicazioni fluviali per muovere combattenti e rifornimenti. Il BRIMSTONE è stato integrato sul TYPHOON, assieme all’aria-aria METEOR ed al missile standoff STORM SHADOW, nell’ambito del programma CENTURION.

anteprima logo RID Novità sull'escort jammer di Elettronica EDGE

Elettronica sta valutando una variante in doppio pod dell'escort jammer per i caccia da combattimento EDGE. Questa configurazione, per la quale sono già stati condotti studi di fattibilità e installativi, prevede in particolare l'adozione di 2 pod alari, uno per ciascuna semiala, anzichè l'attuale configurazione con un singolo pod installato al pilone centrale. Il sistema, del resto, essendo completamente autonomo e indipendente sotto il profilo dell'alimentazione, presenta un buon margine di flessibilità e può essere installato pure su caccia come il RAFALE o il più piccolo MIRAGE. Ricordiamo che l'EDGE è un escort jammer che Elettronica sta sviluppando con un occhio ai nuovi TYPHOON T4 tedeschi, che dovranno rimpiazzare anche i TORANDO ECR da guerra elettronica, ed ai TYPHOON sauditi. L'EDGE è in grado di svolgere sia la funzione ELINT, per scoprire ed analizzare la minaccia con le sue logiche, sia la funzione di jamming. Ricordiamo inoltre che l'EDGE ha la caratteristica – coperta da un brevetto di Elettronica – di essere network-centrico, ovvero più pod possono "dialogare" tra loro sfruttando i trasmettitori delle antenne. Questa caratteristica – unita alla sua potenza (rispetto, per esempio, al jammer del DAS dell'Eurofighter stiamo parlando di un fattore di 100 ad 1 tanto per capirci) – consente di contrastare con efficacia anche le minacce più sofisticate come quelle rappresentata da sistemi missilistici della famiglia S-400.

anteprima logo RID L'EI dispiega counter UAV in teatro

L'Esercito Italiano sta dispiegando in teatro - finora a Mosul - un sistema counter UAV.

anteprima logo RID IDEX 2019: al via con il botto

Ha preso avvio oggi, nella consueta cornice dell' Abu Dhabi Naional Exhibition Center (ADNEC), la quattordicesima edizione di IDEX e la quinta dell'annessa mostra navale, NAVDEX.

anteprima logo RID Confermato: USA fuori dal Trattato INF

Gli Stati Uniti hanno confermato per bocca del Segretario di Stato Mike Pompeo l’uscita dal Trattato INF dopo che da mesi ne avevano annunciato la violazione da parte della Russia. Ricordiamo che l’INF prevede lo smantellamento di tutti i missili balistici e da crociera basati a terra, convenzionali e nucleari, con portata compresa tra i 500 e i 5.500 km e i relativi lanciatori. Alla data prevista per il completamento dell’impegno, e cioè il maggio 1991, Stati Uniti e URSS avevano rispettivamente ritirato e distrutto un totale di 846 e 1.846 sistemi: tutti gli SS-20 russi e tutti i PERSHING II e i GRYPHON americani basati in Belgio, Gran Bretagna, Italia e Olanda. La decisione americana è una conseguenza dello sviluppo e del dispiegamento del missile russo da crociera lanciabile da terra 9M729/SSC-8, accreditato di una portata di oltre 1.500 km e derivato dal 3M14 KALIBR per impiego navale. Il Cremlino non ha mai ufficialmente confermato il dispiegamento di questa arma, mantenendo sulla questione una certa ambiguità (secondo il principio che l’incertezza crea deterrenza...) e stigmatizzando invece come destabilizzante il dispiegamento da parte americana di un segmento della difesa antimissile (BMD, Ballistic Missile Defense) in Romania e Polonia. E’ possibile, pertanto, che la Russia abbia sviluppato questo sistema d’arma proprio per controbilanciare in qualche modo la presenza in Polonia e Romania degli intercettori americani SM-3, che nella loro versione Block IIA sembra abbiano capacità d’ingaggio anche di missili balistici intercontinentali. A questo punto, pure gli Americani potranno sviluppare nuovi missili balistici o da crociera con gittata supereroe ai 500 km, ma gli studi e gli sviluppi in tal senso sono in corso da tempo, e saranno liberi dai vincoli dell’INF. Vincoli che, ricordiamolo, non riguardano la Cina tanto che Pechino ha potuto realizzare negli ultimi anni diverse tipologie di missili balistici e da crociera capaci di colpire le principali installazioni militare americane nel Pacifico, Guam compresa. L’INF, pertanto, così com’è, non serve più a nessuno: è una camicia di forza per i Russi, ma lo è diventato pure per gli Americani, sempre più preoccupati dei progressi militari cinesi. Allora, o si rinegozia un nuovo INF che inglobi anche la Cina, e magari pure India e Pakistan, senza dimenticare la Corea del Nord, o, scenario più probabile, si tornerà alla stagione del super-riarmo e della ri/convenzionalizzazione piena degli scenari.

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