anteprima Continua l'addestramento della Sassari 16-10-2017

Il 152° Reggimento fanteria Sassari in esercitazione a Capo Teulada.

a cura di Esercito Italiano
anteprima Esercitazione VEGA 2017 16-10-2017
Interoperabilità, sinergia, visione interforze: in corso fino al 27 ottobre la Vega, la parte live aerea dell’esercitazione Joint Stars 2017, che impegnerà uomini, basi e mezzi dell’Aeronautica Militare al fianco delle altre Forze Armate.
 
a cura di Aeronautica Militare
anteprima Comandante RS inaugura centro addestrativo TAAC W 16-10-2017

Presso la base di Camp Arena in Herat, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione del nuovo Afghan Special  Security Forces Warfare Training Center

a cura di Stato Maggiore Difesa
anteprima Le ultime 2 MINERVA per il Bangladesh 13-10-2017

Nell’ambito del contratto di fornitura di 4 pattugliatori, Offshore Patrol Vessels (OPV), alla Guardia Costiera del Bangladesh (BCG), derivati dall’ammodernamento e conversione delle corvette della Classe MINERVA dismesse dalla Marina Militare, Fincantieri ha consegnato ieri le ultime 2 unità presso il cantiere di Muggiano (La Spezia). Si tratta delle navi URANIA e DANAIDE, rinominate KARAMUZZAMAN e MANSOOR ALI, che erano state radiate dalla flotta nazionale nel marzo 2016 e che erano giunte poco dopo nel bacino Fincantieri di Genova, dove hanno preso avvio i lavori di conversione, completati presso il Cantiere Integrato di Muggiano. Insieme a MINERVA e SIBILLA, rinominate SYED NAZRUL e TAJUDDIN e consegnate ad agosto 2016, queste unità costituiranno l’ossatura portante della flotta della Guardia Costiera del Bangladesh, con un prolungamento della vita operativa superiore a 20 anni.

a cura di Redazione
anteprima Mancano i fondi per le missioni all'estero 13-10-2017

Arriva oggi in CDM il Decreto Legge per il finanziamento degli ultimi 3 mesi delle missioni militari italiane all'estero. Ad oggi, le risorse non sono sufficienti a coprire tutto il 2017, per il quale sono stati stanziati finora 997,248 milioni (compresi gli oneri collegati agli interventi della Cooperazione allo Sviluppo gestiti dalla Farnesina). Infatti, secondo la relazione presentata dall'On. Lia Quartapelle al Parlamento sull'Atto 439, che ripartisce i fondi per le missioni secondo quanto previsto dalle Legge Garofani, mancherebbero ancora circa 500 milioni. Il citato Decreto Legge stanzia però solo 140 milioni, ne mancherebbero, pertanto, oltre 300 per coprire le esigenze delle missioni e della cooperazione allo sviluppo e chiudere così il 2017. Vedremo, dunque, quali soluzioni verranno trovate per far fronte a questa situazione, con il rischio di un ricorso al bilancio ordinario della Difesa dietro l'angolo (come accaduto, del resto, anche in passato). Intanto già si parla anche di modifiche alla stessa Legger Garofani, mentre lo stesso Decreto legge di cui sopra incrementa a 3 anni (senza possibilità di rinnovo o proroga) la durata del mandato dei vertici militari.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Braccio di ferro sul Kurdistan 12-10-2017

