anteprima S-400 in azione a Kaliningrad 06-02-2017

Di recente, il 183° Reggimento Antiaereo, l’unità di difesa aerea ground-based russa appartenente alla Flotta del Baltico di stanza nell’enclave di Kaliningrad, ha partecipato ad una serie di esercitazioni che ha visto l’utilizzo di sistemi antiaerei/antimissile a medio/lungo raggio S-400 TRIUMPH (SA-21 GROWLER secondo la denominazione NATO) e di dispositivi a breve raggio PANTSIR-S1 (SA-22 GREYHOUND). Scopo delle esercitazioni, la verifica e l’implementazione della prontezza al combattimento del dispositivo antiaereo presente nell’enclave di Kaliningrad.

a cura di Andrea Mottola
anteprima KING AIR SIGINT per l’Italia 06-02-2017

L’Italia ha acquisito in leasing – leasing di durata ancora non nota – un Beechcraft KING AIR 350 ER per le operazioni SIGINT (Signal Intelligence), ovvero ricognizione e sorveglianza elettronica. Il velivolo, modificato dall’azienda americana L3 e che sostituirà il Lockheed Martin AML DRAGON STAR, dovrebbe essere già operativo e potrebbe essere stato rischierato a Lampedusa o Pantelleria per condurre operazioni nel Mediterraneo ed in Nordafrica, Libia in particolare. A Pantelleria, del resto, è già basato un velivolo analogo americano.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima USS Enterprise: il lungo addio della “Big E” 03-02-2017

Si, il Generale Douglas MacArthur aveva ragione: “I vecchi soldati non muoiono mai, svaniscono lentamente”. Oggi, 3 febbraio, la USS ENTERPRISE, la prima portaerei a propulsione nucleare della storia, ammaina per l’ultima volta la bandiera. Dopo 51 anni di servizio attivo (2 generazioni), e 5 di riserva. E dire che, nonostante le dimensioni più che generose (95.000 t a pieno carico e 342 metri di lunghezza per 78 di larghezza massima del ponte di volo: le NIMITZ sono lunghe “solo” 332 metri), era stata invece costruita a tempo di record. Il contratto (da 450 milioni di dollari dell’epoca, autorizzato dal Congresso nel 1954) era stato firmato il 15 novembre 1957, e l’impostazione era avvenuta il 4 febbraio successivo: il 24 settembre 1960 la nave era stata varata presso il Newport News Shipbuilding and Drydock Company, e consegnata il 25 novembre 1961 al suo primo Comandante, Vincent P. de Poix. Le prime 3 NIMITZ hanno richiesto 7 anni di lavoro, in media, poi scesi a 5 con le unità successive. Completato nel gennaio 1962 l’iter addestrativo e i collaudi, in ottobre la nave, che riprendeva il soprannome di “Big E” assegnato all’omonima, leggendaria portaerei protagonista della guerra nel Pacifico, dove aveva partecipato a una ventina di azioni, diventava la punta di lancia dello schieramento aeronavale dispiegato da Kennedy durante la “crisi dei missili” di Cuba. Il 2 dicembre 1965, giunta al largo delle coste vietnamite, lanciava il primo raid aereo partito da una portaerei nucleare. In Estremo Oriente la “Big E” avrebbe svolto 6 missioni di guerra, subendo danni e gravi perdite (quasi 350 tra morti e feriti) a causa dell’esplosione accidentale di alcuni missili il 14 gennaio 1969, svolgendo un ruolo da protagonista anche durante la crisi con la Corea del Nord del 1968-1969, seguita alla cattura della nave spia americana PUEBLO, e all’evacuazione di Saigon nel 1975. Ammodernata nel 1979-1982, partecipò ad alcune delle “Reagan’s War”, entrando in azione contro Libia (1986) e Iran (1988), e colpendo coi suoi aerei A-6E INTRUDER 2 fregate iraniane, affondando la SAHAND. Mancato l’appuntamento con la Guerra del Golfo del 1991 a causa del secondo upgrade completato nel 1994, la “Big E” è comunque stata più volte impiegata nelle operazioni di “diplomazia coercitiva” contro il regime di Saddam Hussein (SOUTHERN WATCH e DESERT FOX), per poi partecipare anche RESTORE HOPE (Somalia), JOINT ENDEAVOR (Bosnia) ENDURING FREEDOM (Afghanistan) e all’attacco finale contro l’Iraq del 2003. Nel Golfo Persico la portaerei ha poi compiuto diversi dispiegamenti sino all’ottobre 2012. Dopo un ultimo intervento di revisione e “ricarica” nucleare, nel gennaio-luglio 2011 la “Big E” è andata a caccia di pirati somali. Al rientro dall’ultima missione nel Golfo, la nave è stata poi passata in riserva il 1° dicembre 2012, per poi iniziare il processo di disarmo e di rimozione di armi e sensori nei mesi successivi, con la bonifica del reattore completata a fine 2016. Oggi la radiazione definitiva, cui dovrebbe seguire lo smantellamento, se non ne verrà decisa la (complicata, data l’origine nucleare) trasformazione in nave-museo. Il nome però resterà: la nuova “Big-E” sarà la CVN-80, terza unità della classe FORD, la cui costruzione inizierà nel 2018.

