LEONARDO
RID Articoli Mese
anteprima logo RID Eurosatory 2018: le armi leggere

Tra le novità di Eurosatory 2018 vorremmo segnalare il notevole miglioramento dell’esibizione dinamica che era incentrata sui temi della “security”, grazie anche alla presenza massiccia di reparti di polizia e paramilitari francesi. La versione più completa di questa “demo live”, a cui abbiamo potuto assistere in anteprima (nel corso di un evento riservato alla stampa e svoltosi il 10 giugno, alla vigilia dell’apertura ufficiale di Eurosatory), ha visto la partecipazione del RAID (Recherche, Assistance, Intervention, Dissuasion) della Polizia Nazionale francese, delle BRI - PP (Brigade de Recherche et d’Intervention - Préfecture de Police), della Prefettura di Parigi insieme ai pompieri, delle Forze Speciali del CFST (Commandement des Forces Spéciales Terre) e del GIGN (Groupe d’Intervention de la Gendarmerie Nationale). Il gruppo del RAID ha esordito con una esibizione di reazione rapida ad un'imboscata terroristica ad un convoglio automobilistico compiuta con un IED e con una squadra di fuoco. Le BRI - PP hanno simulato una presa d’ostaggio su un autobus con irruzione liberazione ostaggi e recupero feriti (con concomitante minaccia CRBN). Le Forze Speciali del CFST invece, hanno messo in atto un attacco ad un “tecnica” di terroristi che attuava un posto di blocco, mettendo prima in gioco diversi assetti di ricognizione e supporto sino ad un scontro diretto effettuato dal 1er RpiMa - 1er Régiment de parachutistes d'infanterie de Marine che eliminavano la minaccia. L’intervento finale del GIGN è stato preceduto dal cosiddetto “Tir de confiance” che consiste nel tiro-effettuato con un revolver Manurhin MR-73 calibro .357 Magnum, impiegando munizionamento reale, da una distanza di circa 8 m, contro un piattello posto davanti alle protezioni balistiche di un collega. E’ un esercizio che tutti i futuri appartenenti al gruppo devono eseguire prima di entrare a pieno ruolo nel GIGN: una tradizione abbastanza nota… almeno in Francia. Gli uomini del GIGN simulavano poi la liberazione di gruppi di ostaggi in 2 separate abitazioni; per l’azione venivano utilizzati un fuoristrada 4x4 LAND CRUISER LC-200, modificato e protetto dalla Centigon France, dotato anche di apertura nel tetto (Fortress intervention), e un blindato 4x4 SHERPA, modificato con sovrastruttura a passerella per operare a differenti altezze da terra. L’occasione ha permesso di osservare meglio anche la dotazione di armamenti leggeri di queste unità: nelle forze del CFST si notavano i fucili d’assalto Fabrique Nationale Herstal (FN) SCAR (Special Operations Forces Combat Assault Rifle) L e Heckler & Koch HK-416, entrambi in calibro 5,56x45, oltre ai fucili di precisione (DMR, Designated Marksmann Rifle) HK G-28 in calibro 7,62x51. Tra l’altro non tutti gli HK-416 utilizzati erano del modello HK-416F adottato dall’Armée de Terre: numerosi esemplari appartenevano infatti a lotti acquisiti dalle Forze Speciali francesi ben prima dell’adozione del modello F da parte dell’Esercito. Il GIGN era equipaggiato con il fucile d’assalto CZ-806 BREN 2 in calibro 7,62x39, nella compatta configurazione con canna da 9 pollici (228,6 mm), anche questo di recente acquisizione. Presenti anche i fucili HK-416 in calibro 5,56x45, le pistole mitragliatrici HK MP-7 calibro 4,6x30 (PDW Personal Defence Weapon) ed i fucili a pompa calibro 12 STF-12 COMPACT dell’italiana Fabarm; le pistole in dotazione erano invece tutte Glock. Riguardo agli HK-416F, cui abbiamo accennato prima, l’arma sta iniziando a rimpiazzare il FAMAS (Fusil d’Assault de la Manufacture d’Armes de Saint-Etienne) nelle fila dell’Esercito Francese nell’ambito di un programma che prevede l'introduzione di 117.000 esemplari. Tra il 2017 ed il 2028 è prevista la consegna di 93.080 HK-416F, 77.000 dei quali andranno agli uomini ed alle donne della FOT (Force Operationnelle Terrestre), mentre i restanti saranno destinati a reparti al di fuori della FOT o appartenenti alla Riserva. Di questi 93.080 fucili, 38.505 saranno nella versione standard (lunghezza complessiva tra 83 e 93 cm) compresi 14.915 “felinizzati” (cioè dotati di kit FELIN) mentre 54.575 HK-416F saranno in configurazione corta (lunghezza compresa tra 74 ed 84 cm).

