anteprima Corea, arriva anche la NIMITZ 30-05-2017

Ormai sembra quasi una saga sentimentale. Ma invece di sfogliare una margherita all’insegna del “mi ama, non mi ama”, il giovane Dittatore nordcoreano Kim Jong-un e l’anziano (e inguaiato) neo-Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, si “corteggiano” uno proseguendo i suoi test missilistici; l’altro inviando nella regione una terza portaerei, e si spera lungo la giusta rotta. Alla VINSON, presente nel Mar Cinese meridionale da metà aprile – dopo una tragicomica girandola di ordini presidenziali via tweet -, e alla REAGAN, distaccata dalla 7ª Flotta per affiancare la quasi gemella (la CVN-76, in servizio dal 2003, appartiene infatti al terzo gruppo della classe NIMITZ, assieme alla più moderna BUSH, mentre la VINSON, in linea dal 1982, è il terzo esemplare del lotto originario), si aggiungerà infatti proprio la capoclasse NIMITZ. L’annuncio è arrivato poche ore prima del terzo test missilistico effettuato dalla Corea del Nord in 3 settimane: i precedenti risalgono al 14 e al 21 maggio, e dall’inizio dell’anno si contano 9 lanci per un totale di 12 ordigni, non sempre effettuati con successo. Gli ultimi 3 tuttavia non avrebbero dato problemi: e il missile lanciato nelle prime ore di ieri, lunedì, ha volato dal poligono di Wonsan verso est, per circa 450 km, prima di inabissarsi nel Mar del Giappone, 6 minuti più tardi. Secondo le prime stime, il missile sarebbe un ordigno balistico a corto raggio di nuovo tipo, sebbene sempre derivato da una modifica degli SCUD B/C russi, i cui primi esemplari furono acquistati in Egitto alla fine degli anni ’70. Si potrebbe trattare di una versione più sofisticata della famiglia HWASONG, sviluppata a partire dagli anni ottanta/novanta ed operativa in più varianti. Il nuovo test ha rinfocolato le tensioni con il Giappone, che ha inviato proprie navi da guerra a rafforzare i gruppi di scorta alle portaerei americane già in zona, e anche con la Corea del Sud, ad onta della nuova amministrazione guidata dal neo eletto presidente Moon Jae-In, fautore della politica di dialogo. Il cui primo tassello, simbolico, è stata un’offerta al Nord di zanzariere e repellenti contro gli insetti. In attesa delle… zanzariere anti-missile balistico, Washington accelera il dispiegamento del sistema THAAD, e decide di triplicare il potenziale aeronavale nello scacchiere, inviando la NIMITZ, sempre in forza alla 3ª Flotta, al pari della VINSON. In origine, la veterana della forza aeronavale della US Navy era destinata a lasciare la base navale di Kitsap (Stato di Washington) il 1° giugno, per raggiungere il Medio Oriente. Giunta nel Mar Cinese, la NIMITZ potrebbe a tempo debito dare il cambio alla VINSON, anche se per ora appare chiaro che la Casa Bianca vuole dare un preciso segnale, concentrando contro la Corea del Nord il 30% delle sue portaerei (anzi, un terzo esatto della componente, se si pensa che la WASHINGTON è appena andata ai lavori di mezza vita), con oltre 250 velivoli imbarcati, senza contare le navi scorta, e 2 sottomarini nucleari, dotati di missili cruise TOMAHAWK. Su RID 7/17 speciale Corea del Nord.

a cura di Giuliano Da Frè
anteprima Al Sissi colpisce duro in Libia (update) 29-05-2017