a cura di Giuliano Da Frè
anteprima TFA KUWAIT: 1500 ORE PER GLI AMX 03-02-2017

Con il volo del 3 febbraio, gli AMX del Task Group “Black Cats” hanno raggiunto l'importante traguardo delle 1500 ore di volo in Teatro operativo.

a cura di Aeronautica Militare
anteprima Vitrociset partner di EUROCONTROL 02-02-2017

Vitrociset, uno dei principali player dei settori ATM e ATC, dopo una gara d’appalto internazionale, è stata selezionata come partner di EUROCONTROL (Organizzazione Europea per la Sicurezza della Navigazione Aerea) per la fornitura di Servizi di Potenziamento, Manutenzione e Assistenza per la Distribuzione dei Dati di Sorveglianza (SDDS). Il valore della commessa è di circa 3 milioni di euro e avrà validità fino a tutto il 2020. Senza una sorveglianza e una comunicazione efficaci, la gestione del traffico aereo (ATM) non sarebbe assolutamente possibile. Il funzionamento dell’intera rete ATM si basa, pertanto, su uno scambio efficiente di dati – in particolare di dati di sorveglianza – in modo da poter fornire i livelli richiesti di capacità, sicurezza e performance del volo. In particolare, il lavoro di Vitrociset consisterà nel supporto alle attività di implementazione, manutenzione e assistenza operativa del sistema preposto alla distribuzione di dati di Sorveglianza (SIMOS). L’azienda sarà parte del team SIMOS di EUROCONTROL per la manutenzione e l’assistenza del SDDS, inclusi gestione e controllo della configurazione, manutenzione del software, sviluppo, test e validazione del software, release e distribuzione della software baseline. La partnership garantirà anche assistenza agli utenti autorizzati per l’implementazione e la gestione dell’SDDS.

a cura di Redazione
anteprima Trump crea opportunità: si scalda il Donbass 02-02-2017

Negli ultimi giorni la situazione nel Donbass sta vivendo una pericolosa escalation. Anche oggi si sono registrati scontri ed intensi scambi di artiglieria e fuoco di armi pesanti. L’epicentro è sempre l’area di Adveevka, soprattutto l’area industriale, in mano ai governativi, nei pressi di Donetsk, ma è tutto il fronte lungo la linea di cessate il fuoco che si sta surriscaldando con decine di morti, anche civili, da entrambe le parti. Ad Adveevka, la posta in gioco riguarda il controllo di un’area che adesso permette ai governativi di tenere sotto tiro i sobborghi settentrionali di Donetsk e che costringe le forze separatiste (nella foto il leader della Repubblica Popolare di Donetsk, Alexander Zakharchenko) a spendere parecchie risorse sulla difensiva. Se i governativi dovessero perdere l'area industriale

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Yemen: un Vietnam anche in mare 01-02-2017