a cura di
anteprima logo RID Elicotteri antisom

Da molto tempo gli elicotteri imbarcati rappresentano un importante strumento per la caccia antisom. L’Italia è stata tra i primissimi Paesi ad impiegare elicotteri imbarcati: nel 1962 i primi AB-47J vennero imbarcati sulle fregate classe BERGAMINI, modificate in sede di costruzione con l’aggiunta di un ponte di volo di un hangar telescopico; questi elicotteri leggeri erano stati appositamente upgradati dall'Agusta per portare un siluro leggero Mk-44 oppure alcune boe-sonar omnidirezionali. Nel 1964 i Sikorsky SH-34G vennero imbarcati sugli incrociatori leggeri classe DORIA (le prime unità al mondo ad essere state progettate sin dall’inizio con hangar e ponte di volo per elicotteri) ed equipaggiati con sonar AQS-4 e siluri Mk-44. Prima gli AB-47J e poi gli SH-34G vennero gradualmente sostituiti, a partire dal 1964, dall'AB-204AS (ovvero Antisom), equipaggiati con un sonar AQS-5, radar ARI-5955 e 2 siluri Mk-44, con un notevole miglioramento delle capacità operative. Per confronto tutte le numerose classi di fregate e caccia statunitensi costruite negli anni ‘60 non disponevano di hangar e ponte di volo, oppure, al più, avevano delle sistemazioni per i piccoli droni antisom QH-50 DASH, utilizzati come vettori di siluri o di cariche di profondità. Bisogna arrivare al 1971 per l’entrata in servizio dei primi elicotteri SH-2D SEA SPRITE LAMPS Mk-I, che in alcuni casi erano imbarcati al posto dei DASH, modificando l’hangar. Del resto la disponibilità di portaerei e aerei da pattugliamento marittimo ha influenzato molto le scelte progettuali statunitensi, tanto che i primi 28 caccia della classe BURKE (Fligth I e Fligth II), entrati in servizio tra il 1991 e il 1999, dispongono soltanto di una piattaforma per elicotteri, senza alcun hangar. La presenza di un elicottero imbarcato consente di estendere notevolmente le capacità di scoperta e attacco di contatti subacquei. L’utilizzo di un sonar filabile e/o di boe sonar consente di poter sfruttare al meglio le possibilità offerte da diverse quote a cui posizionare il trasduttore e dai diversi aspetti con cui si può presentare il contatto rispetto a quanto fatto dalla nave. Altre caratteristiche di fondamentale importanza sono la capacità di trasferirsi rapidamente da un punto di dipping ad un altro, e la pressoché assoluta invulnerabilità del mezzo aereo rispetto al sommergibile (almeno fino a quando non saranno disponibili operativamente missili profondità-aria). Queste capacità sono essenziali in fase di caccia (scoperta, classificazione e tracciamento), ma vengono sfruttate anche per la condotta di attacchi. Basti pensare che nella Royal Navy né le future fregate Type-31, né tanto meno le nuove fregate antisom Type-26 attualmente in costruzione, dispongono di tubi lanciasiluri e che, di conseguenza, possono effettuare un attacco solo ed esclusivamente con l’impiego degli elicotteri imbarcati.

