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Argomento Selezionato: Geostrategia
anteprima logo RID Haftar si prende il Fezzan. Timori a Roma

Come anticipato su RID nei giorni scorsi (http://www.portaledifesa.it/index~phppag,3_id,2816.html), l’avanzata delle truppe di Haftar procede spedita verso i pozzi petroliferi del Fezzan. Le forze del Generale hanno preso il controllo del giacimento di Ubari/El Sharara, in seguito a scontri durati 4 giorni con le PFG di Jadran e la 30ª Brigata Tuareg agli ordini di Ali Kanna, ex Comandante della Brigata gheddafiana Tuareg Maghawier e da poco nominato da Serraj Comandante delle forze militari meridionali che rispondono a Tripoli. Dopo l’ingresso nel perimetro del giacimento del 7 febbraio, le forze di Haftar, guidate dal Col. Khalifa Al-Seghair Al-Hasnawi, sono state ricacciate su posizioni periferiche dell’installazione (villaggio di Germa) dalla 30ª Brigata, ma sono tornate all’attacco nei giorni successivi ed alla fine hanno avuto la meglio, riuscendo ad eliminare la resistenza delle forze che occupavano l’hub petrolifero. Nella presa di El Sharara, un ruolo fondamentale è stato svolto dalla 173ª Brigata Tuareg “Aghlas” che ha negoziato l’uscita pacifica dei “colleghi” tribali della 30ª, ritiratisi verso i pozzi di El Feel. Poco dopo la presa di Sharara, l’Aviazione del Generale ha imposto una no-fly-zone su tutto il Fezzan. Nel frattempo, le forze di Haftar si apprestano a muovere verso altri 2 importanti hub di idrocarburi della regione: Wafa, giacimento di greggio, gas e condensati, collegato al gasdotto Green Stream per l’importazione in Italia del gas libico, ed il giacimento di El Feel, entrambi gestiti congiuntamente da ENI e NOC (National Oil Corporation), tramite la joint venture Mellitah Oil & Gas B.V. Le intenzioni di Haftar non sono al momento note, ma è chiaro che l'avanzata dell’LNA nel Fezzan deve essere attentamente monitorata dall’Italia, grande sponsor del Governo Serraj. Non è un caso che proprio in questi giorni si sarebbe registrata la visita a Tripoli del Generale Giovanni Caravelli, Vice Direttore dell’AISE. Un modo per tastare il terreno, e sondare la compattezza del fronte filo-Serraj, ma anche il segnale della preoccupazione di Roma in momento oltretutto non facile per Serraj, alle prese con feroci dissidi in seno al Consiglio Presidenziale e con la sempre attuale minaccia della 7ª Brigata dei fratelli Kani e dei Misuratini di Salah Badi nel sud della capitale. Una situazione che ha portato alla costituzione a Tripoli di un nuovo cartello delle milizie filo-Serraj denominato Western Region Protection Force che comprende Haitem Tajouri, Abdelghani  Al Kigli e la Brigata Nawasi, ma non la RADA di Abdel Rauf Kara.

anteprima logo RID Due nuovi missili per la Russia

Entro il 2021 le brigate missili russe intendono dispiegare un missile cruise "derivato dal KALIBR navale" e un nuovo missile ipersonico, forse derivato dal VANGUARD. Così Putin dà seguito al suo annuncio di abbandono del trattato INF, annunciato dopo l'uscita degli Stati Uniti dallo storico accordo. 

anteprima logo RID Haftar avanza nel Fezzan

Durante le ultime 5 settimane, lo scenario libico è stato caratterizzato dall’avanzata, pressoché indisturbata, dell’autoproclamato Esercito Nazionale Libico (LNA) del Generale Haftar verso il Fezzan. 

anteprima logo RID La Francia all'attacco nel Sahel

Domenica 3 febbraio caccia MIRAGE 2000D francesi, presumibilmente provenienti da N’Djamena, hanno attaccato un convoglio di 40 veicoli armati che dalla Libia era entrato in Ciad. L’intervento è stato richiesto dalle autorità ciadiane ed ha visto prima un passaggio a bassa quota dei velivoli a fini di show of force e deterrenza e poi l’attacco dopo che il convoglio aveva proseguito la sua marcia. Non si è trattato però, sembra, di una colonna di jihadisti, bensì di una colonna di ribelli dell’Union of Resistance Forces (UFR) come dichiarato da un portavoce del gruppo che ha accusato Parigi di ingerenza negli affari interni del Ciad. Non sarebbe, del resto, la prima volta visto che anche nel 2008 la Francia aiutò il Presidente Deby a respingere l’attacco dei ribelli appoggiati dal Sudan che erano giunti sino nella capitale N’Djamena. Negli ultimi tempi si è registrata una vera e propria escalation delle attività del contingente militare francese nel Sahel (Operazione BARKHANE), in particolare in Burkina Faso e Mali dove i grupopi jihadisti hanno aumentato la loro pressione sia contro le forze di sicurezza locali sia contro obbiettivi civili. In Burkina Faso è stato dichiarato lo stato di emergenza in 14 provincie su 45, mentre il Presidente Christian Kaborè ha silurato nel giro di pochi giorni il Ministro della Difesa ed il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. I Francesi sono intervenuti in diverse occasioni in supporto delle forze burkinabe e maliane – che hanno riportato diverse perdite - impiegando elicotteri, aerei e muovendo pure i loro gruppi tattici in Mali. Nel solo periodo tra il 23 e 29 gennaio, i velivoli francesi dell'Operazione BARKAHNE avrebbero effettuato 36 sortite d’attacco e passaggi deterrenti a bassa quota, 15 sortite di rifornimento e sorveglianza/ricognizione e 44 sortite di trasporto e movimento mezzi/uomini. Attualmente, la Francia mantiene nel Sahel un dispositivo militare forte di oltre 4000 uomini.

anteprima logo RID La Cina rivela il DF-26 "carrier killer"

I media di stato e gli esperti cinesi sostengono che il nuovo video sia la prova della capacità del DF-26 di colpire anche le portaerei americane in pieno Oceano Pacifico, ma i dubbi restano.  

anteprima logo RID Venti di guerra nel Donbass

L’incidente nello stretto di Kerch, che ha visto lo scontro tra unità navali ucraine e pattugliatori della Guardia Costiera russa, ha causato un innalzamento della tensione in Crimea ed in Ucraina ed un conseguente incremento nel numero delle esercitazioni militari di prontezza operativa sia delle forze ucraine che di quelle russe, nonché il rischieramento/spostamento di assetti strategici e tattici. 

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