anteprima Guerra d'influenza in Somalia 07-11-2017

La posizione geografica privilegiata, a ridosso della Penisola Arabica e ponte ideale tra l’Oceano Indiano e il Canale di Suez, le inesplorate risorse del sottosuolo e la collocazione storico-culturale hanno tradizionalmente reso il Corno d’Africa un’area di influenza molto ambita dai Paesi del Medio Oriente. Fino alla fine degli anni 90 la competizione geopolitica principale opponeva l’Iran, desideroso di differenziare la propria rete di alleanze per ovviare all’isolamento imposto dagli Stati Uniti e dalle monarchie sunnite del Golfo Persico, e l’Arabia Saudita, decisa a ostacolare la proiezione di influenza di Teheran e stabilire la propria primazia politica, economica e culturale sul mondo sunnita. Tuttavia, a partire dagli anni 2000, anche Turchia, Qatar ed Emirati Arabi Uniti (EAU) hanno avviato una graduale opera di penetrazione nella regione, cercando di cogliere le opportunità offerte da Paesi quali Eritrea, Gibuti e Somalia. Tale processo ha conosciuto una significativa accelerazione a partire dal 2011, quando il rapido susseguirsi delle “Primavere Arabe”, lo scoppio della guerra civile yemenita e la crescente conflittualità tra Arabia Saudita e Qatar hanno trasformato il Corno d’Africa in uno dei tanti scenari di confronto, sia simmetrico che asimmetrico, tra Monarchie del Golfo, Iran e Turchia. Proprio il conflitto interno a Sanaa, che ha assunto consistenti tratti di una guerra per procura tra Teheran, sponsor dei ribelli Houthi, e Riyadh, sostenitrice del Presidente Hadi, e le tensioni tra Arabia Saudita e Qatar sono state alle base dell’aumento delle attività politiche e militari delle Monarchie del Golfo nella regione. Infatti, nel contesto dell’intervento militare della coalizione a guida saudita in Yemen (missioni DECISIVE STORM e RESTORING HOPE, di cui sono parte, tra gli altri, anche gli EAU, il Sudan, l’Egitto e, fino al 2017, il Qatar), il Corno d’Africa è diventato una testa di ponte fondamentale per la conduzione di missioni aeree e navali contro i ribelli yemeniti e, soprattutto, per tagliare loro i rifornimenti iraniani via mare. Sotto questo profilo, l’attore più dinamico risultano essere gli Emirati che, a partire dal 2015, hanno rafforzato massicciamente la propria presenza in Eritrea e Somaliland (l’allora Somalia britannica), Stato auto-dichiaratosi indipendente da Mogadiscio nel 1991.

a cura di David Meattini
anteprima Trump/Asia: più fondi ad antimissile e Afghanistan 07-11-2017

Proprio nel bel mezzo del tour del Presidente Trump in Asia, oggi giunto alla tappa sudcoreana, la Casa Bianca ha inviato al Congresso la richiesta per un supplememto di 6 miliardi al bilancio Difesa 2018. Tali fondi aggiuntivi servono a coprire l'incremento di truppe in Afghanistan – pari a 3.500 unità, più altri 6 caccia F-16, il cui numero sale così a 18 – al quale vanno 1,2 miliardi, ed un ulteriore potenziamento della difesa antimissile in relazione al crescere della minaccia balistica e nucleare nordcoreana. Per quanto riguarda questo secondo aspetto, i fondi verranno utilizzati per acquisire altri 20 intercettori multistadio con capacità di ingaggio eso-atmosferica GBI (Ground-Based Interceptor), 16 missili SM-3 Block IIA, per equipaggiare le unità navali con sistema di combattimento AEGIS, e 50 intercettori per la batterie Terminal High Altitude Area Defence (THAAD). In questo modo, gli USA intendono potenziare sia la componente strategica che quella regionale/tattica della difesa antimissile. I GBI dovrebbero potenziare soprattutto il sitodi Fort Greely in Alaska , assieme a quello di Vandenberg, California, uno dei 2 siti della cosiddetta Midcourse Ground-based Defense, che assicura la difesa del territorio americano contro missili balistici, compresi missili balistici intercontinentali, e l’intercetto durante la loro traiettoria di medio corso, ovvero quando raggiungono l'apogeo. Ad oggi, tra Fort Greely e Vandernberg dovrebbero essere schierati 44 GBI. Gli SM-3 Block IIA andranno come si diceva a bordo delle navi AEGIS, in particolare quelle di stanza nel teatro Asia-Pacifico. L'SM-3 è in grado di intercettare, fuori dall'atmosfera, i missili balistici a medio raggio ed a raggio intermedio durante le fasi di ascesa e discesa della traiettoria di medio corso. Infine il THAAD è il componente di difesa terminale per intercettare i missili balistici al loro rientro nell'atmosfera, appena al di fuori di essa (l'ultimo anello, per intercettare i missili una volta rientrati nell'atmosfera, è il sistema PATRIOT PAC-2/3).