a cura di
anteprima logo RID Fincantieri acquista Vitrociset

Fincantieri e Mer Mec, leader mondiale nei treni di misura e sistemi di sicurezza – società facente parte del gruppo Angel di Vito Pertosa, realtà industriale high-tech che progetta e sviluppa soluzioni ad alta tecnologia per i settori Aviation, Spazio, Trasporto, Survey e Internet delle cose – hanno firmato un accordo per l’acquisizione congiunta e paritaria del 98,54% di Vitrociset, società che opera nelle attività di addestramento e supporto in ambito ICT nei mercati della difesa e sicurezza, oltre che nei settori di logistica, trasporti e spazio. Vitrociset è attiva nella progettazione di sistemi di automazione, comando e controllo, nelle attività di test, simulazione e training e nello sviluppo di sistemi per la sicurezza e distribuzione dati attraverso 3 Business Unit: Defence & Security, Space & Big Science e Transport & Infrastructure. La società si rivolge a mercati fortemente competitivi ed estremamente diversificati e serve un ampio ventaglio di clienti istituzionali, corporate ed enti governativi, fra cui il Ministero della Difesa, l’Esercito Italiano, la Nato Support Agency, l’Agenzia Spaziale Europea e Lockheed Martin, per citarne solo alcuni. Occupa circa 800 dipendenti e ha realizzato nel 2017 ricavi per circa 163 milioni di euro, previsti in crescita nel 2018. Il closing sarà soggetto alle consuete condizioni previste per questo tipo di operazioni nonché al mancato esercizio della golden power da parte del Governo italiano. Con questa operazione Fincantieri rafforzerà il proprio portafoglio prodotti e servizi nell’ambito della divisione Services, creando un centro di eccellenza ad altissimo contenuto tecnologico dedicato all’ingegneria dei sistemi di difesa. L’Amministratore Delegato di Fincantieri Giuseppe Bono ha commentato: “Acquisire una società dell’importanza di Vitrociset ha una valenza strategica significativa. Questa operazione infatti, ci permetterà non solo di allargare e potenziare le nostre competenze e quelle delle nostre controllate che operano con noi in questi ambiti, ma ci consentirà anche di ampliare la gamma e la qualità della nostra offerta e di avere accesso ad un bacino di risorse altamente qualificate. Questa acquisizione si inserisce perciò pienamente nella strategia, già da tempo avviata da Fincantieri, di rafforzare le nostre competenze per fornire ai nostri clienti il supporto logistico indispensabile per l’operatività delle navi militari”.

a cura di
anteprima logo RID Type 055 Classe RENHAI

Ben poche forze navali, nel giro di un ristretto numero di anni, possono vantare come la Marina Cinese (PLAN, ovvero People’s Republic of China Navy) uno sviluppo così rapido nel settore dei cacciatopediniere (DDG). A partire dagli anni ’90, sulla scia della spettacolare crescita dell’economia del Paese, sono stati infatti introdotti in rapida successione ben 4 tipi di unità della suddetta categoria via via più prestanti ed avanzati (vedi RID 10/2013 pagg. 56-71): il Type 052 Classe LUHU, il Type 052 B Classe LUHAI, il Type 052 C Classe LUZHOU e il Type 052 D Classe LUYANG III, quest’ultimo, almeno inizialmente, considerato “l’AEGIS cinese” (ovvero l’equivalente dei DDG Classe BURKE dell’US Navy). Con l’introduzione dei Type 052 D, entrati in servizio a partire dal 2013/14, sembrava che la produzione si stesse standardizzando su questo tipo di unità, come ha fatto la Marina Americana con i BURKE per molti anni (anche se, naturalmente, apportando modifiche – ovviamente non sostanziali – con il passare del tempo) e continua a fare tuttora (vedi i BURKE Flight III). La Marina Cinese non si è tuttavia accontenta e ha puntato più in alto introducendo un nuovo tipo di DDG di maggiori dimensioni con prestazioni e capacità superiori a quelle del del Type 052 D. Il primo indizio dell’avvio della realizzazione di un nuovo tipo di unità di dimensioni superiori a quelle dei caccia Type 052 D Classe LUYANG III lo si ebbe nell’aprile del 2014 allorché un'immagine satellitare del poligono strumentale della Marina Cinese di Wuhan (che si occupa di attività riguardanti l’impronta elettronica/IR delle navi destinate alla costruzione) mostrò un mock-up, a grandezza naturale, della sovrastruttura di una nuova unità che inizialmente, per le sue notevoli dimensioni, venne fatta rientrare nella categoria degli incrociatori. La costruzione del primo esemplare del nuovo supercacciatorpediniere, designato Type 055 Classe RENHAI, venne commissionato il 14 agosto 2014 al cantiere Jiangnam di Shanghai che iniziò i lavori nel successivo dicembre effettuando il varo dell’unità il 28 giugno 2017. La seconda unità, impostata nello stesso cantiere il 28 aprile 2017, è stata varata nell’aprile di quest’anno. La 3a e la 4a sono state assegnate ai cantieri Dalian, la 5a ai cantieri Jiangnam mentre la 6a ancora ai cantieri Dalian. Delle 8 unità previste (almeno finora), 6 sono in diversi stadi di costruzione con le prime 2 in fase di allestimento.

