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anteprima logo RID T-129 per il Pakistan

Dopo anni di negoziazioni e trattative, il Pakistan avrebbe ordinato 30 elicotteri d’attacco TAI T-129. La conferma in un manifesto elettorale dell’AKP, il Partito del Presidente Erdogan, anche se né ulteriori dettagli né annunci ufficiali sono stati forniti. Il T-129 è come noto una variante dell’AW-129 di Leonardo, customizzata sulla base delle esigenze dell’Esercito Turco e dotata di sistemi ed armamenti prodotti dall’industria locale.

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anteprima logo RID Varata la prima UNPAV per il GOI

Il 26 maggio scorso è stata varata a Messina presso i Cantieri Intermarine S.p.A, controllata del Gruppo Industriale Immsi S.p.A., ex Rodriquez, la prima delle 2 unità tipo UNPAV (Unità Polivalente ad Alta Velocità) della Marina Militare, alla quale è stato assegnato il nome di Angelo Cabrini, MOVM, Operatore dei Mezzi d'Assalto ed uno dei protagonisti del riuscito attacco del 26 marzo 1941 ad unità britanniche nella rada di Suda. La cerimonia del varo, con discesa verticale dell’unità dal carro ponte in acqua, si è tenuta alla presenza del CSM della M.M. Amm. Sq. Walter Girardelli accompagnato dal Comandante Marittimo Sicilia CA Nicola De Felice. Per l’Intermarine S.p.A. ha assistito al varo l’Amministratore Delegato Livio Corghi. Madrina la sig.ra Anna Accardo, madre del Caduto 2°C. Incursore Nicola Fele, decorato al V.M., accompagnata dal C.te designato dell’unità T.V. Riccardo Ferrera. Le 2 nuove costruzioni si inseriscono nel programma di rinnovamento della linea operative delle Marina Militare, sviluppato attraverso unità di alto livello tecnologico. Le 2 UNPAV potranno effettuare molteplici missioni prendendo il mare con minimo preavviso, portandosi in breve tempo ad elevate distanze grazie alla loro notevole velocità. Rappresentano pertanto il mezzo ideale per interventi di supporto all’attività di controllo dei traffici marittimi e dei flussi migratori, difesa in ambienti di minaccia asimmetrica/pirateria ed evacuazione di personale da aree di crisi; le loro caratteristiche le destinano prioritariamente all’imbarco, trasporto, ricovero e rilascio in contesti operativi di assetti speciali del G.O.I., e dunque alla conduzione di colpi di mano sul mare e dal mare. Le 2 unità hanno uno scafo tipo wave piercing con dislocamento di 185 t, una lunghezza f.t. di 43 m ed una larghezza di 8,4 m, e possono operare con RHIB Rigid Hull Inflatable Boat Zodiac Hurricane 733 in uso al G.O.I., tramite uno scivolo a poppa e un sistema integrato di lancio e recupero. L’impianto propulsivo costituito da 3 coppie di Idrogetti Kamewa e Motori MTU 16V 2000 M94, installati in due differenti locali apparato motore, assicura all’unità la velocità massima di oltre 32 nodi. L’equipaggio è di 9 uomini, con capacità di imbarco sino a 29 persone. L’armamento prevede a prora una torretta a controllo remoto Leonardo HITROLE-N cal. 12,7 mm FN MG Mod M2Hb/QCB, 2 mitragliatrici Dillon Aero M 134D cal. 7,62 mm e 12 predisposizioni esterne per armi tipo NATO. La ANGELO CABRINI verrà consegnata nell’aprile 2019. Ulteriori approfondimenti su RID 7/18.

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anteprima logo RID La mossa di Macron sulla Libia