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Gen. Graziano nuovo Presidente EUMC 07-11-2017

“Sono onorato della nomina a Presidente dello EUMC e ringrazio tutti i Capi di SMD dei Paesi dell’Unione per la fiducia accordatami. Desidero esprimere la mia gratitudine al Governo, e in particolare al Ministro della Difesa, Senatrice Roberta Pinotti, per il pieno supporto alla mia candidatura”.

a cura di Stato Maggiore Difesa
anteprima Altri F-16 “second hand” per la Giordania 06-11-2017

La scorsa settimana la Giordania ha ricevuto i primi F-16AM/BM Block 20 MLU olandesi legati ad un accordo firmato nel 2013 per 15 caccia ad un costo di 76 milioni di euro. Le prime consegne sono già partite durante l’ultima settimana di ottobre, con i primi 6 VIPER (5 monoposto ed un biposto BM) giunti da Volkel – con scali ad Aviano e Souda Bay - e pilotati da equipaggi giordani fino alla loro nuova “casa” di al-Azraq. I restanti 9 aerei dovrebbero essere consegnati entro la prima metà di dicembre. Nonostante si trattasse di aerei già sottoposti ad aggiornamento di mezza vita (MLU), pare che l’Aeronautica Giordana abbia richiesto, prima della consegna, un ulteriore upgrade del software, passato dalla variante M5 - che già prevedeva l’integrazione di nuovi sistemi d’arma, quali bombe guidate stand-off AGM-154 JSOW, un miglioramento della precisione dei sistemi GPS e di navigazione inerziale ed un incremento della loro resilienza al jamming e l’introduzione del sistema di trasmissioni dati Link-16 e di radio VHF AN/ARC-210, dedicate alle comunicazioni con i FAC (Forward Air Controllers) - alla configurazione M6.5. Tale configurazione, l’ultima disponibile per gli F-16 europei, equipara le capacità degli F-16 MLU alla variante Block 50 e include l’integrazione di diversi armamenti, tra cui bombe GBU-54 JDAM e GBU-39 SDB, missili JASSM, AIM-120D ed AIM-9X, l’integrazione dei nuovi rack BRU-69, un aggiornamento del protocollo Link-16 e l’upgrade all’interfaccia software del pod di navigazione e attacco LANTIRN AN/AAQ-14, al sistema RWR AN/ALR-56M e al GPS. Effettivamente, nei 4 anni trascorsi dalla firma dell’accordo, almeno una coppia di velivoli destinati alla Giordania – un F-16AM ed un biposto BM – hanno svolto una serie di test di volo presso la base di Leeuwarden ed il centro aero-logistico dell’Aeronautica Olandese di Woensdrecht legati alla specifica configurazione richiesta dai giordani. Proprio per la prosecuzione di tali test, gli stessi Giordani avevano rinviato la consegna dei velivoli inizialmente prevista per il 2015. I 15 VIPER destinati alla Giordania si aggiungono a 6 caccia biposto F-16BM consegnati dall’Olanda verso la fine del 2009, ed integrano una flotta che, tra 2007 e 2011, ha visto anche l’acquisizione di 23 F-16 ex belgi (18 monoposto e 5 biposto) per un totale di 58 F-16 “MLUizzati”. Gli aerei olandesi fanno parte di una serie di F-16 che l’Olanda ha negli anni ceduto ad altre Forze Aeree, come i 36 esemplari (29 F-16AM e 7 F-16BM) consegnati al Cile in 2 lotti da 18 velivoli nei periodi 2006/2007 e 2010/2011. Ad oggi, l’Olanda mantiene in servizio 68 F-16 – di cui 7 posti in riserva – che verranno rimpiazzati da 37 F-35A tra il 2019 ed il 2024.

a cura di Andrea Mottola
anteprima Nave Fasan impegnata in Operazione "Aeolus" 06-11-2017

Attività dell'Operazione Atalanta a guida italiana, come deterrente nei confronti della pirateria nelle acque del Corno d’Africa

a cura di Marina Militare
anteprima Incerta la sorte del primo F-35B italiano 03-11-2017

