Argomento Selezionato: Sicurezza
anteprima logo RID La battaglia di Tripoli: segnali per Roma 16-01-2018

Mentre in Italia già divampa la campagna elettorale, e si dà il via libera alle nuove missioni in Niger, Tunisia e nella stessa Libia (quest'ultima una rimodulazione), all'aeroporto tripolino di Mittiga ieri è andata in scena una battaglia durissima combattuto con l'impiego di mezzi pensanti, lanciarazzi e artiglieria e che ha lasciato sul terreno decine di morti. La milizia Al Bugra, fedele all'ex Premier islamista Khalifa Ghwell e basata nella cittadina di Tajura,, 14 km ad est di Tripoli, ha attaccato il complesso dell'aeroporto per liberare alcuni prigionieri. Mittiga è controllato dalla RADA, la milizia guidata da Abdul Rauif Kara, uomo di Abdelhakim Belhadj (storico esponente del Gruppo Islamico Combattente Libico, riciclatosi in uomo...d'affari al servizio di Trchia e Qtar), una delle milizie che sostiene il Consiglio Presidenziale di Serraj. In soccorso degli uomini di Kara sono presto accorsi i miliziani della Brigata dei Rivoluzionari di Tripoli di Haithem Tajouri e i miliziani Abdul Ghani Al-Kikli, detto Ghneiwa, e l’attacco è stato respinto seppur al prezzo di perdite ingenti. Mittiga resta ancora chiuso, pare che almeno un pai

a cura di Pietro Batacchi
anteprima logo RID L'Italia cambia marcia in Africa 09-01-2018

Il Governo italiano ha deciso di cambiare il proprio approccio alla sicurezza in Nordafrica e nel Sahel adottando un profilo più incisivo basato sull'assistenza ai partner locali e sul cosiddetto “capacity building”. E' in quest'ottica che va letto il contenuto della Delibera che contiene gli impegni internazionali dell'Italia per il 2018 - prevista dalla Legge Quadro Garofani sulle missioni all'estero del 2016 (L.141/2016) - e che andrà all’attenzione delle commissioni parlamentari la prossima settimana, e di cui in esclusiva vi abbiamo già dato ampie anticipazioni. La Delibera prevede soprattutto 2 nuove missioni, quella in Niger ed in Tunisia, e la riconfigurazione dell’impegno in Libia con un incremento del nostro contingente presente nel Paese fino ad un massimo di 400 unità. In Niger e Libia si tratta di missioni bilaterali, richieste dai Governi dei 2 Paesi, basate sostanzialmente sul medesimo approccio, ovvero addestramento e formazione, mentoring ed assistenza alle forze di sicurezza locali per migliorarne le capacità nelle operazioni di lotta al terrorismo e di monitoraggio dei confini e dei flussi migratori. In pratica, le 2 missioni si complementeranno ed integreranno con l’obbiettivo di garantire una più incisiva tutela dell’interesse nazionale in un’area strategica per l’Italia. Una certa integrazione potrebbe esserci anche sul piano operativo. Se, infatti, come sembra, in Niger dovessero essere schierati anche UAV PREDATOR del 32° Stormo di Amendola dell’Aeronautica per le operazioni di ricognizione e sorveglianza è ovvio che...i loro “occhi” guarderebbero anche al sud della Libia ed al Fezzan dove negli ultimi mesi si vanno riformando anche nuclei dello Stato Islamico (lo Stato Maggiore non ha tuttavia fornito dettagli più precisi circa la composizione della missione). In più la “nuova” missione in Libia, come già anticipato da RID, prevede anche le attività per il ripristino dell'efficienza dei principali mezzi terrestri, navali e aerei, comprese le relative infrastrutture, impiegati dalle forze che sostengono il Governo Serraj (a cominciare da quelle di Misurata, tradizionalmente più vicine all'Italia). Per quanto riguarda, invece, la Tunisia, il Governo ha deciso di prendere parte alla neo-costituenda missione NATO per il supporto alla creazione di un Comando Joint di livello brigata per trasformazione del già esistente Comando della 1ª Brigata di fanteria dell’Esercito Tunisino. L'iniziativa è inserita nell'ambito delle attività di cooperazione per la sicurezza svolte dalla NATO con i Paesi cosiddetti partner, quali, appunto, anche la Tunisia (con la quale la NATO collabora già nel campo dell’intelligence), ed è volta ad intervenire su 2 aspetti complementari ed integrati: lo sviluppo capacitivo ed ordinativo del Comando brigata attraverso attività di addestramento, consulenza ed assistenza e la realizzazione di un'adeguata infra/info-struttura di supporto alla capacità di comando e controllo. In particolare, questo nuovo Comando, che integrerà membri pure della Polizia e della Guardia Nazionale tunisina, avrà il compito di coordinare e gestire le operazioni di lotta al terrorismo e di controllo delle frontiere. Il contingente italiano comprenderà consiglieri, addestratori, nuclei di supporto, team sanitario e aliquota di force protection per un totale massimo di 60 unità (costo fino al 30 settembre 2018 di poco inferiore ai 5 milioni di euro).

