Argomento Selezionato: Mare
anteprima Cina vara prima portaerei di produzione domestica 26-04-2017

Mentre nel Mar del Giappone sembra essere finito lo strano balletto attorno all’invio della portaerei americana VINSON in chiave anti-nordcoreana, giunta finalmente in area operativa, inizia a solcare le acque del Mar Cinese la seconda portaerei di Pechino, varata ieri nel cantiere di Dalian. Si tratta della prima portaerei ad essere costruita localmente, considerando che la LIAONING è il frutto della ricostruzione (effettuata tra 2005 e 2012, sempre a Dalian) della ex portaerei sovietica VARYAG, gemella della KUZNETSOV, ma rimasta incompleta dopo il crollo dell’URSS. La nuova unità, ribattezzata SHANDONG (e classificata come Type-001A), rappresenta una rielaborazione della LIAONING (Type-001), ma con una serie di modifiche migliorative, rispetto soprattutto agli spazi destinati al personale, e agli aeromobili imbarcati. Le dimensioni generali della SHANDONG non divergono molto da quella del modello cui si ispira. Il ponte di volo è lungo 300 metri e largo 70, all’incirca come sulla LIAONING, e il dislocamento potrebbe essere leggermente superiore (oltre 65.000 t a pieno carico, contro 59.000 tonnellate, ma si tratta in ambo i casi di stime). Risulta più piccola e compatta l’isola, e meglio posizionati i sistemi d’arma e i sensori, più avanzati rispetto a quelli imbarcati sulla portaerei prototipica, eliminando ad esempio i CIWS poppieri, lasciando più spazio per la movimentazione degli aerei sul ponte di volo, che dispone di uno ski-jump con inclinazione modificata, di 12° contro i 14° di quello che caratterizza la sezione prodiera dell’ex VARYAG. Soprattutto l’hangar è stato ampliato, e questo, assieme all’eliminazione delle piazzole per i CIWS, permetterà di ricoverare fino a 4 aerei in più – a seconda dei modelli, per ora solo il caccia pesante J-15, versione indigena del russo Su-33 - toccando quota 26/28, cui vanno aggiunti 12 elicotteri, 4 dei quali AEW. Come accennato, anche armi e sensori presentato sensibili differenze, rispetto alla portaerei ex russa ricostruita. Per quanto riguarda la sensoristica, l’apparato principale è il radar a 4 facce fisse planari Type-346 STAR OF THE SEA (DRAGON EYE per la NATO) già adottato sui cacciatorpediniere Type-052C e D, mentre quello di scoperta aeronavale dovrebbe essere il Type-382, derivato dallo MR-710 FREGAT russo, che però ancora non è stato installato come si può vedere dalle foto del varo. La difesa antiaerea di punto è invece affidata a 4 complessi inclinati brandeggiabili a 18 celle per missili sup/aria HQ-10 (difesa di punto, o FL-3000N). L’apparato propulsivo è invece sostanzialmente identico a quello della LIAONING ed è incentrato su caldaie a nafta e 4 turbine a vapore da 200.000 cavalli di potenza, che sulla LIAONING garantiscono una velocità di 32 nodi e un’autonomia di 4.400 miglia. Prestazioni simili sono previste sulla SHANDONG, con forse la perdita di un nodo di velocità, e una maggiore autonomia, se come sembra sono stati ampliati i serbatoi. Dopo il varo, la SHANDONG, che dalle foto appare in uno stato di avanzato approntamento, inizierà collaudi e prove in mare: la nave potrebbe essere consegnata nel 2019, anche se per la sua operatività (ancora non è chiaro se sarà assegnata alla Flotta Settentrionale, che opera in Mar Giallo, o alla Flotta Orientale schierata nel Mar Cinese Orientale) si parla del 2020. Il varo permetterà di impostare sullo scalo di Dalian la seconda unità Type-001A prevista (probabilmente con alcune modifiche, tanto da far parlare di una Type-003), mentre nei cantieri Jiangnan, a Shanghai, è in costruzione la prima di 2 Type-002, che si presenta come una quasi super-carrier da almeno 75-80.000 tonnellate, con propulsione nucleare, catapulte a induzione elettromagnetica EMALS, e configurazione tradizionale CATOBAR, da completarsi entro il 2025. L’obbiettivo sarebbe quello di schierare attorno al 2030 almeno 4 portaerei, di 2 coppie similari – benché con ampie modifiche sulla seconda unità della coppia – quali ammiraglie di altrettanti gruppi di battaglia aeronavali, con la LIAONING relegata a compiti addestrativi, e nave-comando per le forze di riserva e di seconda linea. Un passo importante, quindi, il varo della SHANDONG, che arriva nel pieno della crisi coreana, che vede la Cina stretta tra la necessità di difendere il suo cortile di casa, mantenendo il controllo sulla Corea del Nord, e di riportare a più miti consigli il giovane Kim Jong-un, alleato sempre più riottoso, ma senza perdere la faccia con gli Stati Uniti. Che possono “perdersi” una portaerei, ma non certo la supremazia navale in uno scacchiere sempre più vitale. E caldo.

