Argomento Selezionato: Difesa
anteprima Continua l’addestramento Forze Polizia afghane 22-05-2017

I Carabinieri del Police Advisor Team (PAT), inquadrati nel Train Advise Assist Command West (TAAC-W) di Herat, hanno pianificato e condotto dal 6 al 18 maggio, il corso “Crowd and riot control - T3 Course” in favore di 20 unità della 3^ Brigata ANCOP (Afghan Nation Civil Order Police) e 15 unità di istruttori delle forze di polizia Afghane. 

 

a cura dello Stato Maggiore Difesa
anteprima Corea del Nord: il KN-15 in produzione 22-05-2017

Domenica 21 maggio il nuovo missile balistico a medio raggio nordcoreano KN-15 è stato testato ancora una volta. Il test, che è avvenuto dal poligono di Pukchang, a nordest dalla capitale Pyongyang, alla presenza di Kim Jong Un, ha visto l'ordigno condurre regolarmente la sua traiettoria prima di ricadere dopo 500 km nel Mar del Giappone. Subito dopo il test la Corea del Nord ha annunciato l'operatività del missile e la sua produzione in serie. Il KN-15 è una versione terrestre del missile balistico lanciabile da sottomarini KN-11. Quest'ultimo è stato testato molte volte sia da piattaforme sottomarine che dal sottomarino a propulsione convenzionale sperimentale classe SINPO. Il KN-11 è un missile bistadio a propellente solido accreditato di una gittata d 900 km. La variante terrestre KN-15, testata già a febbraio e ad aprile, è bastata su una piattaforma mobile cingolata ed è dotata dotata di una gittata più estesa (1.500-2.000 km) e di diverse migliorie nel sistema di guida e nelle capacità di evasione delle difese avversarie.

a cura di Redazione
anteprima Trump a Riad forgia una nuova alleanza 22-05-2017

La visita del Presidente Trump in Arabia Saudita ha creato le premesse per la formazione di una nuova alleanza, che sembra voler andare oltre la tradizionale partnership tra i 2 Paesi, basata sul contrasto al comune nemico iraniano e su solidi interessi economici. In soldoni, tutto questo si è immediatamente concretizzato nella finalizzazione di un maxi-accordo per la vendita al Regno di Casa Saud di un pacchetto di sistemi d’arma statunitensi del valore di 110 miliardi di dollari, destinati a crescere ad oltre 350 miliardi nei prossimi anni contando anche i servizi di supporto lungo tutto il ciclo di vita dei prodotti. Sebbene non sia ancora completamente chiaro e delineato l’elenco della “lista della spesa” delle Forze Armate saudite, a beneficiare delle nuove commesse saranno soprattutto Lockheed Martin e Boeing. La prima ha reso noto in un comunicato che il valore potenziale degli accordi relativi ai propri prodotti è di 28 miliardi di dollari. Il “pacchetto Lockheed” comprende il sistema di difesa anti-balistica THAAD (Terminal High Altitude Area Defence), lo stesso che recentemente è stato dispiegato in Corea del Sud, 4 unità navali multimissione – presumibilmente un’evoluzione delle Littoral Combat Ship, prodotte nei cantieri Marinette Marine di Fincantieri (Winsconsin) - circa 150 elicotteri BLACK HAWK S-70 in configurazione utility e un numero non specificato di aerostati da integrare nella nuova rete di sensori ISR a protezione del Paese. Per quanto riguarda Boeing, sebbene non vi sia ancora una quantificazione economica dell’intesa, è stato reso noto l’impegno saudita ad acquistare elicotteri da trasporto CH-47F CHINOOK, velivoli MMA (Maritime Multi-Mission) P-8 POSEIDON e munizionamento di precisione (probabilmente kit JDAM). Inoltre, sul fronte civile, è stato annunciato un accordo per la fornitura di 16 velivoli widebody alla Saudi Gulf Airlines. Al di là delle commesse vere e proprie, l’ammontare estremamente elevato dell’accordo si spiega anche con la decisione saudita di coinvolgere tanto Lockheed Martin, quanto Boeing (con la fondamentale benedizione del Governo americano) nella realizzazione di specifiche joint-venture per favorire il consolidamento del settore aerospaziale locale. Uno sforzo che si inserisce nel piano strategico di Riad denominato “Vision 2030” che prevede che l’apparato industriale locale, entro la fine del prossimo decennio, diventi in grado di produrre in autonomia il 50% dei sistemi d’arma destinati alle Forze Armate; un traguardo che, ad oggi, appare parecchio ambizioso considerando gli enormi limitati – culturali ed umani – dell’industria locale. Allo stesso tempo, i 2 Paesi si sono accordati per formare uno Strategic Joint Consultative Group per rafforzare la cooperazione e rinsaldare la loro partnership. L’organismo, che si riunirà una volta l’anno, sembra voler costituire un primo embrionale tassello di una nuova architettura di sicurezza regionale che i 2 Paesi si sono impegnati a consolidare in futuro, il cui obbiettivo, neanche troppo velatamente, è il contenimento dell’Iran e il contrasto alla crescente influenza di Teheran nell’area. Un’architettura che radunerebbe i Paesi sunniti dell’area e, seppur non ufficialmente, pure lo stesso Israele: seconda tappa del tour mediorientale di “Donny”.

a cura di Pietro Batacchi e Marco Gatti
anteprima Conclusa Operazione Mare Aperto 20-05-2017