La Difesa ha precisato che la destinazione del primo F-35B italiano, che sta conducendo le attività di volo in questi giorni a Cameri, comprese le prime manovre in hovering, non è ancora definita. Il velivolo, identificativo BL-1, è al momento pilotato da tecnici collaudatori di Lockheed Martin ed è uno dei 30 velivoli STOVL per Marina ed Aeronautica. Gli STOVL della Marina opereranno dalla portaerei CAVOUR, mentre la decisione dell’AM di acquisire anche la variante STOVL, che ha un'autonomia ed un carico bellico inferiori rispetto alla variante convenzionale CTOL (Conventional Take Off and Landing), si spiega alla luce della necessità per l’AM di operare anche da piste corte e/o austere, precluse al decollo ed all’atterraggio dei velivoli convenzionali, e, dunque, di sfruttare appieno la flessibilità e la versatilità di rischieramento dell’F-35B. Secondo l’AM, infatti, tale flessibilità è particolarmente utile in teatri dove non sono disponibili MOB (Main Operating Base), ma solo basi meno sviluppate con piste da 800-1.000 m. Per quanto riguarda questo aspetto, è stato calcolato che la disponibilità nel mondo di piste da 1.000 m è 3-5 volte superiore alla disponibilità di piste a standard NATO da 3.000 m.

a cura di Redazione
anteprima Personale Incursore qualificato Combat Controller 03-11-2017

Venerdì 3 Novembre, presso il Reparto Addestramento Controllo Spazio Aereo di Pratica di Mare (RACSA), alla presenza del Colonnello Dario Tarantino, si è svolta la cerimonia di chiusura del 2° corso Controllo Aerodromo a Vista. Il corso di alta specializzazione rientra in quelli svolti dalla Sezione Corsi Basici del Reparto.

a cura di Aeronautica Militare
anteprima Le Forze Armate al Festival della Scienza 02-11-2017

Anche quest'anno le Forze Armate sono state tra i protagonisti del Festival della Scienza di Genova, un evento che si è aperto il 26 ottobre e si concluderà il 5 novembre. Il festival, che è giunto alla sua quindicesima edizione, ormai si è affermato sempre più come un vero punto di riferimento per la divulgazione scientifica in Italia. Come sempre, dunque, il Ministero della Difesa e le Forze Armate hanno preso parte all’evento con un contributo importante. Uno degli appuntamenti più interessanti è stato costituito dalla conferenza su “Il volo acrobatico – Emozioni del binomio perfetto tra pilota e velivolo”, in cui il Cap. Filippo Barbero, solista delle Frecce Tricolori, ha condotto il pubblico in un affascinante viaggio nel mondo delle acrobazie nel cielo. Ma la Difesa ha preso parte al Festival della Scienza, che quest’anno aveva come tema conduttore “i contatti”, con tutte le proprie componenti e Forze Armate. La partecipazione di Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri è stata come sempre incentrata nella zona del Porto Antico. Tra i sistemi e gli apparati più interessanti si possono segnalare la presenza di un autocarro 4x4 dell’11º Rgt. Trasmissioni dell’Esercito (con un esempio di alcuni degli apparati per le telecomunicazioni in dotazione all’EI), di una torre di controllo mobile (sistema AFIS) dell'AM e di un veicolo nel nucleo sommozzatori dei Carabinieri. Molto coinvolgenti si sono come sempre rivelati i diversi simulatori presenti: da quelli guida dell’EI, a quello di ormeggio della MM senza dimenticare il simulatore di volo di un Eurofighter TYPHOON dell’AM (che è risultato naturalmente il più gettonato). I RIS dei Carabinieri hanno invece allestito una “scena del crimine” simulata con la quale hanno potuto illustrare alcuni aspetti del loro lavoro. Sul versante della ricerca scientifica nell’area riservata a Segredifesa sono state esposte alcune realizzazioni frutto dei finanziamenti del Piano Nazionale di Ricerca Militare (PNRM) gestito proprio da Segredifesa. In particolare IDS, Ingegneria dei Sistemi, ha mostrato il sistema GPR, Ground Penetrating Radar) MINERVA per la scoperta di mine ed IED (nella sua configurazione più ridotta). Successivamente, negli stessi spazi espositivi la divisione medicale della società MES ha mostrato l’esoscheletro PHOENIX, destinato alle persone con problemi motori. Partendo da tale apparato la società romana sta lavorando ad un progetto ancora più evoluto, denominato GARP, finanziato anch’esso dal PNRM. Non lontano dall’area del Porto Antico, nei pressi dei Magazzini del Cotone, è stato poi ormeggiato il cacciamine VIAREGGIO. Infine, presso l’Oratorio di San Giovanni di Pré, è stata allestita una piccola area dedicata agli enti geografici/cartografici delle Forze Armate, con spazi e laboratori gestiti dall’Istituto Geografico Militare dell’EI, dall’Istituto Idrografico della Marina e dal Centro Informazioni Geotopografiche Aeronautiche dell’AM.

a cura di Eugenio Po
anteprima Conclusa 2ª S.I.O. e livex "Aquila 6/17" 02-11-2017

Al Ce.Si.Va. e al Centro Addestramento Tattico di Brunico, si chiudono, rispettivamente, la 2^ Sessione d'Integrazione Operativa (S.I.O) e livex "Aquila 6/2017"

a cura di Esercito Italiano
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