Domani si terrà a Parigi una nuova conferenza internazionale sulla Libia fortemente voluta dal Presidente Macron. In molti ritengono la mossa dell'Eliseo come una sorta di scacco matto inferto all'Italia proprio nel bel mezzo di una delle più gravi crisi politico-istituzionali della sua storia. A pensar male si fa peccato...ma ci si azzecca, ed i tempi dell'iniziativa francese sono quanto meno sospetti, alla luce di precedenti che hanno visto Parigi porsi in concorrenza diretta con Roma sui dossier libici. Il Presidente francese ha invitato alla Conferenza praticamente tutti gli attori più importanti dell'arena libica, il Rappresentante Speciale dell'ONU Salamè, ambasciatori di diversi Paesi, ecc. L'obbiettivo è forzare i Libici ad andare alle elezioni entro l'anno, come vorrebbe anche l'ONU, riunificare le istituzioni finanziarie del Paese e favorire il processo di accorpamento delle milizie. Nella Libia di oggi, un libro dei sogni che, però, sembra contenere, come emerso da alcune bozze circolate in questi giorni, un trappolone bello e buono per Roma laddove tra le istituzioni libiche si indica pure l'LNA (Libyan National Army) del Generale Haftar. L'LNA, difatti, non è riconosciuto come tale dall'ONU ed altro non è se non un grande collettore di milizie e potere locali, soprattutto della Cirenaica, ed espressione nè più nè meno degli interessi del Cairo in Libia. Se questo passaggio dovesse essere confermato domani, l’Esercito Nazionale Libico riceverebbe una legittimazione, obbiettivo al quale puntano i Francesi da tempo, che avrebbe significative ripercussioni sul Governo di Accordo Nazionale del Premier riconosciuto Serraj. In pratica, domani si potrebbe suggellare in via definitiva l'alleanza tra Parigi ed il Cairo sulla Libia, in un momento di grande difficoltà per l'Italia, da sempre al fianco di Tripoli e e Serraj e grande sponsor degli Accordi di Skirat del 2015. Non è un caso che negli ultimi giorni nella capitale libica si siano registrate tensioni, voci di golpe e movimenti di milizie sul terreno, con il “patto di sindacato cittadino” dal quale dipende Serraj – formato dalle milizie di Haithem Al Tajouri, Abdul Rauf Kara,  Abdul Ghani Al-Kikli e Hashm Bishr del “mandamento” di Abu Salim – che sembra voler lanciare segnali verso Roma. Segnali ai quali nessuno oggi può rispondere in maniera convincente.

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anteprima logo RID Wojska Pancerne i Zmechanizowane

Come in altri eserciti moderni, le componenti corazzate e meccanizzate delle Wojska L?dowe, le Forze Terrestri polacche, sono indissociabili in quanto costituiscono l’ossatura principale della forza di manovra di Varsavia. Dalla dissoluzione del Patto di Varsavia l’Esercito Polacco ha subito non pochi cambiamenti in termini di organizzazione ed equipaggiamenti. Senza andare troppo in là nel tempo, ricordiamo soltanto che i 2 Distretti militari (Okr?g Wojskowy) di Pomerania e Slesia, creati nel 1999, che avevano rispettivamente il proprio comando a Bydgoszcz (voivodato, cioè regione, della Cuiavia-Pomerania) e Wroclaw/Breslavia (voivodato della Bassa Slesia), sono stati smantellati nel 2011. In origine il Distretto militare di Pomerania, che copriva la Polonia settentrionale, aveva in forza 5 divisioni, 8ª, 12ª, 15ª, 16ª e 20ª, come pure quello di Slesia, che copriva la Polonia meridionale, con le divisioni 2ª, 4ª, 5ª, 10ª e 11ª. Stessa sorte è toccato anche al 2º Corpo meccanizzato “Tenente Generale W?adys?aw Anders” (2 Korpus Zmechanizowany imienia genera?a broni W?adys?awa Andersa) con Quartier Generale a Cracovia, sciolto nel 2014. Nel frattempo, secondo quanto pianificato nel 2001, della dozzina di divisioni preesistenti ne sono rimaste 3, più 6 brigate indipendenti. L’ultima divisione ad essere stata sciolta nel 2011 è stata la 1ª Divisione meccanizzata VARSAVIA di Legionowo (voivodato della Masovia), che contava una brigata corazzata, la 1ª, e 2 brigate meccanizzate, la 3ª e 21ª, più vari reparti di supporto tattico e logistico a livello reggimento e/o battaglione. Oggi l’ossatura delle Wojska L?dowe poggia sostanzialmente sulle 3 ricordate divisioni, tra cui una corazzata e 2 meccanizzate, alle quali si aggiungono reparti indipendenti al livello brigata, quali: - la 6ª Brigata aerotrasportata (Brygada Powietrznodesantowa) di stanza a Cracovia (voivodato della Piccola Polonia), che conta 5 battaglioni paracadutisti; - la 21ª Brigata fucilieri di montagna (Brygada Strzelców Podhala?skich) di Rzeszów (voivodato della Precarpazia), articolata su 9 battaglioni, di cui un battaglione carri su T-72M1; - la 1ª Brigata Aviazione delle Forze Terrestri (Brygada Lotnictwa Wojsk L?dowych) di Inowroc?aw (voivodato della Cuiavia-Pomerania) e la 25ª di Tomaszów Mazowieck (voivodato di Lód?), la prima su 2 reggimenti elicotteri d’attacco e di trasporto (Mi-24W, PZL W-3 Sokól, ecc.) ed un battaglione da ricognizione (UAV ORBITER), la seconda su 3 battaglioni aeromobili e 2 reggimenti elicotteri (Mi-8/Mi-17V1 e PZL W-3 Sokól); - la 1ª Brigata logistica di Bydgoszcz (voivodato della Cuiavia-Pomerania) e la 10ª di Opole (voivodato di Opolo).