a cura di Giuliano Da Frč
anteprima Consegnata alla MARINA la FREMM RIZZO 20-04-2017

Oggi, presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia), è stata consegnata alla Marina Militare la fregata multiruolo RIZZO, la sesta unità tipo FREMM. RIZZO è la sesta unità FREMM che Fincantieri realizza completa del sistema di combattimento, la seconda in configurazione multiruolo dopo la CARLO BERGAMINI, consegnata alla Marina Militare nel 2012. Il programma FREMM nasce dall’esigenza di rinnovamento della linea delle unità della Marina Militare della classe LUPO (già radiate) e MAESTRALE (alcune già radiate, altre prossime al raggiungimento del limite di vita operativo), costruite da Fincantieri negli anni settanta.

a cura di Redazione
anteprima Nautica e dual use: verso SEA FUTURE 2018 10-04-2017

Aggregazione e dual use sono i temi intorno ai quali si è sviluppato l'incontro dal titolo “Le opportunità della nautica nel settore dual use: esperienze a confronto, verso Seafuture 2018”. L'evento si è tenuto lo scorso 29 marzo durante la prima giornata della 15ª edizione di Seatec, rassegna internazionale di tecnologie, subfornitura e design per imbarcazioni, yacht e navi. Il saluto di benvenuto è stato dato da Cristiana Pagni, presidente di La Spezia EPS, Azienda Speciale della CCIAA Riviere di Liguria, che ha introdotto il concetto di aggregazione tra Grandi Imprese e Piccole Medie Imprese quale strategia per lo sviluppo di efficaci sinergie per industria e committenza in termini di innovazione, all'affidabilità e servizio post vendita. Strutturato sulla formula della tavola rotonda, l'incontro è stato moderato dall’Editore e Direttore Generale di RID Franco Lazzari, che ha aperto i lavori con un'overview del concetto di dual use nelle sue varie accezioni, di come tale concetto si sia modificato nel tempo e di come possa essere coniugato in forme differenti se lo si guarda dal punto di vista dei vari players: Forze Armate, e nello specifico Marina Militare, grande industria, piccola e media industria, armatori. Così facendo ha presentato gli argomenti che, da lì a poco, sarebbero stati sviluppati dai vari relatori ed introducendo per l'intervento dell'Ing. Domenico Rocco, After Market Business Development di Fincantieri - Divisione Navi Militari, il quale ha illustrato nel dettaglio i fattori che contribuiscono a fidelizzare la filiera di fornitura lavorando sull'integrazione delle competenze e sfruttando i valori positivi dell'aggregazione per accelerare l'innovazione ed accrescere l'affidabilità tecnica e di servizio. A sviluppare, invece, il tema del dual use nell'accezione di incremento di modularità e flessibilità d'impiego e, ancor prima, di progettazione delle unità navali, è stato l'Amm. Giorgio Lazio, Comandante del Comando Marittimo Nord. L'Ammiraglio ha anche evidenziato le numerose possibilità di sinergia tra Forza Armata e industria, portando ad esempio la situazione del Golfo di La Spezia, dove l'evoluzione della presenza della Marina Militare ha aperto numerose prospettive per le diverse realtà produttive della zona. E' stata poi la volta dei rappresentanti di tre PMI che hanno dato testimonianza delle proprie esperienze di collaborazione, partnership e ricerca. Ad esporre l'argomento sono stati l'Amm. Alberto Gauzolino per Microdata Due, l'Ing. Massimiliano Ghirlanda per Euroguarco ed il Dott. Mattia Chiodetti per Microtem, raccontando dei loro successi e di come è stato possibile raggiungerli sia nel mercato nazionale sia in campo internazionale ma lamentando anche le difficoltà che talvolta si incontrano nel dialogo con la grande industria. E' quindi intervenuto Carlo Festucci il quale ha illustrato come l'AIAD – la Federazione delle Aziende Italiane per l'Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza di cui è Segretario Generale – è in grado di sostenere ed intende supportare le PMI nel mercato del "dual use" e quanto la comunicazione bidirezionale non sia scontata ma necessaria. Un altro aspetto relativo alle PMI è stato sviluppato da Lorenzo Forcieri, Presidente del Distretto Ligure delle Tecnologie Marine. Forte della vasta esperienza nel settore delle PMI, ha confermato con forza il ruolo dei cluster nell'aggregazione tra imprese e ricerca nella nautica, nella cantieristica e nelle tecnologie del mare, rinnovando l'invito alle aziende a fare sinergia, trovando nell'aggregazione per la ricerca la forza di sviluppare progetti e iniziative capaci di accrescere la competitività delle imprese, anche con il supporto dello stesso DLTM. A conclusione della tavola rotonda, la D.ssa Cristiana Pagni ha posto l'accento sull'importanza dell'evento SEA FUTURE 2018 (che si terrà nella Base Navale di La Spezia dal 23 al 25 Maggio) quale hub integrato per l'innovazione nel settore delle tecnologie del mare in ambito duale, nell'ottica della realizzazione di una piattaforma di interconnessioni e relazioni di business e trasferimento tecnologico. La 6a edizione di SEA FUTURE proporrà, infatti, i temi del dual use, del refitting, della sostenibilità ambientale e della ricerca, quali ambiti in grado di accrescere la competitività e generare fatturato ad alto valore aggiunto grazie alle competenze del sistema industriale italiano. Ma al salone di La Spezia si parlerà anche di Safety & Security e di Cyber Defence nonché, ancora, del ruolo delle PMI quale elemento di grande importanza della nostra economia.