Il Consiglio di Sicurezza del Governo Regionale Curdo (KRG, Kurdistan Regional Governement) ha avvertito poche ore fa che Baghdad si starebbe preparando a lanciare un attacco contro la città di Kirkuk. La situazione, pertanto, si fa ancor più incandescente dopo l’esito del referendum dello scorso 25 settembre che dà mandato al Presidente del KRG Massud Barzani di negoziare con Baghdad un'indipendenza consensuale. In realtà, il Governo iracheno non ne vuol sapere di negoziare ed è forte nella sua posizione grazie all'appoggio di Iran e Turchia, che a loro volta vedono un Kurdistan iracheno indipendente come il fumo negli occhi. Le prime misure per isolare Erbil sono già state prese: gli spazi aerei da e per il Kurdistan iracheno sono stati chiusi, e tutti i voli internazionali cancellati fino a fine dicembre, mentre Baghdad ha fatto partire ufficialmente lo scorso 9 ottobre la richiesta a Iran e Turchia affinchè anche loro chiudano i confini terrestri con il Kurdistan iracheno. In pratica già adesso il KRG è una sorta di isola terrestre nel cuore del Medio Oriente, ma se anche Turchia e Iran dovessero chiudere del tutto i propri confini, si arriverebbe allo strangolamento economico e le opzioni per Barzani si restringerebbero ancor di più. Del resto la posta in palio è molto alta. Per Baghdad è in gioco la propria credibilità come (nuovo) stato nazionale unitario e la mai risolta questione di Kirkuk. Quest'ultima, che la Costituzione del 2005 pone al di fuori dei confini del KRG, ma che i Peshmerga hanno conquistato e difeso dall’ISIS nel 2014, è ricchissima di petrolio, con una produzione di circa 500.000 barili al giorno, ed è fondamentale per la stabilità e l'autonomia del Kurdistan. In quest'area le tensioni tra Peshmerga e le Forze di Mobilitazione Popolare irachene sono già altissime. Le FMP sono milizie, risultate fondamentali nella lotta all'IS, soprattutto dopo la disgregazione dell'Esercito Iracheno nell'estate 2014, composte per la gran parte da quella componente sciita che solo formalmente risponde a Baghdad, ma che è in realtà controllata da Teheran. Kata'ib Hezbollah, la Brigata Badr e Asa'ib Ahl al-Haq sono le principali e più organizzate milizie delle FMP, e tutte quante sono inquadrate e addestrate dai Pasdaran iraniani. In pratica sono lo strumento con il quale l'Iran non solo può interferire nella politica irachena, soprattutto in vista delle elezioni del 2018, ma anche contenere le aspirazioni del KRG. Ma sul destino del Kurdistan iracheno si allunga anche l'ombra della Turchia che non ha perdonato a Barzani, da sempre uomo di Ankara, la fuga in avanti del referendum. In pratica oggi Barzani è considerato da Erdogan niente più che un traditore. La Turchia è già pronta ad ogni evenienza: sta conducendo massicce manovre militari al confine e potrebbe sigillare definitivamente in qualunque momento i confini con un devastante impatto sull'economia del KRG. E poi c'è la questione del Sinjar, un'altra area contesa dove è stato condotto il referendum, che confina con il cantone curdo-siriano di Hasaka e dove è forte la presenza dell'arci-nemico di Ankara: il PKK.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima NRDC-ITA si addestra per eNRF 2018 12-10-2017

RDC-ITA ha appena concluso la “Brilliant Ledger 2017”

a cura di Stato Maggiore Difesa
anteprima Bunker buster per Kim 11-10-2017

Il sottomarino nucleare americano USS Michigan tra qualche giorno arriverà nel porto sudcoreano di Busan (seguito poi dalla portaerei RONALD REAGAN) per partecipare ad una serie di esercitazioni congiunte con la Marina di Seul. Il MICHIGAN, che aveva incrociato da queste parti anche la scorsa primavera, è uno dei 4 sottomarini lanciamissili balistici classe OHIO da quasi 19.000 t di dislocamento in immersione riconvertiti a partire dal 2006 in piattaforme per il lancio dei missili da crociera TOMAHAWK e l'inserzione di forze speciali. Su questi battelli 22 dei 24 pozzi per il lancio dei missili balistici intercontinentali TRIDENT II D5 sono stati modificati per permettere il lancio dei missili da crociera TOMAHAWK mediante l’inserimento negli stessi pozzi di un apposito sistema a tamburo a 7 celle (Multiple All-up round Canister, MAC), per un totale di ben 154 TOMAHAWK. I restanti 2 pozzi, invece, sono stati modificati per permettere il rilascio di nuclei di Navy Seal e di veicoli subacquei non pilotati. Secondo fonti di RID, un OHIO riconvertito come lo USS MICHIGAN può trasportare fino ad una settantina di operatori delle forze speciali. Una parte dei TOMAHAWK del MICHIGAN sono in configurazione Block IV, caratterizzata dalla capacità di retargeting in volo, grazie all'impiego di un data link a 2 vie, e di circuitazione sull'area obbiettivo. Questo garantisce al missile maggiore flessibilità e la possibilità di attaccare anche bersagli cosiddetti di opportunità non pre-pianificati. Non è da escludere che sugli stessi missili sia stata anche adottata la nuova testata bunker buster Joint Multi-Effects Warhead System (JMEWS) in grado di penetrare pure bersagli interrati protetti da strutture in cemento armato. La JMEWS ha iniziato i test nel 2010, ma da allora se ne è sempre saputo pochissimo. Secondo alcuni fonti, il nuovo ordigno avrebbe dovuto essere industrializzato tra quest'anno ed il prossimo anno, ma potrebbe già essere operativo come generalmente capita ad alcuni sistemi americani ad alta classifica. Il conflitto coreano potrebbe, pertanto, averne accelerato lo sviluppo e l'ingresso in servizio considerando che si tratta di un'arma strategica, ideale per "aprire" bunker e bersagli altamente "induriti", come quelli che caratterizzano le postazioni nordcoreane lungo il 38° Parallelo ed i centri di comando e controllo della leadership di regime. Ricordiamo che il TOMAHAWK può essere equipaggiato sia con una testata ad alto esplosivo, utilizzabile per colpire edifici, siti radar e della difesa aerea, o bersagli non protetti da strutture in cemento armato, sia con una testata clusterizzata impiegabile soprattutto contro piste e aeroporti.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima 12.000 ore di volo per i MANGUSTA in Afghanistan 11-10-2017

Gli elicotteri italiani raggiungono le 12.000 ore di volo nei 10 anni di presenza in Afghanistan.

a cura di Redazione