a cura di
anteprima logo RID L’Iran aggiorna e riattiva i Su-22

Lo scorso 25 luglio si è svolta la cerimonia di consegna di 10 cacciabombardieri Su-22M4 FITTER. aggiornati localmente e riportati in servizio attivo nelle Forze Aerospaziali dei Pasdaran iraniani.

a cura di
anteprima logo RID Ecco il super-AEGIS giapponese MAYA

Domenica 29 luglio è stato varato presso i cantieri Japan Marine United, a Isogo Ward (Yokohama), il DDG-179 MAYA, primo dei 2 nuovi supercaccia AEGIS da 11.400 tonnellate e lunghi 170 metri, derivati dai KONGO degli anni ’90, impostato il 17 aprile 2017. Si tratta di un nuovo tassello del sistema di difesa ATBM impostato dal Giappone 20 anni fa per fronteggiare la minaccia missilistica e nucleare nordcoreana. E anche se il recente (e apparente) disgelo tra Washington e Pyongyang sta provocando dei ripensamenti sul costoso sistema AEGIS ASHORE, il Giappone porta avanti le capacità difensive mobili rappresentate dalle sue unità navali. I 4 KONGO, unità ordinate nel 1988, derivate dagli ARLEIGH BURKE americani, e completate tra 1993 e 1998, erano all’epoca armate con i soli missili AAW di zona STANDARD SM-2MR, lanciabili da moduli VLS Mk-41 con complessive 90 celle, poi affiancati durante l’upgrade 2007-2010 dall’SM-3 Block-IA, con capacità contro missili balistici a corto e medio raggio. I 2 ATAGO, prima versione migliorata dei KONGO, entrati in servizio nel 2007-2008 già impiegavano SM-2 Block-III e SM-3 Block-IA. I 2 MAYA, che saranno consegnati nel 2020-2021, imbarcheranno invece il sistema SM-3 Block-IIA, sviluppato assieme agli Stati Uniti come intercettore per l’ingaggio di IRBM (Intermediate Range Ballistic Missile) e (limitatamente) anche di ICBM (Inter Continental Ballistic Missile), e sono predisposti pure per l’impiego dell’SM-6. Armi associate all’architettura AEGIS Baseline J7 (l’equivalente giapponese dell’attuale AEGIS Baseline 9/BMD 5.1) con radar multifunzionale SPY-1D(v) e radar di ricerca di superficie e tracciamento in banda X Northrop Grumman AN/SPQ-9B. La seconda unità della sottoclasse MAYA (DDG-180), impostata il 23 gennaio di quest’anno, sarà varata nella primavera 2019.