Nonostante le aspettative positive suscitate dall'incontro ad Abu Dhabi tra Haftar e Serraj del 2 maggio, in Libia stiamo assistendo ad una nuova e pericolosa escalation. La scintille che ha fatto riaccendere il conflitto su larga scala è stato il massacro della base di Brak Al-Shatti, nel Fezzan, dove il 18 maggio oltre 100 appartenenti alla forze fedeli ad Haftar sono stati uccisi – alcuni dei quali giustiziati – in un attacco condotto da unità appartenenti ad una milizia misuratina ed alla Benghazi Defence Brigade (la forza formata da elementi bengasini che hanno lasciato la città dopo la "vittoria" di Haftar e che risponde al Gran Mufti Ghariani). Dall'attacco ha preso le distanze il Consiglio Presidenziale, ma Serraj è stato costretto a sospendere il Ministro della Difesa Mahdi Al-Barghathi al quale, almeno formalmente, le milizie misuratine dovrebbero rispondere. Quell'episodio, condannato anche dalla comunità internazionale e dalla Lega Araba, ha riacceso le ostilità nel Fezzan tra le forze di Haftar e quella legate alle autorità di Tripoli, in particolare attorno alla strategica oasi di Jufra, controllata dai Misuratini con il supporto di elementi della BDB, che costituisce un crocevia fondamentale nella regione. Sabato 27 maggio, la stessa Jufra è stata attaccata da aerei dell'Aeronautica Egiziana che hanno condotto almeno 2 attacchi, uno la mattina ed uno la sera, colpendo postazioni, edifici e depositi. Altri raid sono stati condotti contro i vicini villaggi di Houn e Ueddan. Il giorno prima, sempre aerei egiziani avevano attaccato Derna e le posizioni della Shura dei Mujahedin locale – coalizione che comprende gruppi legati ad Al Qaeda ed alla Fratellanza Musulmana – per rappresaglia all'attacco di Minya, in Egitto, in cui miliziani jihadisti avevano uccisi 28 Cristiani copti. Secondo alcuni testimoni, Derna sarebbe stata attaccata anche stamattina. Secondo l'Egitto, infatti, una parte degli autori dell'attacco – che era stato al solito rivendicato da IS - avevano forti legami proprio con la città da sempre culla dell'integralismo libico. Il Consiglio Presidenziale di Serraj ha condannato duramente gli attacchi egiziani bollandoli come una violazione della sovranità libica, mentre il Parlamento di Tripoli ha, invece, espresso il suo supporto. Fatto sta che la situazione in Libia è tornata a farsi caldissima, mentre Serraj appare sempre più debole; incapace di controllare le stesse milizie che in teoria dovrebbero rispondere al suo governo e ormai sostanzialmente privo dell'appoggio della Casa Bianca, oggi preoccupata da tutt'altri dossier che non quello tripolino.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Vertice NATO: aggiornamenti 26-05-2017

 

Si è tenuto ieri 25 maggio il summit NATO che vede la partecipazione dei Capi di Stato e di Governo. La riunione si terrà al nuovo Quartier Generale e fa il punto sui lavori in corso ormai da un anno ma con attenzione particolare a due temi: l’incremento della presenza in Afghanistan e il burden sharing.

a cura di Marco Giulio Barone
anteprima La proposta di Leonardo per la minaccia cyber 26-05-2017

Presentata da Leonardo al Forum PA, evento dedicato ai temi dell’innovazione della Pubblica Amministrazione in programma dal 23 al 25 maggio a Roma, una soluzione innovativa di cyber intelligence per contrastare e prevenire minacce di tipo ransomware, il virus che agisce criptando i dati degli utenti e chiedendo un riscatto per rilasciarli.

a cura di Redazione
anteprima 2° Simposio CESMA sull'"Airpower" 25-05-2017

Il 23 ed il 24 maggio si è svolto, presso il Centro Alti Studi della Difesa, il 2° Simposio sull’Airpower organizzato dal Centro Studi Militari Aeronautici - CESMA, edizione che fa seguito alla prima del marzo 2014. 

a cura di Andrea Mottola
anteprima Manchester: i sospetti legami di Abedi 24-05-2017