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anteprima logo RID I fratelli "minori" degli MPA

Gli aerei da pattugliamento marittimo (MPA) nascono inizialmente come mezzi antisom, per evolvere fino ad assumere il ruolo di “fregate volanti”, componente essenziale dei task group navali durante le operazioni a lungo raggio, in grado di estendere la portata dei sensori e delle armi molto oltre l’orizzonte, operando per sorveglianza, tracciamento e attacco, sia sopra che sotto la superficie. Nel corso dell’ultimo ventennio gli MPA hanno ulteriormente ampliato il proprio ruolo, diventando strumenti di sorveglianza sia sul mare che sulla terraferma, grazie a sofisticati sensori (radar, optronici, ELINT). Ai compiti prettamente militari se ne sono però costantemente aggiunti anche altri, al punto che, in realtà, la netta maggioranza delle ore di volo vengono utilizzate per compiti collaterali, quali l’anti-immigrazione, l’anti-inquinamento, o la ricerca e soccorso (SAR). Inoltre, durante la quasi totalità delle operazioni che si sono susseguite in questi anni (embarghi, anti-terrorismo, anti-pirateria, anti-proliferazione) gli MPA sono stati impiegati solo ed esclusivamente per compiti di sorveglianza di superficie, trascurando completamente tanto la capacità di impiegare armi quanto le prestazioni nel campo antisom. Questo crea un duplice problema: da un lato questi mezzi sono pochi e molto costosi, ma consumano la propria vita operativa in compiti sostanzialmente diversi da quello per cui erano stati progettati. In secondo luogo, proprio per il fatto di essere pochi e costosi, questi numeri non sono molto adatti a sostenere le attività quotidiane richieste dal SAR e dalle altre missioni “civili” o di “polizia”. In aggiunta a questi fattori, bisogna anche sottolineare che la vita operativa residuale dei numerosissimi P-3 ORION in servizio si sta rapidamente riducendo, nonostante i programmi di ammodernamento e di life-extension adottati dai vari utilizzatori. Non dovrebbe quindi stupire che molti Paesi si stiano orientando verso soluzioni più economiche, con aerei da pattugliamento marittimo basati su aerei commerciali di dimensione minore (turboelica regionali o business jet). In realtà le cellule degli MPA sono state quasi sempre derivate da modelli civili: il Lockheed P-3 ORION deriva dall’ELECTRA, l’Hawker-Siddley, poi BAE Systems NIMROD, derivava dal De Havilland COMET, il russo Ilyushin Il-38 MAY dal'Il-18 e il recente P-8A POSEIDON deriva dal Boeing 737, per cui non si tratta di una vera rivoluzione. Le 2 principali differenze tra un MPA “tradizionale” e le recenti soluzioni “regionali” consistono fondamentalmente nel minor raggio d’azione e nella minore possibilità di trasportare armi (solitamente limitata o inesistente). Si potrebbe quindi dire che da “fregate volanti” si passa a “corvette volanti”, oppure a “OPV volanti”, in funzione delle capacità di queste macchine. Per tutti, comunque, vale la considerazione che anche se questi velivoli sono nettamente più economici degli MPA tradizionali, esistono comunque più categorie che si differenziano sensibilmente. Un business jet come il GLOBAL 5000 ha capacità superiori rispetto ad un ATLANTIC. Le prestazioni di un biturboelica regionale, come l’ATR-72 ASW o di un turboelica da trasporto militare come il C-295 PERSUADER, in termini di velocità, autonomia, payload e sensori, pur essendo inferiori a quelle di un ATLANTIC, consentono comunque di effettuare un’ampia gamma di missioni a medio raggio. All’altro estremo ci sono invece aerei leggeri, come il Do-228 o il Beechcraft KING AIR 350ER, che hanno inevitabilmente delle limitazioni, pur permettendo di soddisfare alcuni requisiti per il pattugliamento costiero.

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anteprima logo RID Altri 40 Su-30MKI per l’India?

L’India sta valutando l’acquisto di altri 40 caccia multiruolo biposto Su-30MKI, variante indiana del Su-30 russo equipaggiata con avionica francese (HUD/HMS e sistema di navigazione Thales/Samtel) ed israeliana (suite EW e pod targeting LITENING). 

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anteprima logo RID CY4GATE: accordo con la NATO

CY4GATE ha siglato un nuovo accordo di partnership con la NATO per la condivisione di informazioni riguardanti le minacce cibernetiche.