a cura di
anteprima logo RID La Cina partecipa ad AVIADARTS

L’edizione 2018 dell’annuale esercitazione aerea AVIADARTS vede la partecipazione di un grosso contingente dell’Aeronautica Cinese (PLAAF). Mentre la prima fase dell’esercitazione – svoltasi, come ogni anno, alla fine di maggio - ha coinvolto unicamente velivoli russi, la seconda fase dell’AVIADARTS (29/7-11/8) vede la partecipazione di un cospicuo numero di aerei appartenenti a Forze Aeree amiche alleate, come Bielorussia, Kazakhstan e, appunto, Cina, impegnate sul poligono di Dubrovichi. Dal 21 luglio, secondo quanto comunicato dal Ministero della Difesa russo, diversi velivoli cinesi sono stati rischierati presso la base aerea di Dyagilevo, nella regione di Ryazan, che ospita anche un distaccamento bielorusso di aerei d’attacco al suolo Su-25 ed elicotteri Mi-8 e Mi-24. Nello specifico, il contingente cinese è costituito da una coppia di bombardieri H-6K appartenenti alla 10ª Divisione Bombardieri/28° Reggimento di Anqing e da un aereo da trasporto Y-9 della 4ª Divisione Trasporto/10° Reggimento di Chengdu-Qiongli - primo rischieramento estero per entrambi i velivoli - e da 3 cacciabombardieri JH-7A della 5ª Divisione attacco al suolo/15ª Brigata Aerea di stanza a Weifang. A tali apparecchi si sono aggiunti 4 caccia J-10A che hanno raggiunto il resto del contingente durante il fine settimana, insieme a caccia multiruolo Su-30 ed elicotteri Mi-35 e Mi-171 kazaki. I velivoli cinesi effettuano simulazioni di combattimento aria-aria (BVR e dogfight) e sessioni di tiri aria-sup, compresa l’effettuazione di missioni SEAD con missili antiradiazioni YJ-91 (copia cinese del Kh-31 russo recentemente messa in servizio) che equipaggiano i J-10.

a cura di
anteprima logo RID La Corea del Nord continua la produzione di ICBM

Nonostante il recente riavvicinamento agli USA e l’incontro Trump Kim Jong Un, la Corea del Nord starebbe proseguendo la produzione di missili balistici intercontinentali a propellente liquido nel sito di Sanumdong. Le attività in corso sarebbero documentate da immagini satellitari in mano all’intelligence americana. L’ultimo test con un missile intercontinentale da parte di Pyongyang è stato effettuato alla fine dello scorso anno, quando fu sperimentato l’HWASONG-15

a cura di
anteprima logo Stato Maggiore Difesa Kosovo:Carabinieri addestrano Polizia

I Carabinieri del Msu in missione in Kosovo, nell'ambito di un progetto finanziato dall'Unione Europea, concludono i primi due corsi di addestramento a favore della Kosovo Police

a cura di
anteprima logo Esercito Italiano Conclusa l’esercitazione IDRA 2018

Le Unità del Bacino Operazioni Speciali del COMFOSE in addestramento congiunto con il 3° REOS e l'Aeronautica Militare

a cura di
anteprima logo Marina Italiana Espero si esercita con fregata turca Gediz

La mattina del 28 Luglio, nelle acque del Mediterraneo Centrale, nave Espero, impegnata nell'Operazione Mare Sicuro, ha avuto la possibilità di effettuare alcune esercitazioni con la fregata TCG Gediz, appartenente alla classe Gaziantep della Marina Turca.

a cura di
anteprima logo Aeronautica Italiana Equipaggi "Predator" addestrati in Italia

AERONAUTICA: PRIMI EQUIPAGGI VELIVOLI A PILOTAGGIO REMOTO “PREDATOR” ADDESTRATI COMPLETAMENTE IN ITALIA

L’integrazione di sistemi di simulazione avanzati è elemento portante nella rivoluzione nei settori dell’addestramento e delle operazioni, punti di forza della nuova era ’Aeronautica 4.0’