La dinamica dell’attacco di Manchester sembra ormai chiara. L’attentatore, il britannico di origini libiche Salman Abedi, si sarebbe fatto esplodere alla fine dello spettacolo, nella parte più esterna dell’Arena. Un modo per non dover entrare all’interno, ed imbattersi in qualche controllo, e celarsi il più possibile tra la folla di teeneager in deflusso. Un target, dunque, estremamente soft e molto facile da raggiungere. La Polizia ha arrestato altre 3 persone presumibilmente legate all'evento, di cui una Whalley Range, nell'area metropolitana della città, e una seconda a Fallowfield, quartiere a circa 4 km dal centro di Manchester. Non è chiaro il livello di coinvolgimento dei 3, tra i quali potrebbe esserci il fratello dello stesso Abedi. Quest’ultimo, anche se ha agito da solo, potrebbe aver avuto il supporto, come spesso accade in questi casi, di elementi logistici che potrebbero averlo coadiuvato nell’assemblamento dell’ordigno e nel procurarsi l’occorrente, e assistito nella pianificazione, magari con l’aiuto di ulteriori elementi ancora. Figlio di genitori fuggiti dalla Libia durante gli anni del regime di Gheddafi – e questo fatto potrebbe anche indicare una loro appartenenza o vicinanza o, ancora, simpatia, verso la Fratellanza Musulmana – Abedi nell’ultimo anno aveva fatto la spola con la Libia, dove, si sospetta, potrebbe aver avuto più di un contatto con le diramazioni locali di Al Qaeda o dell’IS e ricevuto anche addestramento ed inquadramento. Le indagini dovranno chiarire tutto: contatti, frequentazioni, ecc., ed a tal proposito sono a lavoro sia l’MI5, il Servizio segreto interno, sia il potentissimo GCHQ (Government Communications Headquarters), la variante britannica dell’NSA americana per ciò che concerne lo “storico” delle comunicazioni del soggetto. Di particolare importanza, sarà anche l’analisi dei resti dell’ordigno recuperati sulla scena, a cominciare dai chiodi e bulloni e dai campioni dell’esplosivo. Intanto, le autorità britanniche hanno elevato il livello di sicurezza a critico, livello che indica ulteriori attacchi come imminenti, e deciso di incrementare il numero dei militari a protezione degli obbiettivi più sensibili (mentre si sta valutando pure l’ipotesi di impiegarli anche per la sicurezza dei concerti) per rendere disponibile un numero maggiore di poliziotti per attività di pattugliamento e controllo del territorio più dinamiche. Tra questi ci sono anche i team in azione nell’ambito del Progetto SERVATOR, ovvero quei team, appiedati o a bordo di veicoli specializzati, addestrati per riconoscere individui sospetti intenti a condurre sopralluoghi di potenziali obbiettivi o “ricognizione ostile”.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Quattro CHINOOK speciali per le SOF italiane 24-05-2017

Lo Stato Maggiore ha dato il via all'acquisizione di 4 nuovi elicotteri Boeing CH-47F in variante ER (Extended Range) per equipaggiare il 3° Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali (REOS) ALDEBARAN. Il finanziamento ha già avviato il suo iter ed entro l'anno il contratto con Boeing potrebbe essere firmato. Le macchine per il REOS ricalcheranno la variante Extended Range canadese e saranno, dunque, dotate di serbatoi maggiorati di serie con sponson laterali "più grassi". Questo permetterà di estendere notevolmente l'autonomia degli elicotteri senza dover ricorrere a kit di carburante installabili internamente in cabina evitando così di sacrificare spazio prezioso per il trasporto di personale e materiali. Prevista anche l'adozione di sonda rigida per il rifornimento in volo. Il contratto potrebbe avere un valore di un'ottantina di milioni e comprendere anche una robusta componente di supporto considerando che 3 delle 4 macchine devono essere sempre disponibili.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Il terrore colpisce Manchester 23-05-2017

