anteprima MeteoAM: nuova pagina web dedicata al mare 24-08-2017

Una nuova sezione interamente dedicata alle previsioni di dettaglio sulle condizioni dei mari intorno all'Italia sbarca sul portale del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare (www.meteoam.it). Da alcuni giorni, infatti, addetti ai lavori e semplici cittadini hanno la possibilità di accedere e consultare nuove mappe ad alta risoluzione che hanno lo scopo di arricchire ulteriormente l'offerta di informazione meteorologica di possibile interesse per il mondo della navigazione marittima all'interno del bacino mediterraneo.

La nuova pagina - raggiungibile al link "http://www.meteoam.it/nettuno/areedettagliate#" - è stata realizzata in modalità interattiva e consente di scegliere la combinazione di parametri che si vogliono consultare tra lo stato del mare, l'altezza, il periodo e la direzione dell'onda, nonché la direzione e l'intensità del vento, semplicemente selezionando il bacino di interesse direttamente sulla mappa e visualizzando le mappe di previsione in sequenza anche animata. Il tutto con un dettaglio spaziale che sfrutta la massima risoluzione attualmente possibile con il sistema "Nettuno", il modello di previsione numerica per il mare utilizzato dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare.

Questa novità si aggiunge a quanto già disponibile nella sezione del sito dedicata al mare, popolata con quattro aggiornamenti giornalieri del Bollettino del Mare, e nove Avvisi di Burrasca, con le mappe di previsione sul mare a tre giorni di validità e con le misurazioni satellitari delle temperature di superficie.

Il sistema Nettuno, implementato dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare nell'ambito di una collaborazione con l'ISMAR (Istituto Scienze Marine) - CNR di Venezia, si basa sul modello numerico delle onde denominato WAM (WAve Model) e sul modello atmosferico COSMO (per determinare la distribuzione spaziale e temporale del moto ondoso) ed è alla base di tutta l'attività previsionale meteomarina degli Enti e Reparti del comparto meteo dell'Aeronautica Militare.

Leggi la notizia completa sul sito dell'Aeronautica Militare

a cura di Ufficio Pubblica Informazione - Aeronautica Militare
anteprima Fine corsi Forze Iraq 24-08-2017

Nella giornata di oggi hanno avuto luogo diverse cerimonie conclusive di altrettanti corsi svolti negli ultimi 2 mesi da team composti da militari italiani e di altre nazionalità dei Paesi aderenti alla Coalizione Internazionale per il contrasto all’ISIS.

a cura di Stato Maggiore Difesa
anteprima Nave Fasan in Corno d’Africa 22-08-2017

Nave Fasan è stata impegnata i giorni scorsi in un'attività con il cacciatorpediniere Dae Jo Yeong, della marina della Corea del Sud, e il pattugliatore spagnolo Rayo, con l'obiettivo di sviluppare l'interoperabilità in tali operazioni

a cura di Marina Militare
anteprima La missione italiana in Libia 21-08-2017

Il recente lancio della missione navale nelle acque libiche è stato il passo più recente dell’Italia nell’affrontare un problema a cavallo tra sicurezza esterna ed interna, politica di difesa ed ordine pubblico, quale la crisi migratoria che stiamo vivendo.

a cura di Alessandro Marrone, IAI Istituto Affari Internazionali
anteprima Atalanta: addestramento congiunto 21-08-2017

La fregata italiana Virginio Fasan, unità di bandiera delle forze aeronavali europee attualmente schierate nel Corno d’Africa in contrasto alla pirateria, è stata impegnata negli scorsi giorni in alcune attività con il cacciatorpediniere Dae Jo Yeong della marina della Corea del Sud.

a cura di Stato Maggiore Difesa
anteprima “Airbus del mare”: la partita delle navi 10-08-2017

La partita per creare un super-polo cantieristico navale italo-francese, il cosiddetto (e decisamente suggestivo) “Airbus del mare” è ancora tutta da giocare. Uno dei temi che stanno diventando centrali, nella complicata trattativa tra Roma e Parigi, è sicuramente quello legato al comparto militare.

a cura di Giuliano Da Frè
anteprima Il programma OA-X entra nella fase decisiva 08-08-2017

Mentre l’Air Force americana è impegnata nelle valutazioni strategiche e finanziarie riguardanti il futuro dei velivoli dedicati al supporto aereo ravvicinato (CAS), cresce il suo interesse verso il procurement di una nuova flotta di aerei low cost d’attacco leggero da impiegare nelle missioni CAS e COIN che, negli ultimi 3 lustri, hanno rappresentato la stragrande maggioranza delle operazioni di combattimento degli aerei statunitensi, e non solo.

a cura di Andrea Mottola
anteprima DPP 2017: i nuovi programmi della Difesa 03-08-2017