a cura di Pietro Batacchi
anteprima logo RID Più incisivo l’impegno italiano in Libia 08-01-2018

Nella Delibera che contiene gli impegni internazionali dell'Italia per il 2018, prevista dalla Legge Quadro Garofani sulle missioni all'estero del 2016 (L.141/2016), trasmessa dal Governo al Parlamento il 28 dicembre, è contenuta anche la rimodulazione dell’impegno militare e di assistenza in Libia. Nel dettaglio, la Delibera prevede la riorganizzazione in un unico dispositivo delle attività di supporto sanitario e umanitario dell'Operazione IPPOCRATE e di alcuni compiti della missione in supporto alla Guardia Costiera libica, fino ad ora inseriti tra quelli svolti dal dispositivo aeronavale nazionale MARE SICURO, più “ulteriori attività richieste dal Governo di Accordo Nazionale libico”. Quest’ultima frase potrebbe far pensare ad un’ulteriore espansione dei compiti della missione, qualora richiesto da Tripoli, considerando pure 2 ulteriori fattori. La priorità che la stessa Delibera assegna all'Africa in termini di attenzione e proiezione di politica estera, con l’impegno pure nel confinante Niger, nonché la contestuale riduzione della presenza militare in Iraq e Afghanistan. Detto ciò, la nuova missione italiana in Libia (anche questa, come quella in Niger, a carattere bilaterale) ha l'obiettivo di rendere l'azione di assistenza e supporto in Libia maggiormente incisiva ed efficace, sostenendo le autorità libiche nell'azione di pacificazione e  stabilizzazione del Paese e nel rafforzamento delle attività di controllo e contrasto all'immigrazione illegale, ai traffici illegali ed alle minacce alla sicurezza. Tra i compiti, troviamo: assistenza e supporto sanitario, attività di sostegno a carattere umanitario, formazione, addestramento, consulenza, assistenza e mentoring a favore delle forze di sicurezza e delle istituzioni governative libiche, in Italia e in Libia, al fine di incrementarne le capacità complessive e di supportarle nelle operazioni di contrasto all'immigrazione illegale, ai traffici illegali ed alle minacce alla sicurezza, attività per il ripristino dell'efficienza dei principali mezzi terrestri, navali e aerei, comprese le relative infrastrutture, ecc. Il contingente avrà una consistenza massima di 400 unità e comprenderà anche 130 mezzi terrestri, mezzi navali, tratti dalle unità del dispositivo aeronavale nazionale MARE  SICURO già autorizzate, e mezzi aerei, tratti sempre dal dispositivo di MARE SICURO. Il costo per il 2018 è programmato in poco meno di 35 milioni di euro. Ulteriori approfondimenti su RID 2/18.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima logo RID Afghanistan: la situazione sul campo 23-10-2017

Nelle ultime settimane l’Afghanistan ha subito un sensibile deterioramento della propria sicurezza causato dalla nuova campagna di attacchi effettuati in varie zone del Paese dalla rete talebana, in particolare degli Haqqani, ai danni di contingenti e strutture delle Afghan National Security Forces.

a cura di Andrea Mottola
anteprima logo RID Pronte le 4 componenti della NRF 2018 18-10-2017

Con la certificazione del Comando NRDC-ITA di Solbiate Olona si è completato il ciclo esercitativo di preparazione dei Comandi delle componenti Terrestre, Navale, Aerea e Forze Speciali della Enhanced NATO Response Force (ENRF) per l’anno 2018.