Concluso presso la base aerea di Amendola il primo corso di abilitazione interamente svolto in Italia per piloti e sensor operator su velivoli a pilotaggio remoto Predator. L'Aeronautica Militare, grazie alla recente acquisizione del simulatore MQ-1 presso il 28° Gruppo del 32° Stormo, diventa così la prima forza aerea europea a svolgere in house tutta la fase addestrativa di abilitazione su assetti APR di classe strategica. Questa capacità va ad affiancare i corsi di addestramento basico, propedeutici al conseguimento di titoli e qualifiche relativi al pilotaggio di sistemi APR di classe "Tattici", "Leggeri" e "Mini e Micro" o per l'impiego dei loro sensori, svolti dall'Aeronautica Militare attraverso il Centro di Eccellenza per Aeromobili a Pilotaggio Remoto, anche a favore delle altre Forze Armate e di altri Dipartimenti e Corpi Armati dello Stato.

Il nuovo sistema di simulazione permette di svolgere per intero le diverse fasi dell'iter addestrativo, da quella di "Launch and Recovery", ovvero relativa alla gestione del velivolo durante le operazioni a terra, di decollo e di atterraggio, a quella di "Mission Control", fase puramente tattica che consente il raggiungimento dell'area di operazioni per la raccolta delle informazioni sull'obiettivo assegnato, nonché tutta la parte addestrativa riguardante la gestione e la risoluzione delle emergenze in volo e a terra. 

La nuova piattaforma addestrativa in dotazione al Reparto pugliese va ad integrare quelle già utilizzate dal Centro di Eccellenza per Aeromobili a Pilotaggio Remoto e costituite dall' "UAS (Unmanned Aerial Systems) Battle Lab", un cluster di simulatori rappresentativi di diversi sistemi APR delle classi Mini, Tattici e MALE (Medium Altitude Long Endurance) che consente l'impiego congiunto delle tre piattaforme in scenari virtuali complessi, e dal più recente simulatore APR di missioni strategiche acquisito all'inizio del 2018 nell'ambito di un programma addestrativo multinazionale dell'Agenzia Europea per la Difesa (EDA) denominato "Interoperable MALE RPAS ISR Training" (IMRIT). Italia e Francia sono al momento gli unici Paesi europei ad avere già in servizio questo sistema di simulazione avanzato, di cui progressivamente verranno dotati anche i Centri di Eccellenza e le Scuole APR militari di Germania, Grecia, Olanda, Polonia, Spagna (MALE RPAS Community), Belgio e Regno Unito (European Air Group). Una "cornice addestrativa" che, una volta ultimata, andrà ulteriormente a migliorare l'interoperabilità tra gli Stati Membri, con vantaggi addestrativi e significativi risparmi di risorse. 

Tutte queste capacità, espresse dall'Aeronautica Militare con il 32° Stormo e il Centro di Eccellenza APR, fanno dell'aeroporto di Amendola un polo di riferimento unico nel panorama nazionale interforze per l'addestramento nel segmento Aeromobili a Pilotaggio Remoto. L'acquisizione e la progressiva integrazione nei processi addestrativi e poi operativi di questi nuovi sistemi di simulazione avanzata e la loro progressiva federazione in un unico network costituisce uno dei pilastri fondamentali della nuova era "Aeronautica 4.0", un processo di innovazione a 360° che coinvolge tutti i principali settori della Forza Armata, dal personale, alla logistica, passando appunto per l'addestramento e le operazioni. Una rete distribuita di sistemi che consentono la simulazione di tipo live, virtual e constructive generando ambienti operativi complessi e garantendo lo scambio delle informazioni per il raggiungimento di quella superiorità decisionale che costituisce il comune denominatore ed il reale valore aggiunto per il successo nelle moderne operazioni militari. Successo che deve partire necessariamente proponendo modelli addestrativi particolarmente fedeli ed integrati.

 

Leggi la news completa sul sito dell'Aeronautica Militare

a cura di
  1 2 3 4 5 6 7 8 Next >>