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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID Un CAMM ER per PPX e PPA Light

L’interesse della Marina Militare per il sistema sup-aria a medio raggio CAMM ER è ormai acclarato ed a tal proposito MBDA Italia sta studiando una possibile integrazione sia sui futuri pattugliatori di squadra/fregate leggere PPX sia sulla variante Light dei PPA attualmente in costruzione. Come anticipato da RID, entro l’anno dovrebbe essere siglato il contratto di sviluppo del CAMM ER – contratto della durata triennale e del valore di 95 milioni – nel cui ambito, appunto, rientrerebbe anche la navalizzazione del sistema, oltre che la progettazione di dettaglio della variante ground based per Esercito ed Aeronautica nota come EMADS (Common Anti Air Modular Missile Extended Range) e già scelta per la sostituzione, rispettivamente, di SKYGUARD e SPADA. Per quanto riguarda l’eventuale variante navalizzata del CAMM ER – nota per ora internamente ad MBDA come ALBATROS NG (New Generation) – si stanno studiando in particolare 3 soluzioni per il lancio degli ordigni: da lanciatore Sylver A-50, da lanciatore Lockheed Martin ExLs oppure da un sistema in fase di studio e definizione di cui vi sveleremo i dettagli su RID 7/18. Sia sui PPX sia sui PPA Light tutte le opzioni sono aperte. Infine, giusto un aggiornamento sugli stessi PPA. Ad oggi la Marina Militare non ha programmato varianti di configurazione rispetto al contratto in corso che prevede l'acquisizione di 7 PPA: 2 Full, 3 Light Plus, 2 Light (in sequenza: Light, Light, Light Plus, Full, Light Plus, Light Plus, Full). Gli ulteriori 3 PPA, già approvati dal Parlamento, ma ancora da finanziare, saranno uno per ciascun tipo (in sequenza: F, L, L+). Tutti gli approfondimenti su RID 7/18.

anteprima logo RID L’ALPINO si addestra con l'US Navy

Nelle giornate del 16 e 17 maggio la fregata ALPINO, il caccia classe ARLEIGH BURKE USS GONZALEZ e l'unità logistica USNS MEDGAR EVERS hanno condotto attività addestrative a favore dei rispettivi equipaggi. In particolare, nel pomeriggio del 16, è stata condotta una simulazione di abbordaggio di un mercantile sospettato di traffici illeciti, simulato dal USS GONZALEZ. L’attività, condotta dalla squadra di abbordaggio di nave ALPINO, supportata dal team specialistico della Brigata SAN MARCO, è stata preceduta da un incontro con l’analoga squadra americana, nel cui ambito sono state scambiate le esperienze e confrontate le rispettive tattiche e procedure. Una volta a bordo del USS GONZALEZ, la squadra di Nave ALPINO, ha effettuato movimenti tattici e procedure di controllo. Nella stessa giornata è stato realizzato uno scambio di personale che ha permesso a un’aliquota dei due equipaggi di visitare e confrontare le due unità. In particolare, lo USS GONZALEZ ha accolto i militari italiani organizzando un evento conviviale sul ponte di volo che si è chiuso al tramonto, momento in cui tutti i marinai hanno fatto ritorno sulle rispettive unità. Il giorno 17, in una fitta nebbia, l’attività è proseguita con il rifornimento in mare, condotto con l'unità ausiliaria USNS MEDGAR EVERS. A seguire sono state effettuate manovre cinematiche ravvicinate ad alta velocità tra ALPINO e GONZALEZ, a beneficio soprattutto degli ufficiali più giovani. L’attività, nel suo complesso, ha contribuito a rafforzare i legami e l’interoperabilità tra le 2 Marine che operano fianco a fianco in numerosi teatri operativi. Il 18, nave ALPINO ha fatto rotta per la città di Norfolk, prima tappa della campagna in Nord America (di cui RID è media partner). Rimarrà in porto fino al 24 maggio, per poi riprendere il mare alla volta di Baltimora. Il tour in America del Nord di nave ALPINO si colloca nell’ambito delle attività di cooperazione e addestramento che la Marina Militare conduce con le Nazioni alleate e amiche, allo scopo di promuovere l’interoperabilità tra le Marine e sostenere la cooperazione multinazionale e il dialogo tra Paesi. Al contempo, questa attività garantisce una presenza qualificata e tecnologicamente significativa in Paesi con cui l’Italia intrattiene importanti rapporti politico-diplomatici, economici e di attività di cooperazione militare. In particolare, ricordiamo che Fincantieri partecipa con il progetto FREMM alla gara indetta dall'US Navy per l'acquisizione di una fregata di nuova generazione con la quale colmare il gap tra le Littoral Combat Ship, il cui design FREEDOM è prodotto dalla stessa Fincantieri nei suoi cantieri Marinette Marine (Wisconsin), e i DDG classe ARLEIGH BURKE. Questa settimana, secondo fonti di RID, è atteso inoltre l’annuncio circa l’esito della gara in Australia dove la FREMM se la vede con la Type 26 di BAE Systems e la F-5000 di Navantia.