a cura di Redazione
anteprima logo RID Ecco il Master in Cyber Security 04-10-2017

Insegnare agli studenti la capacità di essere innovativi e a scommettere sulle professioni del futuro, creando un sistema di nuove prospettive di formazione e di lavoro, come quelle legate al tema della sicurezza informatica, considerata la seconda emergenza in Europa dopo il cambiamento climatico e prima dell’immigrazione. Con queste premesse, l'Università LUISS Guido Carli, in partnership con Elettronica SpA, ha presentato oggi il primo Master in Cyber Security, volto a formare nuovi professionisti del settore, capaci di gestire le frodi e gli attacchi informatici e di interpretare le ricadute di un fenomeno cruciale per la competitività dell’Italia nel contesto internazionale dell’industria 4.0. La giornata, svoltasi nella splendida cornice di Villa Blanc (Roma), nuova sede della Business School della LUISS, ha offerto anche l'occasione per un confronto a tutto campo sulla tematica al quale hanno partecipato, tra gli altri, il Ministro degli Interni Marco Minniti, il Presidente e CEO di Elettronica Enzo Benigni, il Presidente della LUISS Emma Marcegaglia, il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ed il Vice Direttore del DIS (Dipartimento Informazioni e Sicurezza) Paolo Ciocca. Il tutto moderato dall'ottimo Gianni Riotta, editorialista de La Stampa. Gli interventi si sono tutti concentrati sulla necessità di un approccio multidisciplinare per fronteggiare, e rispondere, ad una minaccia sempre più complessa e subdola, ma devastante, come quella cibernetica e sulla necessità di sviluppare una sinergia, anzi una vera e propria alleanza, per utilizzare le parole del Ministro Minniti, tra istituzioni, imprese ed università. L'obbiettivo è quello di affermare una nuova cultura della cyber e dei professionisti a tutto tondo in grado di affrontare e di ridurre i rischi derivanti dagli attacchi cyber. Il Presidente di Elettronica Enzo Bengni ha sviluppato ancor di più questo concetto rimarcando il fatto che la sua azienda sta spingendo da tempo per far crescere le sinergie con l'università recuperando una cultura che sia poi il più possibile fruibile per le stesse imprese e per il mondo del lavoro. E questo Master, il cui protocollo è stato firmato tra Elettronica e LUISS il 20 settembre, va proprio in tale direzione e mira ad avere un taglio fortemente interdisciplinare in cui aspetti legali, economici, politici, digitali e informatici, possano essere al servizio di un sistema di ricerca e analisi, tra pubblico e privato, che consenta lo sviluppo di una economia che governi la rivoluzione tecnologica. A tirare un pò le fila di tutti gli interventi ci ha pensato, poi, il Ministro Minniti - che ancora una volta ha dimostrato di padroneggiare in maniera eccellente i fondamentali dell'interlligence e della sicurezza - il cui intervento si è concentrato sul sempre più stretto legame tra sicurezza e Web toccando diversi aspetti. Dall'impiego che l'ISIS fa di Internet – grazie al quale è possibile convertire, reclutare e trasferire, ovvero trasferire per emulare o per veicolare esperienze/expertise – all'ampiezza della minaccia cyber, che può arrivare fino a sfidare l'espressione del consenso in una democrazia, per finire al ruolo centrale che il DIS ha assunto nella politica pubblica italiana sulla cyber (a seguito del DPCM Gentiloni dello scorso febbraio). Il Master, che prenderà il via all’inizio del nuovo anno, sarà diretto dalla Prof.ssa Paola Severino, Rettore della LUISS, dal Prof. Andrea Prencipe, Prorettore Vicario LUISS e docente di Innovation Management, e dal Prof. Luciano Floridi, Direttore del Laboratorio di Etica digitale al Oxford Internet Institute e Professore di Filosofia ed etica dell’informazione all’Università di Oxford. Le iscrizioni saranno aperte fino a fine novembre e sarà possibile candidarsi per una borsa di studio a copertura integrale messa a disposizione dalla Elettronica S.p.A.  

a cura di Pietro Batacchi
  1 2 3 4 5 6 7 8 Next >>