Il Ministero della Difesa ha ufficialmente presentato al Parlamento il DPP (Documento Programmatico Pluriennale) 2017. Il documento contiene l’elenco dei programmi di procurement delle Forze Armate italiane ed i relativi finanziamenti, in attesa che il Parlamento approvi definitivamente il Disegno Legge sul Libro Bianco e con esso la nuova Legge Sessennale che regolerà in futuro il settore procurement/acquisizioni in un arco di tempo, appunto, sessennale. Tra i programmi che partono ufficialmente quest'anno c'è l'upgrade del carro ARIETE con un finanziamento triennale da 35 milioni per lo sviluppo di un prototipo. Chiaramente, questi finanziamenti sono insufficienti per arrivare alla realizzazione di un prototipo, per cui il programma dovrà, e, secondo fonti di RID, sarà, rivisto, anche alla luce dell'iniziativa franco-tedesca nel settore dei nuovi carri da battaglia. Via anche all'acquisizione di un nuovo sistemi anti-drone nazionale, alla realizzazione di una seconda versione dell'EC-27J JEDI – aereo da guerra elettronica che consente il disturbo delle comunicazioni nemiche e dei segnali di detonazione degli IED – ed al sistema per l'analisi delle informazioni PANTERA, destinato al Centro Intelligence Interforze del RIS (Reparto Informazioni e Sicurezza) dello Stato Maggiore Difesa. Previsti anche i finanziamenti per il leasing del velivolo spia SIGINT KINGAIR 350 ER che da mesi sta già operando – da Pantelleria o Lampedusa - per la sorveglianza del quadrante Libia-Meditarraneo. Peraltro, nello stesso DPP si parla dell'acquisizione di 2 velivoli del genere a partire dal prossimo anno. Non è chiaro se, però si tratta di 2 KING AIR oppure di 2 GULFSTREAM G550 SEMA (Special Electronic Mission Aircraft). Secobndo fonti di RID, l’AM sta spingendo per acquisire almeno un SEMA. Oltre che dei nuovi programmi e dei programmi in corso, il DPP parla anche dei programmi al momento privi di finanziamento, ma che potrebbero partire grazie al cosiddetto "fondone" del MEF e del MiSE (Art.1 comma 140 Legge di Bilancio 2017). Tra questi troviamo: il nuovo sistema a corto-medio raggio sup-aria MBDA CAMM ER, i 4 Boeing CHINOOK ER (Extendend Range) per le forze speciali dell'EI, il nuovo UAV MALE (Medium Altitude Long Endurance) P.2HH, la nuova unità ausiliaria per il soccorso sommergibili, il nuovo elicottero multiruolo joint per AM ed EI, ecc. A questi bisogna poi aggiungere alcuni programmi, i cui requisiti e le cui esigenze sono da tempo formulate, che restano tuttora privi di finanziamento. Tra questi: l'armamento degli UAV PREDATOR, l'acquisizione dei velivoli leggeri per l'addestramento basico dei piloti, l'acquisizione di un nuovo LUH (Light Utility Helicopter) per l'EI, una nuova unità logistica LSS per la Marina, ecc. Infine, il DPP ricorda che alcuni programmi già avviati ed in corso, a partire dal prossimo anno avranno bisogno di essere rifinanziati pena ripercussioni sulla loro regolare continuità. Si tratta, tra quelli più importanti, dell'Eurofighter TYPHOON, delle fregate FREMM, dei VBM FRECCIA Seconda Brigata e della nuova blindo pesante CENTAURO II. Tuttavia, quanto meno FREMM e FRECCIA Seconda Brigata dovrebbero ricevere i finanziamenti del già citato "fondone". Su RID 10/17 approfondimento speciale dedicato al DPP 17.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima SEA BREEZE 2017: SOF USA nel Mar Nero 02-08-2017