anteprima logo RID Royal Navy, nuovi fondi per il nucleare

Il programma subacqueo nucleare britannico ha ottenuto nuovi finanziamenti per 2 miliardi e mezzo di sterline. Nei giorni scorsi, infatti, il Ministro della Difesa Gavin Williamson ha annunciato la firma di 2 importanti contratti, riguardanti entrambi i tronconi dello sviluppo delle forze subacquee della Royal Navy; da un quarto di secolo solo affidate all’atomo, dopo la radiazione prematura dei 4 battelli classe UPHOLDER. Il primo contratto, del valore di 1,5 miliardi di sterline, è stato siglato con BAE Systems per la costruzione del previsto, settimo e ultimo battello d’attacco classe ASTUTE, che prenderà il nome di AZINCOURT, in ricordo dell’epica battaglia vinta da Enrico V sui Francesi nel 1415, immortalata da Shakespeare. Sviluppati a partire dai primi anni ’90, e in costruzione dal 2001 per sostituire altrettanti TRAFALGAR, degli ASTUTE sono oggi in servizio attivo i primi 3 esemplari, con il quarto (AUDACIOUS) attualmente impegnato nelle prove in mare, e altri 2 in costruzione. Lunghissimi i tempi di lavorazione, visto che l’entrata in servizio dell’AZINCOURT è prevista nel 2025: i battelli infatti presentano alcune differenze, frutto delle innovazioni via via introdotte, e che poi verranno retrofittate sui primi esemplari. Il secondo investimento riguarda invece più contratti, per un valore complessivo di circa 960 milioni di sterline, legati allo sviluppo della nuova classe di sottomarini strategici DREADNOUGHT. Si tratta di 4 SSBN di nuova generazione, che sostituiranno altrettanti VANGUARD in servizio dagli anni ’90, e che pur imbarcando a inizio carriera i missili TRIDENT-II D5/LEP (aggiornati per restare in servizio sino agli anni ’40, mentre i nuovi SSBN resteranno in linea sino al 2060-2070), disporranno di reattore e tecnologie mutuate dagli ASTUTE. Il primo battello è in lavorazione da fine 2016, e sarà consegnato nel 2028. I nuovi contratti riguardano la seconda fase del programma, per avviare i lavori sul secondo battello, nel cantiere BAE Systems a Barrow-in-Furness, in Cumbria. Qui inoltre è previsto un investimento di 100 milioni di sterline per realizzare nuove infrastrutture produttive e manutentive per i DREADNOUGHT, una volta schierati dopo il 2030.

anteprima logo RID La SHANDONG inizia le prove in mare

Avvolte in un manto di mistero (e di nebbia, al momento di lasciare il porto d’allestimento di Dalian, nelle prime ore del mattino), e dopo diversi stop-and-go, sono iniziate ieri le prove in mare per la portaerei cinese SHANDONG. Un primo giro di test, relativi soprattutto all’apparato propulsore e ai sistemi di bordo, per quella che è si la seconda porterei destinata a prestare servizio nella PLAN, ma la prima ad essere costruita localmente. La LIAONING (Type-001), in servizio dal 2012, è infatti il frutto di una radicale ricostruzione dell’ex VARYAG sovietica, gemella della KUZNETSOV in linea con la flotta russa dal 1991, e acquistata incompleta da Pechino nel 1998. Ufficialmente per diventare un’attrazione turistica: in realtà, trasformata nei cantieri di Dalian a partire dal 2005, dopo che India e Giappone avevano varato programmi per nuove unità portaeromobili. La SHANDONG (Type-001A), impostata a Dalian nel 2013 e varata il 26 aprile 2017, è il frutto proprio del lavoro di recupero e trasformazione effettuato sulla LIAONING, cui in apparenza somiglia molto, nelle caratteristiche generali: lunghezza fuori tutto di 305 metri, larghezza del ponte di volo 72 metri, dislocamento a pieno carico 64.000 t, stando ad alcune fonti, mentre altre stimano 315x75 metri, e circa 70.000 t. L’apparato motore è sempre basato su turbine a vapore, che consentono una velocità massima di 30 nodi, mentre le maggiori differenze riguardano i sistemi di protezione, l’isola, la suddivisione degli spazi interni, le capacità di stoccaggio di materiali e carburanti, migliorati in base alle esperienze effettuate con la Type-001, e grazie al fatto che l’unità è stata riprogettata e costruita da zero. Per quanto riguarda il gruppo di volo, si parla di 44 velivoli imbarcati: 32 caccia multiruolo Shenyang J-15 (copia indigenizzata del Su-33), e 12 elicotteri di vari modelli, mentre i reparti operativi sulla LIAONING in genere schierano 24 caccia. Per entrambe tuttavia si stima una capacità massima di 48 velivoli, e la possibilità di imbarcare mezzi più prestanti di Quinta Generazione. Soprattutto se l’attuale configurazione STOBAR (Short Take-Off But Arrested Recovery) dovesse essere modificata in un secondo tempo, installando catapulte, a vapore o – più probabilmente – elettromagnetiche, attualmente in sviluppo per le portaerei in costruzione/programma. La PLAN, INFATTI, ha dal 2017 in costruzione nel cantiere di Jiangnan (Shanghai) una portaerei più grande, a propulsione nucleare e in una più tradizionale configurazione CATOBAR, da completare nel 2024 (Type-002), mentre in programma ci sono sia una seconda unità di questo tipo, sia una terza derivata da LIAONING/SHANDONG. L’obbiettivo di Pechino, è quello di schierare dopo il 2030 almeno 4 portaerei operative, lasciando alla LIAONING un ruolo meramente addestrativo. Per quanto riguarda i tempi di completamento, per la SHANDONG si parla di una consegna con operatività iniziale nel 2019, e la piena operatività da raggiungere entro un anno. I test preliminari erano iniziati il 23 aprile, impiegando anche elicotteri per il supporto logistico e il trasporto di personale tecnico e osservatori. Domenica mattina, alle 07:00, la nave – supportata da rimorchiatori e unità appoggio – ha salpato le ancore in mezzo alla nebbia, per poi iniziare a testare l’apparato motore e la tenuta a mare, nonché i sistemi di navigazione e di bordo. Le prove in mare si svolgono nella parte nord-orientale del cosiddetto Mar di Bohai, area marittima interna tra Mar Giallo e Corea. Area che è stata chiusa al traffico sino al 18 maggio.