È terminata il 18 maggio l'esercitazione "Mare Aperto”, attività interforze e internazionale gestita dalla Marina Militare.

a cura dello Stato Maggiore Difesa
anteprima Nave Carabiniere in Atalanta 15-05-2017

Fino al 26 maggio Nave Carabiniere, di rientro dalla Campagna in Australia e Sud Est Asiatico, supporterà l’operazione dell’Unione Europea ATALANTA nel contrasto alla pirateria nell’area del Corno d’Africa e del golfo di Aden. La Fregata Europea Multi Missione (FREMM) Carabiniere, partita il 12 maggio da Abu Dhabi, affianca, nel tragitto Stretto di Hormuz - Suez, il dispositivo europeo che vede già impegnata la fregata Espero della Marina Militare.

a cura dello Stato Maggiore Difesa
anteprima Il nuovo test balistico nordcoreano 15-05-2017

Il nuovo test missilistico nordcoreano di domenica – l'ennesimo degli ultimi 2 anni – ha scosso nuovamente il mondo. Il test – che ha visto l'ordigno effettuare una traiettoria di 700 km ricadendo poi in mare a 400 km ad ovest delle coste giapponesi - è stato un successo dopo che, invece, gli ultimi 2 condotti nel mese di aprile erano falliti. In quell'occasione in molti avevano sorriso e messo in dubbio le capacità balistiche di Pyongyang, mentre qualcuno aveva anche vagheggiato di fallimenti dovuti a presunti attacchi cyber americani (sic!). In realtà, come da sempre sosteniamo su queste colonne, la Corea del Nord ha una capacità balistica molto sviluppata e solida ed un arsenale complesso composto da missili a corto e medio raggio, raggio intermedio ed anche da missili intercontinentali. Il test di domenica potrebbe aver riguardato un missile balistico a raggio intermedio, ma al momento non è possibile confermare tale ipotesi. Di sicuro, da fine anni novanta, la Corea del Nord ha in servizio il TAEPODONG-1, un missile a propellente liquido, basato in postazioni fisse in silos, accreditato di una gittata di oltre 2.500 km e dotato di una testata del peso inferiore ai 1.000 kg. Dal TAEOPODONG-1, la Corea del Nord ha derivato il TAEOPODONG-2, il primo missile balistico intercontinentale di cui dispone il Paese. Il TAEPODONG-2 è un missile tristadio a propellente liquido, basato in silos, dalla gittata stimata di circa 6.000 km per una capacità di payload di appena 1.000 kg (ma che si ridurrebbe a 500 kg per la sua gittata massima di 9.000 km). Il sistema è stato impiegato per mettere in orbita i satelliti KWANGMYŎNGSŎNG-3, nel dicembre 2012, e KWAMONGSONG-4, nel febbraio dell'anno scorso, e, dunque, è da ritenersi operativo anche se non è chiaro di quanti esemplari possa disporre il regime. Negli ultimi anni, Pyongyang ha anche sviluppato dei missili a raggio intermedio ed intercontinentali, basati su piattaforme mobili. Nella categoria dei missili a raggio intermedio rientra il MUSUDAN, derivato dal vecchio R-27 (o SS-N-6) sovietico, SLBM (Submarine Launched Ballistic Missile) a propellente liquido. Il missile ha una gittata compresa tra i 2.500 ed i 4.000 km ed una testata da circa 1.200 kg; è stato testato ben 6 volte in volo, ma soltanto gli ultimi 2 test, condotti a giugno 2016, sono stati un parziale successo. Il MUSUDAN non dovrebbe essere ancora operativo, ma, non appena lo diventasse, rappresenterebbe una minaccia per i Paesi vicini e per tutte le installazioni militari americane nel teatro pacifico, Guam compresa. Nella seconda categoria, rientrano i missili KN-08 e KN-14, già mostrati in parata sottoforma di mock-up, accreditati di una gittata compresa tra i 6.000 km ed i 10.000 km. Si tratta di sistemi basati, appunto, su piattaforme mobili, a propellente liquido e derivati in parte dallo stesso MUSUDAN. Nessuno dei 2, però, sembra finora essere stato testato. Ben più avanti con lo sviluppo, è l'SLBM bistadio a propellente solido KN-11 che è stato testato più volte da piattaforme terrestri e sottomarine con risultati via, via migliori. L'ultimo test, condotto nell'agosto 2016 da un sottomarino a propulsione convenzionale classe SINPO da 2.000 t, è stato un successo completo. Il KN-11 dovrebbe avere una gittata compresa tra i 1.000 ed i 1.500 km ed impiegare propellente solido. A febbraio, e poi ancora ad aprile, Pyongyang ha testato anche una variante terrestre del missile, denominata KN-15, dotata di una gittata più estesa e di diverse migliorie nel sistema di guida e nelle capacità di evasione delle difese avversarie. Da un punto di vista politico il test di domenica è giunto non solo in contemporanea con il Vertice di Pechino sulla "nuova Via della Seta" e dopo la timida apertura diplomatica del Presidente Trump di qualche giorno prima, ma anche dopo l'elezione del nuovo Presidente sudcoreano "trattativista" Moon Jae-In. In pratica, con il test Pyongyang sembra aver voluto mandare un messaggio ad amici e nemici chiarendo il peso della propria parte negoziale. Beninteso: sempre che trattativa vi sia.

a cura di Pietro Batacchi
  1 2 3 4 5 6 7 8 Next >>