Il terrorismo è tornato a colpire l'Europa. Lo ha fatto, questa volta, come al Bataclan, durante un concerto. Ventidue i morti finora accertati tra i tantissimi teenager che affollavano la Manchester Arena per il concerto di Ariana Grande. La Polizia ha parlato subito di terrorismo e mano, mano si è fatta strada la pista di un attentato kamikaze. Se questa ipotesi fosse confermata, si tratterebbe di un fatto molto grave che va ben oltre la casistica del lupo solitario che colpisce all'arma bianca o si lancia con un auto o un camion sulla folla. La presenza della cintura esplosiva, infatti, rimanda inevitabilmente ad una pianificazione più accurata e sistematica e ad una struttura logistica che, seppur rudimentale, implica la disponibilità di luoghi ed appartamenti sicuri, nonché ad una capacità di assemblaggio di ordigni. In realtà, al di là di queste considerazioni tecniche, se guardiamo alla frequenza ed alla sistematicità con cui il terrorismo ha colpito l'Europa negli ultimi 4-5 anni siamo di fronte, lo ripetiamo ancora una volta, ad un fenomeno molto ampio e variegato. Un fenomeno di massa, potremmo dire, perchè se contiamo gli attentati concretizzati, e le loro conseguenze umane, materiali e simboliche, e quelli sventati siamo di fronte a numeri senza precedenti. Anche perchè all'area operativa materialmente responsabile degli attacchi bisogna aggiungere quella logistica e quella di fiancheggiamento ideologico e culturale. Insomma, un mondo vasto che si nutre di una narrativa di tipo fondamentalista liberamente fruibile sul Web e che si sente parte della stessa comunità radicalmente alternativa a quella europeo-occidentale all'interno della quale vive. Una comunità composta da migliaia di soggetti difficilmente controllabile in tutta la sua profondità ed ampiezza. Manchester è poi una delle storiche roccaforti del fondamentalismo britannico – come e per certi aspetti più di alcuni quartieri di Londra – senza dimenticare il fatto che sono quasi 2.000 i foreign fighters che negli ultimi anni hanno lasciato il Regno Unito per andare a combattere in Siria ed in Iraq con IS, ma anche con Al Qaeda/Al Nusra. E proprio il figlio di Osama Bin Laden, Hamza, una settimana fa aveva lanciato un appello ai seguaci di Al Qaeda per colpire i crociati in Europa con qualunque strumento. Tradizionalmente ad appelli del genere fanno seguito gli attacchi, o dei tentativi di attacco, mentre la stessa Al Qaeda ha ormai quasi completamente egemonizzato il fronte ribelle in Siria e sta approfittando della progressiva sconfitta dell'IS per tornare a rafforzarsi e ad essere leader dell’internazionale jihadista.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Aggiornamenti Manchester: IS rivendica 23-05-2017

Lo Stato Islamico, con un comunicato diffuso dalla sua agenzia di stampa, Amaq, ha rivendicato l'attentato di Manchester, mentre iniziano a filtrare i primi elementi sulla dinamica. La Polizia ha reso noto che l’attacco sarebbe stato condotto con un ordigno rudimentale fatto in casa dopo che si era già parlato della presenza sulla scena di bulloni e chiodi. Questi ultimi, generalmente, vengono impiegati per rinforzare le cinture esplosive, o altri tipi di ordigni rudimentali, e per incrementarne gli effetti letali. La presenza di una cintura esplosiva rimanderebbe ad un attacco maggiormente sofisticato con una una pianificazione più accurata e sistematica ed una struttura logistica che, seppur rudimentale, implica la disponibilità di luoghi ed appartamenti sicuri e una capacità di assemblaggio di ordigni. Nel frattempo, le autorità hanno condotto un primo arresto legato allo strage. Si tratta di un 23enne, fermato dopo un blitz nella località di Chorlton, nella parte meridionale della Greater Manchester. Ulteriori dettagli non sono stati al momento forniti. Il Premier britannico Theresa May ha detto di aspettarsi altri attentati e che l’identità dell’autore della strage è già nota, ma non può ancora essere rivelata. Manchester è una delle storiche roccaforti del fondamentalismo britannico – come e per certi aspetti più di alcuni quartieri di Londra – senza dimenticare il fatto che sono quasi 2.000 i foreign fighters che negli ultimi anni hanno lasciato il Regno Unito per andare a combattere in Siria ed in Iraq con IS, ma anche con Al Qaeda/Al Nusra. E proprio il figlio di Osama Bin Laden, Hamza, una settimana fa aveva lanciato un appello ai seguaci di Al Qaeda per colpire i crociati in Europa con qualunque strumento. Tradizionalmente ad appelli del genere fanno seguito gli attacchi, o dei tentativi di attacco, mentre la stessa Al Qaeda ha ormai quasi completamente egemonizzato il fronte ribelle in Siria e sta approfittando della progressiva sconfitta dell'IS per tornare a rafforzarsi e ad essere leader dell’internazionale jihadista. Ma la rivendicazione di IS potrebbe rimettere tutto in gioco. 

a cura di Pietro Batacchi