anteprima logo RID A bordo del CAVOUR

Lo scorso 7 maggio RID ha avuto la possibilità di salire a bordo della portaeromobili CAVOUR in partenza dal porto di Civitavecchia per partecipare all’esercitazione Mare Aperto 2018, evento addestrativo della durata di 11 giorni e diviso in 5 fasi - di cui 3 operative – che rappresenta la principale attività addestrativa avanzata interforze ed internazionale della Marina Militare. 

anteprima logo RID Ultima navigazione per l’AUDACE  

Oggi ha preso il largo per il suo ultimo viaggio nave AUDACE (D 551, 1973-2006) diretta verso il sito di Aliaga in Turchia dove raggiungerà il cacciatorpediniere ARDITO (D 550, 1973-2006).  Le due unità navali per più di 35 anni di servizio hanno rappresentato un fiore all’occhiello del Paese,  in Italia e all’estero partecipando a numerose missioni operative in diversi bacini del mondo assicurando, al contempo, grande consenso e lustro alla Forza armata e alla Nazione. Dopo aver lasciato il servizio attivo nel 2006, dopo oltre 10 anni di ormeggio alle banchine della base di La Spezia, a dicembre 2017 le 2 navi sono state cedute, a cura dell’Agenzia Industrie Difesa (AID), a mezzo  di asta pubblica internazionale in ambito Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), al cantiere turco Istanbul Shipyard. Il fisiologico “avvio al riciclaggio” delle 2 ex navi della Marina Militare rappresenta certamente una perdita di un pezzo della nostra storia marinara, tuttavia la cessione al cantiere demolitore ha assicurato un afflusso di risorse per le manutenzioni sulle unità in linea della Marina Militare che saranno eseguite dagli  stabilimenti industriali nazionali.   Ad oggi, nei vari sorgitori della Forza Armata sono in attesa di avvio al riciclaggio e/o di concrete proposte di “recupero” per altri scopi  - quali le “musealizzazioni” - un numero sempre crescente di mezzi che vengono dismessi a causa della oggettiva vetustà.   A giugno ulteriori decisioni dovranno essere prese, quindi, per l’eventuale “avvio al riciclaggio”  di altre unità navali dal passato glorioso, simboli di storia della marineria e dell’industria navale italiana da molti anni in disarmo, che sono state spesso associate a progetti di musealizzazione. La Marina Militare si è sempre espressa favorevolmente per questa soluzione ma al contempo è sempre stato chiaro che, non disponendo di risorse dedicabili a tale scopo, i relativi oneri di bonifica, messa in sicurezza, trasferimento ed allestimento museale debbano essere necessariamente a carico delle Amministrazioni/Istituzioni proponenti. Purtroppo, ad oggi, la Forza Armata non ha ricevuto, per queste unità dismesse, alcuna iniziativa finanziariamente e tecnicamente concreta e si è ormai giunti alla condizione per cui la Marina non può continuare a sostenere il loro mantenimento in condizioni di sicurezza, sottraendo risorse finanziare destinate alle esigenze delle Unità operative.

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