Lo scorso 22 luglio si è conclusa l’edizione 2017 dell’esercitazione multinazionale SEA BREEZE. Le manovre militari, iniziate quest’anno il 10 luglio, hanno avuto lo scopo di migliorare le capacità dei partecipanti nella conduzione di operazioni in materia di sicurezza marittima. L’area interessata dall’esercitazione è stata, come di consueto, quella del Mar Nero occidentale e, in particolare, le acque prospicenti la città ucraina di Odessa. Quest’anno alla SEA BREEZE hanno partecipato circa 3.000 militari, con la messa in campo di 31 unità navali e 29 aeromobili, appartenenti a ben 16 nazioni : Belgio, Bulgaria, Canada, Francia, Georgia, Grecia, Italia, Lituania, Norvegia, Polonia, Romania, Svezia, Turchia, Ucraina, Regno Unito e Stati Uniti d’America. Degno di nota è stato il contributo statunitense che ha fatto perno sull’incrociatore USS HUE CITY (CG 66), classe TICONDEROGA, e sul caccia USS CARNEY (DDG 64), 14° esemplare della classe ARLEIGH BURKE. Alle due unità di superficie gli Stati Uniti hanno affiancato un velivolo da pattugliamento marittimo e ASW/ASuW P-8A POSEIDON appartenente al Maritime Patrol Squadron (VP) 16, elementi del 6th Fleet Maritime Ashore Support Team (MAST), Marines del Fleet Antiterrorism Security Team (FAST) di Rota e marinai dell’Explosive Ordnance Disposal (EOD) Mobile Unit 8, del Naval Mobile Construction Battalion (NMCB) 1, dell’Underwater Construction Team 1, a cui si sono aggiunti uomini e donne appartenenti al Comando delle forze navali statunitensi per l’Europa e l’Africa. Altro contributo significativo, oltre che naturalmente quello dei padroni di casa ucraini, è stato quello della Marina Turca. Le Türk Deniz Kuvvetleri hanno rischierato una fregata classe YAVUZ, la TCG TURGUTREİS (F-241), una nave da sbarco, la TCG KARAMÜRSELBEY (NL-124), e un sottomarino classe ATILAY (AY), il TCG BATIRAY (S-349). Passando alla descrizione operativa, la SEA BREEZE 2017 si è svolta in 2 distinte fasi. La prima, nota ai partecipanti, ha permesso di familiarizzare con l’area operativa e di migliorare l’interoperabilità tra le diverse piattaforme coinvolte, esercitandosi sia in mare aperto che nel porto di Odessa e nell’entroterra ucraino. Sono state, infatti, effettuate operazioni del tipo Visit, Board, Search and Seizure (VBSS), le quali rappresentano oggigiorno una capacità critica in ambito maritime, nonché di damage control alle infrastrutture portuali, di comando e controllo (C2) e di genio campale, riparando piste d’atterraggio e costruendo fortificazioni in collaborazione con i genieri della Fanteria di Marina ucraina. Particolarmente significativo è stato poi l’addestramento congiunto svolto dai Marines della FAST con i colleghi ucraini nell’esecuzione di operazioni militari in ambiente urbano (MOUT) presso l’area addestrativa dedicata di Shirokyi Lan a partire dal 13 luglio. La seconda fase, scattata invece il 18 luglio, ha messo alla prova i reparti all’interno di uno scenario dinamico ed in continua evoluzione, modellato dai coordinatori della SEA BREEZE in risposta alle decisioni e alle azioni condotte a livello tattico-operativo dai partecipanti a seguito degli input ricevuti di volta in volta. Durante la seconda fase sono intervenute anche unità navali inserite nello Standing NATO Maritime Group 2 (SNMG2) che hanno condotto operazioni di tipo antisom, di lotta di superficie ed aeree e proseguendo le azioni anfibie, coinvolgendo anche aliquote della Fanteria di Marina turca. La SEA BREEZE 2017 verrà però ricordata per un elemento di discontinuità e di rottura rispetto alle precedenti edizioni: la presenza e l’inserimento di Forze Speciali nelle manovre. Tra i circa 800 militari americani vi erano, infatti, elementi della Naval Special Warfare Unit 2. I Navy SEAL hanno operato a fianco dei loro omologhi ucraini supportati dai convertiplani CV-22 OSPREY del 7th Special Operations Squadron del 352d Special Operations Wing di stanza sulla RAF Mildenhall. Secondo quanto dichiarato da alcuni ufficiali, la SEA BREEZE 2017 ha permesso di testare in maniera proficua l’interoperabilità tra i team di SOF statunitensi ed ucraini, integrando i vari elementi sia a livello di plotone che di special operations maritime task group. Integrazione avvenuta attraverso la condotta di manovre di tipo VBSS notturne e diurne ed anche grazie alla condivisione dell’ “expertise” in ambito di azioni dirette. Proprio la presenza di unità SOF ha destato una certa apprensione ed allarme da parte russa. Se dal punto di vista militare, la Federazione ha risposto mettendo in allerta le proprie unità nell’area e svolgendo una contro-esercitazione, da un punto di vista mediatico i russi hanno posto particolare enfasi sulla presenza degli incursori. I mass media hanno, infatti, ammonito gli ucraini ed i propri alleati a non tentare pericolose e, quanto meno allo stato attuale, ipotetiche azioni di sabotaggio alle proprie infrastrutture presenti in Crimea. I canali di comunicazione hanno poi condannato ad ampio spettro l’esercitazione, in taluni casi in maniera paradossale e contradditoria: marcando a volte una presunta “inferiorità” qualitativa e quantitativa delle unità occidentali, se paragonate alla Flotta del Mar Nero, ed altre volte gonfiando i numeri dell’esercitazione con estremo allarmismo, giungendo perfino a dichiarare la presenza di 25.000 uomini nell’area delle operazioni. Il clima, quindi, rimane sempre teso, specie anche dopo le dichiarazioni da parte del Segretario di Stato USA Rex Tillerson, il quale ha ribadito il pieno appoggio da parte degli Stati Uniti alle operazioni ucraine contro i separatisti del Donbas. Dichiarazioni a cui si aggiunge, a quanto pare, la volontà americana di fornire agli Ucraini armi a “scopo difensivo” come gli ex cutter USCG tipo ISLAND e, forse, anche di sistemi anticarro.

a cura di Michele Taufer