Per l’Arabia Saudita la guerra nello Yemen si fa calda anche in mare. Pochi giorni fa avevamo ricordato come il conflitto nella travagliata ex Arabia Felix si fosse ormai trasformato in un autentico Vietnam per la coalizione guidata dall’Arabia Saudita, che dal marzo 2015 appoggia con un massiccio, sofisticato e costoso dispositivo militare (supportato dagli Stati Uniti, intervenuti contro una base di Al Qaeda il 28 gennaio, col primo raid – e le prime perdite: un SEAL ucciso e un OSPREY precipitato – dell’era Trump) il traballante regime del Presidente Mansour Hadi, installato ad Aden. Il 31 gennaio, dopo i tanti guai e le centinaia di perdite subite dall’Esercito e dall’Aeronautica saudite, è toccato alla flotta. Un attacco, lanciato con almeno 3 barchini, ha infatti provocato gravi danni a una delle 4 fregate classe AL MADINAH (di produzione francese), in servizio con la Marina Saudita dal 1985-1986. L’attacco è stato lanciato dalle milizie Houthi al largo del porto yemenita di Hodeida, nel Mar Rosso, a nord del vitale stretto di Bab el Mandeb. Nella prima metà di ottobre questo delicato scacchiere era già stato teatro di combattimenti navali più o meno asimmetrici: prima quando era stata colpita e quasi distrutta la nave appoggio SWIFT-2, armata dagli Emirati Arabi Uniti a supporto delle proprie truppe. Poi, quando nel mirino delle batterie missilistiche controllate dagli Houthi e dai regolari dell’ex Presidente Saleh (che di fatto dominano il vecchio Yemen del Nord) erano finiti i caccia americani MASON e NITZE (classe ARLEIGH BURKE-Flight IIA) e la nave appoggio PONCE, che avevano replicato colpendo con missili cruise siti radar e postazioni nemiche. In un primo momento, anche l’attacco alla fregata saudita, inquadrata nella Flotta Occidentale, era stato attribuito a un missile antinave. Ma l’analisi delle immagini e le testimonianze, parlano di un assalto lanciato da 3 barchini (dai quali forse sono comunque stati sparati colpi di lanciagranate), uno dei quali ha colpito l’unità a poppavia, all’altezza del ponte di volo, ma senza coinvolgere a quanto sembra l’elicottero AS.565 PANTHER in dotazione a queste navi. Ufficialmente, non si parla di danni gravi: un comunicato di Ryad, pur confermando le perdite tra l’equipaggio (2 morti e 3 feriti), ha sottolineato che l’incendio è stato domato, e che la nave ha proseguito la crociera di pattugliamento, cooperando anzi all’inseguimento degli altri 2 barchini. Il video messo in rete dagli Houthi sarebbe stato modificato per spettacolarizzare l’azione, che in realtà avrebbe quindi provocato pochi danni, sebbene le AL MADINAH siano piccole fregate realizzate in anni in cui si privilegiavano leghe leggere all’acciaio e alle blindature aggiuntive in kevlar. Appare quindi probabile che l’unità sia poi rientrata per riparazioni alla base di Jeddah, dove è dislocata la Flotta Occidentale. Con ormai oltre 30 anni di servizio sulle spalle, le AL MADINAH dal 2013 sono oggetto di un programma di ammodernamento.

a cura di Giuliano Da Frè
anteprima La NATO pronta a supportare la Libia 01-02-2017

Il Segretario Generale della NATO si è incontrato oggi con il Premier libico Serraj. Nell'incontro Stoltenberg ha ribadito il supporto della NATO a Serraj ed al Governo di Accordo Nazionale, ed a tutti gli sforzi per trovare una soluzione politica inclusiva alla crisi in cui si sta dibattendo il Paese. Nell'incontro si è anche discusso di ciò che la NATO potrebbe fare per la Libia in termini pratici ed a tal proposito il Segretario Generale ha affermato che la NATO è pronta, qualora la Libia lo chiedesse, a ri/costruire il comparto difesa locale partendo da un moderno Ministero della Difesa, passando per lo stato maggiore, i servizi d'intelligence ecc. In pratica, la NATO sembrerebbe pronta ad offrire alla Libia un partenariato, sul modello di quelli già in essere, per esempio, in Iraq e Giordania, basato su una Defence and Related Security Capacity Building (DCB) Initiative comprendente, appunto, consulenza e assistenza per la ri/costruzione dei comparti politici e burocratici relativi alla difesa ed alla sicurezza, formazione e training per le forze locali o, ancora, assistenza in alcuni settori specifici come la logistica, il contrasto agli ordini improvvisati o la cyber security. Stoltenberg ha poi affrontato il tema della cooperazione con l'UE sulla Libia ricordando che già adesso l'Operazione NATO SEA GUARDIAN fornisce supporto (logistico, d'intelligence ecc.) all'Operazione UE SOPHIA e che la NATO potrebbe cooperare con l'UE nella formazione delle ri/costituende Guardia Costiera e Marina libiche

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Esercitazione DACT2017: in volo gli EFA italiani 01-02-2017

38 missioni per più di 75 ore di volo: questi i numeri della partecipazione di tre Eurofighter 2000 provenienti dagli Stormi caccia dell'Aeronautica Militare all’esercitazione internazionale Dissimilar Air Combat Training 2017 (DACT2017), il più importante evento addestrativo di Difesa Aerea organizzato dall'Ejercito del’Aire spagnolo nella base aerea di Gando - Las Palmas (Isole Canarie). All'esercitazione DACT 2017, che si è tenuta dal 16 al 27 gennaio, hanno preso parte i Reparti operativi dell’Aeronautica Militare provenienti dal Comando Forze da Combattimento di Milano e precisamente dal 4° Stormo di Grosseto, dal 36° Stormo di Gioia del Colle (BA) e dal 37° Stormo di Trapani. Leggi la notizia completa sul sito dell'Aeronautica Militare.

a cura di Ufficio Pubblica Informazione - Aeronautica Militare