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anteprima logo RID I seeker italiani di MBDA

Dal 2001, anno di creazione della società missilistica MBDA, MBDA Italia ha la leadership della Divisione Seeker del gruppo europeo. Negli ultimi 30 anni, nel settore dei sensori a radiofrequenza (o seeker RF), la realtà industriale italiana è infatti riuscita a passare dall’essere un comprimario ad un ruolo di eccellenza consolidato e riconosciuto in ambito europeo. Negli anni ‘90, con l’inizio dei grandi programmi di cooperazione multinazionale ASTER e METEOR, lo scenario industriale del Vecchio Continente era dominato da Thales (ancora oggi una solida e competitiva realtà in Francia) che si imponeva come leader indiscusso nel settore della sensoristica, con poche altre aziende che mantenevano un'attività di un certo rilievo in tale campo (tra queste ricordiamo GEC Marconi nel Regno Unito e Selenia/Alenia Difesa nel nostro Paese). In Italia, grazie al supporto costante dell’Amministrazione Difesa italiana a scelte lungimiranti ed ai finanziamenti stanziati per i programmi di cooperazione sopracitati, lo scenario industriale è profondamente migliorato. Il grande bagaglio di esperienze acquisito nell’ambito dei programmi di cooperazione multinazionali ha portato MBDA Italia a diventare un’eccellenza europea nel settore dei seeker radar (o RF). Per tutti i 17 anni di vita del gruppo le rilevanti capacità nel settore hanno infatti permesso ad MBDA Italia ed al sito del Fusaro (Napoli) di confermare il suo ruolo di centro d’eccellenza per i seeker radar di tutto il gruppo MBDA distinguendosi sia nella progettazione sia della realizzazione dei suddetti apparati, e consolidandosi come una delle realtà più importanti d'Europa. A tale proposito ricordiamo che oggi MBDA Italia detiene la design authority dei seeker radar destinati ai principali progetti multinazionali del gruppo MBDA. Fondamentalmente si tratta di 2 dei più importanti programmi europei, cioè quello del missile superficie/aria a media gittata ASTER (frutto di una collaborazione franco-italiana) e quello del missile aria/aria a media/lunga gittata (BVR, Beyond Visual Range) METEOR (quest'ultimo nell'ambito di un progetto portato avanti, oltre che dall'Italia, anche dal Regno Unito, dalla Francia, dalla Svezia e dalla Germania). Inoltre, presso lo stabilimento del Fusaro sono collocate le linee di produzione di questi 2 seeker con ritmi costruttivi che ne fanno una delle più importanti linee di assemblaggio d'Europa (ed una delle più significative al mondo).

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anteprima logo RID La Russia testa l'ICBM BULAVA

L’agenzia russa TASS ha comunicato che il sottomarino strategico a propulsione nucleare YURI DOLGORUKY (PROJECT 955, classe BOREI) ha effettuato una serie di 4 lanci per testare altrettanti missili intercontinentali a testata nucleare (chiaramente non montata in questa occasione) BULAVA (SS-N-X30 per la NATO, missile dotato di 6 testate di rientro ed accreditato di una portata di oltre 8.000 km). Secondo quanto comunicato dalla Marina Russa, i test avrebbero avuto successo. I primi 3 sottomarini classe BOREI immessi in servizio hanno avuto seri problemi di messa a punto e alcune fonti hanno riportato gravi lacune progettuali e costruttive. Questo ne ha ritardato sia l’ingresso in servizio che il raggiungimento della piena capacità operativa. Analogamente, il programma BULAVA ha accumulato ritardi ed è stato conosciuto finora per la scarsa affidabilità (9 lanci falliti su 20 tra il 2004 e il 2014). Dunque, questi test potrebbero indicare il superamento di alcuni problemi.

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Il trasferimento è stato effettuato con un velivolo da trasporto C-27J della 46^ Brigata Aerea di Pisa e gestito da un team di Bio-Contenimento dell’Infermeria Principale di Pratica di Mare

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa Joint Targeting: se ne parla al COI

L'evento organizzato dal Comando Operativo di vertice Interforze, sottolinea l'importanza crescente che sta acquisendo il Joint Targeting

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anteprima logo RID Upgrade e acquisto di nuovi F-15I per Israele

Il Governo israeliano sarebbe pronto ad acquisire un ulteriore lotto di 25 cacciabombardieri pesanti F-15I RA’AM, contemporaneamente all’aggiornamento dell’attuale flotta di 25 velivoli. Il potenziale acquisto di nuovi RA’AM, il cui costo dovrebbe essere di poco superiore ai 4 miliardi di dollari, sarebbe “sponsorizzato” dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica israeliana che preferirebbe il procurement di nuovi F-15I rispetto ad un ulteriore ordine per un eventuale terzo squadrone di F-35I (recentemente utilizzati in combattimento nel teatro siriano). La ratio di tale scelta starebbe nella capacità di trasporto di un maggior carico bellico da parte dei RA’AM rispetto ai LIGHTNING II, elemento fondamentale in caso di un conflitto prolungato, ferme restando le fondamentali capacità stealth, networkcentriche e di “aspirapolvere elettronico” degli F-35, soprattutto nelle fasi iniziali di un eventuale conflitto. Ulteriori approfondimenti su RID 7/18.

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