a cura di Redazione
anteprima La portaerei VINSON verso la Corea 10-04-2017

Non è chiaro se il neo-Presidente americano Donald Trump abbia deciso di fare proprio il motto di un suo popolare predecessore, negli ultimi tempi molto rimpianto negli Stati Unit, Teddy Roosevelt, ossia “Parla dolcemente ma porta con te un grosso randello: andrai lontano”. O se siamo dalle parti del più prosaico “can che abbaia, non morde”. Sta di fatto, che a 48 ore dall’attacco missilistico contro il regime siriano, contraddistinto da non poche ombre e punti di domanda (soprattutto relativi ai non certo devastanti danni inflitti alle forze di Assad), Washington sfodera nuovamente il randello. Contro la Corea del Nord, questa volta. La portaerei CARL VINSON e il suo Carrier Strike Group 1, che si trovavano a Singapore in vista di un ridispiegamento in Australia (nell’ambito della politica varata dall’ex Presidente Obama, tesa a fare dell’isola-continente un player chiave per il contenimento della Cina), domenica ha lasciato il porto della città-stato asiatica per dirigersi verso la Penisola coreana.

a cura di Giuliano Da Frč
anteprima Trump vuole 12 portaerei 14-03-2017

Il 2017 era già destinato ad essere un anno di svolta per le super portaerei americane, con il definitivo pensionamento della prima unità a propulsione nucleare ENTERPRISE (radiata il 3 febbraio 2017), e la consegna della GERALD FORD, capoclasse del nuovo gruppo di portaerei successive alle 10 NIMITZ, realizzate tra il 1968 e il 2009, attesa entro aprile. 

a cura di Giuliano Da Frč
anteprima Ocean Explorer 2017 14-03-2017

Quattro giorni di esercitazioni per nave Carabiniere in prosecuzione alla campagna in Sud-Est Asiatico e Australia. Dopo la sosta a Melbourne, ultima tappa delle quattro previste in Australia, la Fregata Europea Multi Missione (FREMM) ha preso parte, dall'1 al 5 marzo, alla Ocean Explorer: momento addestrativo ricorrente per le unità della Royal Australian Navy. La fregata della Marina si è unita a unità australiane, neozelandesi e spagnole al largo delle coste di Fremantle, nello stato del Western Australia. All'esercitazione hanno preso parte nel complesso 14 navi, 1 sommergibile, 4 aerei e gli elicotteri organici delle singole unità. Assetti che si sono confrontati in differenti tipologie di addestramento: aereo, di superficie e subacqueo.

a cura della Marina Militare
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